Scomparso da 10 anni nella notte di Halloween: “Aiutatemi a ritrovare mio marito”. 31/10/2015

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Scomparso da 10 anni nella notte di Halloween: “Aiutatemi a ritrovare mio marito”

Appello della moglie di Emo Piccioni: l’uomo era stato attirato a Prato Sesia da una telefonata arrivata nella sede dei Testimoni di Geova

Sabato pomeriggio Enza Gentina andrà per l’ultima volta in piazza a Prato Sesia, davanti all’ufficio postale, per affiggere un foto del marito e lanciare l’ennesimo appello a chi sa qualcosa. Dieci anni fa, nella sera di Halloween, scompariva Emo Piccioni, un fedele dei Testimoni di Geova attirato a Prato Sesia da una telefonata fatta alla sede del gruppo religioso a Borgomanero. «Ogni anno, la sera del 31 ottobre, sono andata a portare la foto di Emo – racconta Enza Gentina – non solo a Prato Sesia ma in tante località delle province di Novara, Vercelli e Biella, per avere un briciolo di aiuto. Nulla». 

L’auto a Prato Sesia  

Piccioni, il 31 ottobre 2005, andò a Prato con la Fiat Punto, per ritirare i documenti di un «confratello» – così diceva la voce anonima al telefono – appena recuperati. L’auto è stata trovata sulla piazza di Prato, nel luogo dell’appuntamento, senza nessuna forzatura, ma dell’imprenditore metalmeccanico di Borgomanero si è persa ogni traccia. «Ho sperato per dieci anni – dice Gentina -. Con la mia famiglia non abbiamo trascurato nessuna pista. C’è stata l’indagine degli inquirenti, abbiamo interpellato un investigatore privato svizzero. Tutto inutile». E c’è di più. 

L’investigatore svizzero  

Anche l’investigatore svizzero è sparito. Qualcuno dice che sia in Asia. «Ho parlato con altre persone alle quali sono scomparsi congiunti e tutti dicono di avere ricevuto telefonate o lettere con indicazioni – dice Gentina -. Magari poi si trattava di segnalazioni infondate però ricevevano qualcosa. A noi, nemmeno un cenno». I Testimoni di Geova non hanno mai commentato la vicenda, anche quando per qualche tempo ha preso credito la pista che Piccioni fosse stato eliminato per le prese di posizione nette contro i satanisti. 

I graffiti nel cascinale  

Altro «giallo» insoluto: nei boschi tra Fara e Briona, in un cascinale abbandonato e ormai ostaggio dei rovi, alcuni cacciatori avevano scoperto, su alcune pareti al primo piano un una stanza, i graffiti con riferimenti a Satana, a seguaci e colpivano Piccioni come esponente dell’anti satanismo. Nessuno ha mai appurato se ciò fosse frutto di uno scherzo, di un mitomane, o qualcosa di più. «Spero ancora nella verità ma senza novità importanti – confida la moglie dello scomparso – il prossimo anno penserò alla domanda di morte presunta». 

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