Rocco Politi – Nuovo Giudizio – Critica del mio operato

 

Rocco Politi

Nuovo Giudizio – Critica

del mio operato

Buonasera, signor Politi.
Vedo ed osservo con quanta passione Lei cerchi di scuotere le coscienze generali in una battaglia che ha come obiettivo dichiarato la “distruzione” del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova.
Questo suo hobby, come ogni altra passione che infiammi l’animo umano, è un segno evidente di quanto Le stia a cuore la questione, e di come essa sia diventata la motivazione “principale” che La spinge ad impegnarsi in prima persona in una lotta senza quartiere.
Tutto ciò sarebbe davvero molto nobile.
Dico “sarebbe” perché, in realtà, tutto ciò è di pessimo gusto. E questo non per un mio personalissimo parere, ma perché è la Costituzione Italiana in prima fila ad inoltrare, nel proprio ordinamento giuridico originario, il principio dell’assoluta legittimità all’esistenza delle “minoranze religiose”. Minoranze religiose tra le quali, con le sue poche migliaia di unità, annoveriamo senza alcun dubbio la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, una confessione di fede “ristorazionista”, cioè non legata a nessuna tradizione istituzionale religiosa (particolarità che, per me, è assolutamente degna di lode).
Io, da italiano, mi dispiaccio enormemente quando leggo o assisto a queste accuse, e ciò lo affermo con la lucida logica di un economista che, per prima cosa, massimizza il risultato che è oggetto di discussione. 
Abbiamo due possibili scenari tramite i quali possiamo argomentare la tematica da Lei sollevata: (1) La Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova è depositaria di verità assoluta – Questo caso renderebbe ogni Sua opinione ed ogni Sua azione degna di censura, in quanto Lei potrebbe indurre molti esseri umani a “sbagliare” una scelta che, in questo caso, sarebbe l’atto più importante della loro vita, con in gioco un destino non da poco: la Risurrezione !!! (2) La Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova è un “covo di demoni” (citazione apocalittica), dove ogni impulso viene emesso per fini lucrativi, anche se mi sembra mirino al passivo (chissà perché?), e dove gli “adepti” della “setta” sono soggetti ad un “lavaggio del cervello” che li rende estranei dalla società civile – Questo caso è il più semplice da risolvere: chi è causa del suo mal, pianga sé stesso !!!
In entrambi i casi, dunque, non bisogna ostacolarli. Nel primo caso perché altrimenti si potrebbe incorrere in una sanzione “divina”; nel secondo perché far parte di loro è una “libera scelta” incontestabile, così come lo è fare il Bungee Jumping o il fumare. Crede forse che fumare sia meno grave che appartenere ad una chiesa tra le milioni esistenti nel mondo ??? La risposta è ovvia, ed è un NO secco.
Concludo ricordandoLe quanto il suo post sia assolutamente Off Topic ma, ciò nonostante, nessuno applicherà su di Lei alcuna forma di censura, considerando anche la discrezione con la quale non si è spinto oltre nelle accuse… un atteggiamento, il nostro, che spero prenderà come esempio cercando, non dico subito, ma col tempo, di riconsiderare le motivazioni che La spingono a praticare questo suo singolarissimo hobby, così come dovrebbero fare tutti coloro che ululano quando vedono calciatori di pelle scura, come dovrebbero fare coloro che vogliono revisionare la storia dello sterminio degli ebrei, come dovrebbero fare coloro che odiano a prescindere un essere umano di etnia rom.
P.s. Non sono Testimone di Geova e, soprattutto, non ho nulla di personale contro di Lei. Qui, in questo gruppo, si parla sì del “Geova” delle Sacre Scritture, ma del “Geova” vero, di quell’essere extraterrestre che, in visita sul nostro pianeta, ha interagito con Abramo, con Giacobbe, con Mosè, con Giosuè, con Elia, con Isaia con Zaccaria ecc… ecc…. Tutto questo “facendo finta che” ciò che è scritto nel Codice di Leningrado corrisponda al vero 😉

 

La risposta di Rocco Politi

Buonasera signor……,

Grazie per aver ritenuto necessario scrivermi a tutti i costi per dissentire del mio operato.

Come ha potuto vedere fare una critica negativa è relativamente facile, molto più facile che farne una positiva, basta essere assolutamente convinto come fa lei del suo giudizio e attenersi a esso per stroncare l’operato altrui.

Ma non sto a entrare nel merito di cosa sia oggettivo e cosa soggettivo in un giudizio sommario come il suo, di solito a cosi tanta pienezza di se mi inchino e ringrazio.

Ma tutte le sue inesattezze nei miei dettate solo da una propria esaltazione personale mi hanno spinto a scrivere per chiarirle.

Molti di quelli che leggono le parole di vita vissuta, spesso ci leggono perché amano scrivere come ha fatto lei e nelle nostre parole cercano anche una seria risposta alla loro brutale sofferenza che stanno vivendo, quindi è anche a loro che è rivolta questa mia risposta, convinto di una cosa che ora mai fa parte del mio DNA, la certezza che Dio ha dato a tutti i la capacità di distinguere la sincerità di chi parla con il cuore e sinceramente, e chi è invece è capace solo giudicarloin ogni modo.

Immaginate di aver scritto un testo per voi molto importante, ci avete sudato sopra, per riportare in poche righe la VOSTRA quarantennale esperienza di vita abiurata, vi ci siete appassionati, una storia a cui tenete molto farla conoscere e pensate di aver fatto del vostro meglio nel rispetto di una accurata e documentata descrizione.

Decidete di condividerla con qualcuno, desiderio più che comprensibile per chi scrive e vuole comunicare qualcosa, consapevoli che presto o tardi vi arriverà e non vi coglierà di sorpresa, una bastonata sulle gengive.

E vi chiedete: Chi è costui che mi giudica, è forse un Dio?

E’ forse un amico che ha vissuto al mio fianco le amarezze che la vita mi ha riservato? NO! E solola solita identica precisa CRITICA NEGATIVA detta anche STRONCATURA.

E a questo punto, possiamo fare i superiori quanto vogliamo, ma fa male, oh sì, brucia come un tizzone ardente, perché questa CRITICA-GIUDIZIO desidera solo farvi sentire che avete fallito, che avete sbagliato, e vuole solo minare le vostre certezze.

Meno male che si sopravvive a tutto questo, perchè letto e riletto da centinaia di giudici che si sono passati l’un l’altro lo stesso testo, vi rafforza ed ecco quindi che vi fa resistere all’impulso di strepitare come bambini inferociti al grande giudice – critico di turno le famose parole: “sei tu che non capisci niente!”

Ho imparato con il tempo a trattenermi dall’impulso di giudicare cosa che ho fatto per 40 lunghi anni a non darla vinta e appendere la penna al chiodo a coloro che me lo chiedono con e senza offese, però con quasi sempre giudizi soggettivi dettati dalla propria esaltazione del proprio ego!

Ecco qualche parola che secondo me sono alla base di chi formula un giudizio-critica e di chi lo riceve, per uscire dal baratro che senza queste parole si creerebbe:

1-Umiltà: Mai sentirsi arrivati, mai essere troppo presuntuosi, mai pensare che il proprio pensiero sia perfetto.

2-Pazienza: per quando chi ci critica possa essere duro (e a volte offensivo), mai e poi mai bisogna perdere la pazienza, mai inalberarsi e fare scenate da prima donna difendendo l’indifendibile offendendo il giudice-critico.

3-Argomentare: alle critiche che ci vengono mosse contro la nostra esperienza di vita, rispondere dando motivazioni sensate anche quando non ci troviamo d’accordo con le inesattezze che ci vengono rivolte dal giudice.

4-Consapevolezza: non dimenticare mai che chi critica è un essere umano e quindi può sbagliare. Non è un essere mitologico infallibile né Dio che conosce ogni cosa e molto spesso le sue osservazioni potrebbero essere dettate da un gusto personale o da una errata visione delle cose e in alcuni casi la completa mancanza di elementi perche troppo orgoglioso di dedicar tempo per documentarsi.

5-Sicurezza: essere sicuri di sé non significa essere arroganti e presuntuosi (vedi il punto 1), ma significa essere consapevoli sia delle proprie capacità che dei propri limiti. Chi scrive dando l’idea di sé di Golia potrebbe avere esito deludente della forza altrui. Chi invece è sicuro di quello che ha scritto nella completa sincerità, non sarà una critica negativa di un semplice essere umano fallibile a farvi perdere la voglia di continuare a scrivere.

6-Buona volontà: mai sottovalutare il fatto che ci sono sempre i margini di miglioramento, si può fare tesoro di ciò che ci viene detto e cercare di assimilarlo e farlo diventare parte del nostro bagaglio culturale. Anche la peggiore critica (peggiore intendo basata sulla completa mancanza di documentazione, fugace e solo stroncante) può portare dei suggerimenti e spunti interessanti.

7-Documentazione: questa è per me la parte più importante. Documentarsi sempre prima di dare un giudizio su di una esperienza di vita e volerla valutare a tutti i costi con il proprio pensiero di semplice essere umano. Anche le nostre risposte dovrebbero essre documentate, potrebbero aprirci nuovi orizzonti che non avevamo considerato. Non si smette mai di imparare cose nuove, anche se poi le accantoniamo perchè le riteniamo fasulle.

Come può vedere signor …..,

fare critica è una questione molto più complessa di quello che lei ha voluto farmi sembrare.

Mi permetta di chiederle con molta sincerità, per scacciare dalla mia mente uno strano tarlo che si è insinuata, alcune domande:

Dove ha visto e osservato il mio cercare di scuotere le coscienze generali in una battaglia che ha come obiettivo dichiarato la “distruzione” del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova?

Lei definisce hobby il mio operare su quale base?

Poi lo giudica di pessimo gusto, con una stranissima valutazione, asserendo stranamente che non per un suo personalissimo parere, ( definire il mio operato di pessimo gusto è forse la comune certezza di tutti, perchè descritto nella costituzione italiana?) ma perché è la Costituzione Italiana in prima fila ad inoltrare, nel proprio ordinamento giuridico originario, il principio dell’assoluta legittimità all’esistenza delle “minoranze religiose”. Minoranze religiose tra le quali, con le sue poche migliaia di unità, annoveriamo senza alcun dubbio la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, una confessione di fede “ristorazionista”, cioè non legata a nessuna tradizione istituzionale religiosa (particolarità che, per me, è assolutamente degna di lode).

Altrettanto strana è la sua valutazione, giudica di poco gusto il mio scritto invece valuta assolutamente degno di lode la descrizione che fa di questa minoranza religiosa.

 

Ecco caro signor……….i principali gruppi compresi nel ristorazionismo sono:

 

Ma l’originale Cristianesimo, usava il brutale ostracismo che i testimoni di Geova mettono in atto con chi dissente dai loro dettami?

 

Ma tenga conto signor Golia deve confrontarsi con il piccolo Davide si ricordi signor………, e ciò che lei scrive viene letto da migliaia di persone che conoscono molto bene come i testimoni di Geova ledono i diritti umani della costituzione nazionale e internazionale, togliendo ai genitori la loro paternità di vedere i loro figli, nonni di vedere i loro nipotini, e di non avere amici, se non nella loro piccola cerchia della loro comunità.

 

Testimoni di Geova – Ristorazionismo? Corrisponde a verità ? Legga attetamente!

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Critiche_ai_Testimoni_di_Geova

  • Il carattere settario

 

La Congregazione dei Testimoni di Geova è stata definita una setta: il Rapporto Guyard del 1995, un documento del parlamento francese sulle sette, la definiva tale[8] e la Relazione sulle sette nell’Unione europea del 1997, oltre a citare diverse volte i Testimoni di Geova, ricordava come in Grecia i testimoni fossero l'”unica setta riconosciuta in quanto tale” nel paese[9]. Parimenti, autori come Anthony A. Hoekema[10], Ron Rhodes[11] e Alan W. Gomes[12] hanno espresso tale convinzione. Nel 2012, Hervé Machi, segretario generale della Missione interministeriale per la vigilanza e la lotta contro le derive settarie ha affermato che in Francia pur non esistendo sette, i Testimoni di Geova presentano un certo numero di problemi che sono caratteristici di una deriva settaria[13].

Di “settario” nei testimoni di Geova i critici rilevano alcuni aspetti:

  • il carattere di “separazione” che vivono gli aderenti rispetto al mondo esterno. Essi perseguono esplicitamente la separazione dal mondo[14][15], estraniandosi dalla società politica e dall’ambito economico, considerati corrotti, nonché dalle altre organizzazioni religiose, giudicate erronee. È scoraggiato intraprendere profonde relazioni sociali con le “persone del mondo”, ovverosia i non testimoni, se non nei limiti del vivere quotidiano, in quanto solo i testimoni accederanno alla vita eterna, mentre tutti gli altri sono destinati alla distruzione[16]. Viene sconsigliato loro di sposarsi o fidanzarsi con non testimoni; è vietato avere qualsiasi tipo di rapporto sociale con disassociati [17], cioè coloro che sono stati espulsi dalla congregazione. Gli interessi del “Regno” prevalgono su ogni altro interesse. Ogni aspetto della vita della persona, come ad esempio tutto ciò che attiene alla scelta universitaria, è assolutamente secondario rispetto all’avvento del Regno.[1][18]. Più in generale la vita del testimone di Geova appare condizionata dalla convinzione che il mondo attuale è destinato ad avere termine, con conseguente rischio di fatalismo[18][19].
  • il poco spazio dato al dissenso nei confronti della Congregazione e degli insegnamenti che questa diffonde. Un eventuale dissenso può essere manifestato solo attraverso forme codificate e può portare alla disassociazione[20]: il dissenso è oggetto di biasimo, sia che concerna questioni dottrinali sia che concerna l’organizzazione od il Corpo Direttivo, anche perché all’atto del battesimo, sulla base della formula adottata nel 1985[21], il battezzando dichiara “pubblicamente di riconoscere l’Organizzazione diretta dallo spirito di cui Geova si serve, equivalendo ad un implicito riconoscimento “legale” dell’Organizzazione”.[22] Inoltre è sconsigliato ai Testimoni di Geova leggere pubblicazioni critiche verso le dottrine della Società.[23] I testimoni di Geova devono attenersi alle indicazioni che vengono dal Corpo Direttivo e diffuse attraverso le loro pubblicazioni, ivi compresi i divieti formulati sulla base dell’interpretazione che lo stesso Corpo Direttivo fa ed ha fatto della Bibbia. Non tutti peraltro sono espliciti. Secondo i Testimoni ci sono disposizioni biblicamente precise da seguire e se qualcuno viene a conoscenza di un peccato grave commesso da un confratello, innanzitutto deve invitare chi l’ha commesso a confessarlo e se l’invito viene disatteso, portare la questione dinnanzi agli anziani[24], secondo i critici questo costituirebbe una vera e propria rete di controllo[25]. Tra i divieti si enumerano: il divieto di festeggiare feste diverse dalla la Commemorazione o Pasto serale del Signore [26], di partecipare alla vita politica (non debbono pertanto votare né possono candidarsi o assumere incarichi politici; non possono rivolgere il saluto alla bandiera[27][28]) o militare di uno Stato (non possono prestare servizio militare, né impugnare armi), di accettare trasfusioni di sangue con l’eccezione degli emoderivati, di possedere oggetti che richiamino credenze occulte. L’essere testimone di Geova non può prescindere dall’appartenere alla Congregazione e dal sottostare ai suoi precetti, poiché non c’è salvezza fuori dall’Organizzazione. Non è sufficiente credere in Dio, nella Bibbia ed in Gesù Cristo, ma bisogna accettare tutte le dottrine [leggi, norme, interpretazioni] previste dall’Organizzazione.[29] Chi non vi si conforma può esserne espulso mediante disassociazione o può, in caso di violazioni meno gravi, essere subire un’ammonizione.
  • la pratica della “disassociazione“, ovverosia dell’espulsione dalla Congregazione per grave violazione di uno dei precetti dottrinali. La pena per chi non si attiene alle norme dottrinali è, in ultima analisi (se uno non si pente) la dissociazionecioè l’espulsione dalla congregazione né può avere alcun tipo di contatto sociale con gli altri aderenti, siano pure familiari (si ammettono eccezioni solo per quanto riguarda i familiari stretti conviventi, rimanendo tuttavia proibito avere rapporti di natura spirituale e religiosa con il disassociato), venendo di fatto isolato dalla comunità (non bisogna avere alcun tipo di rapporto – neanche un saluto – con chi si è allontanato dalla Società[30])[17]. Come ogni precetto anche la dissociazione si ritiene derivi dal “volere di Dio”. I critici, invece, sostengono che si tratti del tentativo di isolare dai Testimoni di Geova il dissociato al fine di impedire che altri possano valutare attentamente le motivazioni per cui il “disassociato” o il “dissociato” sono diventati tali ed evitare così possibili influenze.[31] La stessa Torre di Guardia nel 1988 scriveva: eliminate il vecchio lievito, affinché siate una nuova massa, secondo che siete liberi da fermento». (1 Corinti 5:7) Evitando anche coloro che si sono volontariamente dissociati, i cristiani sono protetti da possibili idee critiche, indifferenti o persino apostate. – Ebrei 12:15, 16.[32] I testimoni, dal canto loro, affermano che l’espulsione è un mezzo per salvaguardare la purezza dottrinale e morale dell’organizzazione. L’esercizio di questo potere, affermano i TdG, è necessario per garantire l’esistenza stessa dell’organizzazione e che la disassociazione viene operata con amore e rispetto. Il provvedimento della disassociazione non comprometterebbe, secondo i TdG, in alcun modo i diritti fondamentali della persona come la sua dignità e la sua privacy, inoltre la persona disassociata può presentare appello più volte.[33].

 

Signor……….lei scrive: da italiano, dice di dispiacersi enormemente quando legge o assisto alle accuse fatte ai testimoni.

Perchè?

Come mai?

E’ in grado di affermare con lucida logica che non essendo documentato della sofferenza che sta generando questa moderna organizzazione miliardaria americana, o che essendone a conoscenza la approva, scambiandola forse per Buona Notiza punto cardine dell’originale Cristianesimo?

Cita due possibili scenari tramite i quali vuole argomentare la tematica da me sollevata.

Non meritano un commento perchè questi scenari sono lontani dal mio operare anni luce e lascio a lei il giudizio che vedo sa fare molto bene anche se lo basa solo sulla sua assoluta certezza personale senza pensare che prima o poi incontrerà un piccolo Davide che le frà vedere come stanno effettivamente le cose.

Per quanto riguarda lo strano esempio che fa del fumare sempre basandosi sul nulla, la esorto a verificare chi sono gli azionisti di chi produce le sigarette e poi faccia un bel esempio e vedrà che avrà più successo.

Conclude volendo evidenziare una personalità che non la sa descrivere correttamente.

Vuole dire o far capire a chi la legge che solo lei ha la ragione assoluta e gli altri sono il nulla, ma questo è tipico dei testimoni di Geova non di chi non lo è mai stato! Come stanno effettivamente le cose?

Parla di Off Topic ma non essendo il suo campo vedo che ne fa un giudizio errato, la capisco e non posso farci nulla. Almeno che non desideri conoscere il vero significato e sarò felice di aiutarla volentieri.

Dice di non aver nulla di personale contro di me, ma vuole far capire che casualmente mi ha letto e casualmente si a trovato sul mio blog, e casualmente mi ha voluto scrivere.

E ‘ questo che vuole trasmettere a chi la legge?

Che non aveva nessuna intenzione di farlo?

Perchè non ha cambiato programma (come si usa dire) se le ho data tanto fastidio da farla star male.

Oppure dica la verità che non ha visto l’ora di scrivermi e attaccarmi con il suo dissenso.

Io non la conosco veramente se non attraverso il suo assoluto e certo giudizio che ha scritto cosi unico e cosi assoluto.

Io non l’ho cercata e non ho sentito la necessità di contrariarla.

La sua conclusione non l’ho capita veramente.

Se intende difendere Dio sappi che, il vero Dio non ha bisogno nè del mio o del suo aiuto Giud. 6:31

Il vero Dio ha insegnato ad Abramo, a Giacobbe, a Mosè, a Giosuè, a Elia, a Isaia a Zaccaria che (chi pensa di stare in piedi badi di non cadere) 1° Cor. 10:12

Loro hanno fatto saggio uso di queste parole….penso che dovremmo farlo anche io e lei senza alzarci troppo in alto (nel giudicare) perchè la caduta potrebbe farci molto male.