RIFLESSIONI DI UN TESTIMONE DI GEOVA. 7/4/2016

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Stavo pensando a quante cose mi hanno deluso nella vita, ma se penso a quello che mi è capitato negli ultimi mesi, non posso fare a meno di sentire il peso dello sconforto che schiaccia le speranze che ho avuto fino ad ora.

Quando per una vita intera si basano aspettative, si fanno progetti su una realtà come quella che si vive fra i Testimoni di Geova, spesso si annulla tutto il resto delle cose che non hanno strettamente a che fare con la spiritualità o con Dio.

Le passioni, le aspirazioni, ogni cosa deve essere stabilita e vissuta sempre in conseguenza o comunque mai in contrapposizione con le attività “spirituali” della congregazione a cui ci si associa.

Ad esempio è categoricamente proibito partecipare a concorsi, gare sportive e né vi è contemplato di potervisi iscrivere…

Perfino i rapporti con coloro che non appartengono alla propria fede religiosa vengono limitati al minimo sindacale, per una sempre presente paura che in qualche modo “i peccatori” possano contaminare chi si sforza di rimanere “sulla via di Dio”.

Oltre a questo anche i parenti di diversa fede vengono spesso messi sullo stesso livello delle medesime persone “del mondo” (termine che non sopporto) con le quali è sconsigliato avere rapporti stretti di amicizia.

Per non parlare poi dell’ impossibilità di avere idee diverse sulle dottrine o sugli “intendimenti” che di volta in volta cambiano forma in base ai mutevoli pensieri del “corpo direttivo”, organo dirigente dei TdG, e dal quale è considerato al pari della bestemmia il dissentire o peggio ancora il metterne in dubbio le intenzioni, i motivi e le ragioni.

La cosa che più mi spaventa è che tutti questi meccanismi avvengono praticamente in maniera automatica in ogni TdG e questo grazie ad un accurato e graduale lavoro sul subconscio che viene costantemente “bombardato” da regole, divieti, tutti sempre accompagnati da scritture che spesso vengono estrapolate dai contesti biblici in cui vennero scritte ed usate ad arte per sostenere i vari ragionamenti.

E la cosa sorprendente è che nonostante si pone l’accento sullo studio meticoloso ed accurato della Bibbia, quando poi un Testimone di Geova personalmente trova determinati soggetti o argomenti che sono in disaccordo con le Sacre Scritture, si è esortati a non dubitare ma a pregare che Dio faccia luce ed illumini il corpo direttivo affinché si trovino le risposte a quelle domande. In definitiva lo “schiavo fedele” decide sempre e comunque l’andamento della dottrina e delle credenze, a prescindere da cosa possano capire o comprendere i singoli Testimoni di Geova che magari studiando per conto loro trovano illuminanti versetti biblici che potrebbero favorire una serie di riforme e modifiche ai precetti dei Testimoni di Geova e che potrebbero sicuramente alleviare le sofferenze psicologiche causate dall’errata applicazione delle scritture.


Fra queste vi sono la regola di non salutare coloro che vengono disassociati o che scelgono di non essere più Testimoni di Geova, dissociandosi.

Spesso anche verso i figli ed i genitori questa regola viene rispettata in maniera a volte eccessivamente “zelante” non mangiando nemmeno con loro.

Ma mi chiedo i comandi di amore e di umanità insegnati dal Cristo, dove vanno a finire davanti a queste aberrazioni e manipolazioni scritturali?

Questo rasenta un problema di fondo in chi si è arrogato il diritto di guidare e dirigere milioni di Testimoni di Geova sinceri che vogliono piacere a Dio nel loro modo di vivere.

Questo organo dirigente non ha a cuore i migliori interessi della fratellanza mondiale, ed i recenti scandali che stanno venendo a galla negli ultimi mesi sulla cattiva gestione dei casi di abusi sui minori, come pure sui “licenziamenti” ingiusti effettuati ai danni di Testimoni di Geova che servivano da anni nelle varie filiali e che da un momento all’altro si sono ritrovati senza più un tetto e un sussidio economico su cui contare dopo aver speso una vita per l’organizzazione WTS, sono solo alcuni esempi.

La situazione è molto più grave di quello che si vuole far pensare e forse per la prima volta nella storia di questa organizzazione, si sta abbattendo quel muro fatto di ignoranza spirituale e di chiusura mentale, che ha permesso a questa società che altro non è che una grande stamperia mondiale travestita da ente religioso, che investe i soldi dei suoi contribuenti per fare profitti, comprando in varie zone del mondo terreni e facendovi costruire a gratis grazie alla manodopera di volenterosi fratelli volontari, proprietà immobiliari che vanno ad arricchirne le casse,di diventare a tutti gli effetti una vera e propria multinazionale pseudo – religiosa.

Ma grazie al potere del web, tanti sinceri Testimoni di Geova stanno venendo a conoscenza della realtà malata della WTS, e presto se realmente non decide di agire nel modo giusto dinanzi a Dio, assisteremo alla sua caduta rovinosa.

Per questo rafforziamoci singolarmente, ritrovando le nostre passioni, i nostri sogni, la nostra vita, consapevoli che la verità rende liberi e no schiavi di regole e pensieri di uomini, e che possiamo personalmente accostarci a Dio, anche senza intermediari umani o presunti tali.

Egli è vicino ad ognuno di noi e non è lontano da chi sinceramente ha amore per Lui nel suo cuore, e nella legge dell’amore possiamo ritrovare il senso della nostra vita.


Fineas

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