INSULTI E LANCIO DI OGGETTI CONTRO I TESTIMONI DI GEOVA – TUTTI IN COMMISSARIATO. 25/6/2016

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Infastiditi dall’opera di evangelizzazione dei seguaci di Charles Russell hanno reagito con offese fino allo scoppio di una vera e propria lite: i bollenti spiriti di tutti si sono poi placati quando sono stati condotti negli uffici di polizia di Ostia. Un episodio che ha un precedente: la condanna di un parroco che dal campanile tuonava con due ministri del culto

Acilia – Insulti, improperi e alla fine un lancio di oggetti. E’ stato questo il clou di una lite scoppiata tra uno, due persone residenti in una palazzina di Acilia e alcuni Testimoni di Geova che, ritenuti probabilmente troppo insistenti nel cercare di portare il ‘verbo’, non sono stati accolti troppo cordialmente.

Ne è scaturito un acceso diverbio tanto che alla fine è stato chiamato il 112. Sul luogo della ‘controversia’, la via Ostiense all’altezza della stazione di Acilia della Roma-Lido, sono giunte le pattuglie del commissariato Lido che, dopo aver caricato tutte le persone, hanno provveduto a condurle presso la stazione di Ostia. Qui gli animi si sono ‘calmati’, i bollenti spiriti spenti e alla fine ognuno è tornato a casa propria. L’episodio è accaduto nel pomeriggio di ieri, mercoledì 22 giugno, e fortunatamente si è risolto positivamente.

L’INSOFFERENZA – L’esasperazione, l’insofferenza nei confronti dei Testimoni di Geova, gruppo religioso nato nella seconda metà dell’Ottocento negli Stati Uniti ad opera di Charles Russell, un quasi ateo nato che ebbe un’’illuminazione’ leggendo la Bibbia, si è andata ‘consolidando’ nel tempo.

I credenti, che fanno opera attiva di evangelizzazione nelle strade, andando a suonare casa per casa ed in tutti quei luoghi dove ci sono persone da convertire alla verità e alla fede, sono temuti ed in genere poco amati tanto da finire con l’essere considerati dei ‘disturbatori seriali’ per le citofonate a tutti sarà capitato, prima o poi – della domenica mattina. Tra un sorriso, uno sghignazzamento ed un bel po’ di irritazione in alcuni condomini sono comparsi avvisi che scoraggiavano i testimoni di Geova dal suonare per informare che “la fine del mondo è vicina: hai pensato a come salvarti?”.

LA PERSECUZIONE – Scherzi a parte, la questione è piuttosto seria.

I seguaci di Charles Russell hanno subito da sempre, quasi, l’ostracismo e l’emarginazione per il loro modo ‘integralista’ di vivere la fede e fare proselitismo. Durante la seconda guerra mondiale, odiati da Hitler come tutte le minoranze non ariane, non perfette, subirono la persecuzione e furono internati nei lager nazisti dove vennero ammazzati: si parla di circa 10mila vittime delle quali si parla poco… Forse per il loro così numero ‘esiguo’?

CONDANNATO UN PARROCO – L’insofferenza non ha risparmiato neanche un parroco della frazione San Basilio di Novara di Sicilia, don Mario Oliva che, secondo le dichiarazioni di Giovanni Rapaglià e Giuseppe Sturniolo, rispettivamente ministro di culto e predicatore dei Testimoni di Geova, in alcune occasioni sarebbe salito sul campanile della chiesa e con un megafono avrebbe apostrofato non molto gentilmente i suoi due avversari religiosi. Questo sarebbe accaduto nel periodo dal 6 novembre al 18 febbraio 2005.

LE ACCUSE – In seguito, riportano le cronache, il sacerdote li avrebbe affrontati faccia a faccia ripetendo le ingiurie e accusandoli di fare ” il lavaggio del cervello alla gente ” e di ” predicare a scopo di lucro “.

I due, stanchi a loro dire di essere insultati, avrebbero denunciato l’accaduto. Nel processo di primo grado, il giudice monocratico di Barcellona aveva condannato don Mario Oliva per vilipendio e ingiurie, mentre nel secondo grado, nel corso della requisitoria, il procuratore generale, Vincenza Napoli, aveva modificato il reato di vilipendio in ingiuria. Alla fine la Corte d’appello di Messina ha confermato la condanna a 500 euro di multa per il parroco accusato di aver ripetutamente insultato i due.

Autore: Maria Grazia Stella

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