Inquietante filmato di un uomo condannato per pedofilia mentre è impegnato nella predicazione porta a porta. 11/8/2016

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Pubblicato online un inquietante filmato di un uomo condannato per pedofilia mentre è impegnato nella predicazione porta a porta

Waymon Chandler Ivery,

condannato per violenza sessuale

su un bambino nel Dicembre 1992

E’ apparso recentemente un filmato inquietante che mostra apparentemente un Testimone di Geova con precedenti penali per aver aggredito sessualmente un bambino impegnato nella predicazione porta a porta.

Il filmato è stato postato su YouTube oggi e mostra un uomo, che risponde al nome Waymon Chandler Ivery ,impegnato nel ministero porta a porta come un Testimone di Geova. Ivery viene avvicinato dall’uomo che tiene la videocamera e chiede di confermare la sua identità, cosa che avviene.

Il cameraman afferma poi che Ivery ha precedenti penali per abuso sessuale su un bambino. Ivery tenta inizialmente di negare, ma, quando l’accusa si ripete, Ivery e i suoi due compagni (presumibilmente Testimoni pure loro) entrano in una macchina e lasciano la scena.

E’ possibile visualizzare il fimato qui sotto:

Informazioni sulla fedina penale di Ivery possono essere trovate qui.

Stiamo cercando ulteriori informazioni su questo episodio e vi aggiorneremo non appena li avremo, ma perché questo è importante? Non è giusto che ad un pedofilo, una volta scontata la sua pena, sia data la possibilità di riprendere il suo posto nella comunità, senza essere molestato? Dopo tutto, perché lo si libera dalla prigione se non si ha intenzione di dargli la possibilità di rifarsi una vita?

La risposta è ovvia e duplice.

In primo luogo, come è stato sottolineato durante la Austrailain Royal Comission into Institutional Responses to Child Sexual Abuse, coloro che hanno commesso il reato di pedofilia sono a rischio estremamente elevato di recidiva.

Quindi, mentre ad un detenuto rilasciato dovrebbe essere consentito ragionevolmente di costruirsi una nuova vita, la sua libertà di farlo non può essere senza limiti o restrizioni, o andare a scapito dei bambini della comunità. Ci devono essere dei limiti e delle garanzie per impedire ad un tale individuo di avere la possibilità di ri-offendere.

Questo ci porta al secondo punto. Ivery non è stato disturbato durante lo shopping o mentre guardava un film o mentre stava passeggiando per una strada trafficata facendosi i fatti suoi. E’ stato avvicinato perché era impegnato in un lavoro che include andare a visitare i suoi vicini a casa loro.

Ho passato quasi trent’anni della mia vita impegnato nel ministero porta a porta dei Testimoni di Geova e posso riferire che non è raro che a rispondere alla porta si presenti un bambino. So che molto spesso in questa situazione il Testimone chiederà: “Ciao. Posso parlare con mamma o papà per favore?”

Spesso il bambino corre in casa a chiamare i propri genitori, ma io personalmente ho vissuto più di un episodio in cui il bambino ha risposto: “Non sono in casa”.

Naturalmente, mi sono sempre congedato quando un bambino ha risposto in quel modo e in un’occasione il Testimone in mia compagnia ha raccomandato al bambino che non avrebbe dovuto aprire la porta a degli sconosciuti se era solo in casa, cosa che, ovviamente, è un ottimo consiglio.

Ma si può immaginare come sarebbe cambiato lo scenario se il Testimone sulla soglia di casa fosse stato un predatore alle prese con il desiderio a lungo represso di far del male ad un bambino?

E, come se non bastasse, Ivery non è un esempio una tantum. Solo negli ultimi 50 anni in Australia, ci sono stati più di 1000 i molestatori JW che hanno rappresentato questo rischio specifico e che non erano stati nemmeno segnalati alle autorità.

Almeno, nel caso di Ivery, le autorità sono a conoscenza del suo passato, così la comunità locale si trova nella possibilità di sapere che un predatore sessuale potenzialmente pericoloso vive in mezzo a loro, anche se è probabilmente ignara della probabilità di trovarselo alla porta di casa a chiedere di iniziare uno studio biblico con le loro famiglie.

La soluzione è ovvia: la Watchtower deve categoricamente istruire le sue congregazioni che coloro che sono stati condannati per reati sessuali contro i bambini non possono in alcun caso partecipare ad attività, come il ministero porta a porta, che comportano un elevato rischio di metterli in contatto con famiglie ignare e i loro bambini, per il bene del condannato e, soprattutto, per il bene dei bambini.

jwsurvey

jwanalyze

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