Australian Royal Commission – “BCB” condivide maggiori dettagli della sua storia. 20/6/2017

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Durante il primo giorno della Australian Royal Commission Inquiry into Jehovah’s Witnesses, la vittima “BCB” ha parlato molto coraggiosamente del suo abuso sessuale subito da un Anziano locale, Bill Neill. Puoi scaricare il PDF della trascrizione qui (Day-147), oppure puoi visitare il sito web ARC qui per leggere tutta la sua testimonianza. Il resoconto della sua storia, da parte dell’avvocato Stewart, inizia a pagina 15147.

Recentemente, “BCB” mi ha contattato attraverso questo sito web e ha voluto condividere più dettagli della sua storia e il suo punto di vista. Questa è una dichiarazione molto potente di come un tale abuso possa accadere così facilmente nella religione dei Testimoni di Geova, che spero che tutti i lettori condividano.

Se non sei mai stato vittima di un abuso sessuale, naturalmente non potrai capire quanto sia difficile parlare di ciò che ti è accaduto. Molto prima dell’inizio degli abusi, il predatore inizia a circuire la sua preda. Ad esempio, si sono verificate le seguenti circostanze che hanno permesso ad un Anziano di abusare di me.

Innanzitutto, diventi un Anziano in una religione in cui ai bambini piccoli viene insegnato fin dalla nascita che è la religione scelta da Dio, che Dio ha un nome personale, Geova, che tutti sono incoraggiati ad avere un rapporto personale con Lui e che gli insegnamenti della religione sono chiamati da tutti “la Verità”. Ai bambini viene insegnato che gli Anziani sono scelti dallo Spirito Santo di Dio, Geova, e dovrebbero essere un punto di riferimento in tutte le questioni spirituali e morali. Trovi la bambina “giusta”, il cui padre non è un Testimone di Geova e la cui madre ha insegnato ad essere obbediente agli adulti e soprattutto agli Anziani. La bambina deve essere timida, tranquilla ed estremamente vulnerabile, non abituata a ricevere molta attenzione o affetto. È un bonus se sei nominato Anziano in una remota località rurale e la bambina vive in una fattoria isolata. Incoraggia tua figlia ad essere sua amica e invitala a rimanere a casa tua. Organizza riunioni di studio biblico a casa tua il venerdì sera in modo che la bambina possa rimanere a casa tua durante il fine settimana e poter andare all’adunanza della domenica con la tua famiglia.

Quando la ragazzina sta con la tua famiglia, scredita e disprezza i suoi genitori e gli altri amici per incrinare i suoi rapporti con gli altri e ridurre al minimo la possibilità di fidarsi di loro e confidarsi. Hai già stabilito l’abitudine di baciare i tuoi figli sulle labbra quando dai loro la buona notte, quindi tratti la ragazzina come uno dei tuoi figli e baci anche lei sulle labbra, ma lo fai come se fosse una cosa naturale. Continui a farlo ogni volta che rimane con la tua famiglia.

Aspetta che la ragazzina (o dovremmo dire ormai adolescente) sia coinvolta in una situazione in cui dice una bugia. Chiedile di incontrarvi nella Biblioteca della Sala del Regno per una riunione privata (potrebbe essere necessario mandare tua figlia a dirglielo). Nella riunione privata (della quale i genitori non sanno nulla) manipoli la ragazza per farle confessare la verità sulla cattiva cosa accaduta. Dopo che le cose vengono risolte e le acque si calmano, la ragazza si sentirà in colpa per aver mentito.

La prossima volta che la baci per la buona notte (in un angolo buio) infili la tua lingua nella sua bocca. Quando lei ti guarda shockata, guarda indietro con un sorriso ammiccante in modo che lei ti ricambi il sorriso. Ora sai che hai intrappolato la tua preda. E’ bloccata come un cervo davanti i fari e si chiede cosa fare. Tu sei andato via ma in lei è rimasta la sensazione di essere completamente intrappolata e spaventata. A chi lo può raccontare? Chi le crederebbe? Cosa dovrebbe dire? Cosa le succederebbe se lo raccontasse a qualcuno? Che cosa accadrebbe alla sua amica / alla mamma della sua amica? È completamente stordita e traumatizzata e non dice niente. Adesso lei è tua schiava.

Per tenerla intrappolata, assicurati che i tuoi figli continuino a pregarla di rimanere. Fai attenzione a quando è nella doccia e apri silenziosamente la porta in modo da poter stare davanti al lavandino e spiarla. Quando urla, vai via rapidamente. Assicurati che nessuno sia in nei paraggi per sentire le sue urla o ti saranno fatte delle domande. Continua a baciarla con la lingua, ma non parlare dell’accaduto. Quando la tua coscienza comincia a darti fastidio, assicurati di convincerti che siccome lei non l’ha raccontato a nessuno significa che le piace.

Se sei fuori in predicazione facendo visite ulteriori, aspetta che tua moglie e i tuoi figli siano fuori dalla macchina e tu sei solo con la ragazza. Chiedile qualcosa come “Che cosa dobbiamo fare con il nostro piccolo problema?” Quando lei risponde in maniera incerta “non lo so“, assicurati di spaventarla per farla tacere dicendo: “Vuoi che lo dica al Fratello Anziano che Presiede? Sai, se lo farò, dovrà raccontare tutto a tua mamma e papà“. Questo la spaventerà e dirà “No“. Ora lei si è convinta di avere una certa responsabilità dell’accaduto, e questo la terrà tranquilla per paura di ciò che i suoi genitori penseranno a lei. La farà sentire anche disgustata di sé e svaluterà il suo senso di autostima. Ma la cosa più importante è che non lo dirà a nessuno.

In nessuna fase la ragazza penserà mai che si sta consumando un crimine contro di lei. Anche se lo pensasse, sai che la religione insegna ai suoi seguaci a non fidarsi delle autorità e della sapienza “del mondo”, per paura di essere influenzati dal consiglio di esperti “del mondo” che potrebbero non essere d’accordo con i principi della Bibbia (AKA della Watchtower). Viene loro insegnato che se hai un problema con qualcuno devi andare dagli Anziani. Ma cosa succede se è con un Anziano che hai un problema? Cosa succede se non sei in grado nemmeno di spiegare a parole il problema? Ai fedeli viene insegnato a pregare per coloro che “prendono la direttiva” e che non dovresti portare il tuo fratello in tribunale per “non recare biasimo sul nome di Geova”. I fedeli vengono anche fortemente scoraggiati nel perseguire un’istruzione superiore, quindi sei sicuro che la tua vittima ha paura di andare all’università o al college, quindi c’è meno possibilità che impari ad utilizzare il pensiero critico o che scopra i suoi diritti.

Man mano che la ragazza cresce, potrebbe iniziare ad opporre resistenza, quindi assicurati di utilizzare maggiore forza e minacce per continuare a mantenerla sottomessa. Sbattila contro il muro, urlale di baciarti e strappale la biancheria intima in modo che lei si senta spaventata e umiliataclose-up-1835598__340. Per controbilanciare l’effetto di questa azione sulla tua coscienza, assicurati di farle i complimenti e lodarla davanti alla famiglia. Per continuare a farla sentire in colpa, scherza sul fatto che è una ninfomane e incoraggia comportamenti seducenti, mentre discuti apertamente di sesso il più spesso possibile davanti alla famiglia.

Nel momento perfetto, quando noti che è nella doccia da sola, cogli l’opportunità di sbloccare silenziosamente la porta del bagno dall’esterno (usando un coltello se necessario) ed entra rapidamente nella stanza mentre è nuda e intrappolala bloccando l’uscita. Lei ti sorride, ma è un “per favore non farmi del male”, non un “sono felice di vederti”. Hai il controllo totale per farle fare quello che vuoi. Tu la molesti e le dici che le stai facendo un favore e chissà che altro avresti fatto se tuo figlio non avesse cercato di aprire la porta.

Il giorno dopo, quando la ragazza è a letto sentendosi male per la paura e la vergogna, attendi che la famiglia non sia in giro e poi entra nella stanza. Le chiedi se le è piaciuto. Quando lei non dice niente, indichi il tuo inguine e dici “è meglio con questo dentro. Vuoi vederlo?” Quando le dice “vai via” tu lasci la stanza, sei andato troppo oltre. Lei se ne va, ma tu sai che non dirà una parola. Una ragazza vulnerabile che è stata manipolata e controllata da un predatore così astuto è troppo spaventata e vergognata di ciò che le è successo per raccontarlo a qualcuno.

Lei tenta di andare avanti. Si sposa, ma non può dire al marito molto di quello che le è successo per la paura e la vergogna. Anche quando un amico riesce a farsi confidare alcuni dettagli anni dopo, lei chiede all’amico di non dirlo a nessuno. Non è in grado di pensare razionalmente e non ha idea dei suoi diritti, crede solo che deve proteggere quella famiglia da qualcosa di terribile e se la verità trapelasse ne sarebbe responsabile.

Questo è lo stato del suo pensiero quando un altro Anziano viene a trovarla dopo che l’amico inizia a rivelare il segreto. Quando l’Anziano comincia a farle domande e lei capisce perché lui è lì, scoppia in lacrime perché crede che sarà nei guai. L’Anziano le dice: “Va tutto bene, anche se ti è piaciuto, non è colpa tua“. Lei risponde: “Non mi è piaciuto, ma posso capire perché ha potuto pensarlo“. Lei ricorda che non lo ha fermato e crede che ciò significhi che ha dato l’impressione di essere consenziente. Sta pensando a se stessa dal punto di vista del suo abusatore. Crede che doveva averlo chiesto perché lui l’ha manipolata per farle credere che fosse responsabile dell’accaduto. Era assolutamente fiduciosa che questo Anziano che la stava interrogando sapeva cosa stava facendo e avrebbe fatto tutto nel modo ordinato da Dio.

Non ha messo in discussione la sua autorità quando le ha detto che l’Anziano abusatore sarebbe venuto con lui per un altro incontro. Non ha pensato nemmeno per un momento che avrebbe potuto effettivamente scegliere di non dover affrontare il suo abusatore faccia a faccia. In quell’incontro quando l’Anziano le chiede: “Il fratello Abusatore ti ha chiesto se volevi vedere il suo pene?” il fratello Abusatore si rivolge a lei e le chiede: “Non pensi che stavo scherzano?“. Lei inizia a mettere in discussione la propria sanità mentale. Inizia a mettere in discussione le proprie verità. Così, invece di rispondere “Stai parlando della mattina dopo che mi hai quasi violentato in bagno?“, che è quello che è veramente accaduto, lei dice “non lo so“, a cui il fratello Abusatore risponde: “Certo che stavo scherzando“.

Ancora una volta, lui stava manipolando la situazione. La ragazza si sentiva totalmente sopraffatta e confusa e voleva solo che la riunione finisse. Suo marito era uscito dalla stanza, quindi il suo abusatore le chiede: “Tuo marito lo sa?” Se avesse pensato chiaramente avrebbe potuto dire “Sapere cosa?“, per fargli ammettere quello che aveva fatto, ma era ancora sotto il suo potere e credeva di dover proteggere lui e la sua famiglia, quindi lei risponde disse ““, al quale lui risponde: “Lo immaginavo“. Questa è una strana tattica per cui non è ancora sicura del motivo, ma potrebbe essere stato per consentirgli di coinvolgere il marito se la verità fosse venuta fuori. Sicuramente ha funzionato per metterla a tacere quando il Sorvegliante di Circoscrizione è venuto per la riunione successiva. Di nuovo, lei ha dovuto affrontare il suo abusatore. Ancora una volta non è riuscita a raccontare tutta la storia a causa della paura e della vergogna. La sua testa era completamente confusa.

Dopo quell’incontro il secondo Anziano la chiama per chiederle di “non dirlo più a nessuno per rispetto della famiglia“, a cui le obbedisce perché ama i bambini. Lei crede che tutto sia stato sistemato correttamente agli occhi di Dio ed è contenta di non aver passato troppi guai. Il fratello Abusatore è stato rimosso come Anziano ma non è stato dato alcun motivo alla congregazione.

Oltre 13 anni più tardi, la ragazza è ora madre e soffre di ansia, depressione e ha un crollo nervoso dopo aver finalmente rivelato alcuni dettagli ad un amico fidato. Anche se il suo abusatore è morto durante questo tempo, la paura, la vergogna, i sentimenti di inutilità, i flashback e gli incubi, i pensieri suicidi, l’aiuto psichiatrico e i farmaci sono continuati per altri 13 anni. Infine, prende il coraggio di recarsi alla Australian Royal Commission into Institutional Responses to Child Sexual Abuse, dove il Giudice McLellan, il sig. Angus Stewart, il team di Consulenti e Investigatori e il suo Avvocato (insieme al sostegno della sua famiglia) stanno al suo fianco contro gli Anziani e i dirigenti della Watchtower e si battono perchè venga ascoltata. Queste autorità “del mondo” le credono, le mostrano rispetto e compassione, la sostengono e l’aiutano a denunciare l’abuso in modo sicuro e protetto, a differenza degli Anziani e dei dirigenti dei Testimoni di Geova che, quando fu riferito per la prima volta, l’hanno in realtà traumatizzata.

In conclusione, le accuse di abuso sessuale sui minori dovrebbero sempre essere segnalate alla polizia ASAP, in modo che gli esperti possano svolgere il proprio lavoro: medici, uomini di legge, consulenti. Questo è quello che sono addestrati a fare. Dire che sono coloro che hanno subito gli abusi che devono denunciare, non gli Anziani, significa ignorare la prospettiva della vittima che è stata mentalmente, emotivamente e sessualmente abusata e non ha la capacità di pensare o di ragionare chiaramente o persino di conoscere i propri diritti. Perché gli Anziani non denunciano? Di che cosa hanno paura?

Grazie mille a “BCB” per il suo coraggio nel farsi avanti, sia all’ARC che su questo sito. Tutti nella comunità degli ex Testimoni di Geova sono grati per la forza che lei e le altre vittime hanno mostrato durante il loro orribile calvario.

Per le vittime di abusi sessuali in questa religione, spero che la sua storia e il suo punto di vista permettano di vedere che durante quel periodo tutto ha lavorato contro di lei, assolutamente tutto. Vergogna! Vergogna per gli autori di questo terribile crimine, così come per gli Anziani e tutti gli altri complici nel proteggere gli abusatori e mettere a rischio la sicurezza dei bambini.

Per favore, condividete.

Fonte: jwvictims

Traduzione a cura di: jwanalize (Roberto)

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One thought on “Australian Royal Commission – “BCB” condivide maggiori dettagli della sua storia. 20/6/2017

  1. Non si può non provare profondo dispiacere per i traumi che la donna in questione ha dovuto subire, con mia sorpresa e costernazione scopro anche quanto siano sottili i metodi usati in questo caso per raggiungere lo scopo di abusare di lei.
    Spesso si è instintivamente portati a pensare all’ abusatore sessuale come un bruto che senza andare troppo per le spiccie USA la sua forza per ottenere ciò che desidera,….ma casi come questi sembrano più una lunga e studiata partita a scacchi con la vittima.
    E incomincio a pensare che il più dei molestatori,..Testimoni e non , adottino proprio questa prassi.
    Venendo più direttamente sul tema Ztestimoni di Geova, ricordo che tempo fa (forse l’anno scorso) un mio conoscente TESTIMONE mi mostrò una sorta di vademecum on line rivolto ai giovani proprio riguardo al problema abusi sessuali, buoni consigli devo dire,..col senno di poi noto che ne mancava uno: denunciare alla polizia!

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