Potresti essere suscettibile al “lavaggio del cervello”?

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“Lavaggio del cervello” è un’espressione usata, di solito, per descrivere una situazione nella quale un individuo, o un gruppo, usa tecniche coercitive per controllare un’altra persona. Gli studiosi sono divisi su ciò che potrebbe rendere alcune persone più sensibili al “controllo mentale” rispetto ad altre.

Per ulteriori informazioni sul caso Patty Hearst, vedi “The Radical Story of Patty Hearst” 

(CNN) – Steven Hassan era un studente universitario, a metà degli anni ’70, quando fu reclutato nella Chiesa dell’Unificazione, una setta nota anche come “Moonies”. Hassan ha detto di essersi presto convinto che l’Armageddon e la Terza Guerra Mondiale fossero imminenti. I Moonies, credeva, avevano la speciale missione di salvare il mondo.

Ci sono volute solo poche settimane per convincermi che il Messia era sulla Terra, anche se sono ebreo“, ha detto Hassan, autore di “Combating Cult Mind Control“.

Solo quando fui disposto a parlare con degli ex-Moonies, anche se con riluttanza, iniziai ad uscire fuori dalla setta, lasciandola dopo 2 anni e mezzo.

Ero su di giri, avrei pilotato un aereo per schiantarlo sul World Trade Center, se il Padre me l’avesse ordinato“, ha detto del leader del gruppo, Sun Myung Moon, che i membri chiamano Padre. “Ero sicuro che non sarebbero stati in grado di farmi tradire mio Padre. Volevo dimostrare ai miei genitori che non avevo subito il lavaggio del cervello e non ero sotto controllo mentale.

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Hassan, ora consulente abilitato in salute mentale, specializzato nell’aiutare ex membri di sette, ha affermato che la mente di chiunque può essere controllata in modi simili.

Altri esperti hanno a lungo respinto il concetto di “lavaggio del cervello”, sostenendo che si tratti di un termine forte che non regge al controllo scientifico.

Ogni volta che uso questa espressione, come forse avrai notato, di solito la inserisco tra virgolette, il che significa che c’è qualcosa di inesatto in essa“, ha detto James T. Richardson, professore emerito di sociologia e studi giudiziari all’Università del Nevada, Reno.

Questa espressione definisce le persone come oggetti passivi privi di volontà propria e definisce chiunque abbia un’apparente influenza su di loro come una sorta di persona malvagia che le manipola psicologicamente“, ha detto Richardson, che crede che spesso ci sia un elemento di volontà da parte delle persone influenzate.

Il manuale ufficiale dei disordini mentali dell’American Psychiatric Association elenca “lavaggio del cervello” e “riforma del pensiero” come possibili cause profonde di un disturbo dissociativo, un tipo di disturbo che può influenzare la memoria e il senso di identità.

Richardson sostiene che “lavaggio del cervello” non sia un termine scientifico e definisce l’edizione più recente del manuale un “passo indietro”.

Tale termine “implica così tante cose“, ha detto.

L’ascesa del “lavaggio del cervello”

Il concetto di “lavaggio del cervello” divenne popolare negli Stati Uniti intorno agli anni ’50, quando il Partito Comunista prese il potere in Cina e quando una manciata di prigionieri americani decise di rimanere in Corea del Nord dopo la Guerra di Corea, secondo Richardson.

In poco tempo, il termine compariva ovunque.

Tutto ad un tratto, è semplicemente esploso, perché è un’arma sociale così facile da usare contro qualsiasi gruppo di cui non si è soddisfatti o contro qualsiasi gruppo impopolare“, ha detto Richardson. “Li definisce automaticamente come al di fuori della società civile“.

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Il concetto di lavaggio del cervello ha continuato a resistere nella cultura popolare con il film del 1962 “The Manchurian Candidate” e il processo all’ereditiera rapita Patty Hearst, in cui si insistè sul fatto che fosse stata torturata e sottoposta al lavaggio del cervello per farla entrare a far parte di un gruppo terroristico e per indurla a commettere dei crimini.

Richardson ha detto che il suo processo fu un “un vero evento spartiacque” che solidificò ulteriormente il “lavaggio del cervello” nella cultura popolare.

L’argomentazione del “lavaggio del cervello” da parte della difesa di Hearst fallì in tribunale, ma la sua condanna a sette anni fu commutata circa due anni dopo dal presidente Jimmy Carter. Fu infine condannata dal presidente Bill Clinton.

Quante possibilità c’erano che Patty Hearst diventasse una rapinatrice di banche senza il fatto di essere stata rapita con violenza, gettata nel retro di un’auto, rinchiusa in un armadio ed indottrinata per giorni e giorni?” ha chiesto Hassan che, per coincidenza, venne reclutato nei Moonies la stessa settimana in cui Hearst fu rapita. Hassan dice che provò una certa empatia per lei mentre era in fuga dalle autorità e durante il processo.

Perfino Richardson, generalmente contrario al termine “lavaggio del cervello”, disse che “se dovessimo proprio usare questa espressione“, il caso di Hearst è il più vicino che potresti trovare.

“Non conoscevo i segnali di pericolo”

Avevo avuto una vita segreta che nessuno conosceva“, ha detto la psicologa sociale Alexandra Stein, autrice di Terror, Love and Brainwashing: Attachment in Cults and Totalitarian Systems.

Quando aveva 26 anni, Stein si unì ad una setta politica a Minneapolis – la O, si chiamava – anche se non si rese subito conto che fosse una setta. L’organizzazione ha controllato la sua vita durante gli anni ’80, isolandola dai suoi amici e privandola del sonno assegnandole diversi lavori, tra cui uno come programmatore di computer e uno in una panetteria.

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Non conoscevo i segnali premonitori, pensavo che ogni setta fosse come Heaven’s Gate“, ha detto, riferendosi ad un’altra setta in cui le persone credevano di unirsi ad un UFO dietro la cometa Hale-Bopp e commisero un suicidio di massa alla fine degli anni ’90.

Stein, che veniva da una relazione sentimentale fallita quando si unì alla setta di Minneapolis, ricorda che si sentiva persa e confusa e sembrava che la setta potesse offrirle le risposte che cercava. Era distrutta, ha detto.

Richardson crede che alcune persone siano più suscettibili ad essere reclutate da gruppi come sette e nuovi movimenti religiosi. Qualcuno che è emotivamente vulnerabile, che ha sofferto un abuso o l’abbandono da bambino o il cui rapporto con la propria famiglia è teso potrebbe essere più facilmente convertito, hanno sostenuto alcuni studiosi.

Ma Stein ha detto che “le vulnerabilità dipendono dalla situazione, non dalla disposizione“. Nel momento sbagliato della vita, chiunque può trovarsi vulnerabile alla manipolazione e al controllo mentale, come è successo a lei.

Ogni essere umano attraverserà dei momenti di vulnerabilità nella vita“, ha detto Hassan. “Che si tratti della morte di una persona cara o di una malattia o del trasferimento in una nuova città … questo creerà una vulnerabilità che un reclutatore di una setta potrà sfruttare.

Le sette non vogliono persone “disturbate” o instabili, perché possono essere più difficili da controllare, ha sostenuto Hassan. Ha detto che tali gruppi prendono spesso di mira persone produttive ed intelligenti che possono lavorare e donare denaro alla causa.

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Richardson non nega che la manipolazione e la coercizione possano esistere – descrive ad esempio quello che è successo nella Germania nazista come “indottrinamento” – ma crede che gli ex membri di una non siano stati così passivi nell’associarsi agli ex gruppi come il termine “lavaggio del cervello” potrebbe suggerire. Alcuni che hanno aderito alle sette negli anni ’70 potrebbero essere stati influenzati dalla loro opposizione alla guerra del Vietnam e dal timore di essere arruolati, ad esempio.

Richardson si preoccupa anche delle conseguenze che la “medicalizzazione” dell’espressione “lavaggio del cervello” potrebbe avere sulle decisioni giudiziarie, che tradizionalmente non sono state molto ricettive al “lavaggio del cervello” come difesa di fronte a dei crimini.

Da una parte, Stein ritiene che l’esistenza del “lavaggio del cervello” sia lampante: “Come si spiegherebbe altrimenti Heaven’s Gate?” Dall’altra parte, Richardson crede che le persone stiano cercando “una spiegazione semplice” ad una questione più complessa.

Non possiamo escludere il fatto che una persona possa prendere una … decisione, in base a quello che sa di ciò che le sta accadendo e fare qualcosa di così insolito“, ha detto Richardson. “Siamo in un vicolo cieco.

“Non potrebbe mai succedere a me”

Possiamo essere programmati con tecniche e metodi specifici di controllo mentale per bloccare il pensiero critico, avere paure irrazionali o fobie impiantate nella nostra mente che ci impediscono di scegliere liberamente“, ha detto Hassan.

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Nel suo lavoro clinico con ex membri delle sette, ha detto, Hassan punta ad aumentare la consapevolezza di sé attraverso mezzi come lo studio del funzionamento di altre sette e la rivisitazione dei ricordi delle loro esperienze nella setta.

Quando Stein lasciò la setta di Minneapolis, il suo pensiero critico “tornò indietro” quasi immediatamente. Quello che richiese più tempo fu venire a patti con i precedenti 10 anni, reinterpretando ciò che le era successo e riportando la sua vita in carreggiata.

La natura di questi gruppi, quello di isolarti, significa che non hai più amici all’esterno, nessun lavoro, nessun alloggio“, ha detto. “Sicuramente non hai un’identità separata dal gruppo quando esci.

Ma ha anche provato molta gioia quando è uscita dal gruppo, ha detto.

Fu come passare da un’esperienza monocromatica ad una a pieni colori. Fu quasi una sensazione fisica e visiva.

Non le piace quando le persone pensano che non possa mai succedere a loro. A ciò risponde con una punta di sarcasmo: “Forse non hai ancora incontrato la setta giusta.

Tutti noi vogliamo credere che abbiamo sempre il controllo della nostra mente“, ha detto Hassan. “Le sette amano le persone che dicono ‘non potrebbe mai succedere a me’, perché questo le rende molto più facili da reclutare“.

Anche io avrei detto ‘a me non potrebbe mai succedere’ se non mi fosse successo“.

Fonte: EDITION. CNN

Traduzione a cura di: Roberto jwanalyze

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One thought on “Potresti essere suscettibile al “lavaggio del cervello”?

  1. I sociologi delle religioni fra cui David Bromley ed Anson Shupe considerano l’idea secondo cui i “culti” stiano lavando il cervello ai giovani americani “implausibile”. In aggiunta, Thomas Robbins, Massimo Introvigne, Lorne Dawson, Gordon Melton, Marc Galanter, e Saul Levine, fra gli altri ricercatori di NUOVI MOVIMENTI RELIGIOSI, hanno stabilito, con l’appoggio di tribunali, rilevanti associazioni professionali e comunità scientifiche che non esiste nessuna teoria scientifica generalmente accettata, basata su ricerche metodologicamente solide, che sostenga le teorie del lavaggio del cervello come proposto dai movimenti anti-sette.

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