Nephilim. 3/3/2018

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L’appellativo Nephilim (in ebraico הנּפלים), presente nell’Antico testamento (Torah), in diversi libri non canonici del Giudaismo e in antichi scritti cristiani, si riferisce ad un popolo creato dall’incrocio tra i “figli di Dio” (benei elohim, בני האלהים) e le “figlie degli uomini” (vedi Genesi 6:1-8), o giganti che abitavano la terra di Canaan (Numeri 13:33).

Un termine simile ma con un suono diverso, viene utilizzato nel Libro di Ezechiele (32:27) e si riferisce ai guerrieri filistei morti. Nella Bibbia la parola nephilim viene spesso tradotta come “giganti” o “titani”, mentre in altre traduzioni si preferisce mantenere il termine nefilimLa radice dunque più accreditata è l’aramaica “naphil” che significa letteralmente “giganti”.

Come dice la bibbia, i giganti erano inizialmente esseri umani. Alcune versioni parlano di eroi famosi, guerrieri caduti o ancora angeli caduti e un’ennesima traduzione potrebbe essere “quelli che sono precipitati”, giacché il nome deriva dalla radice semitica nafal, che significa cadere.

Nella Genesi (Genesi 6:1-8) si legge: “1 Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro delle figlie, 2 i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli a loro scelta. 3 Allora il Signore disse: ‘Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni’. 4 C’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi… ” 

I primi apologisti cristiani, come Tertulliano e soprattutto Lattanzio accolsero l’idea, presente chiaramente nel Libro di Enoch e negli scritti a esso correlati, che i “figli di Dio”, i benei ha-elohim (בני האלהים: lett. “figli degli dèi”) fossero gli angeli caduti, come sembra alludere anche il passo della Genesi. Tuttavia, in seguito Giulio Africano e Agostino d’Ippona condannarono l’idea che i così detti “figli di Dio” potessero essere angeli.

Nella Città di Dio, i figli di Dio sono fatti divenire i discendenti di Set. Altri suggeriscono che i “figli di Dio”, in realtà, fossero personaggi storici del passato, completamente umani, divinizzati dalla tradizione orale. I “figli di Dio” sono quindi individuati come i discendenti di Set, mentre i “figli degli uomini” come i discendenti di Caino.

A conforto di questa ipotesi, si richiama il fatto che lo scopo del diluvio universale inviato da Dio, fosse quello di spazzare via dalla Terra quei nefilim che si erano resi così orgogliosi e depravati ai tempi di Noè. L’idea che esseri divini potessero accoppiarsi con umani risulta controversa, specialmente tra molti cristiani che, citando un’interpretazione degli insegnamenti di Gesù nel Vangelo di Matteo, affermano che gli angeli non si sposano” (Matteo 22:30; Marco 12:25), sebbene questo sia un concetto estrapolato dal contesto del verso, perché in Luca (Luca 20:34-36) Gesù afferma che i resuscitati non si sposano nel cielo, ma sono “come gli angeli”. In questa ipotes, però, resta inspiegato di come sia possibile che dall’unione tra i figli di Dio e le figlie degli uomini possano nascere dei giganti, che tra l’altro ricompaiono anche dopo il diluvio, dove vengono specificate anche le loro dimensioni.

La Chiesa ortodossa etiope accoglie il libro di Enoch come canonico. Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, afferma che i figli di Dio erano i figli di uomini devoti a Dio e che le figlie degli uomini erano figlie di uomini che avevano rinnegato Dio. Alcuni esegeti, trovando sgradevole o blasfema l’idea della copulazione tra angeli e umani, hanno suggerito interpretazioni più figurative del concetto di Nefilim, proponendo l’idea che fossero una progenie di posseduti dai demoni. Alla luce delle speculazioni moderne sulle storie dei rapimenti alieni, alcuni hanno inoltre ipotizzato, che si trattasse di una descrizione arcaica di una forma d’inseminazione artificiale e di manipolazione genetica da parte di alieni.

Vi sono stati alcuni tentativi di riconciliare la mitologia con la scienza, teorizzando che alla radice della mitologia vi siano elementi di verità sotto forma di “leggenda” molto distorta. In questo contesto, i Nephilim sono stati associati con la popolazione di Atlantide, che alcuni sostengono essere stati in contatto con extraterrestri o addirittura discendenti da essi. 

La teoria prevalente per stabilire un legame tra la scienza e la Bibbia, è quella che sostiene che i Nephilim fossero neandertaliani sopravvissuti (oppure i loro resti ossei), o forse un ibrido tra Homo sapiens e uomo di Neanderthal. Questa teoria assomiglia a quella che associa la leggenda dei draghi alle ossa di dinosauro (nella Bibbia forse indicati con il nome ebraico Tannin).

Molti studiosi pensano che l’uomo moderno abbia condiviso gli stessi territori dei neandertaliani per molti millenni, e che la regione del Vicino Oriente sia stata l’ultimo habitat per uno sparuto numero di tribù superstiti di Homo sapiens neandertalensis o di H. neandertalensisDunque, è concepibile che sia rimasta una memoria popolare di queste tozze e forti creature, tramutata in leggenda, che evolse successivamente in popolari racconti mitologici, più o meno adattati dalle varie civiltà, secondo il loro gusto.

Ad esempio, in Sardegna, creature ancestrali, tozze e pelose sono raffigurate dalle maschere dei MamuthonesZecharia Sitchin ed Erich Von Daniken hanno scritto libri sostenendo che i Nephilim siano i nostri antenati e che noi siamo stati creati (con l’ingegneria genetica) da una razza aliena (per i sumeri gli Annunaki, per altre credenze i nordici o gli abitanti di Nibiru). Nei voluminosi libri di Sitchin, si impiega l’etimologia della lingua semitica e traduzione delle tavolette in scrittura cuneiforme dei Sumeri, per identificare gli antichi dei mesopotamici con gli angeli caduti (i “figli di Elohim” della Genesi). Osservando che tutti gli angeli vennero creati prima della Terra, l’autore constata che non possono appartenenere alla Terra… e che dunque, potrebbero tutti essere considerati semanticamente come dei puri “extraterrestri”.

Nei suoi libri, David Icke presenta una teoria simile, nella quale esseri interdimensionali rettiliani, servendosi dell’ingegneria genetica dettero luogo a una progenie con tratti fisici di alta statura, pelle chiara, e suscettibilità a qualsiasi forma di suggestione ipnotica (che a suo parere, avviene quando i “demoni” posseggono la loro progenie e pretendono fedeltà), e afferma che questa linea di sangue è rimasta al controllo del mondo, dai giorni dei Sumeri fino a oggi.

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