Ostracismo: una pratica nociva in cui tutti, in definitiva, risultano sconfitti. 29/6/2018

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Si è scritto molto sulle vicende australiane e in particolare sulla testimonianza di Geoffrey Jackson alla Commissione Reale. Ma spero che vogliate soffermarvi con me nel rivisitare ciò che è accaduto, soprattutto alla luce della difesa della Watchtower contro le Conclusioni di Angus Stewart.

La testimonianza di Jackson ha permesso di dare alla Commissione, e all’intero popolo di Internet, uno sguardo all’interno di un miliardario gruppo ad alto controllo. La sua presenza  è stata un evento senza precedenti, soprattutto se si considera che uno dei suoi colleghi è stato recentemente accusato di aver voluto eludere una citazione in giudizio in America.

La Commissione ha voluto subito chiarire a Jackson che lo scopo dell’audizione era benevolo e non doveva essere interpretato come un attacco. Lui ha accettato con tutto il cuore questa premessa e ha detto alla Commissione che era felice di testimoniare.

La dura verità

Una volta concluse le testimonianze il Consulente, Angus Stewart, ha pubblicato un rapporto sulle scoperte. Analizzandole è facile capire perché la Commissione si è preoccupata subito di sottolineare le proprie buone intenzioni. Molto semplicemente, ciò che ha trovato era un pantano di pratiche crudeli e disumane che mettono i bambini, e le persone in generale, in pericolo.

L’ostracismo “organizzato” è stata una della pratiche esaminate da vicino. Tra una lista di lamentele su questa pratica, la Commissione ha avuto da dire questo sul suo scopo finale:

“[La pratica dell’ostracismo] è adottata e applicata al fine di impedire alla gente di lasciare l’organizzazione e quindi a mantenere la sua appartenenza”

Se aveste intenzione di presentare una relazione su un’organizzazione in cui si sostiene che essa impieghi il ricatto emotivo per mantenere l’adesione, questa relazione potrebbe benissimo essere interpretata come un attacco. E questo è esattamente come hanno reagito Jackson e il Corpo Direttivo. La loro risposta, sotto forma di relazione , era prevedibile (il grassetto è mio):

“Questa osservazione non dovrebbe essere pubblicata perchè:

(a) non vi sono prove fornite alla Commissione su cui potrebbe basarsi questa osservazione – non è stato indicato alcun documento e alcuna testimonianza orale che potrebbe sostenerla;

(b) non è vera come dato di fatto – i Testimoni di Geova sono una organizzazione volontaria basata sulla fede alla quale le persone sono libere di aderire e di lasciare;

(c) i Testimoni di Geova non sono stati chiamati dalla Commissione ad esprimersi su questo argomento. Se fosse stato specificato prima, avrebbe potuto essere affrontato direttamente con testimonianze di persone all’interno e al di fuori dell’organizzazione;

(d) non è affatto rilevante per gli scopi di questa inchiesta della Commissione;

(e) si tratta di un attacco infondato, ingiusto e inutile ad un’organizzazione volontaria basata sulla fede che è rispettosa della legge e fa molto per promuovere comportamenti leciti in Australia e in tutto il mondo attraverso il suo lavoro;

e

(f) se questa osservazione non può essere sostenuta in Tribunale non dovrebbe essere fatta neanche in questa Commissione”

In poche parole, i leader dell’Organizzazione Watchtower non sono in grado di affrontare la verità sulle loro stesse pratiche. Storicamente, quando qualcuno fa notare la natura crudele e immorale delle loro politiche riescono solo a piangere persecuzione. Molte volte in passato si sono trovati a confrontarsi con questi problemi e hanno reagito allo stesso modo: sostenendo che erano vittime di un “attacco infondato, ingiusto e inutile”.

E’ una tattica difensiva standard dei culti religiosi. Negare e respingere tutte le eventuali critiche sostenendo che la loro libertà religiosa è sotto attacco. Questo può avere l’effetto di attirare consenso da dentro e fuori l’organizzazione.

Vittime di professione

In psicologia esiste una cosa chiamata “giocare a fare la vittima” che può contribuire a spiegare le ragioni dietro il comportamento della Watchtower quando viene criticata. A volte, un aggressore tenterà di convincere gli altri che è lui la vittima. Quando lo fa, non è solo una tattica per distrarre, ma una giustificazione a se stesso, un modo per risolvere la propria dissonanza cognitiva causata dal proprio comportamento. Può anche servire come giustificazione per gli altri, perché aiuta l’aggressore a sfuggire al duro giudizio morale a cui sarà sottoposto.

L’ultimo giorno del 2014 ho pubblicato un articolo che ha approfondito la sezione 4 del nuovo libro della storia altamente sterilizzata della Watchtower. L’articolo aveva, in parte, lo scopo di portare alla ribalta la visione assurda che la Watchtower ha di se stessa nelle aule di tribunale. L’organizzazione vuole che la gente veda i Testimoni come vittime che hanno affrontato la sfida e hanno combattuto i loro oppressori con l’aiuto di Dio.

Non c’è dubbio che ora vedano la Commissione Reale Australiana semplicemente come un altro servo del diavolo inviato a distruggere la loro reputazione e attaccare la loro fede. La loro relazione è un ottimo esempio del perché la Commissione ha ritenuto che i loro insegnamenti promuovano diffidenza verso le autorità secolari . Come può un qualsiasi Testimone di Geova fidarsi della Commissione, o chi la sostiene, quando la Watchtower ha affermato di essere stata attaccata?

E’ la stessa tiritera ripetuta durante il 20° secolo, non solo dalla Watchtower, ma da tutti i culti religiosi. Il 21° secolo, d’altra parte, ha infine la possibilità di chiudere il libro, perché ora esiste Internet ed è a disposizione di tutti.

Le vere vittime

Il Consulente ha giustamente asserito che la pratica dell’ostracismo è dannosa sia per l’ostracizzato che per chi ostracizza. Questa politica è così malsana che crea un ambiente “ostracizza o sarai ostracizzato”. E’ in potere della Watchtower sollevare questo fardello da suoi membri, ma si rifiuta categoricamente.

Non posso fare a meno di ricordare una storia del libro dell’Esodo. Mosè era stato incaricato da Dio di andare a consegnare un messaggio al faraone d’Egitto. Il re doveva immediatamente liberare tutti gli schiavi israeliti, ma il Faraone si rifiutò di cedere anche sotto minaccia. Passavano le Piaghe, e ancora il Faraone non cedeva.

I guai che colpirono l’Egitto possono servire come metafora della tortura psicologica a cui sono sottoposti i Testimoni di Geova dal comando dell’ostracismo. Quante altre tragedie ci vorranno prima che la Watchtower capisca che non è etico, e liberi la gente dal flagello di questa pratica crudele e disumana?

Non è la Watchtower e la sua divinità che sono le vittime qui, sono i milioni di persone che vivono costantemente sotto la minaccia di perdere i contatti con quelli che gli stanno a cuore. Sono le persone che non possono più stare con i loro cari, semplicemente perché non hanno più lo stile di vita ordinato dal Corpo Direttivo.

E’ giunto il momento per le persone di essere liberate.

La questione di fondo

Il fatto è che i Testimoni di Geova hanno un valore materiale enorme per l’organizzazione. I fedeli impiegano circa 2 miliardi di ore di predicazione nel campo a fare nuovi convertiti ogni anno.

Essi donano il loro tempo, le loro risorse e il loro denaro duramente guadagnato per quelli che vengono definiti come “interessi del Regno”. Molti hanno anche bambini, che sottopongono ad un indottrinamento che aumenta le possibilità di diventare collaboratori per tutta la vita.

Il Comando dell’Ostracismo protegge efficacemente l’investimento umano della Watchtower. Protegge l’effettiva questione di fondo che, come in tutte le organizzazioni d’affari, è in realtà la sua priorità assoluta. Se la gente potesse semplicemente andare via senza gravi ripercussioni lo farebbe, e porterebbe il proprio tempo e i propri soldi con se.

Immaginate se l’ostracismo fosse veramente una decisione personale di ogni singolo membro. Supponiamo che non fosse un editto religioso. Provate a immaginare quanto più facile sarebbe per la religione dei Testimoni di Geova crescere e prosperare se non avesse una cattiva reputazione come “organizzazione prigione”!

Certo, molti coglierebbero la palla al balzo e andrebbero via se l’ostracismo fosse abolito, ma quelli che rimarrebbero sarebbero seguaci sinceri, e avrebbero un compito più facile a condividere le loro credenze in un mondo esperto di Internet sempre più scettico.

Nonostante quello che persone come Geoffrey Jackson vogliono far credere ai propri fedeli, l’ostracismo è in ultima analisi una pratica dannosa in cui TUTTI vengono danneggiati – l’ostracizzato, chi ostracizza e quelli che comandano di ostracizzare. E’ una pratica arcaica che è meglio lasciare nell’antichità a cui appartiene. Io voglio credere con tutto il cuore che una pratica del genere non avrà posto nel nostro futuro, e spero che un giorno i leader della Watchtower possano capirlo.

Fonte: jwsurvey

Traduzione a cura di: Roberto jwanalyze

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