Australia, dove i pedofili sono testimoni di #Geova 25/8/2018

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QUOTIDIANO LA CROCE 12/9/2015

ABUSI-SESSUALI-TESTIMONI-DI-GEOVA-LA-CROCE

TESTO DELL’ARTICOLO

Un gravissimo scandalo, che non ha avuto risonanza nel nostro Paese in modo inspiegabile, sta sconvolgendo l’Australia.

L’associazione “Quo Vadis a.p.s di Modena”, di cui è presidente Rocco Politi, personaggio molto noto nel mondo cattolico, in quanto ha rilasciato nel corso degli ultimi anni numerose interviste su radio e tv nazionali in seguito alla sua fuoriuscita dai Testimoni di Geova, ha reso noto i dati agghiaccianti di questo gravissimo fatto di cronaca.

In base ai dati riportati dall’associazione lo scorso 29 luglio 2015 e denunciati dalla Commissione reale australiana, i Testimoni di Geova hanno nascosto oltre mille casi di abuso sessuale sui bambini da più di 60 anni, non informando la polizia di questi orrori.

La “Commissione reale australiana sulle risposte istituzionali agli abusi sessuali sui minori”, è stata istituita nel 2013 in relazione alle accuse di abusi sessuali sui bambini in seno alla Chiesa cattolica.

La Commissione esercita ampio mandato per esaminare le organizzazioni religiose e laiche.
A inizio udienza, Angus Stewart, consigliere della Commissione ha descritto i Testimoni di Geova come una setta con regole progettate per evitare la segnalazione di abusi sessuali.

“Le prove che la Chiesa non ha messo a conoscenza le autorità di nessuno dei presunti 1006 casi di abuso sessuale identificati dai Testimoni di Geova dal 1950, sarà portata dinnanzi alla Commissione“, ha affermato lo stesso Stewart.

“Questo suggerisce l’esistenza di pratiche nella Chiesa dei Testimoni di Geova per conservare le informazioni sui crimini di abuso sessuale infantile, impedendo di presentare denunce alla polizia o ad altre autorità competenti“

I Testimoni di Geova che hanno la loro sede centrale negli Stati Uniti, contano 8 milioni di affiliati e sono conosciuti per i loro ministri e le loro campagne porta a porta.

In Australia, ha riferito Stewart, vi sono circa 68.000 fedeli.

Due membri della chiesa identificati come BCB e BCG, sono in attesa di fornire la loro testimonianza che concerne le accuse contro i membri più anziani della chiesa che li incoraggiarono a non denunciare gli abusi subiti.

Stewart ha descritto molteplici carenze istituzionali nella protezione dei bambini o nel censurare i presunti abusatori, tra cui la dottrina che libera gli anziani della chiesa da responsabilità nella denuncia dell’abuso, anche se non vi era obbligo giuridico in tal senso.

Anche se la chiesa ha espulso 401 membri dopo aver conosciuto gli abusi interni, i Testimoni di Geova hanno consentito a 230 di costoro di rientrare nell’organizzazione.

Inoltre 35 fedeli sono stati reintegrati in più occasioni.

Un altro ostacolo è costituito dal requisito della presenza di due o più testimoni (dei fatti di abuso) perché la chiesa proceda a convocare il “comitato giudiziario”.

Questo ha bloccato 125 casi di accuse, ha assicurato Stewart.

La commissione reale ha svolto la sua indagine arrivando anche in Vaticano.

Il Cardinale australiano George Pell (primo prefetto della Segreteria per l’Economia), è stato oggetto di numerose accuse per non aver fatto abbastanza per proteggere i bambini vittime di abuso.

Pell, tuttavia, ha definito queste accuse “false” e “indignanti”.

Questo gravissimo fatto di cronaca per settimane intere in modo inspiegabile non ha avuto alcuna risonanza mediatica in Italia, fatta eccezione per due interessanti articoli riportati lo scorso 17 agosto dai siti “affaritaliani.it” e “nextquotidiano.it”.

“La Chiesa australiana dei Testimoni di Geova ha saputo di un migliaio di accuse di abusi sessuali su minori che coinvolgevano un migliaio di suoi membri negli ultimi sessant’anni, ma non ha mai segnalato alcun caso alla polizia.

Lo scrive il Sydney Morning Herald citando le conclusioni di un’inchiesta giudiziaria nel paese.

La chiesa, che conta in Australia 70mila membri attivi, ha seguito la politica di gestire le accuse all’interno come per tanti anni ha fatto anche la Chiesa cattolica.

La Commissione ha sentito i responsabili della Chiesa in un’interrogazione istituzionale sugli abusi sessuali sui minori, in particolare su due casi di anziani dell’istituzione accusati di pedofilia.

Secondo le loro regole chi abusa di bambini può essere espulso dalla chiesa se le accuse sono dimostrati, ma tra i requisiti è necessario che almeno due testimoni parlino davanti a un comitato giudiziario interno, davanti al quale però molti accusati non sono stati interrogati.

Angus Stewart della commissione che indaga sugli abusi ha detto che i testimoni di Geova hanno registrato 1006 casi di autori di presunti abusi all’interno dell’organizzazione a partire dal 1950, ma la Chiesa ha seguito pedissequamente l’indicazione di non denunciare le accuse di abusi alle autorità secolari.

La commissione ha sentito che la Chiesa aborrisce abusi sessuali su minori, che riconosce come “un peccato grave e un crimine”.

“I testimoni di Geova credono che l’unico modo per porre fine finalmente gli abusi sui minori è, come dicono loro, ‘abbracciare il regno di Dio retto da Cristo’ e ‘amare Dio con tutto il tuo cuore e il tuo prossimo come te stesso’, in modo da essere salvati quando arriverà la fine del mondo”, ha detto Stewart.

La commissione ha saputo che 401 membri erano stati cacciati in base alle accuse supportate da due testimoni, ma la metà di loro era stata poi successivamente reintegrata.

Una sessantina di persone ha confessato alla Commissione d’indagine di aver accusato anziani membri dei Testimoni di Geova davanti alle autorità religiose portando i testimoni: uno di questi ha raccontato di essere stato molestato dall’età di 15 anni, ma quando ha parlato dell’accaduto è stato costretto a confrontarsi con l’autore, che ha scherzato sulla sua condotta.

Un anziano della chiesa avrebbe detto che il testimone voleva trascinare il nome di Geova nel fango.

Un altro testimone ha raccontato che il padre è stato condannato a tre anni di carcere per violenza sessuale dopo che lui si è rivolto alle autorità secolari per avere giustizia”.

Risulta essere agghiacciante la testimonianza di un anziano dei Testimoni di Geova dinanzi alla Commissione reale australiana lo scorso 31 luglio e riportata sempre dall’associazione “Quo Vadis a.p.s.”.

“Commissione Reale: “Quindi se lei non è sicuro che questa persona ritorni a commettere lo stesso tipo di peccato , allora non lo riprendete solamente ma lo disassociate..”

Anziano: ” Si

“Commissione Reale: “ E quando una persona è disassociata può tuttavia continuare ad assistere alle riunioni ma con alcune restrizioni. E’ cosi?

“Anziano: ” Con molte restrizioni , si .

”Commissione Reale: ” E i membri della congregazione non possono associarsi con lui?

”Anziano: ” Non si associano ne socialmente ne spiritualmente “
”Commissione Reale: ” Comunque la persona stara con altri nel mondo , può associarsi con queste persone fuori della congregazione?

“Anziano: ” Si “
”Commissione Reale: ” E voi non ve ne preoccupate di questo vero? ..Come le persone al di fuori della congregazione possono essere allertate da questi individui di cui voi non siete certi non possa abusare di nuovo di un minore

“ Anziano: ” Se non sono della congregazione ma sono amici o vicini, io glielo direi “
”Commissione Reale: ” E come saprebbe se sono amici o vicini e che non sono della congregazione ?”

”Anziano: ” Se loro sono miei amici o vicini
”Commissione Reale: ” Amici e vicini suoi ?

“Anziano: ” Si…se io ho associazione e amicizia con loro
”Commissione Reale: ” E che succede con le persone che non sono nelle sfere delle sue amicizie e che non sono della congregazione…è vero che non prendete nessuna precauzione per proteggerli da questo potenziale pericolo?

”Anziano: ” ………………..silenzio……….
”Commissione Reale: ” Non si fa niente ,vero? A voi interessa particolarmente la congregazione ,è corretto?

“Anziano: ” Si a noi interessa principalmente la congregazione. Siamo pastori della congregazione”
”Commissione Reale: ” E voi non siete pastori delle persone che sono al di fuori della congregazione

“Anziano: ” No
”Commissione Reale: ” E come organizzazione….secondo la sua esperienza voi non cercate di proteggere i minori che sono al di fuori della congregazione?

”Anziano: “…silenzio….è una domanda troppo ampia
”Commissione Reale: ” Se vuole posso essere più specifico

“Anziano: ” Si per favore
”Commissione Reale: ” Nelle vostre decisioni di espellere o no qualcuno, non vi preoccupate dei minori al di fuori della congregazione?

“Anziano: ” Noi ci preoccupiamo di loro, però…che possiamo fare per proteggere tutti i minori dell’ Australia ?
”Commissione Reale: ” Bene quello che potreste fare è informare le autorità che si occupano di protezione dei minori”

”Anziano: ” E in alcuni casi lo facciamo
”Commissione Reale: ” Però in generale non lo fate ,vero ?

” Anziano: ” ….silenzio……No “
Commissione Reale: ” Non lo fate perché non è richiesto dalla legge vero?

” Anziano: ” Si è così “

Questi fatti gravissimi sono stati resi noti grazie all’impegno e allo straordinario lavoro dell’associazione “Quo Vadis a.p.s”, che nasce a Modena nel luglio 2013, con l’obiettivo di aiutare le vittime dell’ostracismo dei movimenti religiosi alternativi devianti.

“Quo Vadis a.p.s.” di Modena è una Associazione di promozione sociale, non ha fini di lucro ed opera esclusivamente per fini di utilità sociale a favore di associati e di terzi nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati.

Lo scopo consiste nella elaborazione, promozione, realizzazione di progetti di solidarietà sociale, tra cui l’attuazione di iniziative socio-educative e culturali e la protezione dei diritti fondamentali della persona, quali la libertà religiosa e la capacità di autodeterminazione e assiste le persone colpite da violenze psicofisiche cagionate da ogni forma di plagio, manipolazione, in particolare se operate da organizzazioni pseudoreligiose, devianti o strutturate sotto forma di setta.

L’Associazione è aconfessionale e apartitica.

In nessun modo l’adesione ad un cammino di fede o a un movimento politico può essere inteso come requisito per la partecipazione all’attività sociale; tuttavia l’associazione ritiene preziosi interlocutori le comunità cristiane del territorio.

Infatti lo spirito e la prassi dell’associazione trovano origine nel rispetto dei principi cristiani che hanno ispirato l’associazione stessa e si fondano sul pieno rispetto della dimensione umana, culturale, spirituale della persona, nella convinzione che gli esseri umani debbano essere immuni dalla coercizione da parte dei singoli individui, di gruppi sociali e di qualsivoglia potere, così che in materia religiosa nessuno sia forzato ad agire contro la sua coscienza né sia impedito, entro debiti limiti, di agire in conformità ad essa.

L’associazione a tale scopo si propone in particolare di:

a) di stabilire rapporti personali con le vittime di tali violenze, per educare e rafforzare la libertà religiosa, soprattutto in situazioni di particolare disagio soggettivo e sociale;

b) di svolgere attività culturali, formative e divulgative, anche attraverso la promozione e gestione di iniziative editoriali e/o blog, e più in generale ogni ulteriore attività finalizzata a divulgare e promuovere i valori dell’associazione;

c) di svolgere attività di denuncia e di sensibilizzazione sui problemi legati all’ostracismo religioso;

d) tutelare ed assistere le persone vittime di ogni forma di ostracismo praticato da movimenti religiosi alternativi devianti e favorire il loro pieno reinserimento sociale, anche promuovendo o gestendo servizi a ciò dedicati;

e) svolgere attività di accoglienza temporanea presso le strutture a disposizione dell’associazione di persone in stato di bisogno finalizzata alla ricerca di una sistemazione autonoma.

f) Ogni ulteriore azione che possa favorire il raggiungimento degli scopi associativi.

L’associazione si avvale di ogni strumento utile al raggiungimento degli scopi sociali ed in particolare della collaborazione con gli Enti locali, anche attraverso la stipula di apposite convenzioni.

L’associazione è aperta a chiunque condivida principi di solidarietà…”.

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5 thoughts on “Australia, dove i pedofili sono testimoni di #Geova 25/8/2018

  1. Ipocriti!
    O non sollevate il problema o siate coerenti e DIVULGATE anche le schifezze che continuano a fare i vostri amichetti PRETI!
    O avete paura che non vi diano più le loro chiese peri vostri comizietti e le ospitate a radio maria? Siete finiti in un mare di fango dal quale non riuscite a ripulirvi! Siete tra quelli che Gesù disse: “guardate la pagliuzza nell’occhio di vostro fratello mentre nella vostra c’è un trave!”

    Come scrive Vatican Insider:

    L’Irlanda è stata travolta dagli scandali negli anni scorsi: dal gennaio 1975 si sono registrate 1.259 denunce di abusi contro 489 sacerdoti o religiosi in 26 diocesi, e di questi accusati, solo 36 sono stati portati di fronte ai tribunali penali.

  2. Concordo in pieno con Roberto, o si solleva il problema in generale anche per tutte le altre confessioni o tacete per coerenza essendo un problema più grande di voi. Capisco che con in tg avete un conto in sospeso, ma non si può tralasciare un problema più grande come il cattolicesimo per una minoranza settaria come i tg ecc. la commissione australiana ha aperto solo un indagine su tutte le confessioni religiose. L associazione con la terminologia apartitica non si intende solo non appartenente a fonte politiche ma rientra sul fatto che rimane neutra ed equa nell esporre o combattere una battaglia.

  3. I testimoni di Geova avranno tanti difetti, ma attenzione ad attaccarli su temi come la moralità, il rispetto delle persone, del matrimonio, la pedofilia…Noi cattolici abbiamo tanto da imparare sotto questi aspetti, tanto da chiedere scusa e tanto da cambiare.
    Attenzione a criticare altre confessioni arrampicandoci sugli specchi con notiziole prese qua o là.
    Siete finiti in un tunnel senza uscita, non avete alternative credibili da offrire alle persone sincere…

  4. In 15 anni, quasi un condannato in via definitiva al mese che, considerata l’intenzione e il potere del Vaticano di insabbiare scandali del genere, non rappresenterà neanche un quarto dei casi reali.
    Per capirci, nel 1922 Giovanni XXIII (il Papa “buono”) ha redatto un libretto in latino (non sia mai che lo legga un ignorante) dal titolo “Crimen Sollicitationis”, atto a impostare il comportamento da assumere qualora un prete venga accusato di abusi sessuali…. E’ sufficiente leggere quali sono i metodi per eliminare ogni dubbio su cosa, fra potere e la misericordia, sia il vero interesse dell’Istituzione Vaticana, che ormai comunque sta dando i suoi ultimi colpi di coda simulando una dubbia metamorfosi.

  5. I testimoni di Geova si sono sempre vantati di essere puri e casti accusando con accanimento soprattutto i cattolici di pedofilia. Predicano bene e razzolano male…in tutto! Il mito dei perfettini è una buona scusa per chi è ingenuo!

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