C’è chi vuole demolire la croce in memoria dei caduti. 10/11/2018

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C’è chi vuole demolire la croce in memoria dei caduti

Nel Maryland, la Corte Suprema dovrà esprimersi sulla richiesta dell’Associazione degli umanisti americani

La riluttanza di taluni verso i simboli della religione cristiana può colpire anche la memoria dei caduti della prima guerra mondiale. A Bladensburg, località dello Stato americano del Maryland, una croce di 12 metri d’altezza eretta in onore dei caduti della prima guerra mondiale potrebbe essere demolita. Dopo due sentenze contrastanti in primo e secondo grado, la causa dell’Associazione degli umanisti americani per far sparire il monumento finisce alla Corte suprema, che dovrà esprimersi per dirimere finalmente la questione.

La battaglia per far rimuovere la croce

La vicenda – come ricorda Tempi – è iniziata nel 2012, quando gli umanisti hanno inviato una lettera al Maryland National Park, responsabile del mantenimento del memoriale, chiedendo la rimozione della croce la cui costruzione è iniziata nel 1919, un anno dopo la fine delle ostilità, ed è terminata nel 1925. La questione è finita in Tribunale nel 2014, quando gli umanisti hanno fatto causa a nome di tre residenti della zona dove si trova la croce, sostenendo che il monumento violerebbe l’Establishment Clause del primo emendamento della Costituzione americana. La Carta vieta al governo degli Stati Uniti di preferire una religione rispetto a un’altra. Per l’avvocato degli umanisti, Monica Miller, la croce “favorisce in modo incostituzionale i veterani cristiani a esclusione di tutti gli altri”, spiega all’Associated Press. In primo grado gli umanisti hanno avuto torto: i giudici hanno stabilito che la croce assolve il suo scopo di onorare i soldati morti in guerra. Ma nell’ottobre 2017, in appello, c’è stato un ribaltamento: secondo la corte federale della Virginia la croce, con la sua imponenza, “ha l’effetto primario di avallare una religione e invischia in modo inappropriato il governo con la religione” cristiana. La First Liberty Institute, no-profit che tutela la libertà religiosa, si è opposta al verdetto ottenendo una revisione del caso. “Se si permetterà di radere al suolo questo monumento, prima o poi saranno demoliti anche i cimiteri e migliaia di altri memoriali come questo in tutto il Paese. Un esercito di palle da demolizione e di bulldozer si sguinzaglierebbero in tutti gli Stati Uniti”. Alla Corte Suprema spetta il pronunciamento definitivo.

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