Testimone di Geova rifiuta trasfusione di sangue. La Cassazione assolve l’uomo che causò l’incidente. 10/2/2019

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Testimone di Geova rifiuta trasfusione di sangue. La Cassazione assolve l’uomo che causò l’incidente

L’uomo, un agricoltore di 39 anni, fu accusato di omicidio colposo in primo e in secondo grado. Scagionato dalla Cassazione perché la donna aveva rifiutato una trasfusione di sangue che poteva salvarla

La Corte di Cassazione ha dato ragione alla tesi dell’avvocato difensore e così ha assolto un uomo, Salvatorangelo Contu,un agricoltore 39enne di Lanusei, un Comune nella provincia di Nuoro, dall’accusa di omicidio colposo per aver provocato la morte di un’anziana donna deceduta in seguito ad un incidente stradale.

La donna, infatti, dopo il sinistro aveva rifiutato di sottoporsi alle cure mediche, necessarie per sanare le ferite, per non mancare ai dettami della sua religione. Maria Porru, questo il nome della 76enne, era una testimone di Geova e, alla prospettiva di ricevere una trasfusione di sangue, si era tirata indietro, morendo dopo un mese dal ricovero.

La decisione delle Cassazione

L’incidente era avvenuto il 24 giugno del 2013. La donna era a bordo di un’automobile insieme a un’altra persona quando si era verificato l’incidente. La vettura era finita contro il rimorchio di un trattore agricolo condotto da Contu. Lo scontro pare fosse stato causato dal mancato funzionamento delle luci posteriori del mezzo agricolo.

L’impatto era stato violento e tutte e tre le persone coinvolte nel sinistro erano state trasportate nell’ospedale di Lanusei con diversi traumi su tutto il corpo. Ma ad avere la peggio era stata proprio l’anziana donna, la cui morte era costata all’uomo una condanna per omicidio colposo in primo e secondo grado.

 

Dopo cinque anni di processo, è arrivata invece la decisione della Cassazione: l’uomo è stato scagionato dall’accusa di omicidio poiché a provocare la morte della donna era stato il suo rifiuto di sottoporsi alle trasfusioni e alle cure necessarie. Se lo avesse fatto, come ha sostenuto il legale dell’uomo, le lesioni sarebbero guarite entro una ventina di giorni.

La tesi è stata supportata anche dalla perizia dell’anatomopatologo secondo il quale il rifiuto delle trasfusioni di sangue, che avrebbero potuto salvare la donna da una morte certa, è stato fatale per l’anziana signora.

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