SI PUÒ DEFINIRE GESÙ UN DISASSOCIATO DALLA CONGREGAZIONE D’ISRAELE? 28/3/2019

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SI PUÒ DEFINIRE GESÙ UN DISASSOCIATO

DALLA CONGREGAZIONE D’ISRAELE?

11 Lo studio successivo riguarda l’episodio in cui Gesù guarisce un cieco dalla nascita, il primo dei miracoli di questa specie (Giov.9:1), destinato in particolar modo a mostrare un’altra fase del ministero di Gesù, ed evidentemente inteso a mostrare le intenzioni di Dio nei confronti di ogni disabilità del genere umano. Il miracolo fu compiuto in una mattina di sabato a Gerusalemme, con grande disappunto dei Farisei e del loro popolo religioso. Questo stupefacente miracolo ebbe l’effetto di risvegliare con forza le speranze d’Israele che, alla fine, si poté rendere conto che la potenza di Dio era in mezzo a loro, e divenne per loro motivo di porsi la domanda se l’operatore di questo miracolo era un uomo buono oppure no.

12 La maggioranza pensava che Gesù fosse in errore perché egli non si conformava alle loro opinioni sull’osservanza del sabato. Ma la vera ragione era che Gesù non teneva conto di quegli ecclesiastici, [gli scribi e i farisei] e questo li fece arrabbiare tremendamente. Essi scomunicarono [disassociarono] sia Gesù che l’uomo che da lui era stato guarito. Gesù disse che la cecità di quell’uomo era per la gloria di Dio”. (The WATCH TOWER – 15 Febbraio 1926. P. 60 § 11, 12)

Gesù fu “scomunicato” o “disassociato” dai capi religiosi del suo tempo non è che sconcertante sappiamo che è una delle cose che i farisei hanno fatto per mantenere il potere e il controllo sui loro fratelli e sorelle.

Tutti coloro che si opponevano alle loro credenze, era la loro arma finale.

Ma perché Gesù è stato disassociato?

“Perché lui non si conformava alle loro idee in particolare sulle modalità dell’osservanza del sabato”.

In poche parole, non era d’accordo con i loro insegnamenti dottrinali.

I vertici della Torre di Guardia esercitano anch’essi il potere sul gregge, e non consentiranno alcuna divergenza di pensiero o di discernimento cristiano in materia di politica, dottrina, e anche la coscienza personale.

Se si viene a sapere che si tiene un diverso punto di vista, può degenerare in esecuzione spirituale, se non si è disposti a ritrattare come fece Galileo davanti al tribunale cattolico.

Notate quello che la Torre di Guardia del 15 Gennaio 1962 a pagina 35 dal titolo

Odono i vostri orecchi con noia?” in parte dice:

“Gli orecchi di molte persone sono annoiati ogni mattina dalle loro sveglie. Ma, benché udiamo tale suono con noia, ne ascoltiamo l’invito e le ricarichiamo ogni sera. Perché? Perché sappiamo che tale noia è per il nostro interesse. Sappiamo di dover andare a lavorare in tempo per mantenere il nostro lavoro, e dobbiamo mantenere il nostro lavoro per sostentarci! Ma, per sfortuna, non tutte le persone sono così realistiche quando si tratta di udire qualche nuova verità o verità che a tutta prima potrebbero annoiarle. E alcuni sono tanto sconsiderati da non tenere affatto conto della “sveglia”, mentre altri vanno all’estremo opposto fracassandola, per così dire, anziché ascoltarne il suono. Per esempio, gli orecchi delle autorità religiose dei giorni di Galileo Galilei udirono con tale noia la verità che la terra gira intorno al sole da rifiutarsi non solo d’investigare per vedere se era vero, ma da arrestare il Galilei e perfino torturare la figlia per costringerlo a ritrattarsi; mentre i suoi colleghi astronomi si rifiutarono di guardare nel suo telescopio per constatarlo. La Parola di Dio narra che parecchi portatori di verità subirono persecuzioni perché il loro messaggio era udito con noia. I pesi dei figli d’Israele furono grandemente accresciuti perché il messaggio di Geova portato da Mosè a Faraone lo annoiò. (Esodo 5:1-14) Geremia fu minacciato di morte e gettato in un’umida prigione sotterranea, perché i governanti dei suoi giorni udirono con noia il messaggio divino che recò loro. Sì, nei tempi antichi molti “subirono la loro prova con scherni e sferzate, veramente più di questo, con legami e prigione. Essi … erano nel bisogno, nella tribolazione, maltrattati”, tutto perché gli orecchi di coloro ai quali furono mandati udirono con noia. — Ebr. 11:36,37”.

(La Torre di Guardia – 15/1/1962 pp. 35, 36).

Così è facile allora dire che la scomunica o disassociazione di Gesù dalla Sinagoga giudaica fu un errore. Su questo noi saremo molto probabilmente d’accordo.

I suoi apostoli avrebbero in tal caso dovuto immediatamente smettere di associarsi con lui, rifiutandosi di ascoltare anche una sua sola parola da quel momento in poi?

Così stabiliva la legge giudaica e quelle erano le regole religiose del tempo.

La fede giudaica riteneva ancora alcune delle norme divine e non era ancora stata del tutto abolita. O come fece Gesù stesso, non sarebbero stati i suoi seguaci desiderosi di ascoltare e ottenere maggiori informazioni prima di prendere una drastica decisione del genere? (Giovanni 6:52-69) Similmente quando qualcuno si rifiuta di ascoltare o leggere una sola parola o uno scritto di qualcuno che è stato disassociato, egli non sta facendo altro che lasciare ogni potere nelle mani di quelli che “li signoreggiano” (Matteo 20:25) e che soffocano ogni voce in disaccordo con loro. Sfortunatamente vi sono molti esempi che dimostrano che ciò accade. Uno che viene facilmente alla mente è quello del fratello Rayond Franz, già membro del Corpo Direttivo e autore di Crisi di coscienza.

Egli era un cristiano fedele, un uomo che aveva servito Dio e Cristo per tutta la sua vita, con più di 40 anni di servizio a tempo pieno con i Testimoni di Geova.

Tuttavia, fu malvagiamente rimosso dalla congregazione e disassociato con delle accuse pretestuose. Perché? “Perché non si conformava alle loro idee” e il Corpo Direttivo decise di metterlo a tacere. Egli era un fratello che aveva scritto molti articoli per la Torre di Guardia e altre pubblicazioni inclusa la collaborazione con il libro Ausiliario per capire la Bibbia (adesso Perspicacia nello studio delle Scritture) che è ampiamente usato ancor oggi dai Testimoni e dagli Studenti Biblici. In tal modo milioni di Testimoni attivi hanno continuato e continuano a leggere i suoi scritti fino a ora. Egli non cercava le luci della ribalta, “non batteva i suoi conservi” né cercava distruggere la loro fede in un paradiso spirituale. Non aveva alcun interesse nel fondare una sua propria setta, e spesso ai giornalisti che lo volevano intervistare suggeriva di rivolgersi alla Sede Centrale del movimento. Non ci ricorda questo la libertà cristiana di cui parla Gesù in Giovanni 8:32?

Egli disse “Conoscerete la verità, e la verità vi renderà liberi”. Perché non si fa la stessa cosa anche oggi? Non è questa la via migliore da scegliere?

Ed ancora:

I GENITORI del mendicante che prima era cieco hanno timore quando vengono chiamati davanti ai farisei. Sono al corrente della decisione secondo cui chiunque manifesti fede in Gesù sarà espulso dalla sinagoga. L’essere così tagliati fuori dalla comunità può comportare gravissime difficoltà, specialmente per una famiglia povera. Perciò i genitori sono cauti.

È questo il vostro figlio che dite sia nato cieco?”, chiedono i farisei.

Com’è, dunque, che ora ci vede?”

Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco”, confermano i genitori.

Ma come ora veda non lo sappiamo, né sappiamo chi gli ha aperto gli occhi”.

Senza dubbio il figlio deve aver narrato loro tutto l’accaduto, ma per prudenza essi dicono: “Chiedetelo a lui. È maggiorenne. Deve parlare per se stesso”.

Questa risposta fa andare i farisei su tutte le furie.

Tu sei un discepolo di costui”, lo accusano, “ma noi siamo discepoli di Mosè.

Noi sappiamo che Dio ha parlato a Mosè; ma in quanto a costui, non sappiamo di dove sia”.Sorpreso, l’umile mendicante replica: “Questa è certamente una meraviglia, che voi non sappiate di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi”.

Che conclusione se ne dovrebbe trarre?

Il mendicante fa questa incontestabile premessa: “Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma se uno ha timore di Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta.

Dai tempi antichi non si è mai udito che qualcuno abbia aperto gli occhi a uno nato cieco”. Perciò, la conclusione dovrebbe essere ovvia: “Se quest’uomo non fosse da Dio, non potrebbe fare proprio nulla”.

I farisei non sanno cosa dire di fronte a questa logica semplice e chiara.

Poiché non vogliono ammettere la verità, insultano l’uomo: “Tu sei nato completamente nei peccati e insegni a noi?”

Detto ciò, lo cacciano fuori, espellendolo evidentemente dalla sinagoga”.

(Il più grande Uomo che sia mai esistito – 1991 Capitolo 71)

Un sabato Gesù sta insegnando. Per gli ebrei il sabato è un giorno di riposo. La donna che vedi qui era molto malata. Da 18 anni era piegata in due e non poteva stare diritta. Gesù mette le mani su di lei, ed essa si raddrizza. È guarita!

Questo fa adirare i capi religiosi. ‘Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare’, grida uno di loro alla folla. ‘Venite in quei giorni per essere guariti, non di sabato!’”.

(Il mio libro di racconti Biblici – 2005 Capitolo 96)

I farisei non riescono ad accettare che Gesù abbia guarito l’uomo nato cieco e così decidono di convocare i genitori dell’uomo. Questi ultimi sanno che rischiano di essere “[espulsi] dalla sinagoga” (Giovanni 9:22). Se venissero tagliati fuori dagli altri giudei andrebbero incontro a gravi conseguenze a livello sociale ed economico. … I farisei fanno loro due domande: “È questo il figlio che, stando a quel che dite, vi è nato cieco? Come mai adesso ci vede?” I genitori rispondono: “Quello che sappiamo è che questo è nostro figlio e che è nato cieco, ma come sia possibile che ora ci veda non lo sappiamo, né sappiamo chi gli ha aperto gli occhi”. Anche se dal racconto del figlio sanno cosa è successo, i genitori concludono in modo diplomatico: “Chiedetelo a lui: è adulto. Parlerà per sé stesso” (Giovanni 9:19-21).

I farisei decidono di chiamare l’uomo un’altra volta. Cercano di intimorirlo asserendo di avere prove della colpevolezza di Gesù. “Da’ gloria a Dio!”, intimano. “Sappiamo che quell’uomo è un peccatore”. L’ex cieco non risponde direttamente a questa accusa, ma dice: “Se sia un peccatore non lo so”. Poi però aggiunge: “Quello che so è che prima ero cieco, mentre ora ci vedo”. Non riuscendo a confutare questo ragionamento, i farisei iniziano a insultare il mendicante dicendo: “Tu sei nato completamente nel peccato e vuoi insegnare a noi?” A questo punto lo cacciano fuori (Giovanni 9:34).

(GESÙ La via, la verità, la vita – 2017 p. 168)

Commento

Non sono d’accordo con il definire Gesù un disassociato dalla congregazione d’Israele;

è una forzatura per far credere che la pratica della disassociazione dei Testimoni risale al tempo di Mosè e d’Israele.

La storia mostra che è una forzatura e che le cose non stavano così.

http://www.jwstruggle.com/2010/10/was-jesus-ever-disfellowshipped/

seguite il nuovo blog: 

http://www.quovadisaps.it/

 

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