I TESTIMONI DI GEOVA DURANTE LA LORO PREDICAZIONE RISPETTANO LA PRIVACY? 16/1/2020

BASE SCRITTA DOC

L’attività principale per cui sono conosciuti i testimoni di Geova è la predicazione.

Cos’è la predicazione e come la svolgono i testimoni di Geova?

La forma più comune di “servizio” è quella che viene svolta di casa in casa ed è organizzata e supervisionata dalla Filiale di ogni paese anche se poi localmente tocca alle singole congregazioni organizzarsi in modo autonomo per compiere l’opera.

Chi può partecipare a quest’opera?

Tutti coloro che risultano idonei come “proclamatori”.

Apriamo una parentesi sul termine “proclamatore”.

Per i testimoni di Geova il proclamatore è indistintamente o un Testimone di Geova battezzato, e quindi riconosciuto dall’organizzazione come membro effettivo della comunità oppure una persona “interessata” e che frequenta le adunanze che richiede di poter uscire in “servizio” dopo aver avuto un colloquio privato con due anziani.

Proclamatori sono anche i figli dei testimoni di Geova che pur non essendo ancora battezzati ufficialmente dimostrano di avere un comportamento “idoneo” con i principi.

Ora partiamo a bomba con l’argomento “caldo” di questo approfondimento:la violazione della privacy… verso le persone del “Territorio”.

I Testimoni di Geova localmente affidano alle congregazioni il compito di PREDICARE su un determinato territorio che è stato assegnato, che in genere coincide con la superficie di un comune o l’unione di più comuni limitrofi.

La superficie di ogni comune viene suddivisa in “territori” i quali sono poi affidati ai proclamatori.

Ogni territorio era composto all’incirca da un centinaio di famiglie a cui bisognava portare il messaggio, in parole povere “citofonare”. Generalmente la suddivisione dei territori comprendeva o alcuni isolati o un segmento di via da dover percorrere per intero.

La cartolina dei territori riportava sul davanti una “mappa” su cui orientarsi e le “zone evidenziate” da dover predicare.

Sul retro della cartolina invece erano segnati i COGNOMI delle famiglie che non volevano essere contattate, con poi i dati del proclamatore che aveva raccolto l’informazione.

Facciamo un piccolo esempio: Se percorrendo la VIA TAL DEI TALI al numero civico 8 il signor ROSSI mi faceva capire che non era interessato ai Testimoni di Geova oppure richiedeva ESPLICITAMENTE di non essere più contattato eravamo obbligati a segnare il nome sull’apposita scheda.

In pratica ci veniva chiesto di schedare le persone a loro insaputa. Capitava di trovarsi in alcune strade parecchio ostiche anche di aver più COGNOMI segnati da non “visitare”.

All’incirca la congregazione che frequentavo aveva suddiviso la superficie comunale in un centinaio di “territori” per la predicazione. Le cartoline dei territori venivano conservate e aggiornate digitalmente dai fratelli incaricati di gestire il Reparto Territori mentre le copie cartacee venivano distribuite ai fratelli durante le adunanze per permettergli di andare in servizio e poi conservate in un apposito contenitore in sala del regno.

Le persone del territorio sappiano quel che è avvenuto per anni a loro insaputa: i loro COGNOMI erano a disposizione di chi frequentava la Sala del Regno, i loro dati SENSIBILI erano a disposizione di chiunque “potesse” uscire in servizio, il tutto senza che le persone avessero dato esplicito consenso.

Ora, qualcuno potrebbe obiettare, ma cosa c’è di male in questo?

Immaginiamo che il signor ROSSI di Via Tal dei Tali 8 sia una persona particolarmente riservata, una di quelle persone che non ci tiene a far sapere nulla di se ad alcuna persona.

Il giorno X che ha detto o fatto capire al Proclamatore Y di non essere interessato al messaggio dei testimoni di geova il proclamatore Y si è preso la responsabilità di rendere il cognome e l’esistenza del sig. Rossi e della sua famiglia “pubblico” ad un pubblico di almeno un centinaio di persone, quante sono all’incirca quelle che frequentano una congregazione.

Come la prenderebbe il sig. Rossi a sapere di essere stato “schedato”?

Se il sig. Rossi avesse voluto rimanere anonimo, per qualunque motivo, non avrebbe visto rispettato il proprio desiderio.

Ora, come scritto la possibilità di predicare poteva essere data non solo ai testimoni di Geova battezzati ma anche a singoli proclamatori non battezzati.

L’organizzazione in questo ha sempre lasciato molto a desiderare. Per diventare “proclamatore” non serviva poi molto, bastava frequentare continuativamente le adunanze, presentarsi vestiti in maniera ordinata e fare un colloquio conoscitivo con gli anziani, colloquio che aveva come scopo “capire” se la persona seguiva i precetti della bibbia e li applicava nella propria vita.

Chiunque quindi, anche fingendo interesse per la verità avrebbe potuto intrufolarsi nella vita “attiva” della congregazione.

Un proclamatore non battezzato aveva tranquillamente accesso ai TERRITORI come un testimone battezzato.

Il sig. ROSSI quindi, che ha sempre voluto rimanere nel proprio anonimato si è trovato improvvisamente ad essere conosciuto da testimoni di Geova battezzati e da persone che magari solo per un ristretto periodo di tempo hanno mostrato interesse per il messaggio geovista.

Chi ha garantito sulla serietà e sull’onestà delle persone che richiedevano di unirsi ai TdG?

Chi ha controllato?

Chi ha stabilito che una persona poteva essere messa al corrente dell’esistenza del sig. Rossi e di tutte le altre persone che i TdG avevano “schedato” in ogni comune?

Nessuno ha mai controllato, nessuno ha avuto mai l’obbligo o lo scrupolo di controllare chi si avvinasse ai TdG.

L’importante era far numero.

Per essere “considerato” proclamatore bastavano 15 minuti di predicazione al mese e siccome le congregazioni pian piano si stavano svuotando gli anziani si premuravano più di far numero che di controllare chi fosse realmente una persona interessata, dato che sotto le 60 unità le Congregazioni italiane potevano essere soppresse dal Sorvegliante gli anziani cercavano di includere nei proclamatori attivi anche bambini, vecchietti in fin di vita, inattivi, sedie, tavoli e appendiabiti.

D’altronde in tema di controlli interni i TdG son sempre stati abbastanza permissivi, non hanno mai avvisato le autorità e i fratelli stessi della presenza di pedofili nelle proprie congregazioni, non hanno mai controllato se alcuni fratelli fossero “sospetti”, figuriamoci se andavano a controllare chi, disgrazia sua, si univa anche solo per poco tempo, tra le file dei TdG.

Quando i TdG annunciano belli beati che al mondo ci son 8 milioni di testimoni di geova stiamo ben attenti, il numero è falso, è pompato per eccesso.

Al massimo 8 milioni sono i proclamatori, e tra quegli 8 milioni ci sono anche persone passate a miglior vita, o bimbi di 4,5 anni, persone che escono mezza volta in servizio, inattivi, disassociati, persone contate due o tre volte…

Oggi, a inizio 2020 le cose son cambiate, dicono…

Provate a chiedere una CARTOLINA DEI TERRITORI ad un testimone di Geova: vi dirà che non sono autorizzati a farvi vedere codesto documento.

Cosa c’è di male cari TdG?

Cosa state nascondendo?

Perchè non siete autorizzati a far conoscere il contenuto del territorio?

C’è il rischio stiate commettendo qualche reato?

Che informazioni sensibili son contenute?

Fino a quando frequentavo la comunità dei TdG i territori venivano percorsi almeno 3 volte l’anno.

“Percorsi” vuol dire che quando il territorio mi veniva “affidato” avevo l’obbligo di citofonare ad ogni persona presente nella Via X per lasciare o un versetto biblico in ricordo o della letteratura biblica come un volantino o una rivista o in casi più “fortunati” un libro.

Fino a qualche anno fa era permesso segnarsi le “note” di servizio su degli appositi foglietti che venivano rilasciati in sala del regno.

Su questi fogli chiamati NOTE DI CASA IN CASA il proclamatore doveva scrivere tutto ciò che faceva in servizio.

Ad esempio:

13 Gennaio 2010

Via Tal dei Tali

numero civico 8

Fam. Verdi \ assente \

Fam. Rossi \ non visitare

Fam. Bianchi \ D45 \ mi ha aperto una signora di età circa sui 45 anni, bionda, stava facendo pulizie di casa. Le ho letto versetto Genesi 1:1, lasciato Torre di guardia corrente, sembrava interessata, mi ha detto morto marito, lei malata.

Ritornare con opuscolo sulla morte.

Moltiplicate il numero di queste informazioni per il numero delle persone che compongono un paese e pensate a quanti altri fratelli e sorelle venivano resi “partecipi” delle informazioni personali che riuscivamo a ottenere.

La signora BIANCHI in pratica, senza volerlo diventava una “persona” conosciuta a tutta la congregazione perchè quello che ci eravamo detti, in privato, ad un citofono era diventato di dominio pubblico, non più una confidenza fatta in una conversazione privata.

Tutte le persone con cui uscivo in servizio avevano accesso a questi dati, anche perchè ce li scambiavamo soprattutto i pionieri e le pioniere che uscendo di più avevano più possibilità di contattare le persone avevano un immenso database cartaceo nel quale avevano raccolto, chi più chi meno i segreti o le confidenze di mezzo paese.

Io, pur essendo una persona discreta e attenta alla privacy altrui conoscevo vita morte e miracoli di un sacco di persone, pur non avendole mai viste di persona, solo perchè i fratelli e le sorelle o ne parlavano in servizio o mi facevano leggere gli appunti presi nel corso del tempo.

C’erano intere strade o interi caseggiati di cui realmente conoscevamo ogni dettaglio, non c’era abitante che non fosse “schedato”, che non fosse stata fatta da qualche testimone di Geova una pagina biografica della propria vita.

Durante le adunanze per il servizio di campo ci insegnavano a stare attenti a non perderci alcun dettaglio delle persone con cui entravamo in contatto o in confidenza.

Se ci aprivano la porta o se parlavamo con qualcuno al cancello di una “villetta” dovevamo vedere se c’erano dettagli utili per proseguire la conversazione.

Ad esempio, se notavamo la bicicletta di un bambino dovevamo subito far leva su un argomento in cui il genitore poteva essere coinvolto oppure se ad aprire era una persona anziana far leva su argomenti quali la paura di morire etc etc.

Particolare attenzione veniva rivolta a donne sole in età avanzata e donne sole con bambini perchè sicuramente bisognose d’aiuto e quindi “potenziali vittime”.

Altri soggetti facili da “portare a Geova” erano gli stranieri.

In alcuni discorsi fatti alle adunanze di servizio veniva detto che le persone straniere erano un grosso bacino da cui attingere perchè generalmente alcune etnie non venivano considerate “dagli italiani”, quindi trovarsi qualcuno che dava loro attenzione aumentava le possibilità di veder crescere il loro interesse.

I dati delle persone di altre etnie e lingue venivano poi mandati alle congregazioni in lingua, che raccoglievano i dati per poi mandare persone “esperte nel campo”, che conoscevano “quella lingua”.

C’erano fratelli poi specializzati nel contattare disadattati sociali e persone in difficoltà, i quali proprio per le proprie difficoltà risultavano essere facilmente influenzabili.

Perchè?

I dati raccolti servivano ad avere sempre un qualcuno da cui andare, senza stare ore ed ore col freddo o sotto il sole a cercare “nuove pecore”.

Non era importante nemmeno che le persone accettassero il messaggio.

Serviva una casa dove entrare per riposarsi un paio d’ore e conversare o un qualcuno che avendo avuto la malaugurata “idea” di confidarsi un po era pur sempre una meta “buona” per lasciare un volantino od una rivista quella volta al mese che si andava a rivisitarla.

Oggi, a distanza di anni mi vergogno di come le persone e le loro “storie” fossero utilizzate come merce di scambio del dolore o come figurine e non solo, mi vergogno di come la vita di persone ESTRANEE al mondo dei TdG fosse INCONSAPEVOLMENTE parte del mondo della “sala”, perchè i loro nomi, i loro dati, le loro esperienze erano nelle nostre teste, nei nostri discorsi, nei nostri appunti.

Quando la legge ha sancito norme più severe in fatto di privacy l’Organizzazione si è premurata nel far sparire gli appunti cartacei ma i fratelli hanno continuato a raccogliere informazioni sulle persone del territorio, semplicemente cambiando l’oggetto su cui “conservare” i dati: Da appunti su foglietti al proprio smartphone, infatti alcuni zelanti fratelli informatici hanno sviluppato una moltitudine di APP utili in servizio, tipo il MINISTRY ASSISTANT che PUOI TRANQUILLAMENTE SCARICARE DAL PLAYSTORE.

Le forze dell’ordine non possono mica controllare quello che ti appunti sul telefonino…

Quindi, facciamoci un paio di domande…

Ci sentiamo al sicuro dal momento che i testimoni di geova possono essere a conoscenza dei dati personali di persone estranee alla congregazione? E ci sentiamo protetti dei nostri dati sensibili dato che hanno l’abitudine di scambiarsi tra loro queste informazioni? Dove vanno a finire tutti questi dati? Chi ha accesso a questi dati?

Siamo sicuri dell’onestà e della correttezza delle persone che compongono la comunità dei testimoni di Geova dato che chiunque potrebbe unirsi a loro anche per brevi periodi di tempo ed entrare in possesso di dati sensibili carpiti senza autorizzazione? Siamo sicuri che all’interno di questa organizzazione, dato che il loro scopo è entrare a contatto col pubblico, non ci siano persone i cui “motivi” per entrare in contatto col pubblico non siano del tutto onesti? Pedofili e truffatori potrebbero avere vita molto più semplice nella funzione delle loro “azioni” usufruendo della copertura che ha dato e può dare l’opera di predicazione?

I testimoni di Geova hanno un lungo conto in sospeso con la privacy.

Violano sistematicamente la privacy dei propri aderenti, degli ex aderenti al culto e delle persone del territorio.

© Riproduzione riservata

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