TESTIMONI DI GEOVA PRIVILEGI – NOMINE CORRUZIONE – MOBBING – BULLISMO. 25/1/2020

BASE SCRITTA DOC

I testimoni di Geova si incontrano almeno due volte alla settimana nelle locali sale del regno, le due “adunanze” hanno scopi distinti e separati ma quello che ci interessa non è parlare delle adunanze, quello che ci interessa è capire il “perchè” di alcuni automatismi e comportamenti che vengono “perfezionati” durante quelle adunanze.

I testimoni di Geova di sesso maschile vivono esclusivamente per i privilegi di congregazione, ovvero gli incarichi che il corpo anziani affida ad ogni singolo proclamatore periodicamente per “utilizzarlo” durante le adunanze e farlo sentire “importante”.

I privilegi di congregazione irraggiungibili senza un concreto aiutino sono gli Incarichi di servizio ovvero l’essere nominati dapprima Servitore di Ministero e poi Anziano di congregazione.

Per essere presi in considerazione per quei ruoli bisogna appartenere già al clan degli anziani, quindi essere nella stretta cerchia familiare ( figlio, genero, fratello carnale ) oppure abbastanza intimo con qualche membro del corpo anziani in modo che l’anziano stesso possa proporre agli altri la candidatura garantendo l’assoluta fiducia in “tale uomo”.

Agli altri fratelli non nominati vengono riservati gli incarichi “pratici” da svolgere in sala, fisicamente durante le adunanze.

C’è quindi chi viene assegnato ai vari reparti che fanno funzionare un’adunanza, chi è usciere, chi microfonista, chi si occupa del reparto acustica.

A seconda della fiducia che viene espressa verso un proclamatore questi avrà più “privilegi” e quindi sarà rispettato in sala come persona affidabile e spirituale.

Ai fratelli con particolari doti vengono assegnate le letture pubbliche della torre di guardia, etc etc…

I fratelli ammazzerebbero, nel vero senso della parola, per difendere od ottenere un privilegio in più.

In genere chi viene individuato come papabile nominato viene ricoperto di incarichi, gli si affidano i discorsi alla scuola di ministero considerati più “prestigiosi” e in fase di avvicinamento della visita del sorvegliante gli si danno incarichi “molto visibili” e una parte all’adunanza col Sorvegliante che si svolge per regola il martedì.

Le famiglie della congregazione cercano di accaparrarsi la presenza del sorvegliante a pranzo per poter mostrare la propria spiritualità, se un fratello è in odore di nomina gli anziani consigliano al fratello di invitare il sorvegliante a pranzo in modo che possa valutare l’ambiente familiare in cui il fratello “raccomandato” vive la sua vita cristiana.

Il sorvegliante osserva minuziosamente la casa del fratello “raccomandato”, deve valutare ogni piccolo dettaglio per approvare la nomina.

Banalmente, esamina tutto quello che può essere considerato “giusto” e cosa no per un nominato della congregazione.

Che libri o che Dvd il fratello mette in bella vista pubblicamente sulle proprie mensole, che musica ascolta, se in casa ci sono oggetti che possono ricondurre ad atteggiamenti o comportamenti mondani o antiscritturali.

In pratica il fratello non viene vagliato solo per la propria statura spirituale dimostrata in congregazione con la preparazione, l’accuratezza dei commenti o lo zelo in predicazione.

Un fratello può essere scelto o meno come nominato anche a seconda dei gusti musicali o cinematografici che palesa pubblicamente.

Ho conosciuto fratelli che pur di dimostrare serietà al sorvegliante hanno letteralmente nascosto dai ripiani dei propri mobili del soggiorno Dvd di film o cd musicali che potevano essere considerati “inopportuni”.

Ho conosciuto fratelli in rotta totale con il corpo anziani e pronti a mollare l’organizzazione ritornare sui propri passi dopo aver avuto “certezza” di esser stati scelti per leggere la Bibbia durante la visita del sorvegliante.

Pur di farsi vedere “spirituali”, pur di avere un privilegio “prestigioso” in più ci sono persone disposte anche a camminare letteralmente sopra la propria dignità e cancellare anni di torti ed ingiustizie subite.

Un termine che mi viene alla mente in questi casi è CORRUZIONE, solo che al posto del denaro il silenzio viene comperato\venduto con l’assegnazione di privilegi di servizio.

Molti di quelli che hanno abbandonato l’Organizzazione possono confermare di aver avuto tentativi o approcci finalizzati a CORROMPERE l’individuo, magari chiedendogli di tacere su alcune vicende o torti subiti in cambio di PROMOZIONI, NOMINE, PREVILEGI, CONSIDERAZIONE etc etc…

Quando escono fuori molte storie di Pedofilia non denunciate alle autorità mi sorge il sospetto che ai genitori della vittima vengano proposti PREVILEGI in cambio del silenzio. Succede?

Solo chi è coinvolto in queste situazioni può darci una risposta, solo chi ha dovuto ingoiare il rospo del silenzio può confermare se questi approcci di CORRUZIONE sono avvenuti o meno.

I testimoni di Geova di fronte ad un “reato” commesso nei propri confronti da un fratello non sono autorizzati nemmeno a denunciare il fratello alle autorità competenti altrimenti si rischierebbe di rovinare il buon nome della congregazione lavando in pubblica piazza i panni sporchi.

Chi dovesse decidere di denunciare un fratello alle autorità, ai carabinieri, alla finanza per un qualche torto subito si vedrebbe revocati i privilegi istantaneamente.

Solo gli organi interni alla Congregazione sono chiamati a giudicare eventuali REATI o PECCATI andando a formare un sistema giuridico illegale all’interno di un paese in cui il sistema giuridico non è a discrezione di quattro persone che si svegliano un giorno e decidono di fare i pastori di anime.

I fratelli pur di non perdere rispettabilità in Congregazione sono disposti a rinunciare ai propri sacrosanti diritti riconosciuti dalla Costituzione.

Un privilegio in Congregazione vale di più di qualsiasi cifra dovessero ottenere come risarcimento per l’eventuale torto subito.

Ovviamente il mercato dei PRIVILEGI non è la sola forzatura che costringe i fratelli in Congregazione.

Ogni adunanza è strutturata in modo che le classi sociali della Congregazione possano ben evidenziare quelli che sono i limiti a cui un semplice proclamatore può arrivare.

Il compito considerato più degradante è quello di pulire i bagni al termine delle adunanze.

Chi viene scelto per questi compiti?

Le donne, che sono l’ultima ruota del carro e i fratelli che in cerca di attenzione da parte degli anziani si rendono disponibili a pulire i bagni.

Gli anziani e i servitori di ministero fanno a gara per non sporcarsi le mani infatti pretendono di dover stare nella “sala” principale ad incoraggiare i fratelli e a gestire i reparti.

Sembrano piccole cose, una persona che legge queste righe potrebbe banalizzare questi atteggiamenti, come si possono paragonare gravi reati come la PEDOFILIA al semplice riassetto della sala dopo un’adunanza?

Qui casca l’asino.

Le persone che contano in congregazione possono far valere tutto il proprio peso proprio in queste situazioni apparentemente “semplici”.

La moglie di un anziano digrignava letteralmente i denti se qualcuno provava a far pulire i bagni alle proprie figlie, perchè nel loro splendore non potevano sporcarsi con questo ingrato compito. Se una persona non rientra nella cerchia stretta dei CLAN viene praticamente condannato a vita, in congregazione, ai lavori più umili e degradanti.

Una pioniera regolare, moglie di un anziano influente della congregazione, obbligava una sorella a farle i mestieri in casa mentre lei usciva per predicare oppure pretendeva di avere più riviste da distribuire rispetto agli altri, solo perchè “aveva maggior peso politico” in congregazione.

Questi atteggiamenti sono tipici dei bulli, di chi pratica mobbing verso gli altri.

Far vedere agli altri quanto SI ABBIA POTERE mette in condizione di inferiorità fratelli e sorelle che del proprio essere indifesi devono fare una ragione di vita.

Avere in sala persone che praticano il BULLISMO vuol dire non poter avere persone libere di denunciare eventuali torti o di vedersi riconosciuti determinati diritti.

Una sorella che è costretta a fare i mestieri di casa ad una pioniera per permetterle di uscire liberamente in predicazione è quasi riduzione in schiavitù, per l’ordinamento giuridico italiano “Chiunque, con violenza [581] o minaccia (1), costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa (2) è punito con la reclusione fino a quattro anni (3). La pena è aumentata [64] se concorrono le condizioni prevedute dall’articolo 339 ” ( articolo 610 Codice Penale ).

Aver banalizzato o non considerato degni di nota alcuni comportamenti all’apparenza innocui ha generato un gran numero di individui che sono sottomessi senza alcun motivo ad altri dando pure una giustificazione “buona” a quelli che sono da considerarsi atti odiosi.

Andiamo più nel profondo della situazione, andiamoci per ipotesi.

Se io sono una persona “potente” della Congregazione nel minore dei casi posso costringerti a farmi un “favore” quale stirarmi tutte le camicie e farmi i mestieri di casa, nel “peggiore” dei casi posso costringerti al silenzio qualora tu fossi in possesso di informazioni riguardo a REATI commessi da altri membri della congregazione o da me stesso.

Se la massima pericolosità dei testimoni di Geova fosse il far pulire i cessi alle donne saremmo qui a tirare un sospiro di sollievo. Purtroppo non è così.

Mercanteggiando la spiritualità degli individui tramite l’assegnazione di PRIVILEGI e minacciandoli di perdere credibilità di fronte ai fratelli qualora fossero revocati tali privilegi si legano i fratelli ad un incarico sulla bacheca e non all’utilizzare la coscienza personale di cui son dotati per valutare le questioni in modo oggettivo.

Quando ad un fratello vengono tolti i PRIVILEGI, e i motivi possono non essere solo giustificati da una disciplina temporanea per qualche peccato veniale, gli si toglie la credibilità in congregazione perchè il metro di giudizio dei testimoni di Geova non è il comportamento delle persone ma il numero degli incarichi che svolge in Congregazione o il ruolo che una persona riesce ad ottenere.

Più una persona “sale di livello” più deve essere considerata spirituale.

Nessun proclamatore semplice potrà mai accusare un anziano di una condotta sbagliata o peccaminosa.

Se il figlio di una famiglia “non tanto spirituale” dovesse denunciare di aver subito degli abusi non verrebbe nemmeno preso in considerazione soprattutto se l’accusato fosse una persona di spicco della comunità.

Nessuno di noi in Congregazione ha mai avuto il sentore che potessero esserci dei molestatori intorno e nel caso ci fossero stati nessuno ci avrebbe avvisati, nessuno ci avrebbe avvertiti del pericolo.

Le persone accusate di pedofilia, nel recente passato, potevano ottenere “dopo il pentimento” tutti i privilegi in sala tranne la “nomina” a Servitore o Anziano.

Potevano far richiesta di “pioniere regolare”, potevano tranquillamente uscire in servizio.

Nessuno di noi sarebbe stato però al corrente della presenza di una persona “pericolosa” all’interno della congregazione o nella predicazione sul territorio.

In compenso fratelli e sorelle meno fortunati di altri potevano essere disciplinati e additati come cattivi esempi.

“Io ti rovino teocraticamente ­ ti stronco la carriera teocratica” è una frase che molti fratelli si sono sentiti dire.

Le minacce in stile mafioso sono all’ordine del giorno.

I potenti che fanno sentire dei vermi i meno potenti li abbiamo avuti tutti come compagni d’opera e i fratelli, quelli che ingenuamente per anni hanno perseverato spesso accettano di chiudere gli occhi di fronte a queste situazioni per non veder sprecati anni di sacrifici e privazioni.

A volte pur di raggiungere quelle agognate mete teocratiche, quei piccoli tasselli in più alla propria carriera teocratica si è disposti a sorvolare su atteggiamenti e situazioni che in altri momenti non avremmo mai ritenuto normali.

Quando poi non si riesce più a sopportare queste situazioni si decide di mollare, di veder resi vani anni di sacrifici, di vedersi ostracizzati e considerati peggio che morti.

In quei momenti dove finalmente la dignità riprende possesso della mente e non si fa più influenzare da interessi personali dominati da egoismo e ambizione.

Carriera teocratica la chiamano.

Può qualcosa di “divino” esser chiamato carriera?

Carriera la si fa a lavoro, non per conto di dio.

Ma in fondo quello del testimoni di Geova è un lavoro anche se non remunerato, non è mica una missione spirituale.

Ai fratelli, prima di accettare la nomina a Servitore o Anziano negli ultimi anni veniva chiesto “a voce” se avessero mai molestato qualche bambino o avuto accuse di molestie, anche al di fuori dell’ambiente teocratico, accuse di cui magari in sala potevano non essere a conoscenza.

Avete capito bene, ogni singola persona poteva tranquillamente rispondere NO a queste richieste di delucidazioni senza che facessero un minimo controllo sull’onestà e la trasparenza di un fratello.

All’epoca non pensavo che l’organizzazione per cui avevo fatto tanti sacrifici nascondesse così tante schifezze.

Pensavo davvero di “essere in missione per conto di Dio”, invece a posteriori mi son reso conto di servire uomini di malafede, gente corrotta, gente che per anni a mia insaputa chissà quanti crimini ha omesso di denunciare.

Quello che fa più male è il non sapere, perchè ad avere la certezza che siano stati commessi o meno dei crimini all’interno della Congregazione di appartenenza almeno ti può dare la consapevolezza di aver vissuto con gente malvagia oppure no.

Il dubbio che si insinua con la segretezza che mantengono gli anziani è devastante, alla fine non sei mai sicuro di chi hai avuto accanto e speri di non doverlo scoprire un giorno leggendo le prime pagine dei giornali.

Quando ci si chiede come mai nelle comunità dei Testimoni di Geova per anni abbiano potuto proliferare un gran numero di pedofili bisogna andare alla radice del problema, bisogna soffermarsi su quelle piccole abitudini, su quelle dinamiche apparentemente innocue che hanno permesso il crearsi di un clima di omertà e paura nel rivelare all’esterno dettagli così scomodi dell’organizzazione.

All’inizio sembrano solo piccole e sciocche ingiustizie, banalissimi atteggiamenti senza alcuna rilevanza, poi scopriamo che dietro a questi gesti ci sono precise indicazioni di quella MACCHINA DEL TERRORE chiamata WATCHTOWER.

© Riproduzione riservata
http://www.quovadisaps.it/

CONDIVIDILO SULLA TUA PAGINA E CON I TUOI AMICI AIUTERAI TANTA GENTE

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

MITA113TA iGUi C

Please type the text above:

 caratteri disponibili

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>