IL RUOLO DELLA DONNA NEI TESTIMONI DI GEOVA (prima parte) 26/1/2020

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IL RUOLO DELLA DONNA NEI TESTIMONI DI GEOVA (prima parte)

Per il nono anno consecutivo, la cancelliera tedesca Angela Merkel è risultata essere la donna più influente al mondo seguita a ruota da un’altra europea, Christine Lagarde che succedendo alla Presidenza della Banca Centrale Europea è diventata la prima donna a ricoprire questa carica.
Un’altra politica europea, Ursula von der Leyen è stata nominata Presidente della Commissione Europea e anche per quanto riguarda questa carica istituzionale si tratta della prima volta nella storia che una rappresentante del gentil sesso raggiunge i vertici più alti della politica comunitaria.
Questi dati son presi dalla classifica che annualmente pubblica l’autorevole business magazine Forbes.

Siamo in una società ingiustamente e profondamente maschilista, questo non si può negare.
Alle donne viene negata la parità salariale e indipendentemente dal contesto lavorativo il ruolo della donna è spesso relegato al ruolo di comprimario oppure necessita il doppio degli sforzi per vedere riconosciute le stesse opportunità che vengono date agli uomini.
Qualche anno fa persino alcune attrici di Hollywood protestarono per l’ingiusto trattamento economico riservato alle attrici di punta rispetto ai colleghi maschi.
Rimanendo sempre in terra americana, ad oggi, Gennaio 2020 non abbiamo ancora avuto un Presidente degli Stati Uniti di sesso femminile per quanto Hillary Clinton sia stata molto vicina a raggiungere questo obiettivo durante le elezioni presidenziali del 2016.

Tornando alla nostra cara Europa invece negli ultimi anni abbiamo visto molte donne raggiungere “posizioni” importanti, facendosi largo tra una fitta schiera di uomini, non per ultima Sanna Marin che a soli 35 anni è divenuta Primo Ministro di uno dei paesi più sviluppati al mondo quale la Finlandia.
E’ brutto dover constatare che nonostante il calendario gregoriano sia arrivato all’anno 2020, la mentalità umana si sia fermata agli anni arretrati del medioevo. Oggi ci sorprendiamo ancora quando una donna riesce a raggiungere risultati normalmente destinati ai colleghi maschi, quando in un mondo “giusto” la parità di genere dovrebbe essere la “norma” e non “una conquista”.
Le donne devono avere le stesse opportunità degli uomini perchè è sancito dalla CARTA UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI non per “cortese favore” concesso da uomini particolarmente “illuminati” di modernità.

Tutto questo preambolo serve per arrivare a parlare di quale sia la condizione delle donne nell’organizzazione dei Testimoni di Geova.

La prima cosa che salta agli occhi son le generalità con le quali le sorelle sposate son conosciute nella Congregazione: il COGNOME del Marito, sia esso un fratello o una persona “di fuori”.
Questa può sembrare una banalità ma descrive perfettamente come la condizione femminile, nell’organizzazione di Geova sia totalmente subordinata ad il ruolo di un qualunque maschio, che esso sia un battezzato o una persona che non ha alcun legame coi TDG.

Possiamo tranquillamente affermare che le donne, nell’organizzazione hanno la stessa dignità che veniva riconosciuta agli schiavi dell’epoca coloniale.

Non hanno nemmeno il diritto di poter conservare le loro generalità, vien concesso loro di poter utilizzare il “cognome” solo fuori dall’ambiente teocratico.
Qual’ è il ruolo della donna in Congregazione?
Le donne non possono avere incarichi “ufficiali” quindi non le troverete mai come uscieri, microfoniste etc etc… e non hanno il permesso di poter “insegnare” dal podio.
L’unico ruolo “semiufficiale” che vien riconosciuto loro è quello di poter fare le “pioniere regolari” ovvero dedicarsi a quello che viene chiamato servizio a tempo pieno.
L’incarico di “pioniere regolare” di per se rientra tra le “nomine” nel mondo dei testimoni di Geova ma a differenza degli altri incarichi di “nomina” non si viene “scelti” ma ci si “propone” per quel ruolo e salvo cattive abitudini morali la richiesta di svolgere il servizio di “pionierato” vien sempre accettato.
Alle donne della Congregazione vien quindi data come “contentino” la soddisfazione di potersi sentire importanti e indispensabili in predicazione mentre all’interno delle sale del regno la loro utilità si riduce a quella di pulire i bagni e passare la ramazza.

Negli ultimi anni un folto numero di giovani proclamatrici ha creato sottobanco la rumorosa richiesta di poter avere gli stessi incarichi “maschili” per non sentirsi discriminate ma queste richieste non sono mai state accolte dall’Organizzazione, il ruolo femminile è sempre marginale.
A onor di cronaca solo in “casi speciali” nei quali nessun componente maschile battezzato sia presente le donne possono essere utilizzate per incarichi ufficiali, tradotto: se i maschi son morti tutti potete essere utilizzate.
Eppure ci sono donne che il potere, nell’ambito dell’organizzazione se lo son prese tra le mura domestiche e hanno cercato di farlo valere presso gli altri componenti della Congregazione.
Per i testimoni di Geova il ruolo di capofamiglia, ovvero il marito, è sacro.
Le donne possono essere riprese o disciplinate qualora non mostrassero rispetto al marito in pubblico o in privato.
Il Capofamiglia, ovvero il marito ha sempre l’ultima parola in ogni importante decisione che deve essere presa.
Alle donne in casa vengono lasciate le decisioni “meno importanti” ovvero: che tende comprare, quali tazzine servire agli ospiti etc etc…

Se un fratello però dovesse dimostrarsi “senza attributi” ci sono donne pronte a sostituire la figura maschile inetta approfittando del proprio carisma e del proprio carattere.
Ci si trova così di fronte a sorelle “soldato” che svolgono il ruolo di anzianesse, che pur sembrando sottomesse ai propri mariti e agli anziani della Congregazione invece tentano in ogni modo di “sottomettere” quelli che a loro parere sembrano elementi più deboli.
Proviamo a descrivere sommariamente queste mitologiche figure.
Generalmente le anzianesse sono mogli di anziani, servono come pioniere regolari, non lavorano e pur avendo una scolarizzazione base molto bassa pretendono di insegnare a tutti, millantando conoscenze in ogni campo che poi si rivelano solo particolari abilità ai fornelli e magari nel crescere i figli.

Torniamo indietro di qualche riga e scorriamo la classifica di Forbes sulle donne più influenti del pianeta, ci sono personalità del calibro della Regina Elisabetta, altre donne impegnate ai vertici di politica, finanza, industria.
Nella Watchtower il ruolo crescente delle donne nella società attuabile non è minimamente contemplato ne contemplabile.
Ai vertici dell’Organizzazione ci sono solo “Uomini” e solo loro possono prendere decisioni per le sorti di tutti i testimoni di Geova del pianeta.
Gli uomini sono imperfetti ma le donne lo sono di più, e sapete perchè?
Una volta sentii la dichiarazione di un sorvegliante che pressapoco recitava così: “Geova Dio ha stabilito che fossero gli uomini a prendere la direttiva perchè le donne sono più fragili emotivamente, impure a causa delle mestruazioni e hanno quella settimana lì al mese che le rende instabili”.

Era la dichiarazione personale di un uomo e come tale imperfetto o è una convinzione profondamente radicata nei maschietti dell’organizzazione?

Le azioni quotidiane mostrano ciò che le persone pensano e ciò che le persone pensano in genere si tramuta in azioni concrete.
I maschi testimoni di Geova hanno profondo rispetto del ruolo della donna?

Cos’è realmente la sottomissione che ogni donna dovrebbe avere di ogni membro maschio della Congregazione?

Non è che sotto questa scusa della sottomissione si nasconda un neanche tanto malcelato anacronistico maschilismo?

Gli uomini son tenuti a decidere di ogni aspetto della vita femminile senza tener conto di ciò che le donne pensano.
Voglio farvi un esempio: le ragazze testimoni di Geova sono tenute a rispettare le regole imposte dai genitori, soprattutto quando si tratta di frequentare una persona dell’altro sesso.
Alle ragazze vengono imposte restrizioni più severe rispetto ai maschietti.
Ci sono genitori profondamente bigotti che vietano alle proprie figlie di frequentare i ragazzi che stanno conoscendo a meno che non sia presente una terza persona a controllare o un gruppo di persone.
Ai fratelli queste regole così rigide e ferree non vengono imposte. Molti anziani controllano minuziosamente le misure delle gonne delle sorelle per stabilire se sono “caste” o meno, se sono vestite “dignitosamente” o meno.
Ai fratelli queste morbose attenzioni non vengono mostrate.
Pensiamo ad una delle situazioni estreme che capitano nelle congregazioni, i COMITATI GIUDIZIARI.
Da chi è composto un COMITATO GIUDIZIARIO?
Da tre anziani di Congregazione i quali giudicano chi sta dall’altra parte del tavolo.
Se dall’altra parte del tavolo c’è una ragazza, come si comportano gli anziani?
Nella maggior parte dei casi i Comitati Giudiziari riguardano peccati di natura sessuale, soprattutto tra giovani elementi.
Già può essere imbarazzante per un maschio dover parlare di “situazione di natura intima” con altre persone, soprattutto durante quello che è a tutti gli effetti un interrogatorio, pensate se a doverlo fare è una ragazza, una donna, non importa quale età abbia.
Tre uomini che parlano di argomenti di natura sessuale con una ragazza, una donna, chiedendole cosa abbia fatto, cosa abbia provato, che pratiche sessuali ha praticato con il maschio X, nel luogo Y, nel giorno Z.
Come ho scritto già parlare di argomenti di natura “intima” non è facile nemmeno per un maschio in queste situazioni, figuriamoci per una donna.
Una donna può voler parlare di sesso e della propria sessualità, ma senza costrizioni, senza qualcuno che la giudichi, senza tre persone che sono li per farle esclusivamente un morboso interrogatorio.
Una donna che vuole parlare della propria sessualità e delle proprie pratiche sessuali sceglie con chi parlarne, sceglie dove parlarne e soprattutto sceglie se volerne parlare o meno.
Nei comitati giudiziari invece si viene sottoposti ad una procedura che personalmente non vedo diversa da una “tortura psicologica”. Nella fattispecie il diritto alla PRIVACY DELLE PROPRIE AZIONI è negato sia ai maschi che alle femmine, ma nella condizione specifica l’intimità delle donne è violata due volte perchè a rivolgere le domande di natura intima sono interlocutori maschi.
Accade così anche fuori dalle Congregazioni?
Assolutamente no, anzi, proprio per rispettare quelle che sono le basilari norme di rispetto della dignità umana ad esempio se una donna viene arrestata viene perquisita da un agente donna, proprio in conformità di quei diritti inalienabili sanciti oltre che dal buonsenso ma anche dai maggiori ordinamenti civili occidentali.

Watchtower non protegge la dignità delle proprie sorelle in fede anzi le umilia completamente con queste azioni.
I Comitati giudiziari possono essere fatti anche ai “minorenni” purchè battezzati, quindi rendiamoci conto di come la “natura intima” di determinate azioni possa essere vergognosamente violentata da persone, gli Anziani di Congregazione che non hanno alcun attestato che li qualifichi come persone in grado di poter supportare psicologicamente persone delle quali stanno “violando” impunemente le parti più sensibili dell’animo umano.
Il mondo circostante di mette di fronte donne che stanno facendo grandi cose per l’umanità.

Una ragazza di appena 16anni, Greta Thunberg, è diventata l’attivista più influente a livello mondiale riguardo ai pericoli derivati dal cambiamento climatico.
Nelle congregazioni dei TDG una ragazza di 16 anni è a malapena una studentessa che deve decidere se terminare gli studi e fare la pioniera regolare o cercarsi un lavoro full-time risultando però poco spirituale agli occhi dei fratelli.
Risultare poco spirituali agli occhi dei fratelli equivale poi ad avere meno possibilità di sposarsi perchè le “opinioni” degli altri, soprattutto di chi “conta” possono influenzare i sentimenti che ogni Tdg prova o cerca di provare verso qualcun altro.
La classifica di Forbes include pure personalità importanti del mondo dello spettacolo come l’attrice Reese Witherspoon o le cantanti Beyoncè e Rihanna.

Nel mondo dei “TDG” le donne devono stare al loro posto, sarebbe difficile, quasi impossibile poter fare lavori in ambiti artistici, anzi, diciamolo pure, determinati lavori vengono sconsigliati.
Le ragazze che praticano attività sportive vengono incoraggiate a smettere.
Ho conosciuto sorelle che avrebbero potuto fare una discreta carriera nella danza, hanno dovuto troncare di netto quelle ambizioni perchè non collimavano con gli interessi del regno.
Ho conosciuto sorelle che avrebbero voluto costruirsi una famiglia all’interno dei testimoni di Geova costrette a vivere da “single” perchè non trovavano un fratello disposto a sposarle.
Direte voi, ma queste cose succedono pure ai maschi, son cose di poco conto, come potrebbero influire sul giudizio “complessivo” da attribuire a Watchtower?

Influiscono queste cose e sapete come?
Non è vero che le donne testimoni di Geova accettano di buon grado la sottomissione, non è vero e il più delle volte cercano di ribellarsi a questo sistema ma come accade per ogni tentativo di rivolta, le ambizioni “rivoluzionarie” vengono sedate sul nascere. L’organizzazione non ha mai nascosto particolare antipatia per il FEMMINISMO e per l’emancipazione femminile, che per molto tempo è stata additata come la causa principale del degrado morale avuto dagli anni 70 ad oggi.
Non è raro trovare fratelli, anche giovanissimi con idee più antiquate di una mummia egizia.
Non è raro trovare fratelli che pensano sia “disonorevole” che una donna lavori o che cerchi di contribuire al mantenimento della famiglia.
Le sorelle vorrebbero avere più spazio perchè si sentono inferiori ai maschi e da “inferiori” son trattate.
Per quanto “anzianesse” e “mogli di sorvegliante” possano assumere una popolarità e un potere molto forte, le decisioni vengono sempre e comunque prese dai “maschi”, dai potenti dell’Organizzazione.
Una donna per quanto perspicace e intelligente può al massimo ambire a fare le traduzioni in qualche ufficio decentrato delle filiali, di certo non ha voce in merito su alcun tema.

Le donne testimoni di Geova, anche quelle che pensano di “conoscere tutto” dell’Organizzazione non hanno accesso ai FILES RISERVATI, ai DOCUMENTI, alle CIRCOLARI, al MANUALE DEGLI ANZIANI.

Le sorelle son tenute a stare un passo indietro e a non ribellarsi, perchè anche a voler fare l’anzianessa, anche a voler rivendicare i propri diritti, nel PUBBLICO una sorella rimarrà pur sempre una donna e come tale dovrà essere trattata.
Una sorella Tdg deve essere talmente sottomessa all’autorità maschile in famiglia anche se il marito è INCREDULO ( nel gergo dei testimoni di Geova l’incredulo è il coniuge non Tdg ).
Ci sono molte sorelle che non lavorano per poter svolgere il pionierato e il loro sostentamento è garantito dal lavoro del marito, il quale ha potere decisionale completo sulle finanze familiari.
Nella mia lunga esperienza all’interno delle congregazioni ho conosciuto fratelli che alle mogli non permettevano nemmeno di avere il bancomat e alle quali “versavano” settimanalmente il denaro, chiedendo conto di ogni spesa effettuata.

Ho conosciuto decine di sorelle senza un lavoro “in regola” perchè era meglio “guadagnare qualcosina” e avere il tempo per andare in predicazione piuttosto che avere un lavoro stabile, con degli orari fissi.
Ad un certo punto ci troveremo con un numero incredibile di testimoni di Geova che non avranno maturato gli anni contributivi per andare in pensione e tra queste persone la percentuale maggiore è composto da donne.
Molte sorelle, ingenuamente spendono tutte le proprie energie e i propri averi per risultare “spirituali” e svolgere quel maledetto servizio di pioniera regolare, col rischio poi di invecchiare rimanendo alla canna del gas.
Le congregazioni sono piene zeppe di sorelle in età avanzata che rimaste vedove o divorziate vivono in condizioni disagiate perchè hanno dedicato le proprie forze esclusivamente alle attività di Congregazione.
Queste donne vengono sistematicamente lasciate SOLE dagli Anziani di Congregazione, perchè oltre a non esistere un “welfare geovista” non esiste neanche l’amore verso chi è nel bisogno, gli anziani preferiscono dirottare il proprio interesse verso chi “può ricambiare in qualche maniera” la considerazione e l’interesse dato e in genere le persone “nel bisogno” non avendo nulla da offrire diventano l’ultima ruota del carro di questa scala sociale.

Un pensiero va anche a quelle sorelle che vivono il dramma, perchè è un dramma, della famiglia religiosamente divisa.
Statisticamente son più le sorelle con un marito incredulo a casa che i fratelli con una moglie incredula a casa.
Queste donne vivono nel terrore di venir considerate poco spirituali in Congregazione qualora non si facessero vedere sempre presenti e allo stesso tempo vivono una situazione insostenibile in casa, dovendo rinunciare alle attività familiari per non dispiacere a Geova. In pratica queste sorelle vengono convinte a dare tutto il proprio tempo per le attività di congregazione col risultato che i mariti a un certo punto son stufi di essere messi sempre in secondo piano rispetto alla religione.
Questo causa profonde divisioni familiari, litigi, problematiche che vanno ad acuirsi se in famiglia son presenti dei figli, i quali risultano sballottati tra un genitore e l’altro col risultato di non poter vivere una vita “serena”, un’adolescenza normale.

Le sorelle in genere pretendono di portare i figli in sala anche quando i mariti sono contrari e purtroppo ho spesso constatato di come gli Anziani di Congregazione anzichè dar consigli saggi a queste donne, per farle trovare un equilibrio che permette una pacifica convivenza col marito non Tdg, puntino a far diventare queste sorelle sempre più fanatiche e a convincerle a non curarsi delle esigenze dei mariti.
Questo ha provocato molte separazioni, molti divorzi, molte famiglie distrutte.
Questo risponde in parte ad alcune obiezioni sollevate tempo fa riguardo al: “I Testimoni di Geova dividono le famiglie?”
La risposta è si. E’ si perchè viene sfruttata la naturale ingenuità di queste sorelle, la voglia di riscatto “spirituale” in una organizzazione che socialmente le ha relegate ai margini.
Le sorelle con marito incredulo potrebbero sentirsi tenute a raccontare “fatti della vita privata” o “della propria famiglia” agli anziani, potrebbero sentirsi in dovere di raccontare particolari intimi della propria vita sessuale di coppia, senza il consenso del marito ovviamente.
Tutto questo perchè l’Anziano si presenta come autorità spirituale al quale confidarsi.
Ho conosciuto sorelle che in barba alle più elementari nozioni di dignità umana si son permesse di rivelare particolari intimi sessuali propri e dei propri figli, solo perchè l’autorità della sala risultava essere superiore al rispetto che doveva portare per il marito “del mondo”.
Questa è quindi la condizione umana che vivono le donne in congregazione, una condizione che andrebbe segnalata alle autorità locali perchè dietro a tutte queste storie si nascondono problemi a cui la Scuola e i Comuni tramite psicologi e servizi sociali dovrebbero porre rimedio.
Le donne sono una risorsa per l’umanità, anzi, sono la risorsa principale. Il mondo lentamente sta arrivando a rispettarle, cerchiamo di far si che Watchtower non le tenga schiave più del dovuto.

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