Li riconoscerete dai loro frutti – You will recognize them by their fruits – Sie werden sie an ihren Früchten erkennen 24/9/2020

Li riconoscerete dai loro frutti

You will recognize them by their fruits

Sie werden sie an ihren Früchten erkennen

Il diritto di cambiare credo religioso

Negli ultimi mesi l’organizzazione dei TdG ha avvertito più volte i propri aderenti riguardo al pericolo insito negli apostati, esortandoli a non “lasciarsi influenzare” dai loro discorsi e dai loro ragionamenti che si possono facilmente reperire sui social media.

Nell’ultima adorazione mattutina, intitolata “Proteggiamoci dalle menzogne”, tenuta da Gajus Glockentin, si esortano i TdG ad evitare ogni tipo di informazione che non provenga dal Corpo Direttivo poiché esso è l’unico canale autorizzato da Dio in persona per le comunicazioni ufficiali sulla Terra.

Ovviamente la riflessione è caduta anche sugli apostati, ossia su tutti coloro che hanno scelto liberamente di uscire da questa organizzazione, i quali vengono dipinti in modo negativo proprio per screditare ogni loro singola parola e far sì che i TdG non prestino alcuna attenzione e non si lascino ingannare da nessuno.

Tuttavia, questo modo di pensare e di agire è alquanto pericoloso perché, se da un lato abbatte qualunque avversario con la “macchina del fango”, dipingendo chiunque non appartenga all’organizzazione come un mostro o un tentatore pronto a sviare i veri cristiani, dall’altro impedisce agli stessi membri di instaurare un sano confronto e un dialogo aperto con tutte le persone, soprattutto con coloro che non fanno parte di questa società, il che è assurdo!

Tutte le religioni sono aperte al confronto e cercano di trovare un punto d’incontro per la convivenza pacifica mentre questa organizzazione non si limita ad osservare con distacco, indifferente alle faccende del mondo, ma continua a negare un dialogo razionale basato sul buon senso e sull’apertura mentale a tutti i propri aderenti e lo fa in modo continuo, sia attraverso i video sia tramite i discorsi e le riviste; goccia dopo goccia i TdG sono indotti a non voler nemmeno iniziare una conversazione con chi sia stato espulso, nemmeno se questa persona abbia scelto di uscire di sua spontanea volontà, senza aver commesso alcun peccato!

È questa la cosa grave.

È un modo di fare che priva le persone della possibilità di costruire un dialogo e così, invece di erigere ponti si alzano muri altissimi che creano ancora maggiori divisioni e pregiudizi.

La Bibbia dice che riconosceremo i veri pastori “dai loro frutti”: che dire di questa organizzazione?

Molti TdG hanno lottato a lungo nelle aule di tribunale per vedersi riconosciuta la libertà di culto e quotidianamente, bussando alla porta, se interrogati sulla possibilità di uscire dal gruppo rispondono sempre affermativamente.

Più e più volte li abbiamo sentiti ripetere che “chiunque può uscire quando vuole, senza sentirsi vincolato in alcun modo”.

Se venissero intervistati alla tv direbbero la stessa cosa eppure non è così!

Esistono sempre due verità, una edulcorata e confezionata per il pubblico e una vera, quella che si cela dietro le apparenze: chi decide di uscire verrà ostracizzato a vita e gli verrà tolto anche il saluto.

Si è liberi di uscire, certamente, ma c’è un conto molto salato da pagare e si chiama “ostracismo”.

A chi esce viene tolto anche il saluto.

Ma come?

Hanno combattuto per anni pur di ottenere il riconoscimento di un diritto fondamentale, la libertà di culto, e poi non consentono a chi cambia idea di uscire senza dover subire pesanti conseguenze?

Ma non è forse una libertà a senso unico?

In decine di riviste potete leggere che “chiunque ha il diritto di cambiare religione” e, infatti, i TdG sono felicissimi quando qualcuno decide di abiurare la propria fede per abbracciare quella dell’organizzazione.

Di fatto ogni persona che diventa TdG, e che prima apparteneva ad un’altra fede, è apostata perché rifiuta il credo precedente eppure nessuno si oppone, anzi, sono tutti ben felici di accogliere un nuovo membro purché entri a far parte della loro organizzazione.

“Li riconoscerete dai loro frutti”.

Per quale motivo non si dovrebbero avere lo stesso diritto e la stessa libertà di uscire serenamente senza dover subire l’iniqua pratica dell’ostracismo?

Perché togliere persino il saluto quando la maggior parte dei fuoriusciti non ha commesso nulla di male ma ha semplicemente preso una decisione dettata dalla propria coscienza?

Ricordiamo a tutti che il diritto di cambiare credo religioso è scolpito a chiare lettere nell’articolo n.10 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea:

Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Tale diritto include la libertà di cambiare religione o convinzione, così come la libertà di manifestare la propria religione o la propria convinzione individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza dei riti”.

www.quovadisaps.it

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