Strangolata dal foulard nella motozappa. 31/5/2014

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Strangolata

dal foulard

nella motozappa

SOLIERA. Una terribile disgrazia ha gettato nello sconforto l’intero paese e provocato profondo dolore nei tanti parenti e amici della famiglia, conosciutissima, rispettata e apprezzata e anche oltre i confini di Soliera, colpita da questo gravissimo incidente. Erano circa le 9.30 di ieri mattina quando Lia Zampetti, 68 anni, si trovava nel grande giardino della sua abitazione in via Stradello Morello 246, una strada di campagna, vicina alla zona industriale del paese.

La donna e il marito, Luigino De Nisco, erano impegnati nel loro hobby preferito: coltivare l’orto. Una passione, che in una frazione di secondo si è trasformata in tragedia. Il marito di Lina stava utilizzando una motozappatrice, per abbellire e curare il giardino. La donna, in quel momento, si trovava nelle immediate vicinanze dell’uomo e indossava una sciarpa. Lina, ad un certo punto, si è chinata ed è accaduto l’irreparabile. La grande passione per il verde e per l’orto le è stata fatale: la sciarpa è finita negli ingranaggi del macchinario, si è trasformata in un cappio che ha strangolato la donna, recidendole la carotide, quasi all’istante.

Il marito ha provato ad intervenire, ma di fronte all’emergenza ha contattato i soccorsi. «Purtroppo non c’è stato nulla da fare. Quando è arrivato il personale sanitario, non è rimasto loro che contestare il decesso – dice, straziato, Nicola De Nisco, uno dei tre figli di Lina e Luigino, insieme ai fratelli Liana e Rossana – Mia madre aveva il grande hobby dell’orto che, ieri mattina, stava coltivando insieme a mio padre. Ad un certo punto, si è chinata e la sciarpa che indossava è rimasta incastrata nella motozappatrice in modo così violento da tagliarle la carotide».

E non è facile elaborare un’emozione dopo un lutto del genere nemmeno per la moglie di Nicola, Elisa, trasferitasi a Soliera da Verona dopo il matrimonio. Lina viveva insieme al marito in un casale ristrutturato. Insieme a loro, in edifici adiacenti la loro casa, abitano i figli Nicola, Liana e Rossana, insieme ai rispettivi coniugi.

Lina e Luigino si erano trasferiti in via Stradello Morello da nna ventina d’anni e la famiglia della donna era molto numerosa: Lina aveva sette fratelli. Uno dei tratti distintivi per cui la 68enne sarà ricordata da parenti e amici è la sua forte fede nel credo dei testimoni di Geova. Frequentava infatti il gruppo di Soliera ed era molto nota per lo zelo con il quale divulgava le sue convinzioni religiose a chiunque le capitasse di incontrare.

Ieri, appena la notizia della morte prematura della donna, a causa della disgrazia che ha lasciato tutti senza parole e in lacrime, decine di persone sono accorse in via Stradello Morello, per portare conforto e aiuto concreto a questa famiglia, nota per essersi a sua volta spesa per gli altri in precedenti circostanze. «Tengo a sottolineare che i nostri fratelli (i testimoni di Geova si chiamano tra loro così, ndr) sono arrivati qui subito per darci una mano – continuano Nicola ed Elisa – Non sono arrivati soltanto da Soliera, ma anche da fuori per esprimere sostegno e aiutarci in un momento così tragico per noi. Siamo certi che sarà dura, ma la speranza della risurrezione terrena che ci dà la nostra religione è senz’altro d’aiuto nel superare una disgrazia del genere per la quale non esistono parole se non di sofferenza. In momenti come questo sapere di potere contare su un gruppo unito come quello che frequentiamo dà coraggio a noi e contribuisce ad onorare la figura di mia madre e quello in cui ha sempre creduto».

Tutta la giornata di ieri è stato un continuo via vai di visite e di manifestazioni di affetto e vicinanza alla famiglia, colpita dal lutto. La salma di Lina ora si trova in Medicina Legale al Policlinico fino a quando verrà effettuata l’autopsia che accerterà la dinamica del decesso. Intanto i carabinieri di Soliera hanno aperto un’inchiesta su quanto accaduto e per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente mortale.

di Serena Arbizzi30 maggio 2014

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Conoscevo personalmente la signora Lia Zampetti. A nome mio quale presidente e di tutti i soci QUO VADIS a.p.s. di Modena vanno le nostre sentite condoglianze ai famigliari e parenti tutti.

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