LA MAMMA 7/6/2014

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LA MAMMA

Buon giorno a tutti,

chiedo gentilmente di essere inserita nel movimento dello scisma sperando che qualcuno possa prestarmi attenzione.

Sono una mamma, testimone da molti anni, cresciuta, formata e pienamente inserita in quella che viene definita “la verità”.

Come tutti i testimoni nati negli anni 60 mi sono sposata presto, non avevo ancora 20 anni.

Son comunque riuscita a studiare e a prendere un diploma magistrale, cosa che allora non era vista molto di buon occhio.

In ogni caso ogni congregazione è un piccolo mondo a sé, se in una non si possono mettere le gonne troppo lunghe, i vestiti neri o la cravatta colorata, nell’altra si possono mettere gonne di jeans, fare l’università (senza farsi troppa pubblicità) o portare il pizzo, le treccine e via dicendo.

Comunque sia, non è questa la sede per lamentarsi di come delle idee esclusivamente personali possano incidere così tanto sulle abitudini e le scelte degli associati. Troveremo sempre qualcuno, in tutti i campi pronto a voler gestire la nostra vita, a volerci uniformare anche nelle cose più banali.

Sono inattiva da qualche tempo e sto seriamente pensando di dissociarmi, per un sacco di buoni motivi, nonostante le sanzioni sociali che la mia scelta potrebbe comportare in tutti gli aspetti che conoscete bene.

Praticamente tutta la mia famiglia fa parte di questo credo, buona parte delle mie amiche con cui ho condiviso l’adolescenza e le tappe più importanti della vita come la nascita dei propri figli.

Ed è proprio ai figli che oggi vorrei rivolgermi.

A tutti i ragazzi, ragazzini o adulti che hanno avuto a che fare con questa setta.

Fate finta che io sia la Vostra di Mamma.

Per i figli dissociati  a cui i genitori non parlano.

Alle “ragazzine pionierine” che non hanno conosciuto nulla della vera vita, della vera bibbia della vera libertà di scelta.

Agli uomini ormai formati, che hanno fatto della carriera teocratica il punto focale della loro aspettativa di realizzazione.

A tutti voi bambini che venite presi in giro perché non fate la festa di compleanno e non potete neppure permettervi di desideralo un vero compleanno.

A chi non conosce la magia della mattina di Natale, quando, scalzi sui tappeti si correva sotto l’albero illuminato a scartare i regali.

A cosa si pensa in quei momenti perfetti e irripetibili?

Figlio mio, bimba mia, ora che sei grande e non potrò mai recuperare quanto ti ho fatto perdere a te chiedo scusa.

Perdonami se credevo di farti vivere nel modo giusto e ti ho fatto diventare un alienato. Scusa Giulia se sono stata severa e ti facevo vestire come una sessantenne quando ne avevi 9, perchè non si dovevano vedere le ginocchia, in modo tale che ti abituassi alla modestia, alla posizione subalterna nell’ambito dell’organizzazione.

Scusa Marco se ti ho punito quando ho scoperto che sei andato dal tuo compagno di scuola per la sua festa, perchè avresti voluto essere normale una volta tanto.

Federico perdonami se controllavo la tua vita quando a 14 anni hai dato un bacio a una ragazzina del mondo, la più carina del cortile.

Ti prego scusa se in quell’occasione lo studio famigliare ti ha fatto sentire un inquisito, se ti ho tolto la magia dei primi amori, degli approcci spontanei.

Queste cose incidono tremendamente sulla formazione psichica di un individuo.

Scusa Alessandra se in seconda elementare non ti facevo fare il doposcuola perchè non dovevi stare con le “cattive compagnie” più del tempo necessario.

Come potevano dei bambini di sette anni essere peggiori dei tuoi pomeriggi di solitudine?

Non so davvero come ho potuto farmi imbrogliare a tal punto di condizionare anche te in questa follia. Si vedeva benissimo Mary che delle cene coi fratelli “non poteva fregartene di meno”, ma non volevi farmelo pesare e così cercavi soltanto dentro di te quello che avresti dovuto ricevere dagli altri tuoi coetanei e ora sei come un fiorellino cresciuto al buio, dai colori sono sbiaditi e tutto il tuo potenziale  è rimasto in sospeso.

Come gli animali non si riproducono in cattività neanche gli esseri umani possono essere costretti a trovare delle affinità laddove non hanno motivo di esistere.

Una ventenne non può certo trovare appagante passare il venerdì sera con degli “sfigati cinquantenni” come mi diceva spesso la nostra vicina, “falla uscire, la tua bambina ha l’aria appesantita, tua figlia è felice? Ha il ragazzo?”.

Scusate bambini se ero nervosa, ma ero controllata in tutto e per tutto, dovevo essere efficiente, esemplare puntale, tutte le domeniche, quando mi sarei alzata alle 11 e avrei potuto portarvi nei prati come gli altri bambini normali, senza trasformare ogni istante in un pesante insegnamento vuoto.

Non tutto si può recuperare ma ora mi rivolgo a te Andrea, che hai avuto il coraggio di andare contro quell’universo chiuso che erano la famiglia che ci era consentito frequentare e gli amici “nella verità”  per cercare la tua libertà mentale.

Quando hai dovuto prendere in mano la tua vita e reinventarti, scoprire troppo tardi che non sapevi essere per davvero una persona spontanea.

Per tutte le volte che ti ho ferito, sgridato o tarpato le ali..

Ti ho fatto vivere in una dittatura mentale immotivata.

E tu..Sophia,  tu che hai saputo scegliere il vero amore e non quello che prevedeva “lo schema”.

Sono fiera di te, del tuo equilibrio e di cosa sei diventata nonostante tutto.

A te che hai capito le cose prima di mamma e papà.

A te che quel pomeriggio hai dovuto prendere tutto il tuo coraggio per parlarmi e forse litigare o di farmi soffrire, cercando di aprirmi gli occhi.

Mettete ognuno il vostro nome: A Simone, Davide, Martina, Veronica a tutti quelli che ancora adesso sono come morti per i loro genitori.

Perdonateli anche se sono imperdonabili.

E’ solo questione di tempo, ma capiranno, e credetemi nulla fa più male se  non  comprendere gli errori tremendi che si sono fatti come genitori, essendo convinti o persuasi di far bene.

Dio non ricatta nessuno per dare il suo AMORE.

Cercate sempre il bene e continuate così, VOI siete sulla strada giusta.

Quella non è altro che una tipografia.

Fate  in modo che questa esperienza serva a qualcosa, anche se hanno ucciso la parte più bella e preziosa di voi.

C’è sempre un rimedio.

LA MAMMA.

R.R.

 

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