Buona fede o sopraffazione? ESPERIENZA 21/6/2014

Immagine

Buona fede

o

sopraffazione?

 

“Leggendo il tuo post mi sono accorta che trattenevo il respiro.

ROCCO, ho lavorato in nero da ragazzina in un laboratorio di sacchetti di plastica che apparteneva ad un “vescovo” dei testimoni di Geova. Non sapevo neanche che esistesse una religione del genere…

Si preoccuparono subitissimo a farmelo sapere, giorno dopo giorno in un modo assillante.

Avevano un figlio in carcere a Gaeta per obiezione di coscienza, la signora era incinta del settimo figlio e presto sarebbe finita la detenzione del figlio per famiglia numerosa.

Quando di resero conto dalla mia contro-testimonianza di cristiana cattolica che non sarei

Mai diventata testimone di Geova, mi contestavano sempre il lavoro fatto.

Un filo rovente abbassato dal mio piede destro, tranciava sacchetto dopo da sacchetto da una bobina, posta su un cavalletto, che si srotolava sempre storta, da quel momento, facendomi impazzire.

Me ne andai è ovvio, ma i soprusi e le cose viste in quell’ambiente le ricordo ancora.

Mi hanno importunato, calunniato, hanno importunato la mia famiglia di nascosto da me perchè certamente li avrei fermati..

Mi minacciarono.

Tenni loro testa.

Venivo da una educazione cristiana semplice, ma molto radicata e stringente, questo li innervosiva…

Che Dio ti assista Rocco.

Preghiamo a vicenda.

Voi che leggete, vedrete che quelle due donnette o ragazzi puliti, sorridenti, cordiali che si presentano alla vostra porta, vi sputerebbero molto volentieri in un occhio se solo lo potessero.

Fingono amore, solidarietà, conoscenza delle scritture, ma agiscono nel buio della menzogna e nella sopraffazione.

Quelle in buona fede, prima o poi trovano la luce e se ne vanno affrontando persecuzione anche dai loro stessi famigliari.”

Gabriella

Q-QUO-VADIS-FB2

www.facebook.com/quovadisaps

  www.quovadisaps.org

 quovadis.aps@gmail.com

telefono  392 1539014