TESTIMONE DI GEOVA – LA VERITA’ E’ CHE NON CE LA FACCIO PIU’. 24/10/2014

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LA VERITA’

E’ CHE

NON CE LA FACCIO PIU’. 

 

Caro Rocco

sono quasi due anni che leggo il tuo blog di nascosto, quando sono sola.

In famiglia siamo tutti testimoni di Geova, abitiamo tutti vicini e ci vediamo spesso, sia con i miei cognati/e che con i suoceri oltre a mia mamma…una bella famiglia, con tanti bambini per giunta.

Purtroppo mi sto accorgendo che tutto questa presunta perfezione è un’illusione.

Vorrei raccontarti la mia storia e mi piacerebbe sapere se qualcun altro prova i miei stessi sentimenti….

Tutto è iniziato con la scoperta della pedofilia, argomento che sicuramente mette in allarme le giovani madri.

Ho provato a parlarne con mio marito, che è anziano, ma non ho ricevuto le risposte che mi aspettavo.

In sostanza mi ha detto che queste cose accadono perchè si affidano i propri figli agli altri, ma noi eravamo al sicuro dato che del bambino mi prendevo cura io.

Ovviamente è una risposta superficiale…è un po’ come dire, il pane di quella ditta è velenoso e sono morte molte persone… ma tanto io il pane non lo mangio… questo non toglie nulla alla velenosità del prodotto, no?

Inoltre le cose secondo quanto mi ha riferito hanno iniziato a cambiare e che la società si è fortemente adoperata perchè questi fatti non avvengano più. Poi ha asserito che molti erano apostati e che hanno tirato fuori quegli argomenti per screditare il popolo di Geova.

Abbiamo avuto una brutta discussione perchè a mio parere se anche un decimo dei casi presentati in tutto il mondo corrispondesse al vero allora bisogna davvero vergognarsi, preoccuparsi e allarmarsi.

Ecco, forse è stata questa discussione che mi ha fatto riconsiderare la mia vita, le mie scelte.

A partire dal battesimo.

Nelle centinaia di famiglie come la mia è un passo non solo obbligato ma anche scontato.

A te sembrerà banale questa affermazione ma a me si è aperto da poco un mondo diverso.

Quanto delle cose che ho fatto erano in realtà frutto del condizionamento? Non proseguire gli studi, fidanzarsi e sposarsi presto, vivere vicino ai parenti, cercare lavori mediocri, fare la pioniera, andare in vacanza coi fratelli e adattare la propria vita agli impegni di congregazione?

Vedi Rocco, tu non frequenti più da un po’ le adunanze ma ti posso garantire che le cose sono davvero cambiate, lentamente e inesorabilmente.

Non c’è più spontaneità, sono tutti rigidi, placcati da una gioia finta.

“Oh che bravo il tuo bambino, come ha risposto bene!”

“Oh come è bello vedere una bambina di due anni seduta e attenta!”

“Sai che uscire in servizio è la cose che preferisco dell’adorazione a DIO?”

“OH guarda che vergogna i cattolici, fanno tanta pubblicità sull’8 per mille e hanno le chiese dorate, che bello far parte del giusto popolo di Geova” Stiamo diventando dei burattini col sorriso bloccato da delle mollette.

Ogni tanto nel ministero c’è scritto “trattare la parte con entusiasmo” come se di per se quello che si dice non sia veramente fonte di gioia.

Ecco ora sto aprendo gli occhi, sono stata un burattino e ho fatto le mie scelte in un piccolo teatrino fittizio.

Voglio molto bene a mio marito ma ora devo riconsiderare tutto.

E’ giusto far crescere i bambini nel modo in cui sono cresciuta io?

Perchè i miei suoceri e mio marito incoraggiano il bambino a battezzarsi, anche se ha solo 9 anni?

Ci sono dei suoi amichetti che già hanno fatto questo passo.

Mi aveva colpito una cosa che avevo letto o visto in uno dei tuoi post. “Questi bambini hanno gli occhi spenti”

Ho davvero tolto ai bambini tutta la magia, li ho disillusi troppo presto?

Io non so come convivere con questo e non vedo via d’uscita.

Cosa avrei potuto essere e diventare non fossi nata tra i testimoni?

Il fatto è che la gente del mondo, che tanto mi è stato insegnato a schivare sembra molto più consapevole.

Forse dipende dal fatto che la gente “normale” fa delle scelte vere, ha delle alternative e non vede Dio come un senso unico con uscite parallele solo per la morte e la perdizione.

Non sono depressa ma se devo pensare di passare ancora due anni o dieci dentro a questo contesto mi sento soffocare.

Lotto per non soccombere, lotto per tenere a bada i cattivi sentimenti e mi sforzo di accontentare tutti perchè di fatto sono tutte brave persone.

Ma non posso più pensare di arrivare in ritardo ad una comitiva ed essere guardata con sufficienza, da chi figli non ne ha e ha il piatto sotto il naso quando torna a casa.

Non riesco più a immaginare un futuro dove gli unici argomenti che posso avere con le mie amiche siano com’è cattivo satana che ci fa avere dei problemi quando in realtà ci sarebbero moltissime soluzioni da contemplare. Non posso più vedere la mia bambina che all’asilo si irrigidisce quando espongono i lavoretti di natale con i brillantini e lei fa solo il disegno della neve.

Faceva male ai miei tempi essere diversi.

Ma pensavo che sarebbe finito tutto, che Geova avrebbe ucciso tutti i malvagi e che finalmente avremmo smesso di fare sacrifici, piccoli o grandi. Ma non è stato cosi.

Non siamo nel regno di Dio, siamo una multinazionale.

Come faccio a far smettere tutto questo?

Io ho solo subito delle scelte non le ho fatte per davvero… ogni cosa è concatenata alle altre… e con mio marito guai a parlarne.

Sono nauseata, frustrata e indignata.

A qualcuno lo dovevo dire e mai avrei pensato che un giorno di dover dar ragione agli “apostati”.

Ma per una volta ho scelto io… cari ex, perdonateci per il male che vi abbiamo fatto, non sono vere scelte quelle di non parlarvi e non accogliervi in famiglia.

Sono scelte obbligate e un giorno capiranno, succederà qualcosa che li risveglierà tutti quanti.

E soffriranno.

Avranno bisogno della vostra comprensione e non so ancora se sarò codarda fino alla fine o avrò il vostro coraggio.

Ma per quello che vale grazie per avermi aperto gli occhi.

Dentro io sono viva.

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