I CAVALIERI MENZIONATI IN RIVELAZIONE 6:8 ERANO CINQUE O QUATTRO? 11/2/2015

CAVALIERII CAVALIERI

MENZIONATI IN

RIVELAZIONE 6:8

ERANO CINQUE

O

QUATTRO?

Esaminando attualmente uno dei più vecchi libri pubblicati dalla Torre di Guardia, ho notato qualcosa che ha attirato la mia attenzione. 

Quanti sono i cavalli e i cavalieri descritti nel capitolo 6 del libro biblico di Rivelazione.

Per prima cosa guardiamo cosa dice la Traduzione del Nuovo Mondo in Rivelazione 6:8:

”E vidi, ed ecco, un cavallo pallido; e colui che si sedeva sopra aveva nome la Morte. E l’Ades lo seguiva da vicino. E fu data loro autorità sulla quarta parte della terra, per uccidere con una lunga spada e con la penuria di viveri e con una piaga mortale e mediante le bestie selvagge della terra”.

Ora notate cosa ha scritto lo schiavo fedele in questa pubblicazione:

”Dal 1914 in poi la penuria di viveri o carestia ha colpito un numero di persone due volte più grande di quelle colpite nei 900 anni precedenti. La Bibbia disse che questo sarebbe accaduto nel “tempo della fine”. Il capitolo 6 di Apocalisse parla di cinque cavalli e di cinque cavalieri. È importante sapere che cosa significano questi cavalieri.(Dal paradiso perduto al paradiso riconquistato – 1959, p. 182 § 20)

Dopo 12 anni, nel 1971, lo schiavo fedele e discreto è indeciso e non sa se il quinto cavaliere è a cavallo o è a piedi.

”Come l’apostolo Giovanni dice, “il nome del suo cavaliere era la Morte, e l’Ades lo seguiva da vicino”. (Rivelazione 6:8, NEB) Se l’Ades fosse pure a cavallo o a piedi non è dichiarato, benché ci sia da immaginare che per seguire la Morte che era a cavallo l’Ades pure dovesse essere a cavallo”. (Quindi è finito il mistero di Dio – 1971, p. 57)

Successivamente la Società Torre di Guardia ha avuto una nuova luce e ha ricontato i cavalli e i cavalieri del capitolo di Rivelazione 6:8.

Oggi la Società Torre di Guardia insegna quello che il “malvagio cristianesimo” ha insegnato da secoli, e cioè che si tratta di quattro cavalli e quattro cavalieri.

A questo punto mi chiedo se è importante tutto questo dal momento che sembra essere qualcosa di nessuna importanza.

Per la Torre di Guardia non può trattarsi di qualche cosa di poco importante, perché si è volutamente preferito per contrastare quello che è generalmente accettato, cioè che si tratta di quattro, e non di cinque cavalli e cavalieri.

Ma la cosa che fa scalpore è il modo in cui lo schiavo fedele cerca di liberarsi da questo errore.

Ora cerca di rimediare spiegando il cambiamento nella comprensione di questo passaggio, e viene citato un articolo della Torre di Guardia del 1986 con il sottotitolo “c’è stato un quinto cavallo?”:

”Rivelazione 6:8 dice: “E vidi, ed ecco, un cavallo pallido; e colui che vi sedeva sopra aveva nome la Morte. E l’Ades lo seguiva da vicino”. In base a questa descrizione, alcuni hanno pensato che, siccome i primi quattro personaggi menzionati sono a cavallo, anche il quinto sia a cavallo. La Bibbia non lo dice”.(La Torre di Guardia 1/1/1986, p. 7)

Triste vedere questo tipo di disonestà da parte di una organizzazione religiosa. Nessun testimone di Geova ha mai suggerito questa cosa, non sono stati quindi i soliti “alcuni”, ma è stato il Corpo Direttivo che ha insegnato per decenni che i cavalli erano cinque.

La Torre di Guardia insegna che bisogna essere umili e riconoscere i propri errori e scrive:

”Una conseguenza ancora più seria è il fatto che non ammettendo i nostri errori la nostra coscienza viene aggravata da sentimenti di colpa, specialmente se la colpa di quello che abbiamo fatto viene data a un altro. E se ci tiriamo indietro, non ammettendo uno sbaglio, questa può diventare un’abitudine. Non avendo voluto ammettere errori piccoli, potremmo presto trovarci a non voler ammettere errori più grandi, tutto a nostro danno. Come risultato, anche in caso di grave peccato la nostra coscienza può diventare insensibile, come se fosse segnata con un ferro rovente. (I Timoteo 4:1, 2) Quel che è peggio, una condotta simile non può che rovinare la nostra relazione col Creatore, Geova Dio. … la Bibbia menziona esempi indicanti che, quando si ha torto, è bene ammetterlo. … Perciò, dato che tutti sbagliamo, riconosciamo i nostri errori. Quando abbiamo torto, ammettiamolo umilmente, e quindi impegniamoci in modo costruttivo per rimediare ai nostri errori. Sarà bene per noi e per gli altri”. (La Torre di Guardia 15/2/1983, pp.29, 30)

Ma quanto è difficile per il Corpo Direttivo di praticare quello che essi insegnano!

Gesù disse:

”Perciò fate e osservate tutte le cose che vi dicono, ma non fate secondo le loro opere, poiché dicono ma non fanno”. – Matteo 23:3.

Anche se nella Torre di Guardia del 1/5/1980 p. 32, dice che “Non è il caso di essere categorici nel dire se l’Ades cavalcava su un quinto cavallo o no”, dando l’impressione di tolleranza se si vive negli anni prima della modifica e insegnare pubblicamente che si tratta di quattro cavalli, certamente si sarebbero dovuti rimproverare ed essere espulsi dall’organizzazione se non aggiustare questa “eresia”.

QUESTA NON E’ MAI STATA

NE’ LO SARA’ MAI

UNA FONTE DI VERITA’.

BRUNO SANTINI

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