{"id":1056,"date":"2013-03-10T23:02:22","date_gmt":"2013-03-10T22:02:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.roccopoliti.it\/?p=1056"},"modified":"2013-03-10T23:03:13","modified_gmt":"2013-03-10T22:03:13","slug":"interrogazione-parlamentare-coordinamento-nazionale-fuoriusciti-testimoni-di-geova","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.roccopoliti.it\/?p=1056","title":{"rendered":"Interrogazione parlamentare Coordinamento Nazionale fuoriusciti testimoni di Geova."},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\"><strong>Interrogazione parlamentare <\/strong><\/span><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\"><strong>Coordinamento Nazionale <\/strong><\/span><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\"><strong>fuoriusciti testimoni di Geova<\/strong><\/span><\/span><\/h1>\n<p align=\"CENTER\"><strong>Interrogazione parlamentare Coordinamento Nazionale fuoriusciti testimoni di Geova<\/strong><\/p>\n<p>Trascrizione del resoconto della Commissione Affari Costituzionali della Camera &#8211; Testimonianze di Patrizia Santovecchi e Adriano Fontani &#8211; CAMERA DEI DEPUTATI \u2013 XV LEGISLATURA Resoconto della I Commissione permanente (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni)<\/p>\n<p>COMMISSIONE I AFFARI COSTITUZIONALI, DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E INTERNI Resoconto stenografico<\/p>\n<p>INDAGINE CONOSCITIVA Seduta pomeridiana di luned\u00ec 16 luglio 2007<\/p>\n<p>PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LUCIANO VIOLANTE La seduta comincia alle 14,05. (La Commissione approva il processo verbale della seduta precedente). Sulla pubblicit\u00e0 dei lavori.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Avverto che la pubblicit\u00e0 dei lavori della seduta odierna sar\u00e0 assicurata anche attraverso l\u2019attivazione di impianti audiovisivi a circuito chiuso e la trasmissione televisiva sul canale satellitare della Camera dei deputati.<\/p>\n<p>Audizione di rappresentanti dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca, nell\u2019ambito dell\u2019indagine conoscitiva in materia di libert\u00e0 religiosa, l\u2019audizione di rappresentanti dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici, in particolare di Patrizia Santovecchi, presidente dell\u2019Osservatorio nazionale, che \u00e8 accompagnata dal vicepresidente dell\u2019associazione. Vorremmo apprendere dai nostri auditi, ai quali do la parola, in che cosa consista il loro lavoro e in che modo possano esserci utili del rispetto al provvedimento sulla libert\u00e0 religiosa.<\/p>\n<p>PATRIZIA SANTOVECCHI, Presidente dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici. Il nostro \u00e8 anzitutto un lavoro di ricerca e di informazione e, in secondo luogo, di sostegno per le persone e i familiari che si sentano \u2013 usando un termine improprio (non essendovi una norma che contempli tale fattispecie) \u2013 manipolate dai vari leader e gruppi pseudo-religiosi, da santoni, da maghi e via elencando. L\u2019esperienza pi\u00f9 che decennale ci ha indotto a constatare l\u2019elevato numero di persone che si dichiarano truffate o manipolate da questi gruppi pseudo-religiosi e dei familiari che denunciano il radicale cambiamento del proprio congiunto, divenuto irriconoscibile, con diversi usi e costumi, sino a dimostrarsi ostile nei riguardi di una famiglia che fino a poco tempo prima amava e rispettava.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Vorremmo sapere se nel corso della vostra esperienza vi siate imbattuti in sette in grado di attuare tale manipolazione.<\/p>\n<p>PATRIZIA SANTOVECCHI, Presidente dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici. S\u00ec, diverse: alcune orientaleggianti, altre pseudo-cristiane, altre incentrate sul potenziamento umano, altre che si rifanno a neopaganesimo o alla magia, nonch\u00e9 gruppi esoterici o occultisti, fino al satanismo. PRESIDENTE. Sono molte le vittime di queste sette?<\/p>\n<p>PATRIZIA SANTOVECCHI, Presidente dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici. Si calcola che le vittime siano circa 2-2,5 milioni e circa 1.200 i culti di questo tipo in Italia, ma si tratta di una stima per difetto.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Voi quante ne seguite?<\/p>\n<p>PATRIZIA SANTOVECCHI, Presidente dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici. Qualche centinaio fra ex membri e familiari.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Avete individuato nella nostra proposta normativa qualche contributo in grado di aiutarvi nello svolgimento del vostro lavoro o avete suggerimenti da darci?<\/p>\n<p>PATRIZIA SANTOVECCHI, Presidente dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici. La proposta normativa \u00e8 sicuramente un esempio di sensibilit\u00e0 verso le libert\u00e0 individuali dell\u2019uomo, che sarebbe perfetto se si vivesse in fratellanza. Purtroppo cos\u00ec non \u00e8, per cui nel leggere il testo di tale proposta ho potuto scorgere tante maglie in cui queste persone si potrebbero insinuare, continuando a manipolare, truffare e ingannare numerose persone, che per bisogni o debolezze personali possono rimanerne vittime.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Pu\u00f2 citarci un esempio?<\/p>\n<p>PATRIZIA SANTOVECCHI, Presidente dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici. S\u00ec. Non sono una giurista, ma la proposta di legge garantisce apparentemente in maniera indiscriminata a ogni culto la possibilit\u00e0 di essere riconosciuto, laddove essa afferma che nessuno pu\u00f2 essere obbligato a manifestare le proprie opinioni in materia religiosa o a dichiarare la propria appartenenza religiosa. Ci chiediamo quindi quale organismo di controllo sia possibile istituire, se non si \u00e8 obbligati a rilasciare tali dichiarazioni neppure davanti alle forze dell\u2019ordine (a meno che l\u2019espressione \u201csalvi i casi\u201d non abbia questo significato). Risulta quindi impossibile stabilire se un gruppo delinqua pi\u00f9 di altri, laddove invece ritengo necessario un meccanismo di controllo. Rilevo un altro punto critico laddove si afferma che a quattordici anni si pu\u00f2 decidere la propria identit\u00e0 o il proprio indirizzo religioso, perch\u00e9 ragazzi di questa et\u00e0 mi sembrano ancora piccoli per decidere. Come madre, se un figlio quattordicenne affermasse di voler liberamente scegliere di aderire a un gruppo satanista, non credo che riterrei opportuno lasciarlo libero di decidere. I ragazzi a 14 anni mi sembrano molto piccoli, anche perch\u00e9 non sono punibili se commettono dei reati.<\/p>\n<p>SUSANNA LORIGA, Vicepresidente dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici. Oltre ad essere vicepresidente dell\u2019ONAP, sono psicologa e criminologa e collaboro con il Ministero della giustizia. Ho avuto qualche perplessit\u00e0 nel leggere l\u2019articolo 14 della proposta di legge, che si riferisce alla libert\u00e0 religiosa in particolari condizioni restrittive. Secondo l\u2019ordinamento penitenziario, infatti, i detenuti hanno diritto di ricevere i ministri di culto all\u2019interno dell\u2019istituto, come indica anche l\u2019articolo 27 della Costituzione. La pena deve infatti essere umanizzata e mirare alla rieducazione del detenuto. Il significato di educare deriva dal latino educere, condurre, per cui si rileva fondamentale, in base al concetto di pena umanizzata rieducativa previsto dal nuovo ordinamento penitenziario e a quello di giustizia riparativa, che il detenuto, all\u2019interno dell\u2019istituto penitenziario, possa rendersi consapevole di ci\u00f2 che ha commesso, per agevolare un suo processo di cambiamento, di adattamento e di risocializzazione nel mondo esterno. Vorrei dunque che si individuassero i ministri di culto dei quali si autorizza l\u2019ingresso, perch\u00e9 l\u2019espressione appare generica e all\u2019interno dell\u2019istituto potrebbe entrare chiunque. Come psicologa, lavoro per aiutare le persone a liberarsi da manipolazioni psicologiche spesso molto subdole, attuate attraverso la cosiddetta \u201ccolonizzazione della mente\u201d nei confronti di persone con predisposizioni vittimogene, che mettono in atto meccanismi di difesa. Gi\u00e0 all\u2019esterno risulta molto difficile smantellare questi meccanismi, per metterne in atto altri non patologici. Permettere l\u2019entrata di ministri di culto all\u2019interno dell\u2019istituto, ove la pena deve rieducare il detenuto che abbia accettato il trattamento, considerato che il regolamento vieta ovviamente di ascoltare i colloqui, significa garantire loro la possibilit\u00e0 di continuare ad attuare tecniche manipolative, causando il depotenziamento della giustizia riparativa e del processo di rieducazione e risocializzazione, attraverso una sorta di coazione a ripetere. Anche per gli psicologi questo rappresenta un forte svantaggio, simile a una barriera. \u00c8 infatti difficile rendere la persona conscia di ci\u00f2 che ha commesso, perch\u00e9 ne diviene consapevole nel momento in cui capisce empaticamente ci\u00f2 che ha provato la vittima. Se le persone vengono invece manipolate, perdono questa empatia, perch\u00e9 \u00e8 come se il loro leader si sostituisse al loro pensiero, di cui non sono pi\u00f9 padroni. Si tratta di definire che cosa intendiamo per ministro di culto; la libert\u00e0 religiosa \u00e8, prevista dalla nostra Costituzione, ma, in particolari condizioni restrittive, quali anche quelle indicate dall\u2019articolo 41-bis, alcuni comportamenti sfuggirebbero al controllo, perch\u00e9 molti reati sono almeno indirettamente collegati a sette, associazioni, pseudo-religioni. Questo porterebbe a una sospensione del processo di rieducazione e a non rispettare il benessere del detenuto, cui miro in qualit\u00e0 di psicologa. Garantire la libert\u00e0 di incontrare personaggi di un certo tipo significa non rispettare il benessere di una persona psicologicamente molto vulnerabile.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Nel suo lavoro si \u00e8 imbattuta in questo tipo di casi?<\/p>\n<p>SUSANNA LORIGA, Vicepresidente dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici. S\u00ec. Spesso, infatti, nelle patologie e nei disagi psicologici, in cui il problema appare mascherato, si celano situazioni di questo tipo, con ragazze o ragazzi anche diciottenni vittime di subdole manipolazioni psicologiche. La prima fase, infatti, consiste in una sorta di bombardamento d\u2019amore, per cui le vittime si sentono al centro dell\u2019attenzione e ritengono di avere ottenuto tutto ci\u00f2 che la famiglia ha negato loro. La prima fase \u00e8 gratificante, mentre le successive li inducono subdolamente a una destrutturazione della loro identit\u00e0, per costruirne una nuova. \u00c8 molto difficile smantellare poi queste convinzioni e indurre le vittime a riconoscere quanto hanno subito. Ho constatato l\u2019esistenza di tecniche manipolative in vari settori, anche in casi di segregazione, e verificato l\u2019attuarsi di meccanismi di difesa in grado di ostacolare anche il sistema giudiziario. Inconsciamente, la vittima attua una difesa del suo carnefice, che rappresenta un\u2019autodifesa. Sarebbe necessario approfondire questo complesso discorso. Anche a livello investigativo emergono grosse problematiche, perch\u00e9 la vittima, non essendo consapevole di essere tale, non pu\u00f2 neppure denunciare il reato subito. Come psicologa, ovviamente miro a favorire questa consapevolezza, attraverso un processo graduale \u2013 se non si agisce con la psicologia dell\u2019emergenza \u2013 che porta al riconoscimento di quanto \u00e8 stato subito. Successivamente, collaboro con le forze dell\u2019ordine facendo da tramite per arrivare a un\u2019eventuale denuncia, che rientrer\u00e0 in quelle famose casistiche. In criminologia, infatti, si parla di dark number, di numero oscuro, quindi \u00e8 molto difficile parlare di statistiche, perch\u00e9 molti casi non sono stati denunciati, mentre molti altri vengono riconosciuti, ma non si arriva ad una denuncia che punisca l\u2019autore.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Ringrazio i nostri ospiti per il loro intervento. Do la parola ai colleghi che intendano porre quesiti o formulare osservazioni.<\/p>\n<p>GIANPIERO D\u2019ALIA. Brevemente, vorrei ringraziare per la relazione e formulare una domanda. Poich\u00e9 vi occupate di abusi di carattere psicologico, con particolare riferimento alle cosiddette sette o comunque ad associazioni che utilizzano per altri fini la capacit\u00e0 di aggregazione con motivazioni di carattere religioso, fenomeno apparentemente diffuso nel nostro Paese, vorrei chiedervi di citare qualche esempio specifico di associazione religiosa o di setta oggetto di iniziative giudiziarie, che vi abbia \u201ccostretto\u201d ad assistere alcune sue vittime. Questo ci sarebbe d\u2019ausilio nel comprendere il modo in cui questo fenomeno si articola e si manifesta.<\/p>\n<p>PATRIZIA SANTOVECCHI, Presidente dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici. Per quanto riguarda la cronaca, tutti ricordiamo ancora le Bestie di Satana, gli Angeli di Sodoma o altri gruppi che commettono crimini in nome di un culto, di cui si considerano fedeli (giacch\u00e9 il rito e le credenze appaiono solo rovesciati). Possiamo per\u00f2 uscire dal campo satanista-occultista ed entrare in quello magico, come nel caso di mamma Ebe. Ho potuto seguire alcune ex suore di mamma Ebe, che ovviamente non sono mai state suore \u2013 anche se loro credevano di esserlo \u2013 e di verificarne la devastazione e la paura nel lasciare la loro leader, la loro santa. A mamma Ebe riconoscevano infatti notevoli poteri affidati da Dio. Lei affermava di parlare a nome di Maria o di Ges\u00f9 a seconda del colore dei suoi occhi e di avere poteri di guarigione, ma anche di maledizione. Ho seguito personalmente inoltre alcune persone uscite dalla setta dell\u2019indiano Osho, che \u00e8 morto, ma ha lasciato molti leader suoi eredi sul territorio.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Come si chiama?<\/p>\n<p>PATRIZIA SANTOVECCHI, Presidente dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici. Osho Rajneesh. Gli Osho Miasto sono apparentemente centri di benessere, all\u2019interno dei quali si fanno meditazione, cure alternative e massaggi. Esiste per\u00f2 una dottrina che per alcuni individui diventa problematica, perch\u00e9 distrugge l\u2019identit\u00e0 anche attraverso la sindrome dell\u2019assedio, che sottolinea alla vittima l\u2019esistenza di energie negative esterne, distruttive e contaminanti, emanate anche dai suoi familiari. Per salvarsi e ottenere un karma puro, ovvero il benessere, \u00e8 necessario dunque allontanarsi dai familiari \u2013 marito, figli, genitori \u2013 comunque nocivi. Anche qui si rilevano un estremo isolamento, una profonda paura della societ\u00e0, compresi i propri familiari, una totale rottura di legami, fino a stati alterati di coscienza, perch\u00e9 alcune loro meditazioni e tecniche, connesse a un\u2019alimentazione squilibrata, possono compromettere la salute. Sono vegetariani, ma mangiano poco e dormono poco, perch\u00e9 le meditazioni si svolgono spesso di notte, quindi rischiano notevoli e pericolosi crolli psicologici. Potrei continuare, perch\u00e9 i gruppi sono numerosissimi.<\/p>\n<p>MAURIZIO TURCO. Lei ha citato situazioni molto particolari di satanismo e di magia, ma vorrei sapere cosa possa aggiungere sul piano di confessioni riconosciute come religiose. Oggi audiremo ad esempio alcuni rappresentanti del Coordinamento nazionale fuoriusciti dai Testimoni di Geova, e vorrei sapere se lei possa citarci casi in merito.<\/p>\n<p>PATRIZIA SANTOVECCHI, Presidente dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici. Potrei citarle innumerevoli casi, perch\u00e9 ogni anno 5.000 persone abbandonano i Testimoni di Geova e ne ho conosciuti molti.<\/p>\n<p>MAURIZIO TURCO. Subiscono violenze psicologiche?<\/p>\n<p>PATRIZIA SANTOVECCHI, Presidente dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici. Anche questa organizzazione utilizza tecniche di manipolazione, crea la sindrome dell\u2019assedio, secondo cui fuori si troverebbe Satana, che governa l\u2019intero mondo, e tutti coloro che non entrano a far parte dei Testimoni di Geova sarebbero manovrati da Satana, compresi i familiari che a loro insaputa sono manipolati, perch\u00e9 non accettano l\u2019unica verit\u00e0. Il problema \u00e8 che all\u2019interno di questa verit\u00e0, di questa dottrina, viene consigliato \u2013 laddove, se Dio esprime un consiglio attraverso l\u2019organizzazione, canale prescelto da Dio per comunicare l\u2019unica verit\u00e0 al mondo, diventa difficile non identificarlo come un ordine, anche se non viene mai citato come tale, in base a un linguaggio criptato conoscibile solo dagli aderenti \u2013 di non votare, perch\u00e9 lo Stato, la politica e i suoi ministri sono manovrati dal demonio. Nessun testimone di Genoa potr\u00e0 mai andare alle urne a compiere il proprio dovere, anche se \u00e8 un diritto, perch\u00e9 voterebbe per il demonio, e inoltre, se venisse scoperto, sarebbe ripreso. In passato, esisteva anche il problema del servizio militare obbligatorio. Si afferma inoltre che ciascuno \u00e8 libero di uscire dai Testimoni di Geova, ma, qualora decida di andarsene, perder\u00e0 tutti gli affetti, perch\u00e9 nessuno potr\u00e0 pi\u00f9 rivolgergli il saluto e sar\u00e0 considerato socialmente morto agli occhi dell\u2019organizzazione e delle congregazioni locali. Se quindi ha parenti o un lavoro all\u2019interno dell\u2019organizzazione, perde tutto. Questo rappresenta il ricatto pi\u00f9 grosso, il ricatto affettivo.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Pu\u00f2 indicare in base alla vostra esperienza quali possano essere le caratteristiche fondamentali delle sette, distintive dalle confessioni religiose?<\/p>\n<p>PATRIZIA SANTOVECCHI, Presidente dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici. La prima \u00e8 la possibilit\u00e0 di uscire liberamente, senza nessun ricatto, anche a livello morale, ovvero la possibilit\u00e0 di mantenere, all\u2019interno dell\u2019associazione che si abbandona, i contatti affettivi e di amicizia. Questo non \u00e8 invece possibile in una setta. L\u2019altro aspetto riguarda la manipolazione attraverso la sindrome dell\u2019assedio, per cui fuori si collocano tutti i nemici, siano essi costituiti dalle energie negative o dai ministri di Satana. Un altro aspetto riguarda la totale obbedienza, quindi l\u2019impossibilit\u00e0 di critica. Mentre all\u2019interno di un\u2019associazione libera si pu\u00f2 infatti esprimere la propria opinione, dissentendo anche dai vertici, nel caso di una setta, anche un lieve dissenso comporta gravi conseguenze. Potremmo aggiungere anche l\u2019allontanamento dai familiari, che rientra nella sindrome dell\u2019assedio, la completa spersonalizzazione nell\u2019individuo, privato di ogni capacit\u00e0 decisionale e ormai assuefatto a chiedere al guru cosa debba fare, a cominciare dalle cose pi\u00f9 semplici. In alcuni casi pi\u00f9 estremi, vige l\u2019idea che all\u2019infuori di questo gruppo non ci sia vita, per cui il suicidio pu\u00f2 essere la scelta migliore, se si decide di abbandonare l\u2019organizzazione. \u00c8 necessario citare anche la sindrome di alienazione psicologica usata nei tribunali per quanto riguarda i minori, rispetto ai genitori affidatari. Si potrebbe pensare ad un decalogo di questo tipo.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Vi siete mai imbattuti in Damanhur?<\/p>\n<p>PATRIZIA SANTOVECCHI, Presidente dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici. S\u00ec.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Ha queste caratteristiche?<\/p>\n<p>PATRIZIA SANTOVECCHI, Presidente dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici. Sicuramente.<\/p>\n<p>PATRIZIA PAOLETTI TANGHERONI. Mi scuso per essere arrivata in ritardo e, di conseguenza, se ripeter\u00f2 quanto \u00e8 gi\u00e0 stato detto prima. Comunque, legger\u00f2 il resoconto stenografico della seduta. Non esiste pi\u00f9 il reato di plagio nel nostro Paese. Mi pare, per\u00f2, che quanto lei descrive possa configurarsi con quanto veniva definito plagio, ovvero il dominio della volont\u00e0 di un soggetto da parte di gruppi, di altri soggetti, di un capo carismatico. Capisco perfettamente le sue considerazioni e ammiro il vostro lavoro, ma incontro difficolt\u00e0 a entrare nel merito delle credenze. Non affermo la loro equivalenza, ma alcuni aspetti da lei citati possono trovarsi nell\u2019assoluta serenit\u00e0 di un\u2019adesione volontaria anche in alcune religioni. L\u2019astinenza dalla carne al venerd\u00ec, ad esempio, \u00e8 una adesione volontaria ad un precetto \u2026<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Se per\u00f2 l\u2019astinenza \u00e8 permanente e insieme non si dorme, si diventa alienati.<\/p>\n<p>PATRIZIA PAOLETTI TANGHERONI. S\u00ec, si verifica un disastro. Contavo molto su questo incontro con voi per introdurre &#8211; come sollecitato anche dal presidente Violante \u2013 qualche elemento che, se accettato dal relatore, consenta di fare la differenza e di elaborare un testo utile.<\/p>\n<p>PATRIZIA SANTOVECCHI, Presidente dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici. Spero di riuscire a rispondere adeguatamente. Qui non si tratta di dottrina, perch\u00e9 si pu\u00f2 credere in Allah, in Dio, in Geova, o nel grande Architetto dell\u2019universo. La differenza risiede nella prassi. La Chiesa cattolica, ad esempio, incoraggia a non consumare carne al venerd\u00ec, che si pu\u00f2 mangiare in tutti gli altri giorni. Se uno non lo fa, non succede nulla. Non rispettare, invece, un comandamento all\u2019interno di uno di questi gruppi ha conseguenze ben diverse. L\u2019obbligatoriet\u00e0 infatti non costituisce pi\u00f9 il richiamo al sentimento religioso personale, per cui una persona pu\u00f2 decidere di obbedire o rifiutare. PATRIZIA PAOLETTI TANGHERONI. Si tratta della privazione della libert\u00e0!<\/p>\n<p>PATRIZIA SANTOVECCHI, Presidente dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici. S\u00ec, dell\u2019impossibilit\u00e0 di agire altrimenti. Sulla base dei precetti di una certa religione sarebbe meglio non consumare carne il venerd\u00ec, sarebbe opportuno fare determinate cose in tempo di Quaresima, si deve andare a messa tutte le domeniche. Se per\u00f2 non si pu\u00f2 osservare tali precetti, nessuno viene minacciato di perdere la famiglia e di essere punito. La differenza \u00e8 dunque profonda ed \u00e8 impossibile equiparare una religione libera a una setta, che definirei piuttosto culto distruttivo, perch\u00e9 il termine setta indica solo separazione e non si pu\u00f2 accusare nessuno per la mera decisione di separarsi da qualcun altro.<\/p>\n<p>PATRIZIA PAOLETTI TANGHERONI. Vorrei sapere se possa confermare l\u2019esistenza di una sorta di escalation in tutto questo. Lei ha infatti citato stadi alterati della coscienza, cui si arriva progressivamente, attraverso una sorta di programma di privazione della libert\u00e0.<\/p>\n<p>PATRIZIA SANTOVECCHI, Presidente dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici. Certo. \u00c8 necessario considerare cosa distingua un culto distruttivo, un culto abusante, che pu\u00f2 nascere in qualsiasi ambito. Preferisco definirlo culto abusante, perch\u00e9 pu\u00f2 nascere anche nelle famose vecchie e ormai secolarizzate religioni. Un leader pu\u00f2 quindi impazzire e costituire il proprio gruppo anche con la dottrina cristiana cattolica. L\u2019escalation \u00e8 progressiva, perch\u00e9 all\u2019inizio, come giustamente rilevato dalla vicepresidente, si rileva la fase del bombardamento d\u2019amore.<\/p>\n<p>PATRIZIA PAOLETTI TANGHERONI. Quindi \u00e8 un programma!<\/p>\n<p>PATRIZIA SANTOVECCHI, Presidente dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici. Un programma, appunto. Un culto abusante \u00e8 diverso da una religione anche perch\u00e9 nasce in maniera diversa, ovvero dalla volont\u00e0 di uno o pi\u00f9 individui che decidano di mettersi insieme, di effettuare un lavoro sincretistico e di operare una scelta del bacino di utenti cui rivolgersi. Essi studiano quindi la dottrina, la tecnica e la mettono in atto. La religione diventa quindi un paravento che permette loro, attraverso la giusta libert\u00e0 di questo Paese democratico, di operare in modo purtroppo indisturbato e impunito.<\/p>\n<p>GIANPIERO D\u2019ALIA. Ritengo molto utile questa audizione. Mi permetto quindi di formulare una proposta ed una richiesta, se lei, presidente, e il collega Zaccaria siete d\u2019accordo. Poich\u00e9 considero utile avere una definizione dal punto di vista empirico di chi vive questa esperienza del culto abusante, chiederei di farci pervenire un appunto, che sia il portato della loro esperienza professionale. Ci sarebbe utile anche in base all\u2019ultimo passaggio che la presidente ha svolto, con riferimento non a quelle che impropriamente definiamo sette, bens\u00ec al culto abusante, ovvero alla possibilit\u00e0 che anche all\u2019interno di confessioni religiose diffuse, tutelate dal nostro ordinamento, si possano costituire gruppi di questo genere. Poich\u00e9 nel testo prevediamo il riconoscimento della personalit\u00e0 giuridica alla confessione e\/o agli enti esponenziali, quindi a strutture associative riconosciute nell\u2019ambito di quella confessione, ritengo utile un approfondimento a tale riguardo anche per una nostra maggiore cognizione del fenomeno. Questa richiesta mi \u00e8 stata suggerita dall\u2019ultima considerazione della presidente.<\/p>\n<p>PATRIZIA SANTOVECCHI, Presidente dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici. Vorrei aggiungere, per maggior chiarimento, che ci\u00f2 accade anche per quanto concerne l\u2019Islam e il terrorismo islamico, giacch\u00e9 il terrorismo rappresenta una deviazione da un punto di vista non solo politico, ma anche religioso, che induce il fedele ad uccidersi pur di seguire il volere di Allah. In tutte le confessioni pu\u00f2 succedere una cosa del genere.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Se per voi non risulta particolarmente complesso, vi chiederemmo quindi di fornirci nell\u2019arco di pochi giorni del materiale, che il relatore valuter\u00e0 poi nella sua autonomia.<\/p>\n<p>PATRIZIA SANTOVECCHI, Presidente dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici. Va bene, esporremo le tecniche e\u2026<\/p>\n<p>GIANPIERO D\u2019ALIA. Una nozione dettagliata di culto abusante.<\/p>\n<p>PATRIZIA SANTOVECCHI, Presidente dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici. Va bene, non \u00e8 assolutamente difficile.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Ringrazio i nostri interlocutori per la loro partecipazione.<\/p>\n<p>PATRIZIA SANTOVECCHI, Presidente dell\u2019Osservatorio nazionale abusi psicologici. Grazie a voi.<\/p>\n<p>La seduta, sospesa alle 18,20, \u00e8 ripresa alle 18,30. Audizione di rappresentanti del Coordinamento nazionale fuoriusciti dai Testimoni di Geova.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. L\u2019ordine del giorno reca, nell\u2019ambito dell\u2019indagine conoscitiva in materia di libert\u00e0 religiosa, l\u2019audizione di rappresentanti del Coordinamento nazionale fuoriusciti dai Testimoni di Geova. Do la parola al fondatore del Coordinamento, Adriano Fontani.<\/p>\n<p>ADRIANO FONTANI, Fondatore del Coordinamento nazionale fuoriusciti dai Testimoni di Geova. Signor presidente, la ringrazio molto per l\u2019invito. Si tratta di una legge che riguarda un diritto fondamentale degli uomini e, soprattutto, investe l\u2019aspetto delicato della libert\u00e0 di religione, che spesso \u00e8 la prima ad essere toccata quando sono in gioco le libert\u00e0 in genere. Personalmente, rappresento un gran numero di persone che, ovviamente, sono direttamente interessate da quanto riguarda i Testimoni di Geova. Riconosco che il nostro compito \u00e8 ingrato, perch\u00e9 siamo coloro che devono dire qualcosa contro. Tuttavia, ci assumiamo questa responsabilit\u00e0. Siamo persone che hanno militato per anni nella congregazione dei Testimoni di Geova, spesso per decenni, e di conseguenza hanno maturato nel tempo la consapevolezza di aver vissuto in un\u2019organizzazione non conosciuta nel suo vero aspetto. Abbiamo cominciato, quindi, da vent\u2019anni a questa parte, una massiccia opera di informazione volta a sensibilizzare innanzitutto le istituzioni, ma anche la popolazione, a livello preventivo. Il nostro coordinamento ha raccolto un immenso quantitativo di materiale. Mi preger\u00f2 di lasciarglielo, signor presidente, affinch\u00e9 possa essere utilizzato da lei e dai membri della Commissione. Per guidarvi in questa ingente mole di materiale, ho suddiviso tutto in cartelline. Premetto che tale materiale ha due caratteristiche: una testimoniale e una documentale. Vi sono testimonianze e documenti ufficiali \u2013 che costituiscono la parte pi\u00f9 importante \u2013 della congregazione cristiana dei Testimoni di Geova. Non possiamo non porci problemi seri quando analizziamo questa legge. Crediamo e sappiamo che la congregazione cristiana dei Testimoni di Geova voglia avvalersi della facolt\u00e0 di stipulare un\u2019intesa con lo Stato italiano. Il primo problema \u00e8 costituito dal fatto che questa organizzazione, pi\u00f9 di altre, ha capacit\u00e0 di dissimulazione e di presentare alle istituzioni una facciata di comodo, unica nel suo genere. Essa infatti \u00e8 studiata a tavolino. Esiste in proposito una teoria in merito, contenuta nel primo fascicolo e denominata \u201cstrategia della guerra teocratica\u201d. Siamo davanti ad un gruppo religioso che ritiene di essere in guerra con il mondo o, meglio, che il mondo sia in guerra con esso. Vi \u00e8 una visione paranoica, secondo la quale \u201ctutto \u00e8 Satana\u201d. Inoltre, esplicitamente, nella Torre di guardia si fa riferimento al dovere di mentire. Per loro, si mente solo quando lo si fa all\u2019interno; quando invece si mente alle istituzioni o ai giornalisti o ai Governi, non solo non \u00e8 peccato, ma \u00e8 un dovere sacrosanto, giustificato dalle scritture bibliche per acquisire privilegi e penetrare nello Stato. Potr\u00f2 dimostrarvi che la possibilit\u00e0 di penetrazione nei gangli vitali dello Stato di questa ricca e potente associazione \u2013 non esito a definirla sui giornali \u201csetta\u201d, ma in queste sede ritengo giusto chiamarla \u201cconfessione religiosa\u201d \u2013 \u00e8 immensa ed avviene attraverso metodologie particolari, che condizionano di fatto le istituzioni. Molti hanno ribattezzato tale metodologia \u201cEster-Mardocheo\u201d, che significa piazzare persone di fiducia \u2013 il giardiniere, l\u2019autista, il domestico di un importante uomo politico, di un importante giornalista radiotelevisivo \u2013 con il compito di dare una certa immagine, in modo che non si parli in termini negativi di questa organizzazione. Si tratta di una tecnica che funziona moltissimo e benissimo. Vengo all\u2019analisi del parere del Consiglio di Stato del 30 luglio 1986 \u2013 menzionata nel secondo fascicoletto di materiale che vi lascer\u00f2 -, che concesse alla congregazione la veste giuridica. Leggo, nel testo di legge, che il Consiglio di Stato ha tuttora un ruolo importante nel concedere riconoscimenti ed intese alle religioni. Se tale organo deve limitarsi ad esaminare lo statuto ed altre pubblicazioni ufficiali, pu\u00f2 incorrere negli errori clamorosi in cui \u00e8 incorso nel 1986. Ho qui il testo del parere del 1986. A noi fuoriusciti caddero le braccia, quando lo leggemmo e constatammo che, secondo il Consiglio di Stato, scelte delicate quali \u2013 lo sapete meglio di me \u2013 emotrasfusioni, proibizione del voto e servizio militare erano considerate libere manifestazioni individuali, scevre da ogni condizionamento confessionale. Noi abbiamo pagato sulla nostra pelle. Quando una persona accetta una trasfusione, va a votare o assolve all\u2019obbligo del servizio militare o civile, subisce un umiliante processo, sulla base del quale viene espulso e isolato. Veniamo, allora, all\u2019aspetto pi\u00f9 delicato dell\u2019intera problematica: una persona, una volta espulsa dal gruppo dei Testimoni di Geova, \u00e8 un morto, non esiste pi\u00f9 neanche per i propri parenti che rimangono Testimoni di Geova. Le conseguenze, quindi, sono pesantissime. Come \u00e8 potuto cadere il Consiglio di Stato in un errore cos\u00ec clamoroso? Ci permettiamo di dire che \u00e8 stato clamorosamente ingannato, per un motivo molto semplice: non ha mai ascoltato la testimonianza dei fuoriusciti n\u00e9 ha mai preso in considerazione la nostra documentazione, anche perch\u00e9 il nostro coordinamento \u00e8 nato esattamente due anni dopo. Non vorremmo che lo Stato ripetesse questo errore. Vi forniamo, quindi, documentazione di prima mano, tratta dalle stesse pubblicazioni della Torre di guardia, per aiutare gli organi dello Stato a non ripetere un errore cos\u00ec grossolano. D\u2019altra parte, all\u2019articolo 6 del progetto di legge, si parla del diritto di recesso. Si pu\u00f2 recedere in modo libero ed incondizionato. A mio avviso, questa parte potrebbe essere meglio specificata. Si dovrebbe specificare il dovere di un\u2019associazione di non esprimere e di non prevedere nei propri organi ufficiali regole fortemente penalizzanti per coloro che decidono di uscirne. Le pubblicazioni della societ\u00e0 Torre di guardia definiscono letteralmente noi fuoriusciti \u2013 me come tanti altri \u2013 \u201cscrofe tornate al proprio vomito\u201d, \u201cmaiali che si rotolano nel fango\u201d, \u201cesseri ripugnanti\u201d. Siamo definiti \u201ccancro da eliminare\u201d, \u201cinsetti da schiacciare\u201d. Le pagine della Torre di guardia sono allegate alla documentazione. Naturalmente, di conseguenza siamo trattati come tali, persino dai familiari\u2026<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Chiedo scusa, quali sono i motivi prevalenti per i quali si esce?<\/p>\n<p>ADRIANO FONTANI, Fondatore del Coordinamento nazionale fuoriusciti dai Testimoni di Geova. I motivi per cui si esce, onorevole Violante, sono tanti. Quelli che a noi premono sono soprattutto i motivi ideologici. Innanzitutto, si pu\u00f2 uscire per le contestazioni pi\u00f9 banali. Molti fidanzati, per esempio, vengono espulsi perch\u00e9 si sono abbandonati a normali intimit\u00e0 tipiche degli innamorati. Tuttavia, i motivi principali contro i quali noi protestiamo sono quelli ideologici: all\u2019interno del gruppo \u00e8 praticamente proibito pensare. La Torre di guardia, in un\u2019edizione \u2013 che ho allegato alla documentazione per lei, onorevole Violante, e per tutti i membri della Commissione \u2013 dice che \u00e8 proibito il pensiero indipendente. Guai a coloro che hanno un pensiero indipendente e critico! Mi chiedo come questo si possa contemplare all\u2019articolo 6, comma 2, del testo di legge, il quale stabilisce che una religione deve garantire ai propri aderenti le libert\u00e0 costituzionali e i diritti inviolabili della persona. Fra i diritti inviolabili c\u2019\u00e8 quello di pensare, la possibilit\u00e0 di alzare la mano per dichiarare di non essere d\u2019accordo. Questi diritti sono calpestati in modo plateale. Ogni minimo dissenso all\u2019interno del gruppo \u00e8 punito perch\u00e9 esiste l\u2019obbligo della delazione. Nella documentazione che vi lascer\u00f2 troverete, tra i dati, il numero delle persone espulse perch\u00e9 hanno confidato ad un confratello \u2013 per esempio, \u00e8 successo ad Antonio Taccardi, di Bari \u2013 che non condividevano il fatto di far morire un figlio per mancanza di una trasfusione. Chi riceve la confidenza ha l\u2019obbligo della delazione, sancito nelle pubblicazioni. Vi \u00e8 obbligo assoluto di lealt\u00e0 e tutto va riferito al corpo degli anziani. Il corpo degli anziani chiama il soggetto, verifica che abbia detto quelle cose e lo espelle. C\u2019\u00e8 l\u2019esperienza di Antonio Taccardi, qui riportata. Altro che violazione delle libert\u00e0 fondamentali: qui siamo di fronte al controllo del pensiero quale forse neanche la vecchia URSS aveva realizzato! Questo traspare chiaramente dalle pubblicazioni stesse. Quindi, questo comma che voi avete inserito \u2013 secondo cui al proprio interno una religione deve garantire i diritti inviolabili \u2013 contrasta pienamente con la prassi effettiva della societ\u00e0 Torre di guardia. Veniamo ad un aspetto a ci\u00f2 conseguente: \u201cl\u2019epidemia\u201d di malattie mentali (schizofrenia, paranoia, depressione e suicidi), che colpisce Testimoni di Geova e fuoriusciti. Un libro scritto da uno psichiatra americano, I Testimoni di Geova e la salute mentale, fa rabbrividire. Tuttavia, non \u00e8 possibile condurre un\u2019indagine epidemiologica generale perch\u00e9 esiste una circolare della societ\u00e0 Torre di guardia che la impedisce. Questa circolare invita gli anziani ad impedire a chiunque di svolgere indagini perch\u00e9, evidentemente, sanno benissimo che l\u2019immagine del gruppo ne uscirebbe devastata e con le \u201cossa rotte\u201d. In questo progetto di legge si afferma che la confessione religiosa deve comunque proteggere la salute mentale e fisica degli aderenti. Se si potesse, onorevole Violante, svolgere un\u2019indagine epidemiologica, si capirebbe come questo gruppo si rivolge non solo a persone con problemi, ma anche a persone sanissime \u2013 tante persone normalissime e sanissime entrano a far parte dei Testimoni di Geova -, che escono con le \u201cossa rotte\u201d. Del libro, recentemente pubblicato dalla Newton Compton, intitolato Il libro nero delle sette d\u2019Italia, ho curato il capitolo pi\u00f9 corposo, ovvero quello riguardante i Testimoni di Geova, nel quale menziono soltanto uno dei 25 casi di suicidio da me raccolti, motivati dal crudele isolamento in cui \u00e8 relegato un fuoriuscito. Dall\u2019oggi al domani, un padre, una madre, una sorella \u2013 non parliamo degli altri \u2013 si potrebbero ritrovare nelle condizioni di dover considerare un proprio familiare come morto: questa situazione avrebbe una grande influenza sulla salute di una persona, in quanto la sfera emotiva ed affettiva \u00e8 quella a noi pi\u00f9 cara. Le obiezioni sono tante, ad esempio quelle riguardanti l\u2019articolo 8, circa l\u2019educazione dei figli. Non esiste solo il problema delle emotrasfusioni e credo che potrebbe essere ben specificato, nel testo dell\u2019articolo 8, che nell\u2019educare religiosamente i figli si dovrebbero evitare forme di pesante condizionamento e di ostacolo alla loro integrazione. Se voi parlate con qualunque insegnante \u2013 personalmente appartengo alla categoria, quindi parlo anche come operatore scolastico \u2013 che abbia tra i suoi alunni figli di Testimoni di Geova, vi direbbe quale tortura sia per ognuno di questi bambini l\u2019intera scolarit\u00e0. Difatti, dal primo all\u2019ultimo giorno, il bambino \u00e8 costretto ad assentarsi da molte attivit\u00e0 scolastiche per volont\u00e0 dei genitori, si sente diverso sempre, non soltanto nel corso dell\u2019ora di religione, come \u00e8 suo diritto: quando si ritaglia l\u2019albero di Natale, quando si parla della Pasqua, di Halloween, del carnevale, dei compleanni, delle varie cerimonie religiose, quando si cantano canzoni sulla pace e sulla patria. Per questo bambino, la scuola rappresenta una tortura. Esiste una pubblicazione, intitolata Figli di un Dio tiranno, in cui si racconta l\u2019esperienza di una persona che ripercorre con terrore la sua infanzia scolastica. Ebbene, credo che potrebbe essere opportuno specificare in questo articolo che, oltre a quanto detto sul rispetto della salute mentale e fisica, si devono evitare forme di pesante condizionamento. Troppo spesso si vedono bambini di 5-6 anni, figli di Testimoni di Geova, in giacca e cravatta che la domenica mattina vanno a predicare. Siete a conoscenza di questa situazione? Si tratta per loro dell\u2019unico giorno libero; \u00e8 una tortura anche questa, e lo Stato non pu\u00f2 non tenerne conto in quanto, effettivamente, sono altissimi i livelli di condizionamento e di indottrinamento. Affronto il discorso relativo all\u2019articolo 9, a seguito di un\u2019esperienza personale molto nota, approdata in Parlamento e sulle prime pagine dei migliori giornali. Quando si parla dei diritti che una confessione vanta nei confronti della scuola, a mio avviso bisognerebbe specificare anche che cosa una confessione non dovrebbe pretendere dalla scuola stessa. Non si pu\u00f2 e non si deve pretendere che la scuola adatti i suoi contenuti e i suoi programmi all\u2019ideologia religiosa. Voi vi chiederete il senso di tutto questo. Signori cari, parlate con un qualunque maestro d\u2019Italia e fatevi raccontare che cosa \u00e8 accaduto il 14 gennaio scorso a Camposanto, in provincia di Modena. I genitori Testimoni di Geova richiedono ogni giorno che un determinato brano di storia non venga trattato, che l\u2019argomento di scienze venga studiato in modo diverso e che il testo della verifica d\u2019italiano venga cambiato. Anche il problema di matematica, secondo loro, dovrebbe essere cambiato perch\u00e9 parla delle palle di Natale, mentre sarebbe pi\u00f9 corretto prendere come riferimento i sassi. Vi riporto quanto accaduto a Camposanto, in provincia di Modena. Una maestra ha ricevuto circa trenta comunicazioni affinch\u00e9 cambiasse il contenuto dei programmi, dei problemi e delle verifiche. A seguito del suo ennesimo rifiuto, \u00e8 stata picchiata in classe da due genitori Testimoni di Geova. Non \u00e8 usuale che picchino \u2013 sono il primo a riconoscerlo -, ma \u00e8 usuale la pretesa di adottare e di adattare programmi, contenuti, letture, passi di storia, geografia e scienze alla propria ideologia. Credo che, a salvaguardia della laicit\u00e0 dell\u2019insegnamento e della scuola, non sarebbe una cattiva idea stabilire un limite, specificando l\u2019impossibilit\u00e0 di pretendere dalla scuola pubblica questi cambiamenti. Il caso pi\u00f9 clamoroso \u00e8 quello che mi ha riguardato di persona. Sono stati tolti degli alunni dalla mia classe, su richiesta dei Testimoni di Geova, semplicemente per la mia condizione di fuoriuscito. I genitori non possono avere a che fare con un \u201ccane vomitevole\u201d, un \u201cinsetto da schiacciare\u201d, e via dicendo. Il dirigente scolastico ha accolto questa richiesta, mentre io ho protestato contro tale discriminazione. Un ispettore scolastico mi ha dato pienamente ragione, rischiando per questo motivo di essere licenziato dalla scuola pubblica. Vi sono tre interrogazioni parlamentari a cui n\u00e9 il Ministro Moratti, prima, n\u00e9 il Ministro Fioroni, ora, hanno voluto rispondere. Non \u00e8 finita qui: i Testimoni di Geova hanno preteso che fossi cacciato da quella scuola perch\u00e9 i loro figli si turbavano al solo vedermi, visto che, a causa dell\u2019indottrinamento, io rappresentavo il demonio. Ebbene, la scuola mi ha cacciato. Tale decisione \u00e8 stata coperta con una giustificazione di incompatibilit\u00e0 ambientale. Quanto vi ho appena esposto, signori, pone un altro problema che credo sia a voi sconosciuto.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Dove ha insegnato dopo?<\/p>\n<p>ADRIANO FONTANI, Fondatore del Coordinamento nazionale fuoriusciti dai Testimoni di Geova. Sono stato trasferito in un\u2019altra scuola.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Dello stesso comune?<\/p>\n<p>ADRIANO FONTANI, Fondatore del Coordinamento nazionale fuoriusciti dai Testimoni di Geova. No, di un comune diverso.<\/p>\n<p>ROBERTO ZACCARIA. Dottor Fontani, ha letto l\u2019articolo 15, comma 3?<\/p>\n<p>ADRIANO FONTANI, Fondatore del Coordinamento nazionale fuoriusciti dai Testimoni di Geova. Li ho letti un po\u2019 tutti, onorevole Zaccaria.<\/p>\n<p>ROBERTO ZACCARIA. Noi siamo in grado di intervenire sui punti che riguardano l\u2019ordinamento generale.<\/p>\n<p>ADRIANO FONTANI, Fondatore del Coordinamento nazionale fuoriusciti dai Testimoni di Geova. Si riferisce all\u2019articolo 15?<\/p>\n<p>ROBERTO ZACCARIA. Leggo: \u201cLa violazione del diritto di discriminazione comporta, in ogni caso, la nullit\u00e0 degli atti che la realizzano e la responsabilit\u00e0 per danno patrimoniale e non patrimoniale a carico di chi la pone in essere\u201d. Una legge interviene sugli elementi di rilevanza per l\u2019ordinamento generale. Noi stiamo parlando di un provvedimento discriminatorio adottato nei suoi confronti\u2026<\/p>\n<p>ADRIANO FONTANI, Fondatore del Coordinamento nazionale fuoriusciti dai Testimoni di Geova. Le ricordo che sono in corso cause penali.<\/p>\n<p>ROBERTO ZACCARIA. D\u2019accordo, per\u00f2 voglio solo chiarire che questa legge fornisce molti pi\u00f9 strumenti di quanti non ve ne fossero in precedenza.<\/p>\n<p>ADRIANO FONTANI, Fondatore del Coordinamento nazionale fuoriusciti dai Testimoni di Geova. Ne sono consapevole e la ringrazio. Il problema che intendo porre \u00e8 quello del potere, spesso sottovalutato, che hanno queste grandi e potenti organizzazioni internazionali. Ne cito solo due: Scientology e i Testimoni di Geova. Nel 1990, ricevetti una lettera da una maestra di Mogliano Veneto. Essendo diventato un po\u2019 il referente nazionale del movimento a difesa dei diritti dei fuoriusciti, questa maestra mi scrisse una lettera. Aveva anche lei sollevato il problema dell\u2019inserimento dei figli dei Testimoni di Geova a scuola, con assemblee e con articoli sui giornali. Si rivolse ai sindacati, i quali le risposero: non si possono toccare i Testimoni di Geova; sono stati riconosciuti come ente morale quattro anni fa, quindi non ti mettere contro di loro. Mi rifer\u00ec di aver dovuto tacere perch\u00e9 i dirigenti scolastici l\u2019avevano minacciata di sanzioni disciplinari. La lettera manoscritta la troverete nel materiale che vi ho messo a disposizione. Questo episodio riporta ad un altro aspetto, gi\u00e0 trattato da una signora con riferimento al tema riguardante il mondo islamico: movimenti di questo genere si fanno forza dei riconoscimenti che ottengono \u2013 ad esempio, la personalit\u00e0 giuridica riconosciuta nel 1986 o la domanda d\u2019intesa \u2013 per diventare ancora pi\u00f9 forti ed arroganti. Non a caso, nella trasmissione Chi l\u2019ha visto? di sette mesi fa, quando si \u00e8 parlato di clamorose sparizioni legate ai Testimoni di Geova, i Testimoni hanno replicato solo in un modo, dichiarando: \u201cNoi siamo riconosciuti dallo Stato\u201d. Basta. Lo Stato, quindi, deve sapere bene che dare riconoscimenti \u2013 quindi finanziamenti, come l\u20198 per mille \u2013 significa in realt\u00e0 rafforzare la repressione e la violazione di diritti umani che all\u2019interno si opera. A nostro parere, quindi, \u00e8 un errore concederli ad un\u2019organizzazione che codifica in questo modo le regole sugli espulsi e che reagisce in tale maniera con le persone che dissentono, anche leggermente. Sono vere e proprie forme di giustizia parallela. Ho letto con attenzione l\u2019articolo riguardante la procedura interna.<\/p>\n<p>ROBERTO ZACCARIA. Il giusto processo.<\/p>\n<p>ADRIANO FONTANI, Fondatore del Coordinamento nazionale fuoriusciti dai Testimoni di Geova. Esatto, il giusto processo. Lo ritengo un articolo meraviglioso. Mi piacerebbe \u2013 ne ho parlato anche con alcuni amici che mi hanno telefonato da varie parti d\u2019Italia, quando si \u00e8 parlato di questa audizione \u2013 vederlo rafforzato, onorevole Zaccaria. Difatti, il comitato giudiziario dei Testimoni di Geova \u00e8 un esempio di terrore, a cavallo tra l\u2019inquisizione medievale e i processi staliniani. L\u2019imputato non ha diritto a nessuno che lo difenda, perch\u00e9 chi lo fa segue la sua stessa sorte. Non si ha diritto ad alcuna carta, perch\u00e9 tutti gli incartamenti e i dossier rimangono a vita. Troverete le circolari ufficiali dell\u2019organizzazione che dettano come e quando conservare gli incartamenti. Io non ho alcuna carta in mano e non posso neanche dimostrare, al limite, di essere stato espulso per apostasia o ribellione, mentre questa organizzazione religiosa ha a disposizione migliaia di carte delicatissime nei miei confronti di cui non ho n\u00e9 mai avr\u00f2, copia. Pertanto, rafforzerei il dovere non soltanto di prevedere, ma anche di far ottenere alla persona verso la quale vengono irrogate sanzioni copia di tutti gli atti che la riguardano. Finora, i vertici dei Testimoni di Geova sono stati completamente insensibili a questo problema. Infatti, in Danimarca \u2013 l\u2019organizzazione \u00e8 uguale dappertutto -, nel 1992, lo Stato confisc\u00f2 qualche tonnellata di documentazione relativa proprio ai comitati giudiziari. Ebbene, anche questo \u00e8 un punto delicato che andrebbe rafforzato, in modo da evitare che un aderente sia soggetto a \u201cprocessi farsa\u201d, che per\u00f2 hanno pesanti conseguenze e ripercussioni sulla sua vita personale, familiare, affettiva e anche professionale. Dovete sapere che, quando una persona viene espulsa dal gruppo, spesso perde il lavoro. Ve ne spiego il motivo. Un caso clamoroso, fra quelli di suicidio che vi ho citato, riguarda un signore che stermin\u00f2 tutta la famiglia e poi si suicid\u00f2. Non era affatto una persona insana di mente, bens\u00ec era sanissimo e svolgeva la sua attivit\u00e0 in modo normale. Un giorno fu espulso dal gruppo dei Testimoni di Geova. Che cosa comport\u00f2 questo evento? Intanto, il padre lo ripudi\u00f2, si tir\u00f2 fuori dalla sua societ\u00e0 di giardinaggio e gli fece causa per togliergli i figli, dal momento che non li avrebbe pi\u00f9 educati secondo le norme stabilite dall\u2019organizzazione. I suoi clienti erano per il 90 per cento Testimoni di Geova e, naturalmente, non accettarono tale situazione, non sognandosi neppure di assumere un giardiniere fuoriuscito. Di conseguenza, non pot\u00e9 pi\u00f9 pagare il mutuo in banca, e quindi and\u00f2 in rovina tutta la sua vita, affettiva, familiare, economica e patrimoniale.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Ritengo che il quadro appena descritto sia sufficientemente disastroso.<\/p>\n<p>ADRIANO FONTANI, Fondatore del Coordinamento nazionale fuoriusciti dai Testimoni di Geova. S\u00ec, il quadro \u00e8 sufficientemente disastroso, sono d\u2019accordo con lei.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Do la parola ai colleghi che intendono intervenire per porre quesiti o formulare osservazioni.<\/p>\n<p>PATRIZIA PAOLETTI TANGHERONI. Signor presidente, ancora una volta la ringrazio perch\u00e9 \u00e8 stata una giornata che ci ha permesso di dare un contributo migliore, grazie a tutte le audizioni svolte. Innanzitutto, voglio affrontare un discorso non proprio pertinente; in seguito rivolger\u00f2 una domanda. A mio parere, da questa giornata abbiamo imparato che dobbiamo essere molto prudenti. Mi rivolgo a lei, signor presidente, ma anche al relatore: \u00e8 necessaria una prudenza assoluta. Difatti, la laicit\u00e0 deve essere garantita anche a loro. Non dobbiamo garantirla solo a noi mediante una legge laica, ma dobbiamo assicurarci che tale laicit\u00e0 valga anche per chi, con sforzi enormi, cerca di averla senza poterla ottenere. Vi chiedo scusa per questa digressione, ma ho ritenuto giusto condividerla con voi. Stamattina, ho incontrato una signora che si occupa proprio degli abusi psicologici perpetrati all\u2019interno delle religioni. Signor Fontani, vorrei che, oltre alle testimonianze, portasse un contributo concreto. Lei si \u00e8 avvicinato alla setta e in essa ha creduto; quindi, c\u2019\u00e8 stato un meccanismo di seduzione nei suoi confronti, che per\u00f2 lei ha potuto respingere, trovando la forza per farlo. Vorrei che fornisse un contributo alla Commissione, spiegando come tale seduzione sia stata possibile, per poter definire setta gruppi religiosi come i Testimoni di Geova ed altri che utilizzano meccanismi analoghi. Noi dovremmo infatti avere una griglia che ci permetta di escludere la possibilit\u00e0 di intese con alcune organizzazioni, perch\u00e9 non garantiscono la libert\u00e0 della persona, anche se questa apparentemente \u00e8 libera. Per ottenere questo risultato, abbiamo bisogno del vostro aiuto. Attualmente esistono numerose testimonianze, ma quando vi siete fatti sentire al riguardo? A noi sembrava opportuno giudicare una religione in base al proprio statuto. In realt\u00e0, intendo riferirmi a chi, nel Consiglio di Stato, ha espresso parere positivo, avvalendosi dei documenti a disposizione. Bisognerebbe riuscire ad avere non testimonianze, pure validissime e degne ovviamente di un rispetto assoluto, ma qualcosa in pi\u00f9, ovvero una sorta di griglia che ci permetta di poter valutare nel merito.<\/p>\n<p>MARCO BOATO. Signor presidente, \u00e8 difficile interloquire, ma in tutte le audizioni di oggi, come lei ha notato, ho evitato di porre domande, proprio perch\u00e9 stiamo svolgendo un secondo giro di audizioni, dopo che in altre legislature ne avevamo svolte altrettante. L\u2019incontro di questa sera \u2013 ringrazio il professor Fontani e la signora Piro \u2013 rappresenta l\u2019occasione, sia pure nei pochi minuti che abbiamo ancora a disposizione, per un approfondimento. Ovviamente, come lei avr\u00e0 notato, anche se non siamo numerosi, la stiamo ascoltando con grandissimo interesse e rispetto per gli aspetti drammatici richiamati. Quelli di noi che seguono queste vicende da molti anni, conoscono qualcosa del genere sia per quanto riguarda i Testimoni di Geova, sia per quanto riguarda altre situazioni. Io non ho mai avuto, ad esempio, alcuna difficolt\u00e0 \u2013 anche se non ne faccio mai esibizione \u2013 a dichiarare di essere cattolico. Tuttavia, quando leggo interi libri di testimonianze, ad esempio sui fuoriusciti dell\u2019Opus Dei \u2013 che non sono Testimoni di Geova, ma rappresentano un\u2019organizzazione interna alla Chiesa cattolica ufficiale, la cui prelatura personale \u00e8 addirittura riconosciuta dal Pontefice -, non dico che sono a conoscenza di fatti identici a quelli da lei drammaticamente testimoniati, ma molto analoghi, che mi preoccupano tanto quanto quelli ascoltati qualche minuto fa. Purtroppo, potremmo proseguire con altri esempi. Ci\u00f2 non toglie nulla alla gravit\u00e0 di quel che lei, sia pure nei pochi minuti che ha avuto a disposizione, ha documentato, preannunciando di lasciare alla Commissione la documentazione cui ha fatto riferimento. Vorrei porre una domanda a lei e a tutti i colleghi. Noi avremo modo di riflettere nei prossimi giorni, passando all\u2019esame dell\u2019articolato, su possibili emendamenti, ovviamente nel rigore e nell\u2019adeguata terminologia giuridica. Stiamo parlando infatti di una legge di attuazione costituzionale; credo che il nostro relatore abbia una competenza tecnico-giuridica e una sensibilit\u00e0 anche politica, umana e culturale, grazie alla quale potr\u00e0 ottenere il massimo di attenzione. Naturalmente, non \u00e8 solo il relatore, ma tutta la Commissione a svolgere questo lavoro. La domanda \u00e8 la seguente: tutto ci\u00f2 che lei ha drammaticamente rappresentato \u2013 e penso che, se lei parlasse per qualche ora, potrebbe farlo ad abundantiam \u2013 \u00e8 avvenuto non in forza di questa legge, ma in assenza di una legge. Lei chiede di precisare meglio e di rendere pi\u00f9 rigorose le norme. Su questo convengo, sempre che ci\u00f2 venga realizzato con una adeguata terminologia giuridica e con la dovuta compatibilit\u00e0 costituzionale. Tutto quello che lei ci sta raccontando, e altre vicende cui ho fatto cenno esemplificandone una (ma purtroppo ce ne sono molte altre), sta avvenendo, ed \u00e8 avvenuto, in questi anni e in questi decenni, in assenza di una legge. Poco fa, nell\u2019audizione dei rappresentanti della Consulta per l\u2019Islam italiano, la signora Souad Sbai (che conosco bene e con cui ho anche dibattuto, e che, se non sbaglio, \u00e8 stata da lei citata en passant nella sua testimonianza), ci ha riferito una situazione allucinante riguardo delle donne islamiche, traendo la conclusione che questa legge \u201cnon s\u2019ha da fare\u201d. Allora, continueremo ad avere una situazione allucinante per le donne islamiche, di poligamia non riconosciuta giuridicamente dal nostro Paese, ma esistente di fatto, perch\u00e9 non sono matrimoni giuridicamente riconosciuti. Si continuer\u00e0 cos\u00ec. Se in questa legge si parler\u00e0 di matrimonio, religioso o meno, che abbia effetti civili \u2013 adesso non mi sto pi\u00f9 riferendo ai Testimoni di Geova, ma si tratta di un mio inciso -, chi contrarr\u00e0 quel tipo di matrimonio, finalmente e per la prima volta, potr\u00e0 essere tutelato dall\u2019ordinamento giuridico italiano. Quella donna avr\u00e0 finalmente la possibilit\u00e0 di fare ricorso ad un ordinamento giuridico che tuteli la sua dignit\u00e0 e quella dei suoi figli, che vieti la poligamia, considerandola un reato, e via dicendo. La drammaticit\u00e0 delle testimonianze ascoltate \u2013 e che in parte gi\u00e0 conosciamo \u2013 con grandissimo interesse potrebbe comportare il rischio di un cortocircuito. Lei ha suggerito di apportare correzioni alla legge, ma potrebbe esistere il rischio di un cortocircuito mentale ed ideologico, ossia quello di accettare tale situazione. Non si pu\u00f2 varare una legge sulla libert\u00e0 religiosa perch\u00e9 esistono la poligamia, lo sfruttamento della donna, la persecuzione \u2013 mi sembra che, di fatto, si tratti di questo \u2013 di persone che abbandonano una confessione religiosa, o setta che dir si voglia. Voglio lasciare, in coda a questa lunga serie di audizioni, la mia riflessione: questa legge, in modo magari ancora inadeguato o imperfetto, da integrare e da rafforzare, afferma una serie di princ\u00ecpi, che riguardano la libert\u00e0 di far parte di una religione, ma anche quella di poterne uscire, la libert\u00e0 di essere credente, ma anche quella di non esserlo, la tutela dei princ\u00ecpi del giusto processo, nel caso di provvedimenti a carattere disciplinare. Questo problema riguarda i Testimoni di Geova, ma anche altre confessioni che hanno attraversato la storia del nostro Paese, cos\u00ec come di altri. Concludo dicendo che ho voluto interloquire con lei, e con la signora che l\u2019accompagna, nell\u2019intento non di ridimensionare o di sottovalutare le cose terribili che lei ci ha raccontato, ma di chiedere a me stesso \u2013 a lei e a noi \u2013 se questo comporti il fatto di lasciare campo libero affinch\u00e9 ci\u00f2 continui a succedere, o se invece non determini la necessit\u00e0 di attuare un principio costituzionale, mettendo dei paletti di carattere costituzionale o riguardanti anche le convenzioni internazionali. Non dico che si metter\u00e0 fine a tutto questo con un tratto di penna, perch\u00e9 le leggi non cambiano mai la realt\u00e0 da un giorno all\u2019altro; tuttavia, renderebbero pi\u00f9 difficile, e comunque perseguibile, fenomeni simili a quelli che lei ci ha rappresentato con tanta drammaticit\u00e0 e della cui esposizione la ringrazio.<\/p>\n<p>GIANPIERO D\u2019ALIA. Signor presidente, intervengo molto brevemente per comunicare che considero parimenti interessante l\u2019audizione che stiamo per concludere, perch\u00e9 pone l\u2019accento, al di l\u00e0 della questione specifica sui Testimoni di Geova, su due profili della legge, che credo debbano essere ulteriormente approfonditi. Il primo riguarda la differenza fra il controllo formale e quello sostanziale. Gi\u00e0 il nostro sistema, a legislazione vigente, non funziona, nonostante sia in qualche modo pi\u00f9 stringente sotto alcuni aspetti. Il nuovo sistema prevede una duplice procedura. Una di esse riguarda il censimento dei ministri di culto \u2013 anche delle confessioni religiose non dotate di personalit\u00e0 giuridica, perch\u00e9 non iscritte nel registro delle confessioni \u2013 e delle confessioni iscritte nel registro, il cui controllo avviene attraverso una verifica di conformit\u00e0 allo schema legale degli statuti delle confessioni. Sto affrontando un discorso valido per i Testimoni di Geova, cos\u00ec come per tutti in assoluto. Oggi pomeriggio, abbiamo ascoltato la presidente dell\u2019Associazione delle vittime degli abusi psicologici, la quale ci ha riferito come anche all\u2019interno delle confessioni tradizionalmente radicate e riconosciute dallo Stato italiano potrebbe presentarsi \u2013 come alcune volte \u00e8 accaduto \u2013 il problema. Credo, allora, che la questione sia quella di analizzare gli strumenti fino ad oggi utilizzati, ivi compreso il parere del Consiglio di Stato. Infatti, ci troviamo di fronte ad un duplice problema: mi rendo conto della difficolt\u00e0 di definire il concetto di confessione religiosa. A tale difficolt\u00e0 a volte si supplisce riconoscendo la personalit\u00e0 giuridica a quegli enti che si presume rappresentino comunit\u00e0 di soggetti indeterminati ed indeterminabili che professano un certo credo. Questo \u00e8 un primo aspetto, per il quale non aiuta l\u2019affermazione del principio di autonomia e di impermeabilit\u00e0 della confessione riconosciuta. L\u2019impossibilit\u00e0 che lo Stato possa effettuare controlli ex post dopo il riconoscimento sul rispetto concreto dei precetti dello Statuto diventa un limite. Come \u00e8 stato riferito in questa sede, un conto \u00e8 ci\u00f2 che si dichiara, altro conto \u00e8 ci\u00f2 che si mette in pratica: si predica bene e si razzola male. Il secondo aspetto che mi permetto di sottolineare, se ho capito bene il senso di questa audizione, \u00e8 che siamo di fronte al tema dei culti cosiddetti \u201cabusanti\u201d. Torniamo sempre alla necessit\u00e0 di individuare, come presupposto indispensabile, ipotesi comunque escluse dalla tutela contenuta nella legge sulla libert\u00e0 religiosa, ossia i cosiddetti \u201cculti abusanti\u201d. Mi rendo conto di quanto sia difficile porre la questione in termini positivi. Tuttavia, ritengo sia meno difficile individuare una definizione di ci\u00f2 che non pu\u00f2 comunque rientrare nelle fattispecie del riconoscimento, dell\u2019iscrizione nel registro dei ministri di culto, e via dicendo. Infatti, laddove ci si trovi in presenza di soggetti che, in forma individuale o associata, esercitano un culto che ha come presupposto l\u2019abuso e il mancato rispetto di diritti fondamentali costituzionalmente garantiti \u2013 di questo sostanzialmente parliamo \u2013 , \u00e8 evidente che questo risulterebbe pi\u00f9 facile. Credo, quindi, che questa audizione confermi quanto ci siamo gi\u00e0 detti.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Bisogna anche tenere conto dei \u201cculti abusanti\u201d e delle deviazioni all\u2019interno dei culti legittimi.<\/p>\n<p>GIANPIERO D\u2019ALIA. Signor presidente, la mia considerazione riguarda tutti.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Le questioni poste sono numerosissime. Rifletta dunque, professore, se vuole dare una risposta assai sintetica, per poi farci avere per iscritto ulteriori osservazioni rispetto ai problemi molto importanti che hanno posto i colleghi intervenuti.<\/p>\n<p>ADRIANO FONTANI, Fondatore del Coordinamento nazionale fuoriusciti dai Testimoni di Geova. La ringrazio, signor presidente. In effetti, i suoi colleghi intervenuti hanno centrato il punto. Personalmente, mi concentro molto sull\u2019articolo 18, riguardante i requisiti. Concordo pienamente con l\u2019onorevole Boato: serve assolutamente e in modo rilevante una legge. A mio parere, se questa legge venisse applicata cos\u00ec com\u2019\u00e8, Scientology non potrebbe avere l\u2019intesa, e neppure i Testimoni di Geova. Non siamo preoccupati, onorevole Violante e onorevole Zaccaria, del fatto che si faccia una legge, ma che l\u2019iter delle singole intese porti la congregazione dei Testimoni di Geova ad avere l\u2019intesa, con annesso l\u20198 per mille. \u00c8 questo ci\u00f2 che ci preoccupa. La legge deve esserci, difatti ho suggerito integrazioni \u2013 che poi formalizzer\u00f2 \u2013 puntigliose, in modo da creare uno sbarramento ancora pi\u00f9 fitto. I \u201cculti abusanti\u201d non devono passare. Voglio rispondere a quanto ha affermato giustamente l\u2019onorevole Paoletti Tangheroni, laddove ha precisato che lo statuto deve essere vero, non di facciata. Di conseguenza, il punto principale riguarda gli strumenti di controllo, che devono essere effettivi. Circa la questione riguardante la setta o la confessione, mi sono permesso in questi anni \u2013 non ho molta dimestichezza con il tecnicismo delle leggi, ma ne ho molta con i mass-media e con il linguaggio giornalistico \u2013 di coniare una definizione di setta, se mi consente, molto a buon mercato ed efficace, che ai giornalisti \u00e8 piaciuta molto: una setta \u00e8 un movimento in cui \u00e8 facile entrare, ma dal quale \u00e8 molto difficile, penalizzante e pericoloso uscire. Basterebbe applicare questa definizione sommaria per rendersi conto che gli evangelici o gli avventisti non hanno nulla di settario, cos\u00ec come la Chiesa cattolica in quanto tale. Inoltre, ho cercato di far capire che una setta \u00e8 tanto pi\u00f9 pericolosa quanto meno sembra esserlo. Difatti, cari signori, mamma Ebe non \u00e8 pericolosa, perch\u00e9 la sua \u00e8 una setta talmente grossolana da poter attrarre solo le persone pi\u00f9 sprovvedute in circolazione. Quando invece parliamo di Scientology o dei Testimoni di Geova, ci riferiamo ad organizzazioni internazionali ricchissime, potenti, capaci di ricattare e di influire su interi apparati dello Stato e su uomini politici di altissimo livello. Io non voglio mettere in imbarazzo nessuno, ma conosciamo situazioni che riguardano anche attuali uomini delle istituzioni, condizionabili con tanti metodi. Ebbene, prestiamo attenzione al fatto che una setta non \u00e8 semplicemente quella residenziale. Se mamma Ebe prendesse dieci persone e le rinchiudesse in casa sua, tutti sarebbero a conoscenza del fatto che si tratta di una setta. Sono le sette non residenziali a non apparire tali, e proprio per questo motivo risultano essere quelle pi\u00f9 pericolose. Vi ringrazio moltissimo per averci dato la possibilit\u00e0 di esprimere la nostra opinione. Vi comunico che formalizzeremo alcune proposte. In conclusione, ben venga questa legge, ma noi siamo preoccupati per altri aspetti.<\/p>\n<p>PRESIDENTE. La ringraziamo molto per il suo utilissimo intervento. Dichiaro conclusa l\u2019audizione. La seduta termina alle 19,10.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #0000ff; text-decoration: underline;\">http:\/\/gristaranto.wordpress.com\/2013\/01\/13\/interrogazione-parlamentare-coordinamento-nazionale-fuoriusciti-testimoni-di-geova<\/span><\/span><\/strong>\/<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Interrogazione parlamentare Coordinamento Nazionale fuoriusciti testimoni di Geova Interrogazione parlamentare Coordinamento Nazionale fuoriusciti testimoni di Geova Trascrizione del resoconto della Commissione Affari Costituzionali della Camera &#8211; Testimonianze di Patrizia Santovecchi e Adriano Fontani &#8211; CAMERA DEI DEPUTATI \u2013 XV LEGISLATURA Resoconto della I Commissione permanente (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) COMMISSIONE I [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1005,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-1056","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-documenti"],"views":4875,"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.roccopoliti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1056","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.roccopoliti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.roccopoliti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.roccopoliti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.roccopoliti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1056"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.roccopoliti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1056\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1058,"href":"http:\/\/www.roccopoliti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1056\/revisions\/1058"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.roccopoliti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1005"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.roccopoliti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1056"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.roccopoliti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1056"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.roccopoliti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1056"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}