{"id":1834,"date":"2013-07-02T20:02:29","date_gmt":"2013-07-02T18:02:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.roccopoliti.it\/?p=1834"},"modified":"2013-07-02T20:06:50","modified_gmt":"2013-07-02T18:06:50","slug":"morire-per-fede-una-riflessione-estesa-sulla-capacita-di-intendere-e-di-volere","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.roccopoliti.it\/?p=1834","title":{"rendered":"MORIRE PER FEDE. Una riflessione estesa sulla capacit\u00e0 di intendere e di volere."},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: center;\" align=\"LEFT\"><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center;\" align=\"LEFT\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">MORIRE PER FEDE<\/span><\/span><\/strong><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center;\" align=\"LEFT\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">Una riflessione estesa<\/span><\/span><\/strong><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center;\" align=\"LEFT\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">sulla capacit\u00e0 di intendere e di volere.<\/span><\/span><\/strong><\/h1>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b><span style=\"color: #495a61;\">29\/06\/13<\/span><\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>&#8220;RIFIUTO DI CURE, AUTODETERMINAZIONE, MALATTIA: QUALE SCELTA ?&#8221; &#8211; Mario IANNUCCI<\/b><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>(Una riflessione estesa sulla \u201ccapacit\u00e0 di intendere e di volere\u201d<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\">\u00a0<span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Mario Iannucci \u00e8\u00a0<\/i>Psichiatra psicoanalista &#8211;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Serv. di Sal. Mentale della AS e della CC Sollicciano di Firenze<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Rita Rossi, sulla newsletter di\u00a0<i>Persona e Danno<\/i>, ha avviato una riflessione sulla morte di una giovane paziente, \u201caffetta da schizofrenia\u201d e da un rifiuto sintomatico del cibo (se una paziente \u00e8 schizofrenica la anoressia \u00e8 necessariamente sintomatica). Non conosco il caso, ma apprendo da Rita Rossi (e dal web) che la paziente rifiutava le cure, spalleggiata dalla madre e dalla nonna. Il padre, invece, aveva probabilmente interpellato i sistemi della Salute e della Giustizia perch\u00e9 la figlia fosse indotta a curarsi nonostante il suo rifiuto. In ogni caso la paziente \u00e8 morta. Nel mezzo, tra la richiesta del padre e il mancato intervento giuridico-sanitario che ha portato alla morte della giovane, molte cose dovrebbero essere accadute, ma io non le conosco. Non posso quindi discutere del caso nello specifico, ma posso servirmene, come fa Rita Rossi, come pretesto.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Si tratta di una vicenda solo apparentemente\u00a0<i>estrema<\/i>\u00a0<i>e lontana\u00a0<\/i>da\u00a0noi. Invece non \u00e8 cos\u00ec, nonostante sia avvenuta all\u2019altro capo del mondo, in Argentina, a Rosario del Tala. Non sono informato sulla legislazione di quel Paese, specie per quanto concerne la materia relativa alla coazione giuridico-sanitaria alla cura (in Italia regolata dalle Leggi 180 e 833\/1978). Si tratta di materia delicata, che va trattata con estrema accortezza, poich\u00e9 riguarda un ambito nel quale entrano in gioco talune questioni essenziali per l\u2019uomo, per il diritto, per la societ\u00e0 \u201ccivile\u201d. Pensiamo soltanto ai comportamenti rituali che si strutturano sulle credenze religiose, pensiamo alla capacit\u00e0 di agire nel diritto civile (con tutte le implicazioni relative alla interdizione\/inabilitazione\/AdS, agli atti compiuti da incapace etc) e in quello penale (la totale e parziale infermit\u00e0 di mente, l\u2019internamento giudiziario, la circonvenzione di incapace etc), pensiamo alla posizione di garanzia in capo agli psichiatri\u2026.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sono uno psichiatra e proprio ieri, seppure con molto dispiacere, ho redatto una proposta di TSO per un paziente che ho in cura. Nella mia ormai molto lunga attivit\u00e0 professionale, di proposte o di convalide di TSO ne ho effettuate pochissime. Eppure talune le ho effettuate, quando ho ritenuto che le circostanze richiedessero quella soluzione estrema, per tutelare la salute e l\u2019incolumit\u00e0 del paziente e per affrontare una critica situazione di \u201cpericolo\u201d. Insieme a Gemma Brandi, a Firenze, estendemmo anni addietro il primo Protocollo (concordato con Sindaci, Autorit\u00e0 Giudiziarie e Sanitarie, Forze di Polizia) per l\u2019effettuazione di ASO e TSO. Su di un punto fu molto difficile trovare un accordo: il punto riguardava la possibilit\u00e0 di effettuare un TSO medico\/chirurgico in persone che rifiutano le cure con motivazioni deliranti. Un esempio personale: una paziente psicotica che, anni addietro, rifiutava ostinatamente le cure mediche e la toilette chirurgica di una ferita cronica \u201csaniosa\u201d che aveva determinato una sepsi generale, mettendo in serio pericolo la sua vita. La paziente era certa che \u201cDio l\u2019avrebbe guarita\u201d. Ella accettava le terapie \u201cpsicofarmacologiche\u201d, che peraltro assumeva da anni e che, come accade quasi sempre, non avevano \u201celiminato\u201d i suoi deliri. Non accettava le terapie medico-chiururgiche. Io proposi allora il TSO ospedaliero, nell\u2019ambito del quale la paziente venne anche sottoposta alle \u201cindispensabili\u201d terapie medico\/chirurgiche. Fu una forzatura \u201cillegale\u201d? Pu\u00f2 darsi, ma la paziente guar\u00ec: non dalla psicosi ma dalla ferita cronica e dalla sepsi. Negli ultimi anni, dopo il Protocollo fiorentino e la legge sull\u2019AdS, in casi come questi preferiamo richiedere con urgenza alla Procura e al Giudice Tutelare, qualora il paziente non sia gi\u00e0 beneficiario di una AdS, la nomina di un Amministatore ad hoc. Pensiamo di fare bene e, in ogni caso, pensiamo di agire nel rispetto delle leggi. Ma ne siamo proprio sicuri? Io, come medico, mi chiedo ad esempio come dovrei comportarmi nel caso di un Testimone di Geova che, seguendo la sua credenza religiosa, rifiutasse pervicacemente una trasfusione di sangue indispensabile a salvargli la vita. Dovrei forse aspettare che perdesse i sensi e che non fosse in grado di esprimere un rifiuto in coscienza e libert\u00e0? Anche se avesse perduto i sensi e nonostante il pronunciamento della Cassazione dello scorso dicembre (sent. 23707 del 20\/12\/2012), qualora il suddetto Testimone di Geova avesse nominato un AdS per vigilare sul suo rifiuto anche in caso di incoscienza, dovrei io tenerne conto oppure no della volont\u00e0 che egli ha espresso? Ammettiamo inoltre che il paziente, oltre che Testimone di Geova, sia anche psicotico e delirante (con un delirio \u201cnon religioso\u201d): come mi dovrei comportare?<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questioni delicate quelle relative alla limitazione della libert\u00e0 degli altri, in nome del bene della persona, della societ\u00e0 \u2018civile\u2019, dei precetti religiosi. Alcuni anni or sono due ginecologi fiorentini, profondi conoscitori dei popoli islamici e delle loro credenze, proposero di consentire nelle strutture sanitarie pubbliche una sorta di \u201cinfibulazione simbolica\u201d (la puntura con ago asettico della regione paraclitoridea) alle famiglie di fede islamica che ne facevano richiesta per le loro figlie. Questa \u201cinfibulazione simbolica\u201d avrebbe evitato \u201cinterventi clandestini\u201d assai pi\u00f9 radicali e molto meno controllati, le cui conseguenze terribili i due colleghi fiorentini constatavano quotidianamente a livello clinico. La loro proposta scaten\u00f2 la reazione \u201cindignata\u201d di una schiera infinita di garantisti: \u201cdemocratici\u201d, femministe, numi tutelari dei diritti dell\u2019infanzia etc. Eppure nessuno fa una piega se una famiglia ebrea decide che un ragazzino venga circonciso (e non mi si parli di ragioni sanitarie!). E quale atteggiamento tenere, per converso, nei confronti di un padre che si opponga con forza a che la figlia ormai quasi quattordicenne si faccia un piercing al capezzolo, all\u2019ombelico o ancora pi\u00f9 gi\u00f9, piuttosto che un piccolo tatuaggio a forma di farfalla sul ventre invece che su una caviglia? Perch\u00e9 e come limitare l\u2019altrui libert\u00e0? Come e perch\u00e9 limitare la libert\u00e0 di coloro per i quali \u201crispondiamo\u201d, cos\u00ec come rispondono i genitori esercenti la patria potestas nei confronti dei figli incapaci naturali?<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Continuiamo a usare come un pretesto la morte per consunzione della giovane ragazza argentina. Chi se la sentirebbe (specie nell\u2019Italia \u201cvaticana\u201d, specie nell\u2019Argentina \u201cpapale\u201d) di definire delirante la credenza nei miracoli? Chi se la sentirebbe di costringere un malato di cancro, peraltro \u201cperfettamente ragionante\u201d e in ogni caso esente da \u201cpatologie psicotiche\u201d, a sottoporsi contro la sua volont\u00e0 a un intervento che i medici giudicano opportuno, violando il disposto dell\u2019art. 32 della Costituzione (\u201c[\u2026]\u00a0<i>Nessuno pu\u00f2 essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non pu\u00f2 in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana<\/i>\u201d)? Eppure, se una giovane donna affetta da schizofrenia afferma di poter essere guarita da un miracolo, troviamo ragionevole costringerla a curarsi. A curare anche gli effetti della sua anoressia sintomatica, come facciamo peraltro comunemente, nel nostro Paese, persino con le molto pi\u00f9 \u201cragionevoli\u201d pazienti colpite da anoressia nervosa, quando esse arrivano a mettere in pericolo la loro vita. D\u2019altra parte la Court of Protection del Regno Unito, di recente, ha trovato ragionevole disporre l\u2019alimentazione forzata di un medico iraniano il quale, ancorch\u00e9 affetto secondo gli psichiatri da un \u201craro disturbo delirante\u201d, aveva iniziato lo sciopero della fame per protestare contro il ritiro del passaporto da parte dell\u2019Ufficio Immigrazione, ritiro che lo costringeva di fatto al rientro in Iran, dove pare che egli si sentisse minacciato e perseguitato.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Usiamo ancora come pretesto la giovane psicotica argentina, morta per consunzione poich\u00e9 il giudice non ha disposto il suo trattamento forzato. Vale la pena domandarsi: ci sono dei limiti che possiamo stabilire in questa direzione e, se ci sono, dove li possiamo individuare? Un vecchio detto sostiene che\u00a0<i>\u00e8 la legge a fare il peccato<\/i>. Possiamo\u00a0<i>ragionevolmente<\/i>\u00a0ritenere che nella stessa direzione \u2018logica\u2019 si muova il cogito dei giuristi quando pretendono che si possa sempre seguire il loro percorso lineare:\u00a0<i>nulla poena sine culpa \u2192 nulla culpa sine crimine \u2192 nullum crimen sine lege<\/i>. I limiti, le frontiere e gli steccati sembrano dunque quelli stabilite dalle leggi. Ma siamo proprio certi che tutti gli individui siano capaci di riconoscere tali limiti, quelli della Legge, del Crimine e della Colpa che giustifica e comporta la Pena, anche all\u2019interno del Soggetto e non solo al suo esterno? Qualcuno, di recente, si \u00e8 riproposto di chiudere gli OPG e le CCC e di farlo radicalmente, rispolverando il \u2018Progetto Vincigrossi\u2019 di lontana memoria: anche i folli, ancorch\u00e9 condizionati nelle loro azioni od omissioni delittuose da palesi convincimenti deliranti, \u00e8 bene che siano considerati responsabili delle loro azioni\/omissioni e giudicati come tali. Sembrano molto convinti i sostenitori di questa tesi, che escluderebbe radicalmente la possibilit\u00e0 di fare ricorso a quella\u00a0<b>patologia dell\u2019autodeterminazione\u00a0<\/b>cui fanno riferimento attualmente le leggi e alla quale si appella anche Rita Rossi nel momento in cui trova che possano giustificarsi istanze risarcitorie da parte del padre della diciannovenne argentina morta (istanze risarcitorie da avanzare nei confronti di chi: nei confronti della madre e della nonna della ragazza, come ritiene Rita Rossi, dal momento che le donne condividevano, magari in una follia a tre, i convincimenti miracolosi della ragazza, o non piuttosto nei confronti del giudice, supposto sano, che ha deciso di non intervenire?). Se diamo per scontato che non vi sia pi\u00f9 una\u00a0<b>patologia dell\u2019autodeterminazione<\/b>, possiamo tranquillamente abolire il\u00a0<i>totale e il parziale vizio di mente<\/i>, gli OPG e le CCC, la\u00a0<i>circonvenzione di incapace<\/i>, gli\u00a0<i>atti compiuti da incapace<\/i>, i TSO, l\u2019interdizione (che sarebbe bene abolire comunque, come sappiamo) e l\u2019AdS per motivi psichiatrici. Potremmo tranquillamente \u201cabolire\u201d anche il richiamo agli psichiatri perch\u00e9 assumano nei confronti dei loro pazienti (quelli not compliant, che non si assoggettano alle cure) una\u00a0<i>posizione di garanzia<\/i>.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Finch\u00e9 me lo consentiranno, io continuer\u00f2 a essere e a sentirmi psichiatra psicoanalista e cercher\u00f2, con Lacan, di mantenermi all\u2019interno di quel\u00a0<i>tempo logico<\/i>\u00a0che mi permette di nutrire ancora qualche certezza. Con quel Lacan che, poco dopo la fine del secondo conflitto mondiale nel quale\u00a0<i>le credenze<\/i>\u00a0avevano generato non poca morte, in onore a Mauss rammentava, a un pubblico di magistrati, che \u201c[\u2026]\u00a0<i>le strutture della societ\u00e0 sono\u00a0<\/i><i><b>simboliche<\/b><\/i>\u00a0[e che]\u00a0<i>l\u2019individuo, in quanto normale, se ne serve per\u00a0<\/i><i><b>condotte reali,<\/b><\/i>\u00a0<i>in quanto\u00a0<\/i><i><b>psicopatico<\/b><\/i>\u00a0<i>le esprime attraverso condotte\u00a0<\/i><i><b>simboliche<\/b><\/i><i>\u201d<\/i>.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><a href=\"http:\/\/www.personaedanno.it\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=43114&amp;catid=129&amp;Itemid=376&amp;mese=06&amp;anno=2013\"><span style=\"color: #0000ff;\">http:\/\/www.personaedanno.it\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=43114&amp;catid=129&amp;Itemid=376&amp;mese=06&amp;anno=2013<\/span><\/a><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MORIRE PER FEDE Una riflessione estesa sulla capacit\u00e0 di intendere e di volere. 29\/06\/13 &#8220;RIFIUTO DI CURE, AUTODETERMINAZIONE, MALATTIA: QUALE SCELTA ?&#8221; &#8211; Mario IANNUCCI (Una riflessione estesa sulla \u201ccapacit\u00e0 di intendere e di volere\u201d \u00a0Mario Iannucci \u00e8\u00a0Psichiatra psicoanalista &#8211; Serv. di Sal. 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