Testimone di Geova muore rifiutando le trasfusioni: «Un sacrificio»

Testimone di Geova

muore rifiutando le trasfusioni:

«Un sacrificio»

 

giovedì 27 giugno 2013

Pubblichiamo integralmente la lettera aperta di Mario Cannella. Suo fratello, testimone di Geova, è deceduto qualche giorno fa a causa di una grave malattia, rifiutando più volte delle trasfusioni di sangue. Probabilmente per lui non ci sarebbe stato nulla da fare, sarebbe morto comunque, ma secondo Mario questo rifiuto l’ha condannato senza appello: suo fratello si è lasciato morire senza nemmeno provare a curarsi, senza tentare, perlomeno, di allungare la propria vita anche solo per qualche mese o qualche anno.

Ricordiamo che per i Testimoni di Geova “accettare il sangue per salvare la vita equivale a rinnegare la fede, incorrere nella disapprovazione divina e disprezzare il provvedimento per la salvezza eterna che Dio ha disposto, cioè il prezioso sangue di Cristo. È impensabile esprimere dubbi od incertezze sull’assoluta correttezza di questa posizione. Se qualcuno osasse farlo verrebbe ripreso, disciplinato e, se persistesse nelle sue posizioni, espulso”(dal sito infotdgeova.it).

Ecco la lettera di Mario:

“Domenica 23 giugno 2013 mio fratello Giacomo se n’è andato. Dieci anni fa gli avevano riscontrato l’epatite c e da allora si curava con l’interferone. Nell’aprile scorso però la sua situazione è peggiorata. E’ stato ricoverato in un ospedale a Melegnano, in provincia di Milano e dopo 15 giorni è stato trasferito al Policlinico del capoluogo lombardo. I medici dopo una settimana  hanno detto subito che il fegato era da trapiantare e che avrebbe subito delle trasfusioni di sangue, cosa vietata però dai Testimoni di Geova di cui mio fratello faceva parte.

Lui era sempre seguito da un signore del comitato dei testimoni di Geova, non ricordo il nome. Mi sembrava un anziano che dava “consigli”. Era sempre circondato da tanti fratelli spirituali. Insomma questi fratelli hanno deciso di trasferirlo a Modena perché a loro dire lì facevano trapianti senza trasfusioni.

Ma lui nel frattempo si era indebolito ulteriormente e  dopo due settimane di accertamenti il chirurgo decide che non si sentiva di operarlo, perché avevano diagnosticato anche problemi al pancreas. A quel punto lo rimandano a casa, dicendo che a Bologna ci sarebbe stato un noto chirurgo che avrebbe potuto eseguire questa operazione su pancreas e fegato. Ma arrivato a Bologna e passati altri dieci giorni, il chirurgo dichiara che essendo passato troppo tempo ora l’operazione sarebbe stata rischio.

Mio fratello, penso insieme con la moglie e il comitato, decide di non fare nulla. Tornato a casa cade in bagno e si procura un ematoma alla cassa toracica, perdendo ulteriore sangue interno. Mi riferisce che anche in questo caso avrebbe potuto fare delle trasfusioni che l’avrebbero fatto sentire meglio. Ma niente. Dopo qualche giorno si aggrava e i fratelli decidono di farlo spegnere in una clinica/ fondazione, dove muore il 23 giugno.

Il dubbio che mi porto dentro è che forse avrei potuto fare qualcosa in più per lui, magari convincendolo che era in pericolo, che avrebbe dovuto ascoltare i medici invece dei suoi fratelli spirituali del movimento dei testimoni di Geova.

La rinuncia a non ricevere trasfusioni di sangue mi sembra una pratica sacrificale che poteva forse andar bene un secolo fa, quando regnava ancora l’ignoranza. Mi chiedo: è giusto che per un’interpretazione di una frase inserita nella Bibbia delle persone si lascino morire? Ognuno ha diritto di seguire le proprie convinzioni, ma quando c’è di mezzo la vita di innocenti le cose cambiano. La responsabilità di tutto questo qualcuno ce l’ha: non certo i signori che si aggirano per le strade delle nostre città con i volantini in mano, ma menti più evolute che per scopi personali cercano di ingannare le menti più deboli e incoscienti.

La morte di mio fratello mi pare un sacrificio, un sacrificio come quelli che avvenivano nei secoli scorsi e avvengono ancora adesso in nome di un Dio come al solito fatto a propria immagine. Mi auguro in futuro che le cose cambino e le persone possano riprendere la vita nelle proprie mani invece che riporla in quelle, sbagliate, degli altri”.

Mario Cannella

 

http://www.barinedita.it/inchieste/n733-testimone-di-geova-muore-rifiutando-le-trasfusioni–%C2%ABun-sacrificio%C2%BB-