Buonasera sono Jennifer, sono nata e cresciuta in una famiglia con sani principi morali e religiosi, mi sono sposata giovanissima lasciando l’università, la mia famiglia , la Calabria e mi sono trasferita all’estero con mio marito.
Ho avuto due figli, sono sempre stata alla ricerca di DIO e fin da piccola facevo delle domande dei perché e per come; la mia sete di conoscenza e soprattutto la curiosità mi ha portata a frequentare i testimoni di Geova.
All’inizio sembravano persone che avreste sempre voluto conoscere, ma col tempo ho capito che mi marcavano a uomo e non mi lasciavano respirare, mi programmavano le giornate mi invitavano a casa, sempre disponibili quando li chiamavi.
Vivendo in un paese diverso dove non conoscevo nessuno lontano dai parenti e degli amici ero diventata terreno fertile per loro.
Mi mettevano paura su ogni cosa che facevo, a questo punto tutte le mie azioni dipendevano da loro.
Se non potevo andare all’adunanza perché avevo ospiti, questo non mi era permesso perché prima venivano loro e poi tutto il resto.
Starei dei mesi a raccontare tutto quello che ho passato.
Solo che loro non avevano fatto il conto con il mio carattere, in quanto sono sempre stata una determinata, e siccome mi reputo una con delle facoltà di intendere e di volere non riuscivo a farmi convincere completamente da tutto ciò che mi volevano inculcare a discapito di mio marito che ormai era diventato loro succube.
Essendo figlia unica avevo ereditato un sacco di oro (medaglie, crocifissi e tante altre cose) ma per loro erano un canale di satana e me li hanno fatto vendere ad un fantomatico fratello che dopo due giorni si è disassociato facendomi recuperare una somma di cinquanta Euro a fronte dei tremila Euro di valore.
Li ho invitati in vacanza in Calabria, e li avevo pregati di darmi il tempo necessario per dirlo ai miei genitori, ai miei parenti e amici che stavo studiando con i testimoni di Geova.
Dopo appena due giorni a mia insaputa escono per andare a predicare di casa in casa, e si recano volutamente proprio dai miei parenti e amici che gli avevo presentato due giorni prima.
La giustificazione è stata che io non avendo il coraggio di dirglielo, hanno pensato più corretto di farlo loro mettendoli al corrente.
Da quel comportamento capii che non mi avrebbero più dato scampo, allora dopo una violenta scenata mi chiesero scusa.
Tornati all’estero decisi di stabile io le condizioni, quando frequentare e chi frequentare.
Quando mi recavo alle adunanze, non rispondevo in base a quello che diceva la torre di guardia, ma in base al mio ragionamento e al mio punto di vista.
Siccome le mie risposte avevano un ragionamento logico e lineare, fui chiamata dagli anziani e fui ripresa dicendomi che le risposte che davo era preferibile non darle in pubblico per non influenzare i presenti.
Mi dissero che erano ragionamenti giusti ma bisognava che mi attenessi come un robot alle domande e risposte che ti mettono loro in bocca e mi dovevo convincere e somigliare a tanti scolaretti che avevano imparato la lezione a memoria.
La cosa che mi ha lasciato sconvolta è stata quella che gli anziani hanno richiamato (disciplinato) una ragazza che frequentava insieme ai genitori la sala del regno, intimandogli a non frequentare un ragazzo perché faceva parte del mondo (non testimone di Geova) quindi persona impura.
In breve, la ragazza rimase incinta e da li è iniziò per lei un vero e proprio processo, i genitori testimoni di Geova svergognati e isolati non dovevano più rivolgere la parola a questa figlia di 17 anni lasciata sola senza l’appoggio di nessuno.
Cercai di aiutarla ma gli anziani mi richiamarono all’ordine, dicendomi che non gli dovevo rivolgere nemmeno una parola.
Mi ribellai spiegando che loro non avevano alcun diritto ne su di me che non ero ancora battezzata, né tantomeno su quella ragazza che non era ancora battezzata e chiesi spiegazioni su come si potevano arrogare il diritto di disassociare una che non era mai stata associata.
A questa mia domanda gli anziani scrissero ai livelli alti di New York e dopo un mese sono venuti a chiedermi scusa perchè effettivamente i fratelli americani avevano risolto il quesito che non potevano disassociare chi non era associato; allora corsero ai ripari andarono a cercare la ragazza che nel frattempo era andata a convivere, e per tutta risposta sono stati buttati fuori dal compagno della ragazza dicendogli che in un momento delicato come quello della gravidanza era stata lasciata da sola da chi doveva aiutarla.
Un giorno mi invitarono ad andare all’adunanza dicendomi che ci sarebbe stata la proiezione della nuova sala del regno che avevano realizzato nel Bangladesh.
In quella circostanza ho aperto gli occhi e mi sono resa conto che usavano la parola di Dio a loro convenienza, fanno vedere un ampio documentario del luogo spiegando che la gente da quelle parti convive con la povertà e guerre civili, oltre a eventi atmosferici violenti.
Mostrarono la sala del regno esternamente commentando modi e tempi di realizzazione, ma quando mostrarono l’interno io rimasi esterrefatta dal lusso dei lampadari, tappeti, ori, argenti e quant’altro accompagnati dagli applausi dei presenti.
Volevo lasciare l’adunanza prima del tempo, ma non l’ho fatto perché volevo rispondere a quelle persone che per mesi mi parlavano delle ricchezze delle chiese mentre loro ostentavano ricchezze in un paese come il Bangladesh dove bastava la vendita di un solo lampadario per sfamare tanta gente.
Alla domanda se mi era piaciuto il video la mia risposta è stata VERGOGNATEVI sono uscita e non ho messo più piede in una sala del regno.
Potrei raccontare tanti altri episodi credetemi, ma per ora desidero soffermarmi solo a questi.
Sono tornata in Calabria mi sono iscritta a Teologia ho studiato per tre anni, insegno e faccio parte del gruppo Liturgico sono una catechista, la mia considerazione è che Dio non lo trovi nelle parole dei ciarlatani ma nel proprio cuore.
Gesù non mori solo per i suoi amici ma diede la vita anche per i suoi nemici.
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