Mi sono affezionata, e ora non so come fare a dirglielo che voglio smettere di studiare. 8/7/2014

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Mi sono affezionata,

e ora non so

come fare a dirglielo

che voglio  smettere

di studiare.

 

Gentile Famiglia Politi,

ho attraversato un periodo particolarmente difficile nella mia vita, non sono una persona molto espansiva, nel senso che mi ci vuole parecchio tempo prima di affezionarmi agli amici e passo molti momenti in solitudine.

Non mi piace chiedere aiuto agli altri  e cerco di cavarmela per quanto posso da sola.

Da quando ho perso il lavoro per forza di cose mi trovo spesso a casa negli orari in cui solitamente fino a tre anni fa ero in ufficio. Un giorno proprio mentre stavo pensando al fatto che sono solo le persone oneste a rimetterci in questo mondo suonarono alla porta.

Due donne, o meglio una donna anziana e una ragazzina di non più di sedici anni cominciarono a parlarmi dei motivi per cui le persone buone sono oppresse.

Riuscirono con molta abilità a spostare l’argomento del mio sfogo personale alla bibbia. Senza che neppure me ne rendessi conto.

Erano cortesi e sorridenti, quel giorno poi fuori diluviava e immaginai che dovevano essere davvero convinte per spingersi a parlare con la gente in quelle condizioni.

La prima cosa che pensai per la verità era che quella ragazzina doveva essere a scuola non in giro sotto gli acquazzoni a farsi sbattere la porta in faccia.

Aveva un viso pulito degli allegri stivali di gomma e un vestito semplice nero.

La donna avrà avuto una sessantina d’anni e anche lei era molto simpatica, di lei mi colpì la sua spontaneità nel parlare con gli sconosciuti.

Fatto sta che anzichè lasciarle nell’androne delle scale le feci entrare in casa.

Avevo il tavolo pieno di annunci di lavoro e la conversazione si spostò su quell’argomento.

La ragazza infatti mi consigliò di andare presso un centro commerciale perchè a quanto pare assumevano.

Più che di religione quindi il mio primo contatto vero e proprio con i testimoni riguardò delle cose pratiche e rimasi sorpresa perchè in genere ho sempre sentito parlare male di loro.

Dunque anche se alcune cose non mi convincevano una parte delle mie difese venne meno.

Qualche giorno dopo tornarono e sembravano sinceramente interessate ai miei problemi lavorativi.

Erano sempre loro due e la donna anziana lesse alcuni passi biblici, a quanto pare Dio presto interverrà per eliminare tutti i nostri guai per cui è inutile affliggersi tanto.

La loro compagnia non mi dispiaceva e dissi di essere d’accordo nel rivederle ancora e perchè no, scoprire come la bibbia poteva essere meglio di un libro di psicologia.

Del resto l’umanità è andata avanti per quasi duemila anni senza manuali e trattati ma solo attraverso i testi sacri a seconda del luogo d’origine, corano, veda, vangeli eccetera.

Per cui dato che la mia conoscenza religiosa si era fermata su per giù alla cresima e di tempo a quanto pare ne avevo, accettai la terza volta che vennero di iniziare uno studio biblico attraverso uno dei loro libretti.

Ho sempre letto molto e mi sembrò che “Cosa insegna realmente la bibbia” fosse un metodo spiccio e poco impegnativo. Credo che bene o male chi legga questo blog sappia già come funziona un corso biblico dei testimoni.

Lettura di un piccolo brano, domanda sul paragrafo stesso e ricerca della conferma scritturale. Semplice, lineare elementare.

A quanto pare me la cavavo bene e la signora anziana (che chiamerò Mirella anche se il suo vero nome è un altro) mi faceva sempre complimenti e manifestava molto entusiasmo per le mie domande e aveva una risposta sensata per tutto.

Dopo quattro o cinque incontri Mirella mi disse che se volevo potevo prepararmi in anticipo sottolineando già la risposta nel paragrafo in modo tale che potessimo procedere più speditamente, saltando le pre-lettura del paragrafo.

Fui d’accordo e feci così.

Ovviamente mi avevano fornito di bibbia Traduzione del Nuovo Mondo e dato che a furia di traslochi la mia era rimasta chissà in quale soffitta dimenticata non mi premurai di fare un confronto di versioni.

La bibbia è una no?

Dopo un po’ di tempo Mirella m’invitò a cena da lei “Non ti fa bene prendere i pasti da sola, ti deprimi!” Lei era vedova, io separata quindi ci saremmo fatte compagnia.

Aveva molta fede nella risurrezione e questo mi faceva tenerezza.

Il dolore altrui è sempre da rispettare ed è ammirevole chi riesce non solo a parlare di speranza ma anche chi lo fa  mettendo a nudo se stesso, tra lacrime e sorrisi.

Quella sera venne anche la ragazza, che scoprii essere sua nipote, prima del pasto pregammo nel loro modo e passammo delle piacevoli ore insieme. Senza dilungarmi ulteriormente, vorrei tentare di spiegare il mio dilemma.

Mirella e sua nipote sono brave persone per davvero.

Con loro si è  instaurata una bella amicizia dato che le conosco  da quasi due anni e mezzo. Ho trovato lavoro nel frattempo e i nostri incontri biblici si sono un po’ diradati anche se una volta alla settimana mi lasciano un bigliettino con un piccolo saluto, non necessariamente questo parla di religione.  

Ma  da sei mesi,  parlando con la mia ex cognata ho scoperto che dietro la facciata di perfezione poteva esserci altro.

Ho preso appuntamento con un prete che senza tanti giri di parole mi  ha detto che stavo commettendo un grave errore. Innanzitutto mi ha parlato  di manipolazioni e contraffazioni della sacra scrittura.

Uno fra tanti “In verità ti dico oggi tu sarai con me in Paradiso” e poi altre cose come ad esempio che da nessuna parte c’è scritto che Dio risorgerà la gente proprio su questa terra ma che ogni corpo rinasce spiritualmente dopo la morte, citando Corinzi, Ebrei e anche le parole stesse di Gesù.

Il prete stesso mi ha detto che in genere i testimoni sono bravi a livello individuale ma sono manipolati e di diffidare della loro bella facciata.

Ovviamente ho preso nota dei brani in questione e l’incontro successivo ne ho parlato con Mirella.

lei senza neppure scomporsi mi ha detto che il prete era solo geloso del fatto che i testimoni di Geova portano via le pecore alla chiesa e che si sarebbe preparata per rispondere alle mie domande ma che nel frattempo potevamo trattare i paragrafi del libro.

La cosa mi sembrava piuttosto strana perchè quella donna per me era un luminare della bibbia.

Ancora non sapevo quanta preparazione c’era dietro alle nostre conversazioni.

O almeno, anche se ormai ero già stata a casa sua diverse volte non avevo collegato il fatto che tutti quei bei libri rilegati servissero per preparare quella gente al proselitismo.

Mi aveva già invitato alle loro funzioni in occasione della commemorazione della morte di Gesù e al discorso speciale di ministro religioso che periodicamente andava nei loro luoghi.

Ma quella volta mi ha chiesto se ero d’accordo di andare “In sala” più frequentemente per non “raffreddare il mio zelo”.

Non sono mai stata amante delle feste comandate, non fumo e come dice lei “Sono un’ ottima potenziale testimone provetta”

Alla mie domande dottrinali non ha risposto nè la volta successiva nè quella dopo ancora, almeno in modo coerente.

“Quello che non capisci ora non ti deve preoccupare, ma se Geova ti ha chiamato a se c’è un motivo!”

Per due domeniche sono andata all’adunanza e dopo ho fatto pranzo da lei.

Una delle due volte c’era una coppia piuttosto strana, una donnina agitata e un uomo decisamente arrogante che si aspettava che tutte lo ascoltassimo e gli dessimo ragione.

A questo io non sono certo abituata e senza voler essere scortese, perchè dopo tutto ero un ospite, ho esposto le mie ragioni.

Secondo lui una donna ancora giovane non doveva stare sola, ma dovevo fare di tutto per recuperare il rapporto con mio marito, ora che sapevo cosa Dio volesse dalle donne, se avessi fatto la sua volontà Lui mi avrebbe benedetto e mio marito mi avrebbe ripresa con se.

A parte la maleducazione superficiale con cui si è permesso di trattare un mio problema personale senza che gli venisse richiesto, ho semplicemente fatto notare che al massimo ero io che potevo riprendere mio marito con me, dato che gran parte dei torti li aveva lui.

Non starò a descrivere tutta la conversazione ma in quel momento ho aperto gli occhi, non avevo mai visto strumentalizzare la bibbia per sostenere il maschilismo, non in questo secolo e in questa parte del globo terracqueo … erano davvero persona manipolate e anche limitate.

Si preparavano alla perfezione su un argomento al punto da farlo risultare spontaneo ma in realtà si trattava di un pensiero artificiale e non spontaneo.

Mi sono documentata, su internet ho scoperto molte cose su di loro. Come dicevo ora ho un problema di coscienza.

Non posso e non voglio rinunciare a un’amicizia importante con Mirella, che mi ha fatto anche un po’ da mamma se vogliamo, ma ogni volta che provo a presentarle le mie ricerche lei tronca l’argomento dicendo che sono tutte apostasie.

Lei è davvero sincera e crede seriamente che sia così.

Vorrei che il nostro rapporto continuasse ma senza il fardello dello studio.

Successivamente senza distruggere il suo mondo di credenze vorrei farle capire che effettivamente lei è stata quella raggirata dall’apostasia, non io.

Vorrei pure che capisse che se fosse nata in Marocco l’unica religione giusta sarebbe stata l’Islam e che gli apostati potrebbero esser i cristiani, i buddisti o gli ebrei e qui non ne verremmo a capo mai.

Vorrei che comprendesse che la vera unica religione è quella del cuore e non quella in cui ti dicono di credere coloro che sulla religione lucrano.

Forse non mi dovevo affezionare tanto, ma io sono fatta così, e lei sembrava sinceramente in buona fede.

Chiedo scusa se mi sono dilungata più del necessario, avrei bisogno di qualche consiglio, come fare per non perdere la parte buona di Mirella che ho conosciuto in questi due anni?

Hanno davvero utilizzato la mia condizione svantaggiata perchè diventassi una loro accolita e basta?

Oppure entriamo in una zona di confine dove non esiste nessuna risposta ma solo tanti punti di vista?

Grazie. (autorizzo qualora fosse interessante la pubblicazione della mia lettera sul vostro Blog)

Carla

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