FUORI C’É UN MONDO VERO DA VIVERE!
Buona sera, mi chiamo Claudia sono una ragazza di 21 anni, mamma e moglie ,che come molti di voi soffre il dramma di far parte della sfera “maledetta” degli Ex TdG.
La mia storia é un po’ complessa: sono nata e cresciuta nell’organizzazione inoltre la mia famiglia é molto devota. Mia madre ha conosciuto questa religione in un periodo molto difficile della sua vita perché mio padre, si drogava pesantemente e abusava di minori, il che la rese assai vulnerabile. Lei credeva di aver trovato una nuova famiglia piena di amore, che poteva aiutarla e forte di questa credenza ha voluto educare i suoi 4 figli nella sua fede. Io sono la più piccola e ricordo che mia madre se ne andò da mio padre quando avevo due anni Inutile dire una situazione del genere è un terreno potenziale per chi desidera approfittarne e molte sette sono maestre in questo…
Il tempo passava e ovviamente sono educata come un soldatino, una piccole servitrice di Geova modello, pronta a qualsiasi situazione mi capitasse. In servizio o a scuola aspettavo le obiezioni altrui per poter dimostrare il mio valore a cento denti.
Sembravo felice, credevo di esserlo, ma non ho mai avuto il coraggio di ammettere che magari un compleanno lo avrei festeggiato volentieri, o un capodanno…o il Natale… Vedevo fuori mille luci, ricordo che durante le festività contavo dal finestrino della macchina gli alberi di natale, mentre andavamo e tornavamo dalla sala del regno ed ero triste. Ricordo come i miei regali, giocattoli e album finirono nella spazzatura in un lago di lacrime e come i bambini a scuola mi escludevano e additavano.
Tuttavia all’età di sei anni iniziai a fare i discorsi alla scuola di ministero, a nove diventai proclamatrice, vale a dire che compilavo già il rapporto mensilmente, avevo la mia quota di riviste da distribuire e le mie visite. Questa non è un’infanzia normale.
A dodici anni, seguendo il consiglio di mia madre e dello schiavo, il quale incoraggiava i giovani che avevano “conoscenza” a fare il grande passo, mi battezzai. E lo stesso giorno del battesimo ebbi all’assemblea una parte sui giovani, che seguivano la Bibbia come fece Timoteo.
Quell’anno segnò la svolta. Mi colpi l’epilessia, e come un tuono mi svegliò e mi fece capire la realtà. Io a dodici anni prendevo 5 farmaci al giorno e cominciai a rifiutare tutto e tutti, non accettavo che fosse successo a me, come non accettai il poco appoggio della congregazione, la maggior parte di loro mi diede della matta. Tutto ciò mi fece scaturire una rabbia e una tristezza dentro che sfociarono nell’autolesionismo. Una bimba che si tagliava con una lametta!!! Ancora adesso porto i segni della solitudine e dell’incapacità di trovare un posto per me d’amore, una sensazione di vita, che riuscivo a trovare solo quando vedevo il sangue, perché mi sentivo reale. Questo succede quando si vive una vita finta.
Quando scoprirono il mio problema, l’unica cosa che mi fu detta era che stavo peccando, che era un’offesa a Dio incidere la pelle. Li le cose peggiorarono, mi immersi in un problema ancor più grave, l’anoressia. Arrivai ad essere in fin di vita prima che si accorgesse qualcuno del mio star male. Ero diventata la pazza di turno e quando mi ricoverarono nel centro pe disturbi alimentari, seppero solo dirmi che ero andata li perché ero drogata.
La mia vita però li ebbe una svolta, conobbi gente che avevi i miei problemi si, ma che perlomeno avevano sentimenti, un cuore che pulsava sotto le ossicina fragili. Benché al centro uscivo per frequentare la scuola, li conobbi la mia prima storia d’amore, e dato che era un incredulo e mi rifiutai di smettere di frequentarlo, fui segnata.
Subii anche dei comitati giudiziari nei quali, come molti sanno cui venne infranta la mia privacy, dove io mi sentii violata. Mi chiedevamo se avessi avuto rapporti, dove lui mi toccava ecc…ed ero impaurita..
Ad un certo punto riuscii a trovare il coraggio e con vari stratagemmi, mi feci vedere che fumavo e che violavo deliberatamente i consigli biblici, in modo da farmi dissociare. Per mia mamma fu un duro colpo. Più duro del fatto che sua figlia per colpa di una setta, avesse negli anni tentato tre volte il suicidio. I testimoni di Geova erano riusciti a rubarmi tutto, la mia vita, la mia identità, la mia salute e la mia famiglia, la mia mamma.
A 18 anni conobbi il mio attuale marito, rimasi in cinta ma , purtroppo persi il bambino a 4 settimane. Mia madre faceva i salti di gioia perché non avevo il pancione, ed io, per l’ennesima volta morivo dentro.
Ovviamente, nonostante le insistenze, non accettai di lasciare il mio compagno e per questo senza un centesimo per vivere e un paio di mutande fui sbattuta fuori di casa. L’unica cosa che riuscii a prendere furono le pastiglie per l’epilessia. Così andai a convivere a casa di una amica con il mio compagno , e pian piano cominciammo a sistemarci. A novembre rimasi nuovamente incinta, e mi furono offerti 2.000 €per rendere partecipe mia madre della mia vita di mio figlio , rifiutai i soldi e mia madre mi diede della p*****a per aver concepito non essendo sposata.
Mi sposai con il pancione,. Ma nella gravidanza ne successero di tutti i colori. Il bambino purtroppo rischiava di non camminare per colpa dei farmaci, e per tutta risposta, mia madre mi seppe solo dire, di stare tranquilla e che il nuovo mondo sarebbe arrivato presto, quindi mio figlio avrebbe comunque camminato.
Tolsi i farmaci di mia iniziativa e mio figlio all’ecografia dopo sembrava nella norma, il problema del liquido che prima comprimeva il cervello sulla scatola cranica si era risolto. Mia madre mi mandò gli assistenti sociali in ospedale mentre mi rifiutavo di prendere i farmaci, avrebbe voluto togliermi il bambino. Disse che ero pazza, e mi abbandono nel letto di ospedale con un attacco di panico senza chiamare nessuno, quando si accorsero che non riuscivo a respirare dell’ansia mi iniettarono un ansiolitico.
Ora che mio figlio è qui con me e sta bene… lei fa la nonna, molto meglio di quanto abbia fatto la madre. Ironia della sorte con i miei problemi economici ora lei mi “ricatta” dicendo che non mi da una mano se non torno “nella verità”, da precisare che mi ha tolto 6 mila € che avevamo nel libretto cointestato, dicendo che per 18 anni mi aveva mantenuto e pagato le cure.
Ora racconto tutto ciò perché la gente apra gli occhi su cosa porta a fare questa religione alle persone. Il cuore é ingannevole dice la bibbia, ma alcune volte bisognerebbe farsi guidare da lui un po’ di più.
La mia vita non é stata facile, molte cose ho preferito non raccontarle; ma la felicità é dietro l’angolo. Io non mi sono arresa. Chiunque si rende conto di star male, di essere intrappolato in una prigione più grande di lui, dove tutti fingono di essere diversi da quello che sono, sappia che si può vivere realmente, la felicità non è effimera.
Basta aprire la gabbia e uscire, uscire e respirare, c’é tanta aria da respirare qui fuori, FUORI C’É UN MONDO VERO DA VIVERE!!

