NON SO COME ANDARMENE – LETTERA DA UN ANZIANO INCASTRATO. 2/9/2014

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NON SO COME

ANDARMENE

 LETTERA

DA UN ANZIANO

INCASTRATO.

 

CARO ROCCO

Mi ci è voluto non poco coraggio per mandarti questa mail.

Mi chiamo Xxxxxxx e sono anziano di congregazione da oltre quindici anni.

La mia famiglia, eccetto un componente soltanto è tutta “nella verità”.

I miei genitori sono sempre stati molto fermi e risoluti e quando mio fratello ha fatto delle scelte diverse hanno smesso di frequentarlo.

Non so come si possa usare un termine tanto generico quando si tratta dei parenti stretti, un figlio non lo si frequenta, un figlio è. 

Tuttavia fino a poco tempo fa ho aderito a questa norma, prima definita e poi quasi negata ufficialmente. (controllare la risposta a domande su JW)

Abito piuttosto lontano da tutti i miei parenti, mia moglie ha voluto rimanere vicino ai suoi.

La mia vita è stata povera di vere esperienze e di sentimenti.

Mi piaceva una ragazza non testimone e anche lei provava qualcosa per me.

Ma quando cresci in un determinato modo tutto ti sembra illecito.

Avevo un senso di colpa latente che non mi faceva essere mai spontaneo del tutto. Alla fine, dopo diverso tempo, mi sono sposato con una donna testimone, appartenente a una famiglia fervente e zelante.

Senza entrare nei particolari neppure il giorno del matrimonio è stato felice.

Dato che lei era molto legata ai suoi non abbiamo avuto una vera vita privata perchè qualunque cosa facessimo, da un giro in montagna a un week end al mare lei voleva anche sua madre.  

Ho provato a parlargliene molte volte senza risultato, è come se io fossi una parentesi nella sua vita di figlia e non la sua nuova vita.

Ho sempre dovuto adeguarmi io.

La sua famiglia è chiusa in se stessa,  non ha stimoli a parte le cretinate su canale 5 e il servizio.

La madre è pioniera e questo ha spesso comportato che mia moglie dovesse andare a casa della madre a pranzo per farglielo trovare pronto, nonostante il padre fosse un ottimo cuoco.

Qualche anno fa mio suocero è venuto a mancare e questo ha fatto si che la madre venisse ad abitare da noi.

E’ ancora giovane ed è stata proprio mia moglie ad insistere perchè ciò avvenisse. Avevamo una casa grande ma l’abbiamo divisa in modo che mia suocera non dovesse cambiare troppo le sue abitudini.

Vale a dire che persino i mobili NOSTRI del matrimonio sono stati adattati alle esigenze di mia suocera, ho ridato le tinte, cambiato disposizione e rinunciato al mio ufficio/studio.

E’ probabile che sia una cosa che tutti fanno quando devono prendere un parente anziano in casa.

Non ho fatto storie quando ho messo in baule la mia biblioteca scientifica e poi quando la mia collezione di modellini è stata rimossa per far spazio ai suoi soprammobili di cristallo, (non sono un bambino, posso farne a meno…però era roba mia!) non mi sono lamentato quando ogni angolo della nostra vita privata è passato sotto il suo controllo.

La spesa si fa in un certo negozio e non altrove.

Il tipo di cucina sempre quello.

Mai un lieve cambiamento, mai qualcosa di diverso. I miei colleghi a 50 anni provano sport nuovi, fanno corsi di speleologia o di balli esotici.  

L’altro giorno ho letto una frase alla stazione: Quando è stata l’ultima volta che hai fatto qualcosa per la prima volta?

Ecco è questo il punto.

Non faccio altro che andare in sala, prepararmi con degli schemi già pronti da ripetere a pappagallo, fare lo studio famigliare, lavorare e pagare il mutuo per una casa che non posso gestire. “devi avere longanimità, devi avere amore e pazienza” Questo ti dicono. “sei un anziano devi essere esemplare“.

Non posso affrontare un argomento senza intromissioni da parte di sua madre.  

Io avevo altri sogni.

Avrei ancora voglia di trasferirmi, dato che mi era stato offerto un posto, giusto per non rimanere impantanato nella quotidianità provinciale che è diventata la mia vita 20 anni fa.

Non mi spaventa cercare un altro lavoro, conosco bene due lingue oltre all’italiano, vorrei andare in Australia o in America latina, senza contare che la mia qualifica sarebbe richiesta laggiù.

Ma ovviamente non si può, perchè mamma non vuole, ha le sue amicizie qui, le sorelle!

Come si fa a diventare normali senza ferire nessuno?

Esiste una differenza tra ciò che si vorrebbe e ciò che si deve essere per gli altri. 

Ti chiederai cosa c’entra tutto questo coi testimoni di Geova.

Ebbene: la società crea un sistema chiuso e fine a se stesso.

Rende le persone insicure e incapaci di prendere decisioni autonome.

Le tue azioni vengono giudicate dalla collettività. Ti ridono dietro se hai sempre la suocera sul groppone.

Ma poi danno ragione a lei quando oltre che a voler venire in vacanza con te vuole decidere il posto, non ha mai preso un aereo ma ne ha paura, non ha mai assaggiato la cucina egiziana ma è prevenuta e il massimo della sua apertura mentale è andare ad Ancona.

Questa religione priva i ragazzi delle esperienze spontanee, dei sentimenti genuini. Castra gi interessi. Ingabbia e finalizza le amicizie.

E’ tuo amico solo chi la pensa come “lo schiavo”.

Non puoi dire “Io la penso diversamente”, non puoi essere autentico.

Un cattolico può dire che non è d’accordo col papa.  

Non ho veri amici.

Nessuno di mia conoscenza ne ha.

Qualunque cosa può essere usata contro di te.

Un mezzo pensiero che si discosta dall’intendimento è visto in malo modo.

Il tuo sfogo  non sarà mai un segreto.

Un nominato può essere se stesso, con spensieratezza e libertà?

Quando potrò togliere la maschera del marito perfetto, del genero ineccepibile e dell’anziano responsabile e mandare ogni tanto chi se lo merita a quel paese?  

Con chi posso parlare del fatto che ci sono davvero degli errori dottrinali che stanno rovinando la vita e il futuro di tante persone?

Non è questa la verità.

Nessuno fa l’anziano per vocazione.

Ma prima di diventarlo io ci credevo davvero che questa fosse la verità.

Per forza avevo conosciuto solo questo!

Non c’è “spirito santo”nella lettura di una circolare che ti dice dove comprare il carrello espositore per le riviste.

C’è burocrazia.

Ma anche togliendo tutto questo non vedo più nessuna volontà, nè del corpo degli anziani, nè dei vari sorveglianti di aiutare sinceramente le persone.

Il sorvegliante ha degli obiettivi da raggiungere.

Far comprare un nuovo proiettore, delle nuove sedie o un nuovo edificio.

Vuole un rimborso extra per le sue necessità.

Vuole sentirsi dire che tutto va bene perchè questo significa che l’opera della sua “sorveglianza va bene”.

Vuole andare solo a fare visite fasulle e studi.

Da consigli su figli e nipoti senza che abbia mai neppure cambiato un pannolino.

Ti dice di non fare gli straordinari quando lui non ha pensieri perchè c’è chi gli fornisce una casa, l’abbonamento internet, gli paga le bollette e il ristorante.

Gli si riempie il frigo in modo tale che possa cenare con la moglie in intimità.

Ti rimprovera il fatto che non si sollecitano a sufficienza le contribuzioni. (Volontarie?)

Ecco c’è davvero qualcosa di molto sbagliato, di fasullo in tutto questo.

Si sta creando molto astio. Tra nominati e non.

Spesso gli anziani di vecchia data non vogliono ammettere che c’è stato un grosso cambiamento nel sistema perchè sono obbligati a seguire un proforma, uno schema.

Nulla è lasciato alla libera iniziativa e interpretazione.

Volevo smettere di essere anziani un po’ di tempo fa, in seguito a delle cose che si sono verificate in sala e che non hanno contribuito alla pace e alla buona reputazione della congregazione nella nostra zona.

NON MI HANNO LASCIATO, DICENDO CHE SE ME NE ANDAVO VIA LA CONGREGAZIONE SI SCORAGGIAVA PERCHE’ ERO BEN VISTO IN SALA.

La rimozione è solo per un provvedimento disciplinare.

Mia moglie teneva al prestigio e anche lei mi ha detto che non voleva dare spiegazioni alle sorelle, che era meglio che rimanessi.

E poi era meglio che fossi impegnato nella teocrazia.

Ma io non ne posso più.  

In sala c’è un aria pesante, un’energia non buona.

Una palude stagnante di cui Non riesco a vedere la fine, sono preso dal circolo vizioso della mia identità.

La gente dovrebbe essere più comprensiva, tollerante e spontanea.

Mostrare di essere perfetti è diverso che essere genuini.  

Usiamo la bibbia nel modo sbagliato, per comandare, per condannare e raramente per miglioraci dentro, la leggiamo a pezzi senza guardare il contesto.

Diamo più valore allo schiavo che a Gesù. (Che poi sto schiavo è già santo di suo sulla fiducia..)

Sta diventando una religione fine a se stessa, una perpetua pubblicità di un’impresa tipografica. (Verificare il ministero di settembre)

Quanti si sentono come me?

E come si fa ad uscirne quando hai solo questo e tutto quanto è collegato SOLO A QUESTO?

Non la immaginavo così la vita.

Per una volta nella vita vorrei diventare me stesso.

O almeno avere il coraggio di provarci.

 

(Scusa ma dentro questa lettera ci sono 20 anni di noia rabbiosa)

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