LA BABYSITTER 10/10/2014

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LA BABYSITTER

 

Salve a tutti quanti…

vorrei raccontare alcune cose di me e della mia esperienza coi testimone di Geova, ne autorizzo la pubblicazione qualora fosse interessante.

Mia mamma si è separata quando noi bambine eravamo piccole e ci ha cresciute nella verità.

Sapete già che questo vuol dire niente natale, capodanno eccetera… ma tutto ciò non mi ha mai causato un granché fastidio dal momento che un po’ perché eravamo “orfane spirituali di padre” un po’ per il fatto che mia mamma era una persona socievole invitava sempre a casa famiglie con bambini testimoni di Geova e posso dire di aver vissuto una bella infanzia, nonostante alcuni aspetti.

Se devo essere sincera sono stata una bambina felice fino a quando non ho capito cosa mi sono persa.

Ero abituata a guardare con aria di superiorità quando in classe qualcuno portava le paste per il compleanno… o quando si cantava Jingle bells sotto natale nell’ora di inglese.

Una maestra aveva addirittura modificato i testi per permettermi di cantare quella canzoncina..”lo vedi? Dove si parla di natale o di Gesù? puoi cantarla pure tu!!”

Ecco forse in quel momento ho cominciato la mia “doppia vita”. Perché sapevo che la vera canzone diceva altro e che comunque sotto natale era compromettente cantare una canzone che lo celebrava…. però per una volta ho voluto provare ad essere come gli altri..e  mi è piaciuto!

Chi non conosce questo contesto non può sapere che i bambini delle sette vivono di piccole soddisfazioni.

E così facevo io… non avevo certo il permesso di giocare e frequentare i bambini del mondo ma cercavo spesso un pretesto, e dato che mia  mamma lavorava come una matta non sempre era attenta a tutto.

Mi sentivo strana all’inizio con gli altri del mondo.

Non so come posso spiegarvi.. io almeno sentivo che tutto il peso del mondo fosse sulle mie spalle.

La vita e la morte, non solo mia ma anche della mia famiglia dipendevano da me.

E se ad harmaghedon Dio avesse rivelato a mia mamma le mie malefatte e l’avesse condannata perché non era stata spiritualmente  abbastanza attenta  a noi bambine?

Perché è questo che avevo sentito in un discorso… c’era il sorvegliante viaggiante… aveva creato una piccola scena (che era pure divertente)  dove Geova condannava un papà e una figlia (di 7 anni) perché si facevano sempre trascinare in sala.. Ma salvava la mamma e il fratello grande perché quando erano assenti a causa di forza maggiore studiavano La Torre lo stesso e pregavano.

Ecco allora mi sembrava normale sentire queste cose… li chiamavano i rammentatori di Dio….

Un adulto normale può riderci su forse, ma su un bambino l’effetto terrore-senso di colpa è assicurato.

E poi vedete non è tanto per la singola parte sul podio che si rimane shockati ma è per il continuo sottofondo che si crea con le frasi lasciate a metà, con lo studio dei racconti biblici eccetera.

Dio che manda del fuoco sui figli degli Israeliti, Dio che fa mordere i bambini dai serpenti, Dio che uccide i primogeniti tramite un angelo..insomma è meglio averlo dalla propria parte un Dio così, no?

E che gran fortuna far parte dell’unica religione giusta!

Ma ora veniamo al motivo per cui ho deciso di scrivere.

Io non mi sono battezzata, con grande fatica sono uscita dal “giro” e mi sono ricostruita un’identità.

Questo, anche se non c’è stata una disassociazione ha comportato un pesante raffreddamento nei rapporti famigliari.

Ma pazienza, è stata una mia scelta e sono stata pronta ad affrontare tutto..anche se avrei avuto ancora bisogno di una mamma, a 17 anni sono andata a vivere da mio padre e ho capito molte cose.

Ho studiato e ho preso delle qualifiche, lavoro coi bambini.

Durante gli studi ho appreso meglio alcune tecniche psicologiche e quanto davvero sia plasmabile la mente dei bambini.

Per arrotondare, quando la scuola finisce faccio la babysitter e quest’estate sono stata da una famiglia di testimoni di Geova.  

Si è trattato solo di due mesi circa ma per me è stato come rivivere la mia infanzia tutta condensata.

Mi sembrano addirittura peggiorati rispetto a una volta, ma forse solo perché c’è anche il padre dentro a cui questa religione attribuisce un ruolo di  importante autorevolezza… 

Col bambino più  piccolo  (3 anni)a mamma voleva che si vedesse un cartone animato stile pixar dove dei bambini pregavano e cantavano.

Come ninna nanna il bambino voleva quella… la mamma ha insistito perché la imparassi anche io.

Non so come farvi comprendere la sensazione bruttissima che ho avuto… forse è solo un caso non tutte le famiglie sono cosi, ma mi è sembrato tanto un contesto orwelliano.

Mettiamo che su 100 famiglie, anche solo 40 usano questi video per i loro bambini… quanti di loro potranno avere una ninna nanna normale, un pomeriggio di vero gioco che li lascia liberi di decidere di annoiarsi o inventare qualcosa di diverso?

Quando c’erano i genitori si parlava pressoché solo di religione. Stavano molto insieme e questo era bello, ma i loro passatempi erano solo “cose della società”..dal costruire l’arca di Noè a colorare le figure nelle riviste, che a quanto pare ora sono in versione più “Childhood Friendly“.

Se il più grande rispondeva male o non aveva voglia di fare qualcosa, ad esempio ordinare la stanza, gli veniva detto che Geova è un Dio d’ordine  lui non voleva i disordinati nel suo mondo! Cose del genere le sentivo anche io da piccola ma il modo in cui venivano dette erano diverse.

Mi sembra che questa “organizzazione “stia lavorando un po’ troppo sulla mente dei bambini.

Se per me è stato difficile uscirne quanto lo sarà per gli adulti di domani?

Se un adulto viene in contatto ora coi testimoni, per lui è facile argomentare.

Ha una vita alle spalle, dei parametri di confronto e  degli esempi diversi.

Salvo la perdita di qualche amico non sarà difficile uscirne.

Ma con questi bambini, che vedono gli stessi cartoni in tutto il mondo, fanno lo stesso studio ovunque, loro che imparano un sotto-linguaggio sociale diverso, quanto sarà arduo il cammino? Come faranno a sviluppare il senso critico se non possono permettersi di pensare?

Chiunque non la pensi nel modo giusto è condannato.

Non ho rivelato loro la mia infanzia ma ho cercato di dare un po’ di respiro a questi cuccioli.

Giocavano a inscenare l’adunanza coi genitori, si esercitavano per il servizio di campo…ma a me hanno chiesto di fare una torta e di metterci delle candeline cosi per gioco.. l’abbiamo mangiata al parco e cantato tanti auguri… (Non si parlava mica di compleanno nella versione italiana! Vengano pure a dirmi qualcosa mamma e papà)

Vedete i bambini sono l’energia del mondo, il futuro e la fiducia che qualcosa si può cambiare ma sta a tutti noi fare il primo passo, prima che sia troppo tardi.

E non per harmaghedon ma per far si che il prossimo bambino di 8 anni non si battezzi in una setta.

Per comprendere la differenza tra un grazie di cortesia imposta e un altro grazie,  pronunciato con gli occhi sgranati in un pomeriggio estivo davanti a una torta di compleanno.

La prima e l’ultima forse, chissà.

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