E’ vero lo ammetto, pur essendo fuori dall’organizzazione non posso fare a meno di dare una sbirciata alle novità.
Mi interessa particolarmente l’area destinata ai più piccoli perchè si possono avere in anteprima alcune rivelazioni.
La prima considerazione nasce da un video non molto recente, nel quale un padre racconta la creazione al suo piccolo Gabriele. Consiglio a tutti di visionarlo… la cosa strana è quando si parla della nascita dell’uomo sulla terra…
al minuto 1:40, anziché parlare di Adamo ed Eva il video usa testuali parole: “Poi Geova creò le persone!”
Non so se qualcun altro ha già notato la poco sottile differenza che passa tra il vecchio racconto della creazione e questo.
Questi video vengono visionati dagli adulti…dunque non vi sembra un modo astuto di introdurre un’altra idea, magari qualcosa che molti asseriscono da tempo, e cioè che il racconto di Genesi è una sintesi, o forse una metafora? (genealogia inclusa)
Se in un discorso pubblico si dicesse “Dio creò le persone” cosa ne sarebbe delle spiegazioni successive?
La società sta forse ripiegando sulle origini plurigenetiche dell’umanità?
Non c’è nulla di casuale, i fotogrammi potrebbero benissimo contenere un altro tipo di dialogo che si rifaccia alla prima coppia, Adamo ed Eva.
Cari soci watchtower…siate pronti a difendere Adamo ed Eva con la stessa forza con cui difenderete l’idea opposta, dal prossimo intendimento in poi.
Non conosco nessuno che è stato disassociato perchè crede o meno ad Adamo ed Eva…per ora!
Ottimo cartone, dovrebbero vederlo tutti coloro che dicono che non esista manipolazione mentale concentrata sui piccoli.
In primo luogo non ho mai visto nessun bambino che per consolare un’amica abbia bisogno del libro del grande insegnante.
Se è morta la nonna, abbracciala, falle un regalino, un disegno. Non portarle un libro.
La sincerità del cuore va di pari passo con la spontaneità.
Se sostituite la libera iniziativa a un proforma non otterrete nulla.
Si può notare come questa piccola sia timorosa, schiva e guardinga.
Sophia non è triste o preoccupata per la sua amica.
Ha paura di far vedere il libro.
Ma il libro è solo un mezzo non il fine.
Ecco che con due mosse si sposta completamente l’attenzione. Fare qualcosa per l’amica o fare la cosa che ti dice la società.
In altre parole: Sfruttare il dolore per distribuire letteratura.
Nello zaino la bambina ne mette due copie, uno per lei durante il tragitto..(Guai a giocare con gli altri) e uno per la presunta interessata.
Ampliando un pochettino l’analisi vorrei ricordare che la ragazzina che parlò del profeta non diede nessun libro.
Per la verità non si parla neppure di coraggio nel testo biblico. Certo, può esserci una deduzione, ma non si possono trarre degli insegnamenti da una supposizione.
Altrimenti possiamo far dire alla bibbia quello che vogliamo, quello che non c’entra ma fa comodo che si creda.
E ultimo ma non ultimo. Il grande insegnante ai miei tempi parlava di come insegnava Gesù.
Perchè la bambina dice “Parla di Geova?” e non parla di Gesù?
E perchè nelle attività sul sito è pubblicato “Gesù è un profeta come Mosè” e non Mosè, un profeta come Gesù? C’è differenza.
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