MARY
LA MIA ESPERIENZA
NEI
TESTIMONI DI GEOVA.
Mi chiamo Maria Pia (Mary) e ho 25 anni, abito a Genova ma la mia famiglia è di origini Campane.
Quando avevo tre anni e mezzo un giorno una signora dai capelli biondi e cotonati stile antiquato suonò alla nostra porta e la nostra vita pian piano cambiò.
Era una vecchia compagna di scuola di mia mamma anche se un po’ più giovane.
Iniziarono a chiacchierare amichevolmente e tra di loro nacque una bella amicizia.
Non me lo posso ricordare bene perchè ero molto piccola.
Questa donna portava spesso sua figlia che aveva un anno più di me e giocavamo insieme.
Ho dei fratelli più grandi di me ma essendoci 6 e 9 anni di differenza ovviamente ero contenta di avere una nuova compagna di giochi. Mia mamma non iniziò subito lo studio, o almeno non si accorse che quello era uno studio della bibbia.
La sua amica Elsa veniva da sola con la figlia o tutt’al più col marito e leggeva ogni tanto qualche pezzo di libro Potete Vivere e la bibbia e parlava del più e del meno.
Queste visite tra l’amicizia e il servizio si protrassero per quattro anni circa, perchè cominciammo ad andare in sala solo quando avevo sei anni e andavo in prima elementare.
Fino ad allora facevamo natale per non dispiacere a mia nonna. Devo aggiungere che per un certo periodo mia mamma doveva rimanere a casa perchè aspettava il suo quarto e ultimo figlio.
Mio padre non era dispiaciuto che lei avesse degli amici perchè era piuttosto schiva e non le avrebbe fatto male frequentare altri ambienti.
Anche mio papà ha studiato nel corso di questi 20 anni più volte coi testimoni, ma non si è mai battezzato.
Io le chiamo le ore facili, il servizio gratis.
Complessivamente hanno fatto lo studio a mio padre quattro anziani di congregazione e qualche pioniere di passaggio.
Resta il mistero su cosa dovessero ancora fargli capire della bibbia o perchè anzichè solo per segnare il rapporto di studio non si facessero gli affari loro da un’altra parte.
Più che studi erano passatempi, dove parlavano di tutto tranne che di bibbia.
Mia mamma invece si è battezzata, quando dopo un po’ di volte che andava in sala, la moglie di un anziano le ha chiesto quando intendeva dedicarsi a Dio.
Prese l’abitudine di venire a fare lo studio insieme a Elsa e da quel momento, le cose per noi cambiarono.
Un giorno insistette per farmi buttare via la collezione di puffi, (tra l’altro era di mio fratello) un altro giorno, quando avevo ormai 9-10 anni le videocassette dei digimon o un altro cartone giudicato inopportuno: Digi-MOn demoni digitali, parola di sorveglianteee!(Andavo in piscina e mi perdevo sempre l’inizio per questo li registravo)… da quel giorno ovviamente mia madre non mi permise di registrarli e neppure di vederli alla tv.. oltre a questo finirono in discarica diverse cose, album di figurine, giocattoli magici eccetera…
Tutti quelli che sono cresciuti da testimone di Geova dicono le stesse cose, infatti non vi sto dicendo nulla di nuovo.
Per raccontare la vita in poche righe voglio concentrarmi su alcuni aspetti: La gradualità dei cambiamenti e le decisioni improvvise…è così che a mio parere si svolge il quadro d’azione dei testimoni.
Se da un lato s’inizia per gradi ad accettare delle cose improponibili dall’altro si viene spinti a fare un salto improvviso contrapponendo il malvagio a Dio.
Intorno ai nove anni ho fatto il mio primo sermone.
Nel frattempo mio fratello più grande si era battezzato e tutt’ora è un fervente testimone di Geova, in una congregazione di lingua rumena …(Abita a 350km di distanza e ora non siamo tanto in buoni rapporti)
Fare i sermoni non era male di per se… ma questo presupponeva un comportamento più consapevole, quindi da quando mia mamma mi ha iscritta alla scuola di ministero non ho più potuto andare a giocare coi bambini del mondo, a casa loro.
Niente doposcuola.
In cambio invitava dei poveretti (senza offesa un po’ storditi) figli di anziani e gente “In” della sala.
Un’altra cosa su cui vorrei soffermarmi è che in ogni sala secondo me c’è gente di serie A e gente di serie B.
I secondi classificati fanno di tutto per farsi amici quelli di serie A.
La serie A è composta da figli di anziani, che sono proclamatori già a 7 o 8 anni e da i loro fratelli grandi di 13 e + anni.
Crescendo le cose cambiano poco.
I figli di anziani sono già servitori a 18 e quelli di serie B fanno ancora di tutto per ingraziarsi questi signorini e principessine per poter entrare nel giro.
Anche se non mi interessava particolarmente, avendo dei fratelli più grandi ho avuto “il grande onore di entrare a corte” e devo dire che spesso erano peggio di quelli del mondo.
Però sono fatti loro inoltre mi fanno pena, anzi è proprio incontrando la loro superficialità, la loro finta apparenza che ho smesso di andare in sala.
Ed è qui che arriva il bello!
Una persona del mondo ovvero una persona mediamente normale proprio non s’immagina cosa significa lottare da adolescente per delle cose che normalmente sono scontate.
Non parlo delle stupidate come gonna corta, tatuaggi orecchini eccetera.
Parlo della libera espressione del proprio credo, o almeno della libertà di ricerca.
Quindi niente di “immorale, estroso e illegittimo”.
Solo poter ricercare la propria strada con libertà di azione.
Avevo, in terza media, un amico buddista.
Erano già due anni che non vedevo via d’uscita alla vita che mia mamma, spalleggiata da gente poco aperta mentalmente, mi aveva destinata.
In genere una volta al mese qualcuno mi chiedeva “A quando il battesimo?..Guarda che poi viene Armghedon”. (Certo perchè il battesimo e solo quello è una cambiale per la salvezza!!!)
E insomma quel ragazzino mi aprì gli occhi su un altro mondo, più tollerante meno drastico e assai molto meno commerciale.
Ancora oggi ricordo con quanta fatica ho lottato per non poter più andare in sala.
Delle punizioni, delle frecciate e delle rivalse.
Ricordo anche delle differenze con mio fratello grande, “lui sì che è una benedizione!”
Mia mamma mi ha costretto ad andare quando hanno fatto l’annuncio “Non è più proclamatrice”.. E ricordo l’astio delle domeniche per i successivi tre anni. “Come puoi farmi questo?”mi diceva lei.
Ora volgo ai testimoni che magari leggicchiano questo blog..”
COME POTETE FARE QUESTO AI VOSTRI FIGLI?
COME POTETE FARLI SENTIRE DEI REIETTI, CONDANNATI DA DIO?
PERCHE’ LI PRIVATE DELLA SPONTANEITA’, DELLA VOGLIA DI CONOSCERE E SOPRATTUTTO DELL’ESPERIENZA DI ESSERE LORO STESSI?
Ricordate solo una cosa…se credete nella bibbia lì c’è scritto che i figli sono un’eredità…vuol dire che non sono vostri, vi vengono gentilmente concessi.
Se quello che possedete è immeritato allora dovreste averne più cura.
Avevo un’amica che tutt’ora va in sala.
Ovviamente i rapporti si sono raffreddati perchè i suoi non le hanno più permesso di frequentarmi, non ero una buona compagnia.
Questa ragazza è solo più l’ombra di se stessa.
Avrebbe voluto fare l’università ed era innamorata di un ragazzo del mondo.
Un ultima cosa su cui vorrei soffermarmi è la seguente.
Molti figli, soprattutto quelli unici per non deludere i genitori fanno delle rinunce disumane per non far perdere i privilegi al padre anziano e alla mamma pioniera.
Il prezzo di un privilegio di una religione commerciale è l’autenticità di un mare di ragazzini che non sapranno mai più ritrovare se stessi.
E’ abbastanza per il vostro Armaghedon?
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MARY 29 NOVEMBRE 2014

