UNICO MOTIVO SCRITTURALE PER RISPOSARSI – INTERPRETAZIONE ARBITRARIA. 17/5/2014

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UNICO MOTIVO SCRITTURALE

PER RISPOSARSI

INTERPRETAZIONE ARBITRARIA

 

STUDIO FATTO DA UN EX ANZIANO PER 17 ANNI MA TUTT’ORA TESTUIMONE DI GEOVA DA 30 ANNI. PERVENUTO A QUO VADIS a.p.s. IL 15 MAGGIO 2014

 

 

Un cristiano divorziato non perché uno dei coniugi ha commesso fornicazione o adulterio, che desiderasse risposarsi, avrebbe dei vincoli scritturali che gli impedirebbero di poter fare questo passo?

Secondo l’interpretazione fatta dai Testimoni di Geova si, avrebbero un impedimento, questo intendimento trae origine dall’unico pensiero scritturale di Matteo 5:32; 19:9.

L’incoraggiamento spesso dato dalla Congregazione centrale e dai Sorveglianti a coloro che si trovano in queste condizioni di stallo, è:”…persevera, impegnati nel servizio, fai il pioniere, hai più tempo per il servizio, stai in compagnia di fratelli, Geova ti benedice, e poi nel nuovo mondo Geova metterà le cose a posto con l’apertura dei nuovi rotoli”.

Analizziamo anche solo per un attimo questo tipo di incoraggiamento. Nel nuovo mondo? I nuovi rotoli, ma allora ciò che oggi è considerato un peccato, forse i nuovi rotoli lo considereranno lecito e legale? Deve aspettare? In che modo questo lo aiuterebbe? E stare in compagnia dei fratelli che sono sposati felici e contenti??  Il cristiano  vedendosi solo, sarà aiutato? Piuttosto, non lo farebbe sentire con un senso di colpa avendo magari un po’ di invidia, perché il suo matrimonio non è potuto durare!!!!. E’ questo l’unico aiuto con cui liquidare un cristiano che vivrà questo disagio per tutta la vita? E come la mettiamo dal punto di vista sessuale, dove fisiologicamente il corpo ha bisogno di soddisfare tale necessità? Com’è facile parlare e incoraggiare quando non si è in queste situazioni, sarebbe come dire ad un malato che rischia di morire, rifiutando la trasfusione di sangue :”non ti preoccupare Geova ti risusciterà perché sei stato fedele”…

Comunque al di là degli stereotipati argomenti, un approfondito esame di alcuni versetti e il contesto storico della Bibbia, ci danno luce in merito a questo aspetto, e poter dire che, non esistono vincoli scritturali che impedirebbero questa decisione. (Prov.4:18) Inoltre vedremo come l’organizzazione si arroga il diritto e l’autorità sulle decisioni che riguardano la vita degli adepti applicando in maniera arbitraria alcune interpretazioni bibliche.

Per fare ciò ed essere il più obiettivo possibile, userò solo le loro pubblicazioni e il loro modo di interpretare. Partiamo per esempio dalla “Dichiarazione di volontà”, una possibilità che il corpo direttivo ha permesso, e tuttora concede in quei paesi dove il divorzio è vietato, e quindi potersi unire con il nuovo coniuge, insomma una sorta di convivenza accettata dall’organizzazione, finché non sarà possibile ottenere il divorzio.

Annuario 1997 -yb97 pp. 153-154 Brasile ***

Fino al 1977 in Brasile non era possibile divorziare. Quindi chiunque fosse stato sposato e poi avesse lasciato il coniuge e si fosse unito con un’altra persona non poteva in alcun modo legalizzare questa unione. Alcuni avevano perfino dei nipoti dalla seconda unione. In armonia con l’esempio di Geova stesso, che perdona i peccati commessi in passato per ignoranza, il Corpo Direttivo concesse agli studenti biblici in questa situazione di battezzarsi se firmavano una dichiarazione con cui si impegnavano a rimanere fedeli al coniuge e promettevano di legalizzare la loro unione appena fosse stato possibile. (Atti 17:30; Rom. 3:25) Un tempo c’erano parecchie dichiarazioni del genere negli archivi della Società.

Notate ? Il corpo direttivo concesse, e non la Bibbia, che richiede il divorzio. Questa decisione è arbitraria, d’altronde, come poteva quest’uomo essere a posto con Dio? Infatti principalmente la cosa importante era mettere la cosa a posto con Dio, ma non essendoci la possibilità di avere un divorzio legale, l’uomo risulterebbe adultero se prendesse un’altra moglie, dal punto di vista legale, mentre scritturalmente starebbe andando contro lo stato (Cesare).

Ma la legge del Corpo Direttivo in questo caso si interpone a favore dei nuovi cristiani. In teoria potrebbe anche permettere di celebrare il matrimonio secondo il rito religioso nella sala del Regno dei Testimoni di Geova, tutto sommato è solo un rito religioso,  poiché è Cesare che stabilisce legalmente una coppia in matrimonio, anche se, la celebrazione è di origine divina. Notate a questo proposito l’ultimo articolo che ritratta il problema.

 *** w12 15/12 pp. 16-17 Domande dai lettori ***

Quando viene utilizzata la Dichiarazione di fedeltà matrimoniale, e per quali ragioni? Geova ha istituito il matrimonio e lo tiene in alta considerazione. Suo Figlio disse: “Quello che Dio ha aggiogato insieme l’uomo non lo separi”. (Matt. 19:5, 6; Gen. 2:22-24) E aggiunse: “Chiunque divorzia da sua moglie, se non a causa di fornicazione, e ne sposa un’altra commette adulterio”. (Matt. 19:9) Quindi la “fornicazione”, vale a dire l’immoralità sessuale, è l’unico motivo ammesso dalle Scritture per porre fine a un matrimonio con il divorzio. Ad esempio, se un uomo ha rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, sua moglie ha la facoltà di decidere se divorziare o meno da lui. Se decide di divorziare, allora è libera di sposare un altro uomo.

Questa è un’altra arbitraria interpretazione, poiché, Gesù non dice che è l’unico, ma: ”se non a causa di” ; questa frase, “unico motivo”, è aggiunta dal corpo direttivo, e inoltre aggiunge anche: “sua moglie ha la facoltà di decidere se divorziare o meno da lui. “ , altra aggiunta arbitraria, in questo modo tiene bloccato il matrimonio, ma non era questo ciò che disse  Gesù. Infatti sappiamo che sotto la legge mosaica, allora ancora in vigore, c’erano altri motivi per divorziare, come vedremo di seguito, ma andiamo in ordine.

Inoltre in Matteo viene detto:” Chiunque divorzia”,  quindi Gesù riconosce che deve esserci il divorzio per porre fine ad un matrimonio. La domanda allora è:su quale base il corpo direttivo concede la dichiarazione di fedeltà ponendo così fine a un matrimonio? Se Cesare non rilascia il divorzio e lo schiavo permette la “dichiarazione di fedeltà” che dal punto di vista della coppia è la stessa cosa del matrimonio, non andrebbe contro Cesare, come indicato per esempio anche dal libro Perspicacia citato di seguito* ? Non solo, ma anche contro ciò che disse Gesù: “divorzia da sua moglie, se non a causa di fornicazione,?”. Ma vediamo di considerare ora il contesto storico.

*** Il volume 2 del libro Perspicacia – it-2 p. 232 Matrimonio ***

I cristiani e le leggi dello stato. Attualmente, in quasi tutti i paesi della terra, il matrimonio è regolato da leggi emanate dalle autorità civili, da “Cesare”, e i cristiani *normalmente le devono osservare. (Mt 22:21) Nella Bibbia non ci sono indicazioni che fosse richiesta una cerimonia religiosa o l’intervento di un sacerdote. Nei tempi biblici il matrimonio doveva sempre essere legalizzato secondo le leggi del paese e, se la legge lo prevedeva, matrimoni e nascite si dovevano registrare. Dal momento che i governi di “Cesare” hanno questa autorità, *il cristiano ha l’obbligo di rivolgersi a loro per legalizzare il matrimonio. E anche se volesse valersi dell’adulterio del proprio coniuge come base scritturale per porre fine al matrimonio, deve ottenere un divorzio legale se ciò è possibile. *Il cristiano che si risposasse senza rispettare le esigenze scritturali e legali violerebbe dunque le leggi di Dio.

Avete notato, cosa dice Perspicacia? “il cristiano ha l’obbligo di rivolgersi a loro(Cesare) per legalizzare il matrimonio.Il cristiano che si risposasse senza rispettare le esigenze scritturali e legali violerebbe dunque le leggi di Dio.

Quando la Congregazione permette di firmare una dichiarazione di fedeltà, non sta violando la legge di Dio e di Cesare?  Quindi la procedura del ministro di culto e la cerimonia religiosa nella sala del Regno è una formalità, poiché ciò che rende valido il matrimonio è la registrazione in comune, quindi quello civile legale, e non quello dei testimoni di Geova.

Con il persistere del problema lo Schiavo Fedele e discreto ha dovuto nuovamente riprendere l’argomento in questione e trattarlo nella già citata torre di guardia in una domanda dai lettori.

*** w12 15/12 pp. 16-17 Domande dai lettori ***

Tuttavia, specialmente nel passato, in certi paesi la confessione religiosa principale non accettava questo chiaro principio della Bibbia e insegnava che il divorzio non poteva essere concesso in nessun caso. In alcuni di questi paesi, in cui l’influenza religiosa è tuttora molto forte, la legge civile non ammette il divorzio neanche per la valida ragione esposta da Gesù. In altri paesi, invece, sebbene il divorzio sia ammesso, l’iter da seguire è estremamente lungo, complicato e gravoso. Possono volerci molti anni prima di ottenerlo. In questo modo è come se la religione o il governo ‘si opponessero’ a ciò che Dio accetta. — Atti 11:17. Supponiamo ad esempio che un uomo e una donna vivano in un paese in cui il divorzio non è ammesso o è estremamente difficile da ottenere, e forse ci vogliono anni prima che divenga effettivo. Se hanno già fatto tutto il possibile per sciogliere legalmente precedenti matrimoni ancora validi, e sono liberi di sposarsi agli occhi di Dio, possono firmare la Dichiarazione di fedeltà matrimoniale. Questa è una disposizione stabilita compassionevolmente dalla congregazione cristiana per questi paesi. Non è tuttavia applicabile nella maggior parte dei paesi in cui, anche se la procedura per ottenerlo è piuttosto complessa o costosa, il divorzio è comunque possibile.

Riflessione, l’articolo dice:“La dichiarazione di Fedeltà non è tuttavia applicabile nella maggior parte dei paesi in cui, anche se la procedura per ottenerlo è piuttosto complessa o costosa, il divorzio è comunque possibile”. Sorge spontanea una domanda: Cosa cambia? Se uno volesse principalmente mettere le cose a posto con Dio, ma forse per il divorzio ci vogliono alcuni anni, come avveniva in Italia fino a qualche anno addietro, perché deve aspettare? Non ha il diritto degli altri cristiani? Dov’è la differenza? La parola di Dio cambia l’applicazione secondo i paesi, o è lo schiavo che arbitrariamente interpreta l’intendimento? Sembrerebbe un  forma più diplomatica per dire :”chi se ne frega se dovete aspettare tanti anni e dovete spendere tanti soldi per gli avvocati, ve la vedete voi, costi quel che costi”. Gesù in giorno di sabato(vietato sotto la legge) guariva e fece l’illustrazione della pecora nel pozzo! (Luca 6:9, 10) .

Quindi Gesù disse loro: “Vi chiedo: È lecito di sabato fare del bene o recare danno, salvare o distruggere un’anima?” 10 E dopo aver guardato attorno verso tutti loro, disse all’uomo: “Stendi la mano”. Egli la stese, e la sua mano fu ristabilita…

(Matteo 12:11, 12) …“Chi è fra voi l’uomo che avendo una pecora, se gli cade in una fossa di sabato, non l’afferra e la tira fuori? 12 Tutto considerato, quanto più vale un uomo di una pecora! Perciò è lecito fare una cosa eccellente di sabato”.

Sarebbe anche triste e problematico per fratelli che economicamente non arrivano a fine mese, forse si devono indebitare con avvocati e procedure burocratiche perché devono mettere la cose a posto prima con Cesare, e poi sposarsi, anche se sono scritturalmente liberi.

In ogni caso, se volessimo essere pignoli, questa disposizione compassionevole della congregazione cristiana andrebbe contro la disposizione del matrimonio legale di ubbidire a Cesare. Rom. 13:1-6. Ma allora cosa bisogna fare? Alcune volte si ubbidisce e alcune volte no?…

Arriviamo adesso alle basi scritturali secondo cui solo la fornicazione renderebbe liberi di risposarsi.

*** Riprendiamo il libro perspicacia, it-2 p. 231 Matrimonio ***

Nella vita degli ebrei il matrimonio costituiva la norma. Nelle Scritture Ebraiche non esiste un termine per scapolo. Nell’istituire il matrimonio, il Creatore non prese provvedimenti per il divorzio. L’uomo doveva essere fedele alla moglie, e i due dovevano “divenire una sola carne”. (Ge 2:24) Sotto la Legge il marito poteva divorziare dalla moglie per qualcosa “di indecente” da parte di lei. Questo naturalmente non includeva l’adulterio, che comportava la pena di morte. Poteva trattarsi di grave mancanza di rispetto per il marito o per la casa di suo padre, o di qualcosa che avrebbe recato disonore alla famiglia. Il marito doveva darle un certificato scritto di divorzio, il che significa che agli occhi della comunità egli doveva avere buoni motivi per divorziare. Poiché il certificato era un documento legale, era richiesta la consultazione degli anziani o delle autorità cittadine. La donna allora poteva risposarsi, e il certificato la proteggeva da eventuali future accuse di adulterio. Non era consentito il divorzio se l’uomo aveva sedotto la ragazza prima del matrimonio o se dopo il matrimonio l’aveva accusata falsamente di averlo ingannato affermando di essere vergine  al momento del matrimonio. — De 24:1-3 . Mat. :31,32 31 “Inoltre fu detto: ‘Chiunque divorzia da sua moglie, le dia un certificato di divorzio. 32 Ma io vi dico che chiunque divorzia da sua moglie, se non a causa di fornicazione, la rende soggetta all’adulterio, e chiunque sposa una donna divorziata commette adulterio. E i farisei gli si accostarono, con l’intenzione di tentarlo, dicendo: “È lecito all’uomo divorziare da sua moglie per ogni sorta di motivo? ” Per la durezza dei vostri cuori Mosè vi concesse di divorziare dalle vostre mogli, ma non è stato così dal principio. 9 Io vi dico che chiunque divorzia da sua moglie, se non a causa di fornicazione, e ne sposa un’altra commette adulterio”. 10 I discepoli gli dissero: “Se tale è la condizione dell’uomo con sua moglie, non è consigliabile sposarsi”. 11 Egli disse loro: “Non tutti fanno posto alla parola, ma solo quelli che hanno il dono. 12 Poiché ci sono eunuchi generati così dal seno della loro madre, e ci sono eunuchi fatti eunuchi dagli uomini, e ci sono eunuchi che si sono fatti eunuchi a motivo del regno dei cieli. Chi vi può far posto vi faccia posto”.

 Vediamo in quale contesto avvenne questa conversazione. Qui Gesù risponde ai Farisei in un contesto particolare.

  1. 1.    Gesù esordisce citando la legge: 31 Inoltre fu detto: ‘Chiunque divorzia da sua moglie, le dia un certificato di divorzio.” E sotto la legge come abbiamo visto c’erano vari motivi, non la fornicazione o l’adulterio per il quale c’era la pena di morte.

  2. 2.     Volevano metterlo alla prova  3. Divorziare per ogni sorta di motivo; 4. Gesù parla di chi ha il dono di non sposarsi ai discepoli

Gesù sapeva che loro conoscevano la legge, e conoscevano i motivi per divorziare, come abbiamo visto ad esempio, mancanza di rispetto per il marito o per la casa di suo padre, o di qualcosa che avrebbe recato disonore alla famiglia, quindi, siccome volevano metterlo alla prova, Gesù invece di  rafforzare la possibilità di sposare mogli più giovani*,(come avveniva ai giorni di Malachia,) Gesù stava cercando di non cadere nel tranello di acconsentire il divorzio per ogni sorta di motivo e futile, e quando i  discepoli chiesero, che allora sarebbe stato meglio non sposarsi, Gesù disse, che non tutti hanno questo dono, è implicito che chi non aveva il dono quindi poteva sposarsi. Infatti il clima di quel tempo, come spiegato in una Torre di guardia, era:

*w01 1/12 p. 21 par. 8 Temete Geova e osservate i suoi comandamenti ***

 Per sposare donne più giovani, divorziavano per motivi futili dalla moglie della loro giovinezza. Malachia disse loro che Geova odiava “il divorzio” e che la loro slealtà li aveva allontanati da Lui. Come poteva Dio guardare con favore i loro sacrifici quando l’altare era simbolicamente coperto di lacrime, le amare lacrime versate dalle mogli abbandonate? Tale flagrante mancanza di rispetto per le sue norme spinse Geova a chiedere: “Dov’è il timore di me?” — Malachia 1:6-8; 2:13-16.

Fu in questo contesto che Gesù condannò il divorzio così come veniva praticato dagli israeliti del suo tempo. Gesù però menzionò un motivo lecito di divorzio ma non l’unico: la fornicazione, che allora era punito con la morte.

Malachia scrive che Geova odia il divorzio, quindi se dovessimo prendere alla lettera il punto di vista di Dio in base a Malachia, allora, anche chi sarebbe scritturalmente libero e divorziasse, andrebbe contro questo principio?

Gesù sottolinea la gravità di tale leggerezza di presupposti per divorziare, e ne sottolinea il più importante, infatti, non dice l’unico, ma se non a causa di fornicazione, visto che anche la morte del coniuge permette di risposarsi, ma lui voleva rimuovere ogni sorta di motivo futile, quindi motivi molto importanti, come poteva esserlo la fornicazione. Ricordiamo che sotto la Legge come indica anche Perspicacia:  “Sotto la Legge il marito poteva divorziare dalla moglie per qualcosa “di indecente” da parte di lei. Questo naturalmente non includeva l’adulterio, che comportava la pena di morte. Poteva trattarsi di grave mancanza di rispetto per il marito o per la casa di suo padre, o di qualcosa che avrebbe recato disonore alla famiglia”

Gesù non stava stabilendo la norma sola e unica per divorziare, perché i discepoli e gli astanti conoscevano la legge e le possibilità di divorziare.

Gesù voleva  eliminare tutti i futili presupposti che i farisei e gli israeliti di quel tempo praticavano e volevano continuare a fare. Infine dice che non tutti hanno questo dono, chi può fargli posto bene, altrimenti?

Notate in seguito l’apostolo Paolo cosa ebbe a dire:

.(1 Corinti 7:1, 2) …Ora circa le cose di cui mi scriveste, è bene per l’uomo non toccar donna; 2 ma, a causa del prevalere della fornicazione, ciascun uomo abbia la propria moglie e ciascuna donna abbia il proprio marito…

(1 Corinti 7:40) …Ma è più felice se rimane com’è, secondo la mia opinione. Certamente penso di avere anch’io lo spirito di Dio.

Si evince, in maniera molto chiara, che un cristiano ha tutto il diritto di avere il proprio coniuge se è il suo desiderio, e , se per un cristiano restare senza sposarsi significherebbe cadere nel peccato, sarebbe meglio che si sposasse.

Facciamo altri esempi che ci fanno capire che Gesù non voleva stabilire una rigida regola specifica: MENTRE SOLO MATTEO PARLA DELLA FORNICAZIONE, GLI EVANGELISTI MARCO E LUCA, PARLANO DELLA CONDIZIONE CHE IL DIVORZIATO AVREBBE SE SI RISPOSASSE, CIOE’, COMMETTEREBBE ADULTERIO….UN PO’ STRANO, NO? EPPURE LEGGETE:

 (Marco 10:11, 12) …Ed egli disse loro: “Chiunque divorzia da sua moglie e ne sposa un’altra commette adulterio contro di lei, 12 e se una donna, dopo aver divorziato da suo marito, ne sposa un altro, commette adulterio”.

In base a questo versetto sembrerebbe proibito il divorzio dal punto di vista scritturale! Non viene spiegato quale è il motivo o i motivi, dice semplicemente che il divorziato che si risposasse commetterebbe adulterio. Ma in quale contesto Gesù diede questa risposta? Non è ragionevole che era per non condonare completamente i motivi futili indicati nel contesto di Matteo fino al punto che secondo Marco e Luca non si potrebbe?

 (Luca 16:16-18) …“La Legge e i Profeti sono stati fino a Giovanni. Da allora in poi il regno di Dio è dichiarato come buona notizia, e ogni sorta di persona si spinge verso di esso. 17 In realtà, è più facile che passino il cielo e la terra piuttosto che una particella di lettera della Legge rimanga inadempiuta. 18 “Chiunque divorzia da sua moglie e ne sposa un’altra commette adulterio, e chi sposa una donna divorziata dal marito commette adulterio.

(Romani 7:1-3) …Può darsi che non sappiate, fratelli (poiché parlo a quelli che conoscono la legge), che la Legge signoreggia l’uomo finché vive? 2 Per esempio, la donna sposata è legata dalla legge al proprio marito mentre egli vive; ma se il marito muore, è esonerata dalla legge del marito. 3 E mentre il marito vive, essa sarebbe dunque chiamata adultera se divenisse di un altro uomo. Ma se il marito muore, è libera dalla sua legge, così che non è adultera se diviene di un altro uomo.

Ecco come il libro Perspicacia cerca di dare una spiegazione: *** it-1 p. 714 Divorzio ***

Comunque, le parole di Gesù citate da Marco e Luca vanno intese alla luce della citazione di Matteo, più completa. Egli include la frase “se non a causa di fornicazione” (Mt 19:9; vedi anche Mt 5:32)

Ah, ecco, l’interpretazione più completa, ancora una volta dice: vanno intese. Perché non il contrario? Infatti se la fornicazione sancisce il motivo unico e scritturale, quali erano i fattori implicati in ciò che dicono Marco e Luca? Visto che Malachia diceva che Geova odia il divorzio, cosa impedisce di confrontare i versetti e sostenere il divieto assoluto del divorzio visto che sotto la legge allora ancora in vigore c’era la pena di morte? Leggendo Romani 7:3 “Chiunque divorzia da sua moglie e ne sposa un’altra commette adulterio, e chi sposa una donna divorziata dal marito commette adulterio” sembrerebbe confermare il divieto di divorziare.

 D’altra parte, si potrebbe sostenere:” Comunque, le parole di Gesù citate da Marco e Luca vanno intese alla luce della citazione di Malachia, più completa”, infatti Geova odia il divorzio, quindi niente divorzio, il cristiano, o si separa come dice Paolo o ritorni con il coniuge, perché Geova odia il divorzio. Avete notato? E’ lo stesso metodo di interpretazione.

Quindi le parole di Matteo 5:32, e 19:9 vanno intese alla luce del contesto in cui furono pronunciate, avvalorate poi da Marco e Luca, infatti Gesù restrinse alla solo fornicazione per evitare i motivi futili degli israeliti, ma poi gli evangelisti rafforzavano questo ragionamento facendo sembrare, se presi alla lettera questi versetti che il divorzio fosse proibito.

Nei tempi in cui viviamo mentre nella società odierna il tradimento del coniuge può essere una pratica comune, non è certamente così per i coniugi cristiani, i motivi che portano una coppia a divorziare potrebbero essere molti, importanti e irrisolvibili.

Quindi se una coppia ha divorziato non per la fornicazione ma per altri sicuramente seri motivi, senz’altro dopo aver fatto di tutto per rispettarne l’istituzione divina, e aver divorziato legalmente, non andrebbe contro nessun principio divino, se non solo una arbitraria interpretazione dell’organizzazione dei TG.

Purtroppo le condizioni ambientali, il clima in cui crescono i giovani testimoni, che è un clima di proibizionismo assoluto e isolamento per quanto riguarda la loro vita sociale,  porta a far emergere certe debolezze o problemi che spesso non vengono approfonditi in maniera seria e magari da un consulente, e quando ci si trova in certe situazioni, come il vivere con un’altra persona, cioè il coniuge, ciò che emerge non era sicuramente preventivato, ma diventa un serio problema.

Alla luce di ciò, è evidente che un cristiano che divorzia non potrebbe aspettare come dicono i testimoni, il nuovo mondo, e siccome  la Bibbia dice che Geova non cambia e non sembra che i nuovi rotoli come sostengono, lo farebbero cambiare; il cristiano non potrebbe restare in questa posizione per l’eternità, solo perché si pensava o meglio si interpreta,  dovesse esserci la fornicazione.

Paolo dice: (1 Corinti 7:1, 2) …Ora circa le cose di cui mi scriveste, è bene per l’uomo non toccar donna; 2 ma, a causa del prevalere della fornicazione, ciascun uomo abbia la propria moglie e ciascuna donna abbia il proprio marito…

Quindi chi lo desidera, come disse Paolo, ciascun uomo abbia la propria moglie, e ciascuna donna il proprio marito, non aggiungiamo e non togliamo altro, punto e basta.

(1 Timoteo 4:2-5)mediante l’ipocrisia di uomini che diranno menzogne, segnati nella loro coscienza come da un ferro rovente; 3 i quali proibiranno di sposarsi, comandando di astenersi da cibi che Dio ha creato per essere presi con rendimento di grazie da quelli che hanno fede e conoscono accuratamente la verità. 4 La ragione di questo è che ogni creazione di Dio è eccellente, e nulla è da rigettare se è ricevuto con rendimento di grazie, 5 poiché è santificato per mezzo della parola di Dio e della preghiera.

Non vogliamo essere fra quelli che proibiscono di sposarsi. Non vogliamo essere come quelli che rendono la parola di Dio senza valore, perché insegnano come dottrine comandamenti di uomini.

Senza nulla aggiungere e nulla togliere, abbiamo compreso, alla luce di ciò che dicono le scritture e come spiegato, che per i cristiani divorziati, non esistono vincoli scritturali che vietino la possibilità di potersi risposare.

Un ex anziano per 17 anni, e tutt’ora testimone da 30 anni.

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