LA SORVEGLIANZA
MANIACALE DEI
TESTIMONI DI GEOVA.
Quando una persona diventa testimone di Geova, suo malgrado, viene posta sotto il riflettore del “Grande Fratello” di orwelliana memoria.
Di lui si comincia a registrare tutto, con meticolosa pignoleria.
Quante ore dedica al servizio di campo, quanti libri, opuscoli e riviste distribuisce, quante volte visita le “persone interessate”, e così via.
Poi si osserva se frequenza regolarmente le adunanze e se i suoi commenti sono in piena attinenza con le direttive dell’organizzazione, altrimenti viene ripreso.
Se manca qualche volta all’attività teocratica è un campanello d’allarme per gli anziani che coordinano le “sue” attività “teocratiche”, i quali organizzeranno subito un incontro per controllare i motivi della sua mancanza.
Niente male vero?
C’è ancora qualcuno che dubita che questa non sia una dittatura?
Ma, come tutti sanno, non è facile liberarsi dignitosamente da una dittatura!!
Lo schiavo fedele così pontificia:(evidenziato e sottolineato da me)
“Man mano che l’organizzazione dei testimoni di Geova s’ingrandisce, si deve prestare più attenta sorveglianza ai singoli individui che ne fanno parte. Stanno facendo questo i servitori di circoscrizione e i servitori di distretto?” (La Torre di Guardia – 1/4/1962, p. 212)
“Se la trasfusione del sangue è la prima violazione che il dedicato e battezzato cristiano compie a causa della sua immaturità o mancanza di stabilità cristiana, ed egli comprende l’errore della sua azione, si rattrista, si pente e implora il perdono di Dio e il perdono della congregazione di Dio sulla terra, gli viene mostrata quindi misericordia e non è necessario disassociarlo. Egli dev’essere sottoposto a sorveglianza e dev’essere compiutamente istruito su questo soggetto secondo le Scritture, essendo così aiutato a divenire forte per prendere nei casi futuri le sue decisioni conforme alle norme cristiane”. (La Torre di Guardia 15/7/1961, p. 447)
“Una piccola sorella riferì a una missionaria la cattiva condotta del servitore di filiale. … Questa ragazza disse di aver visto il servitore di filiale, uomo sposato, visitare regolarmente una prostituta nella sua casa di una sola camera. … riportò la questione ad alcuni fratelli missionari, e per diversi giorni il servitore di filiale fu osservato e la sua condotta controllata. … La cosa fu quindi riportata all’ufficio del Presidente dal quale provennero istruzioni di fare un accurato controllo e di avere un sufficiente numero di testimoni che avessero osservato le azioni di quest’uomo. … L’uomo fu disassociato”. (La Torre di Guardia 1/7/1956, p. 414)
Accusano la Chiesa Cattolica:
“Ai nostri giorni vi è da parte di molti un maggiore interesse per le religioni degli altri. Uno dei preminenti sistemi religiosi della Cristianità è la Chiesa Cattolica Romana. Non solo controlla la vita privata degli aderenti, ma la sua influenza è sentita nella vita sociale della comunità e nelle direttive del governo”. (La Torre di Guardia 1/6/1959, p. 325)
Ma è la Chiesa Cattolica Romana che controlla la vita privata degli aderenti oppure è la Società dei Testimoni di Geova che controlla i suoi associati?
Ed ancora scrivono:
“Sono davvero sottomesso in ogni cosa in modo da non essere io a dirigere i miei passi? Vivo la mia vita riconoscendo pienamente la sovranità di Geova? Sono leale e devoto a Geova, alla sua congregazione, al mio coniuge e ai miei fratelli e sorelle cristiani?”.
(Risplendete come illuminatori nel mondo – 2004, p. 46)
E allora……
“NON SONO PIÙ IO CHE VIVO, MA È LA TORRE DI GUARDIA CHE VIVE IN ME”
Bruno Santini


