Testimoni di Geova – Lettera disperata di una disassociata (espulsa)

 

Testimoni di Geova

Lettera disperata

di una disassociata (espulsa)

Ho ricevuto la seguente lettera a seguito della manifestazione contro l’ostracismo perpetrato dai Testimoni di Geova, tenutasi davanti al Palazzo di Montecitorio il 1 dicembre 2010.————————————————————————————————————Voglio camminare per strada con la mia mamma!
Perché non posso camminare in strada con la mia mamma, perché debbo continuare a vederla soffrire di nascosto? Perché debbo fuggire da lei se sta venendo un suo correligionario o il mio fratello carnale? Perché non posso vedere i miei nipoti?
Nel nome di quale Iddio Onnipotente è sbagliato farlo?
So che quando leggerai questa lettera, ti sembrerà di ascoltare una storia di altri tempi, quando ancora non c’era la coscienza che un uomo ha dei diritti fondamentali, eppure è quello che accade a migliaia di italiani, un numero immensamente ignoto, perché tutti debbono ignorare le vittime silenziose, e non credere che la mia mamma sia cattiva! Anzi … Anche lei piange e soffre per questa situazione e non sa cosa fare.
Perché ci è successo questo?
Sono nata in una famiglia di Testimoni di Geova, con il tempo mi sono battezzata professando di credere in tale confessione, in seguito ho messo su casa, poi sono stata espulsa.
Da allora è cominciata la tragedia. 
A causa della mia espulsione, ogni Testimone di Geova del mondo è obbligato moralmente a non rivolgermi più la parola, a evitarmi accuratamente fino a quando non mostrerò di essere pentita di quello che ho fatto, e generalmente lo fanno scrupolosamente. Questo vale per tutti, anche per i familiari stretti. 
Secondo le decisioni del Corpo Direttivo che guida i Testimoni di Geova sulle questioni dottrinali e sul modo di vivere, ai miei parenti stretti Testimoni è concesso avere rapporti personali solo nel caso che è richiesta la mia presenza per dei gravi problemi familiari. Eppure nel mondo nessuno si sognerebbe di dire ad una famiglia il cui componente ha veramente commesso un orribile delitto “Dimenticatelo, fate finta che sia morto”.
E che delitto ho commesso per meritare questo?
Una sciocchezza!
Vi sembrerà strano, eppure generalmente si viene sbattuti fuori per una sciocchezza.
Alcuni sono stati cacciati per aver fumato un paio di sigarette, altri per aver giocato qualche euro ad una lotteria, altri ancora per aver dichiarato delle opinioni diverse da quelle del Corpo Direttivo, qualcun altro perché si ostinava a parlare a espulsi come me. 
Conosco chi è stato espulso perché ha ascoltato il dottore ed ha autorizzato una trasfusione di sangue al suo figlioletto morente!
Suo figlio vive, ma lui, come tutti noi espulsi è per i testimoni di Geova un morto vivente, un appestato da evitare.
Possiamo porre fine al tormento solo chiedendo il loro perdono e per farlo dobbiamo umiliarci ai loro occhi per un anno e forse anche più ma non sarà mai più come prima.
Rimarrà per sempre in noi il marchio della vergogna, ti terranno sempre sotto osservazione. Mormoreranno:“Doveva essere cattiva per essere espulsa.”“Chissà che ha combinato. Ne avrà fatto di tutti i colori!”
Alla fine quando rientri, gli altri ti perdonano un passato torbido e malvagio che non hai nemmeno immaginato di vivere , ma per me non le cose non andranno così.
Ho aperto gli occhi.
Ho visto che il mondo ha compreso che ogni uomo ha una dignità inalienabile. Ho anche imparato che Dio ama il peccatore pentito, che accoglie subito il trasgressore senza se e ma, senza umiliazioni e condizioni e sopratutto ho compreso che non avevo peccato. Troppo lieve era la mia colpa per essere chiamata peccato e se tornassi indietro chiedendo il loro perdono allora veramente peccherei agli occhi di Dio e violenterei la mia coscienza e la mia dignità di essere umano. Così tutto rimane come prima con la mia anima che sanguina ogni giorno.
Per ora nessuno deve sapere che mi vedo di nascosto con la mia mamma, sopratutto mio fratello carnale. 
Lui obbedisce a tutto quello che dice il Corpo Direttivo, e se sapesse allora mia madre rischierebbe di essere espulsa e di non vedere il suo adorato figlio.
Atroce dramma! Lei è malata e avrebbe bisogno di essere accudita da uno di noi. Questo è uno dei rari casi in cui il Corpo Direttivo non ha nulla da obiettare, e nessuno potrebbe rimproverarla per questa scelta, ma lei non sceglie, una madre non può scegliere a queste condizioni. Se sceglie me, mio fratello la ignorerebbe per evitarmi, se sceglie lui, non la vedrò mai più! Amare due figli ed avere la mente lacerata, quanto dolore si aggiunge ad altro dolore!
Allora perché ti scrivo anonimo e paziente lettore?
Per dichiarare al mondo intero che nella nostra società esiste un male nascosto chiamato ostracismo, fatto di odio e incomprensione. Questo male, come tanti altri, prosegue indisturbato a mietere vittime nascondendosi dietro l’ignoranza della nostra società civile che non sa cosa accade nelle vite private dei singoli cittadini che appartengono a delle minoranze.
Per spingere i vertici dei testimoni di Geova a seguire la misericordia che ci ha insegnato il nostro Signore Gesù o perlomeno ad aderire alla Costituzione universale dei Diritti dell’Uomo.
Se essi pensano che meritiamo di essere disassociati (così chiamano le nostre espulsioni), che ben venga, noi accettiamo questo provvedimento, ma non possono condannarci a diventare dei morti viventi davanti ai nostri amici e alle nostre famiglie.
Quando alla tua porta busseranno i Testimoni di Geova, chiedi loro se è giusto togliere la parola ai disassociati. Forse ti mostreranno qualche versetto biblico che indicherebbe che è giusto. Se lo faranno, capirai che quanto ti ho detto è vero e che stai parlando con una persona che perlomeno è sincera, ma se negheranno non perdere tempo in chiacchiere inutili. Basta ricordare loro che il loro Dio odia i bugiardi. 
Ma perché dovresti credermi? 
Va sul loro sito ufficiale (clicca QUI) e scarica la rivista Torre di Guardia del 15 febbraio 2011 [disponibile solo per alcuni mesi], visto che la copia cartacea non viene distribuita alle persone. Leggi a pagina 31 l’esperienza di una madre e capirai che quanto ti ho raccontato è vero.

 

Esperienza inviata a Salvatore Cannavo