LA STORIA DEI CONIUGI ONEDA
CHE LA TORRE DI GUARDIA
HA TENUTO NASCOSTA
Tratto dal’Associazione europea dei Testimoni di Geova per la tutela della libertà religiosa – “Emotrasfusioni e consenso informato. La questione dei minori”, in Diritto di famiglia e delle persone, anno XXV, n. 1, 1996, nota 28 pagina 417.
“Miriam Oneda, terzogenita dei coniugi Oneda: tali genitori, sardi, nella prima metà degli anni ottanta sono stati protagonisti di una nota, drammatica vicenda giudiziaria, che si è conclusa con la loro condanna per omicidio colposo in seguito al decesso della primogenita Isabella, affetta da talassemia major, evento attribuito alle mancate trasfusioni di sangue. Dopo il drammatico episodio, i coniugi Oneda si sono trasferiti in provincia di Arezzo con la secondogenita Ester, portatrice sana della tara talassemica.
In Toscana è nata loro una terza figlia, Miriam, risultata, alcuni mesi dopo la nascita, affetta da una forma grave di talassemia major. Il Tribunale per i minorenni di Firenze ha, quindi, imposto alla bambina il trattamento trasfusionale con decreto del 26 novembre 1986, affidandola, a tale uopo, al Servizio sociale della USL locale. Il meccanismo coattivo previsto per la cura di Miriam, diversamente dal caso della primogenita, non ha manifestato carenze. Comunque, gli Oneda hanno informato il Tribunale minorile circa la loro intenzione di sottoporre la figlia a cure alternative, cioè al trapianto del midollo, presso la stessa Divisione ematologica dell’Ospedale S. Salvatore di Pesaro. Il midollo di Ester è risultato istocompatibile e quindi, nel luglio 1987, Miriam è stata sottoposta a trapianto midollare. Il trattamento ha avuto un completo successo. Il tribunale per i minorenni di Firenze ne ha preso atto e con provvedimento del 28 marzo 1989 ha revocato l’affidamento di Miriam Oneda al servizio della USL locale, “considerato che, dalle informazioni assunte, risulta che la minore è stata sottoposta, la scorsa estate, al trapianto del midollo osseo, che il trapianto è riuscito e ne è conseguita la guarigione”.
Dal momento della condanna dei coniugi Oneda a 3 anni e 8 mesi per omicidio colposo della loro figlia Isabella di appena due anni (vedi sentenza Corte di Cassazione del 13/6/1986), la Società Torre di Guardia tacque in tutti i sensi; mai più una parola o una frase sulle vicende degli Oneda, nessun testimone di Geova lesse più i loro nomi sulle pagine di Svegliatevi!. Mediante una concertata azione a livello nazionale, le cui direttive vennero impartite dalla sede americana di Brooklyn, centinaia di migliaia di testimoni vennero mobilitati affinché, mediante l’invio a tutte le autorità di governo e della magistratura, di lettere “spontanee” (in realtà redatte sulla base di schemi precisi elaborati dalla sede romana) si creasse un movimento d’opinione di sapore referendario. Inoltre la Società aveva mobilitati in massa tutti i testimoni di Geova per smuovere l’opinione pubblica sul caso con un volantino: “UN’INGIUSTIZIA CHE MINACCIA LA VOSTRA LIBERTÁ” (supplemento di Svegliatevi! del 8//4/1982) da distribuire per le strade e di casa in casa e con varie circolari indirizzate alle varie congregazioni, stranamente ha continuato a tacere.
Perché non fa sapere che a questa coppia di genitori è nata una terza figlia, Miriam, affetta della stessa malattia di Isabella e che questa volta le viene fatto il trapianto di midollo osseo donato dalla sorellina Ester? Questa volta però, la “politica” dell’organizzazione è stata quella di passare sotto silenzio e di affidare la piccola alle strutture sanitarie perché fosse tranquillamente trasfusa. Perché questa volta la massa dei testimoni di Geova non è stata informata?
Gli Oneda “campioni della libertà di adorazione”, sono diventati personaggi scomodi e devono sparire dalla circolazione; di loro non si parlerà più.
Poveri Oneda, in che condizione si troveranno ora? Si saranno accorti di aver obbedito solo a comandi di uomini e non a Dio e si saranno pentiti?
Ilnonnosa
ALLEGATI:

