Ex testimone di Geova – La mia storia.

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EX TESTIMONE DI GEOVA

LA MIA STORIA

MI PRESENTO.

Mi chiamo Fabio Gentile, ho 33 anni abito a Moncalieri una città in provincia di Torino.Sono sposato e papà di un bellissimo bambino di cinque anni. Qui di seguito vi narrerò la mia storia di Testimone di Geova, dal momento in cui ne sono venuto in contatto al momento in cui ne sono uscito e con tutte le conseguenze che essa ha portato nella mia vita.

PRIMO CONTATTO.

Il mio primissimo contatto con i testimoni di Geova (TdG) l’ho avuto all’età di 18 anni, nell’aprile del 1988. In quel periodo due miei parenti frequentavano i TdG e ogni tanto m’invitavano alla Sala del Regno per assistere alle adunanze. Dopo miei ripetuti rifiuti, infine, una domenica pomeriggio, accettai di andare ad una riunione. Furono due lunghe ore delle quali non ricordo nemmeno una parola di tutto quello che fu detto: le uniche cose che ricordo furono che tutti i TdG mi si avvicinarono per salutarmi e tutti mi rivolgevano le stesse domande: “E’ la prima volta che assisti ad un’adunanza? Stai già studiando con qualcuno? Il tempo rimasto è breve, devi affrettarti…”. Il tutto era accompagnato da tanti bei sorrisi (tutti ben costruiti) e tanta cordialità. In ogni modo, dopo quel giorno, non rimisi più piede lì dentro per più di un anno.

NUOVO CONTATTO.

Dopo quella breve esperienza arrivò l’ottobre del 1989 e in quel periodo venni nuovamente in contatto con i TdG, sempre tramite i miei due parenti che studiavano con loro; iniziai così anch’io ad esaminare quello che dicevano i Testimoni, semplicemente perché parlavano di Dio ed io ero molto credente. La cosa andò avanti per un certo tempo tra alti e bassi: un po’ studiavo e un po’ smettevo, questo perché c’erano troppe cose che non condividevo.Ad ogni modo, per farla breve, nel febbraio del 1990 i miei parenti smisero di studiare, mentre io continuai.Ero fidanzato da tre anni e la mia ragazza non condivideva tutto ciò, così, dopo vari litigi, ci lasciammo per sempre.

LA SVOLTA.

Ad un certo punto della mia vita, nel luglio del 1991 (in quel periodo avevo sospeso ancora una volta lo studio), passando davanti alla Sala del Regno, vidi una TdG che conoscevo e mi fermai a parlare con lei. Mi disse che era disassociata ma che aveva intenzione di ritornare nella “verità”. Ci scambiammo i numeri di telefono, poiché volevamo rimanere in contatto. Dopo qualche giorno ci vedemmo e decidemmo di fidanzarci; io le promisi che sarei ritornato in Sala e avrei ricominciato lo studio biblico, e così feci.

PRIMI PROBLEMI.

Iniziarono i primi problemi, poiché chi mi faceva lo studio disse che io non potevo fare progresso spirituale perché frequentavo una disassociata, e a lei gli anziani dissero che non poteva essere riassociata perché io ero una persona “del mondo”. Con questo strano intreccio di leggi Geoviste ,in sostanza ci stavano dicendo che non dovevamo più frequentarci. Rimasi notevolmente sconcertato e disgustato da tutto ciò. L’unica soluzione, ci disse un anziano, era quella di sposarci e così potevamo sia stare insieme e sia fare progresso. Scegliemmo per questa soluzione e nel giro di cinque mesi ci sposammo. Questo avvenne nel novembre del 1991.

Non parlo di tutto quello che è successo nella mia famiglia, nella quale nessuno è TdG, e anche nella famiglia della mia ragazza, (ora mia moglie), che al contrario è composta da TdG. Dico solo che i miei genitori, alla fine, ci aiutarono a sposarci e si resero disponibili, mentre invece i miei suoceri non ci aiutarono per niente e addirittura non vennero nemmeno al matrimonio. In ogni caso, da quando ci sposammo, andammo avanti nell’organizzazione: mia moglie fu riassociata e io mi battezzai. In seguito fui nominato servitore di ministero (una sorta di diacono), e mia moglie divenne pioniera regolare (il pionere regolare è colui che dedica 1000 ore l’anno nel diffondere il messaggio geovista) e, dopo qualche tempo, anch’io divenni pionere regolare. Insomma, eravamo una coppia modello da prendere com’esempio. Devo precisare che mia moglie per svolgere il servizio di pioniera regolare, dovette rinunciare a lavorare, inoltre anche io pur lavorando otto ore, decisi di svolgere il servizio di pioniere regolare, andando incontro a grandi sacrifici sia economici e sia di rinuncia ad attività personali.

Ma qualcuno potrebbe chiedere se si era obbligati a svolgere il servizio di pionere regolare? La risposta è no, non si è obbligati, è una scelta diciamo libera, anche se molto condizionata dai discorsi che sono fatti nella sala del regno, o da quello che è scritto sulle pubblicazioni geoviste. Vi faccio un esempio: Molto frequentemente è detto e ripetuto alle adunanze, alle assemblee, e nelle pubblicazioni, quanto sia un gran privilegio fare i pionieri ,perché questo significa dare tanto a Geova, significa non amare questo mondo destinato alla distruzione, e quindi l’esortazione finale è sempre la medesima: E’ veramente necessario che nella vostra famiglia entri più di uno stipendio? Non è meglio in questo tempo della fine essere sempre più impegnati nel servizio a Geova?

Con questa pubblicità martellante, io e mia moglie abbiamo deciso di svolgere questo servizio continuo, ma non solo noi. Pensate che nella congregazione dove eravamo, vi erano due nostri fratelli, marito e moglie che anch’essi svolgevano il servizio di pioniere, Addirittura il marito, un ragazzo giovane, all’epoca aveva 26 anni, decise di licenziarsi dal posto di lavoro, che tra l’altro era un lavoro ben retribuito, per fare il pioniere. Vendettero la propria casa e andarono a vivere in casa dei genitori e lui andò a lavorare partime in un negozio. Ora dopo la mia dissociazione non ho avuto più notizie di questa coppia, mi auguro solo che tutto gli possa andare bene.

Con questa coppia eravamo molto amici, tante volte si parlava d’avere o non avere figli, ma sia io e mia moglie e sia loro eravamo dell’idea di non averne, tanto la fine di questo mondo era vicina e quindi era meglio essere impegnati nell’organizzazione. Pensate che ho conosciuto molte coppie Marito e Moglie giovani quindi in età feconda, che avevano tutte in mente la stessa cosa: non avere figli tanto” La fine di questo mondo è alle porte, meglio essere impegnati nel servizio a Geova.” Purtroppo ho conosciuto anche coppie avanti negli anni dai 50 in su, che facevano gli stessi discorsi nel periodo in cui si attendeva la fine nel 1975, proprio dalla voce di queste persone ho udito un senso di delusione misto a rabbia per aver dato retta alle false profezie della Torre di guardia.

Ma che cosa ha portato alcune di queste persone a decidere di rinunciare ad un lavoro, a rinunciare ad avere figli e a dedicarsi ad una organizzazione religiosa senza riserve? Che cosa ha portato me e mia moglie a rinunciare ad avere una condizione economica migliore, a non avere figli (anche se poi fortunatamente decidemmo di averne uno), ma a dedicarsi ad una organizzazione religiosa senza riserve? Si può riassumere in queste parole:CONDIZIONAMENTO MENTALE.

Bisogna a questo riguardo fare delle precisazioni.E’ vero che molti tdg hanno figli, lavorano in due o forse tre, ma ciò è avvenuto senza rinunciare ad un impegno maggiore nell’organizzazione. Al contrario se per avere queste cose “legittime”, rinunci a maggiori impegni nell’organizzazione ciò significa essere poco spirituali. In buona sostanza se puoi ma non fai , significa non amare Geova. Tornando alla mia storia, gli anni che andarono dal 1991 al febbraio del 1999 (data della nostra dissociazione), fummo sempre TdG attivi, dedicammo la nostra vita a Geova, anche se poi in seguito capimmo di aver dedicato la vita ad una società commerciale.

INIZIO DI TEMPI BURRASCOSI.

Nel dicembre del 1997,e più precisamente il giorno 26, ricevetti da parte degli Anziani (una sorta di Sacerdoti) una visita inaspettata. Mi dissero se potevano parlarmi da solo, così mia moglie andò in un’altra stanza. Che cosa avevano di tanto importante da comunicarmi?

Mi dissero che in occasione della nascita di mio figlio, avevo messo al portone d’ingresso di casa mia il fiocco che annunciava la nascita del mio bimbo. Dissero che questo era un comportamento non Cristiano, giacché il fiocco rappresentava un simbolo pagano, e inoltre essendo un servitore di ministero, dovevo essere un esempio per i fratelli, cosa che secondo loro non feci. Risposi che prima di mettere il fiocco, feci delle ricerche sulle pubblicazioni della società per vedere se Geova lo permetteva (notate il parallelismo che fa il tdg: pubblicazioni della società = Geova), e pensai che ciò era lasciato alla coscienza, la mia coscienza mi permise di farlo e quindi lo feci.

Mi dissero di toglierlo, ma io risposi che non trovavo nulla di male in tutto ciò, anzi per me era una gioia poterlo annunciare a tutte le persone. Terminai dicendo che il fiocco lì l’avevo messo e lì sarebbe rimasto. Gli Anziani mi salutarono e se n’andarono molto infastiditi dalle mie risposte, giacché secondo loro dimostrai uno spirito indipendente. La cosa in ogni modo sembrò finita lì. Almeno in apparenza.

Il mese di dicembre finì, ma arrivando gennaio, la burrasca si abbattè nuovamente. Tornando a casa una domenica sera, ricevetti una telefonata da parte di un Anziano, che mi chiese se l’indomani poteva venirmi a trovare insieme con un altro Anziano, chiesi la motivazione, ma la risposta fù “vorremmo solo chiederti alcune cose”. Ci accordammo per l’indomani e puntualmente il lunedì vennero a casa mia. Quale fù il motivo di questa seconda visita?

Gli Anziani mi dissero che nel mese di dicembre avevo fatto poche ore di servizio, e che ero mancato a qualche adunanza, inoltre dissero che con l’incarico di servitore di ministero non potevo agire in questo modo assentandomi dalle adunanze, in quanto dovevo essere un esempio positivo per i fratelli.

Dissi, che tutto ciò era vero, ma questo mio comportamento era motivato dal fatto che nel mese di dicembre mia moglie partorì, e di conseguenza io dovetti prestargli maggiormente le mie attenzioni, dovetti dividermi tra il lavoro, la nascita di mio figlio e mia moglie, quindi il mio tempo fù assorbito da tutto questo. Uno dei due Anziani mi diede una risposta che mi gelò il sangue. Mi disse: “ Non hai mica partorito tu da non poter andare in predicazione o venire alle adunanze”. Secondo loro dovevo lasciare mia moglie da sola e io con la mia bella borsa e cravatta dovevo andare in giro a predicare. In ogni modo per loro la conversazione era già finita. Le mie giustificazioni non erano valide. Mi dissero che a causa di ciò pur rimanendo un servitore di ministero non potevo per un certo periodo fare discorsi alle adunanze, mi sarei occupato in ogni caso del mio reparto di letteratura, ma per i discorsi dovevo aspettare. Rimasi male di questo poiché pensavo a tutti gli anni in cui m’impegnai nella congregazione, a quante rinunce personali dovetti fare per l’organizzazione, e che per un mese in cui mi dedicai poco, nonostante avessi delle motivazioni valide, il mio passato non fu preso minimamente in considerazione.

Gli Anziani se n’andarono, ed io raccontai a mia moglie l’accaduto e anche lei rimase molto male. Nel periodo più bello della mia vita a causa del fatto che nacque mio figlio, questi Anziani riuscirono con le loro parole “crude e poco considerevoli”, a farmi diventare triste. Nei giorni successivi a questa conversazione, iniziai a riflettere, (cosa vietata ai tdg), su tutto ciò che era accaduto. Perché dei Pastori che dovrebbero avere un atteggiamento di amore e di comprensione Cristiano verso il proprio gregge, al contrario assumono un atteggiamento di completo menefreghismo dei sentimenti altrui?

Nonostante ciò decisi che d’ora in poi mi sarei impegnato maggiormente per riottenere quello che mi avevano ingiustamente tolto.

Nel mese di gennaio iniziai di nuovo a fare le mia media d’ore nella predicazione, non persi neanche una adunanza, e mi dimostrai disponibile a collaborare in tutto e per tutto.

LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE IL VASO.

All’inizio del mese di febbraio 1998, quando gli animi sembravano placati, ricevemmo nella congregazione la visita del Sorvegliante di circoscrizione (una sorta di Vescovo). Questo Sorvegliante, era una persona molto disponibile e molto precisa.Queste visite da parte del Sorvegliante di Circoscrizione avvengono 2-3volte l’anno, e ogni volta durano una settimana dal Martedì alla Domenica. Io ebbi il privilegio di uscire in predicazione con lui il Mercoledì pomeriggio.

Durante la nostra uscita, parlammo della congregazione, mi chiese come andava, se vi erano dei problemi, io risposi che tutto procedeva bene e che problemi rilevanti non esistevano. Dopo mi chiese che rapporto avevo con gli anziani, perché essendo un servitore di ministero dovevo collaborare con Essi. Risposi che c’era un ottimo rapporto, tanto più gli dissi, che nel mese d’Agosto 1997, mi diedero il privilegio, di portare avanti la congregazione, poiché tutti e quattro gli Anziani andavano via per le vacanze, e mi chiesero se me la sentivo di condurre lo studio Torre di Guardia, La Scuola di ministero teocratico, e le altre adunanze,io risposi che sarei stato felice di tutto questo. Anche se i proclamatori rimasti in quel mese furono circa una trentina su settanta, rimasi comunque  molto contento di quel privilegio.

Quando raccontai tutto questo al sorvegliante, lui rimase sconcertato per l’accaduto, mi disse che su quattro anziani almeno uno a turno doveva rimanere, e che non si erano comportati bene chiedendomi di sostituirli. La conversazione finì lì e anche la predicazione. Il venerdì sera dopo l’adunanza, un anziano mi si avvicinò e mi disse che l’indomani cioè il Sabato pomeriggio, il Sorvegliante mi voleva parlare e quindi mi chiese se potevo recarmi nella sala del regno. Chiesi se sapeva cosa era l’oggetto della conversazione. Mi rispose che non lo sapeva. Gli dissi che mi sarei recato l’indomani all’appuntamento. Chissà cosa voleva dirmi il Sorvegliante? Forse qualcosa relativo alla conversazione avvenuta il mercoledì pomeriggio? Può darsi pensai, forse vuole che confermi davanti agli Anziani quello che è avvenuto nell’Agosto 1997? Assolutamente niente di tutto questo!

CINQUE CONTRO UNO.

Il Sabato pomeriggio come d’accordo mi recai nella sala del regno, convinto di trovarmi davanti il Sorvegliante e al massimo un Anziano. Invece mi ritrovai tutti e quattro gli Anziani oltre al Sorvegliante di Circoscrizione. In quel momento mi passarono mille pensieri per la mente. Che cosa avrò mai fatto di male?

Che cosa vogliono questi da me? Se avrei ascoltato la mia coscienza me ne sarei andato subito via. Ma poi mi dissi : “Stai calmo e tranquillo, non hai fatto nulla di male , ascoltiamo quello che hanno da dirmi”.

Mi fecero accomodare di fronte a loro, e il Sorvegliante iniziò a parlare.

Il discorso verteva su tre fronti:

1)    Perché avevo messo il fiocco al portone che annunciava la nascita di mio figlio?

2)    Perché nel mese di Dicembre avevo fatto poche ore di predicazione ed ero mancato a delle adunanze?

3)    Mi si accusava di essere una persona troppo scherzosa. ( Questa era nuova).

Le risposte alle prime due “accuse” furono le stesse che diedi agli Anziani nei mesi precedenti, mentre per la terza “accusa”, dissi che non trovavo niente di male nell’essere scherzoso, dissi che era il mio modo d’essere, ma questo non significava che i compiti assegnati in congregazione li prendevo con leggerezza anzi mi ero sempre dimostrato una persona seria e impegnata nei confronti dell’organizzazione. A questo punto giacché non lo fece il Sorvegliante, lo feci io, menzionai che l’anno prima nell’Agosto del 1997, mostrai una gran serietà nel portare avanti la congregazione, conducendo le adunanze da solo.

Inoltre aggiunsi che neanche gli Anziani si comportarono bene nel lasciare ad un servitore di ministero la congregazione nel mese d’Agosto, andandosene in vacanza.

Il Sorvegliante disse che questa era una questione che aveva già chiarito con gli Anziani e che ciò non mi riguardava più. Voglio precisare che durante tutta la conversazione io rimasi sempre tranquillo nell’esporre le mie dichiarazioni, anche se devo ammettere, che avrei voluto alzare la voce dalla rabbia per il modo in cui ero trattato. Ma non lo feci perché se no mi avrebbero accusato di scarsa padronanza di me. Tutta la conversazione durò circa un ora, dopo di che mi chiesero di allontanarmi qualche minuto perché dovevano parlare in privato. Dopo un po’, fui richiamato e mi dissero che nonostante tutto avevo dimostrato uno spirito mite e remissivo (oggi aggiungo da fesso), e quindi potevo continuare ad essere un servitore di ministero, in ogni caso aggiunse il Sorvegliante, sappi che gli Anziani ti terranno sotto controllo.

Tutta quella situazione mi portò ad essere esausto, non dissi più nulla, chiesi solo se era finita la conversazione e se me ne potevo andare . Mi dissero che potevo andare via. Quando tornai a casa, mia moglie mi chiese cosa fosse successo, gli raccontai tutto, lei rimase molto male dell’atteggiamento assunto dagli Anziani nei miei confronti, la rassicurai dicendo che tutto si sarebbe aggiustato per il meglio.

I giorni che seguirono riflettei molto sull’incontro avvenuto con il Sorvegliante di circoscrizione e gli Anziani. In ogni caso da quel momento in poi, gli Anziani non mi dissero più nulla, io continuai ad essere un tdg modello tanto che dopo qualche mese mi fù ridato il privilegio di fare discorsi.

AVVENIMENTI CHE MI HANNO FATTO RIFLETTERE.

Gli ultimi avvenimenti che sono accaduti tra me e gli Anziani, mi hanno indotto a riflettere se quest’organizzazione era veramente guidata da Dio.

Sperimentai in prima persona, la freddezza e il distacco che l’organizzazione mostra tramite gli anziani. Purtroppo solo ora, compresi che essere un Testimone di Geova significava, non usare la propria coscienza, non ricevere rispetto e considerazione per i propri sentimenti, e inoltre non poter avere la propria libertà. Come dice una antica espressione medievale” Non appartenga a un altro chi può appartenere a se stesso”. Compresi che la libertà individuale è un bene prezioso e bisogna fare il possibile per salvaguardarla.

Iniziarono a venirmi in mente cose che avevo sentito e visto all’interno dell’organizzazione, cose che avevo letto nelle pubblicazioni della società Torre di Guardia negli anni precedenti, e che solo adesso iniziavano ad avere un significato.

Decisi all’insaputa di mia moglie di iniziare a documentarmi sul passato dei tdg, tramite libri scritti da ex tdg cosa vietatissima.Inoltre una sera per televisione seguii una trasmissione dove si parlava dei tdg e dove parlavano ex Tdg.

Iniziai concretamente ad informarmi a chiedere e soprattutto a scoprire tutti gli altarini che quest’organizzazione cerca di nascondere. Confrontai la Bibbia che usano i tdg “La Traduzione del nuovo Mondo”, con altre Traduzioni Bibliche, e con mia grande sorpresa vidi moltissimi versetti biblici manipolati e falsati per dare ragione al loro credo. Premetto che tutto ciò avvenne nell’arco di mesi, da Febbraio a dicembre del 1998.

Questi furono mesi molto difficili per due motivi. Primo perché scoprivo l’inganno che avevo subito e secondo perché non potevo dirlo a nessuno.

SCOPRIAMO LE CARTE.

Nel mese di dicembre decisi che era arrivato il momento di scoprire le carte, comunicai a mia moglie tutto ciò che appresi nei libri. Purtroppo lei all’inizio non ebbe una reazione molto favorevole , discutemmo e litigammo per parecchi giorni, ma poi anche lei decise di leggere alcuni scritti che la fecero riflettere. In modo particolare lesse il libro di Franz “Crisi di Coscienza”. Libro determinante che l’aiutò a prendere una decisione. Parlammo molto per capire cosa dovevamo fare, e a quali conseguenze andavamo incontro se decidevamo di dissociarsi.

Eravamo coscienti che avremmo perso tutte le amicizie, che nessuno più ci avrebbe rivolto il saluto. Questo era il prezzo da pagare. Ma cosa avremmo dovuto fare? Continuare ad essere tdg solo fisicamente? Comportandoci da ipocriti come fanno tanti tdg? Nel mese di Gennaio 1999, incontrammo di persona alcuni ex tdg conversammo con loro e ci spiegarono altre cose inerenti all’organizzazione. A quel punto decidemmo di inviare la lettera di dissociazione agli Anziani e questo avvenne nel Febbraio del 1999.

Dopo aver inviato la lettera di dissociazione, gli anziani cercarono di dissuaderci in tutti i modi, ma senza risultato. La nostra dissociazione fu un colpo per tutti i fratelli, non solo della nostra congregazione; se ne parlò anche in altre congregazioni proprio perché noi rappresentavamo una coppia teocratica esemplare. Il giorno dopo l’annuncio incontrammo tanti nostri ex fratelli, con alcuni dei quali avevamo condiviso pranzi, vacanze, confidenze: nessuno di loro ci degnò di una parola o ci chiese il motivo della nostra dissociazione. Ci ritrovammo soli senza amici e con tutto da ricominciare.

Purtroppo è questo il prezzo che bisogna pagare se non si vuole essere più un tdg e cioè L’isolamento. Bisogna ricostruire tutto da capo. Non è facile affrontare tutto questo, ma non è neanche impossibile. Nel corso di questi anni ho deciso di divulgare informazioni su chi sono realmente i tdg, anche se devo dire che facendo così i miei ex fratelli mi hanno etichettato come Apostata. Inoltre ho saputo tramite alcune persone che nella città dove abito dicono di me che il diavolo mi ha catturato e mi sta usando contro di loro. Certamente mi dispiace che pensino questo di me, dicendo frasi che venivano pronunciate nel periodo della caccia alle streghe. Ma anche questo era previsto. Ed è a loro che dedico le parole che Il Signore Gesù disse secoli fa :

“Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Oltre ad impegnarmi a livello locale, nella zona dove risiedo divulgando informazioni sui Testimoni di Geova, ho pensato che internet  essendo una finestra sul mondo, possa  essere un ottimo strumento nel divulgare informazioni in modo veloce e ampio. Così ho deciso di far nascere questo sito, per essere un aiuto a chi veramente lo desidera, a chi né ha bisogno e a chi vuole purificarsi dagli insegnamenti della Società Torre di Guardia.

Fabio Gentile