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SCISMA
IN CORSO
OPPURE L’ENNESIMA
BUFALA MEDIATICA?
NUOVA LETTERA
A
QUO VADIS
Riceviamo e pubblichiamo integralmente
Cari fratelli
Alcuni di noi, visto il grande eco che ha provocato la nostra lettera, pubblicata su un sito alternativo di informazione sulla Watchtower, abbiamo deciso di continuare a scrivere. Ognuno per se tratterà i punti che gli stanno più a cuore in risposta ai commenti del blog “proclamatore consapevole”.
In primo luogo non ci sembrava che il nostro scritto fosse “pieno di odio” come ha commentato qualche utente anonimo di turno. Attribuire un etichetta così perentoria e superficiale deriva semplicemente dalla vostra prospettiva. Erano constatazioni. Chi vive nel mondo “reale” è abituato a verificare le fonti e i servizi che una società offre. Se ad esempio io do dei soldi all’**** perché mi fornisca energia elettrica mi aspetto che faccia quanto pattuito. Se poi scopro che il valore dei servizi offerti vale circa un terzo del prezzo della bolletta, ho tutto il diritto di chiedere informazioni. E l’**** ha il dovere di renderle pubbliche. Magari non ci potrò fare nulla, perché la restante parte sono tasse per lo stato, accordi unilaterali eccetera. Forse però, data la libera informazione e la trasparenza, qualcuno potrà sentirsi libero di cambiare compagnia elettrica, altri invece possono scegliere di rimanere a prescindere… Per abitudine, per sicurezza o per puro disinteresse. Ad esempio potrebbe dire “tanto sono tutti uguali, qualunque si scelga”. Ma se l’azienda stabilisce che il servizio che offre è beneficenza, ma attraverso una risoluzione, a mia insaputa decide anche quanti soldi ogni mese come quota fissa io debba darle, (a prescindere dal consumo) questo è sospetto. Se la suddetta compagnia mi chiede una mano per fare gli scavi per far passare i fili (dato che è beneficenza) o mi chiede il cemento e il legno per i pali, mi dice che i fili di rame sono molto cari e confida nel mio buon cuore, io posso cominciare a dubitare. Se poi, anche se ho costruito io gli impianti mi viene chiesto un affitto di manutenzione per strutture che essa non ha mai pagato, il mio dubbio si sposterà verso una necessità di vederci più chiaro. Poi, una volta chiesti chiarimenti, la risposta non giunge come credevo. Mi viene detto che non è compito mio occuparmi di queste cose, perché questa è tutta beneficenza. E poi mi viene intimato di non fare assolutamente il confronto con altri fruitori si servizi. Non devo parlare con chi abbia scelto una fonte alternativa. Poi scopro, che senza che io abbia dato il mio consenso, sono un socio aderente. Vale a dire che se la società fallisce io potrei risponderne. Allora approfondisco, parlo con chi ha cambiato idea su questa società. Mi accorgo che molti hanno regalato terreni , case, metalli preziosi, soldi e tempo per essa. Scopro che l’entusiasmo con cui pubblicizzavano questa azienda si è trasformato in amara delusione. Anche gli operai che stanno nel quartier generale si nascondono dietro nomi fasulli per chiedere aiuto perché si stanno rendendo conto che le cose non vanno. Cercano appoggio e comprensione verso gli esterni, loro finanziatori. Ma non possono fare molto. Hanno solo quello, la loro vita era dedicata solo a servire la compagnia. Non avrebbero niente e non sono ancora pronti a rendersi conto che sono stati circuiti, ingannati, nell’animo prima che a livello economico. Sono costantemente controllati, non possono cercare le informazioni per conto loro, non possono leggere libri che potrebbero farli ragionare. Se lo fanno si devono nascondere bene. Non possono neppure sistemare la loro piccola stanza nel modo che preferiscono, dalla posizione dei libri alla sistemazione del letto. Sono oppressi, stanchi e imbarazzati. Per farsi aiutare, o solo per farsi ascoltare, escono dal quartier generale perché è tutto controllato. Se sono sposati, la moglie potrebbe essere quella che denuncia un comportamento deviante da parte loro. O il marito…e poi hanno poco tempo libero. Tutto si basa sul controllo reciproco, sul sospetto l’uno per l’altro. Viene premiato non chi ragiona ma chi si attiene alle regole…un po’ come in una caserma. E io che sono fuori, io che non ho vincoli di quel tipo agisco…Posso gestire il mio tempo, le mie letture e i miei amici. Sono libero e non comprendo fino in fondo chi non lo è. Esistono molte prigioni, la gente non lo sa nemmeno quante. Dunque, io che sono libero di disporre del mio tempo e del mio cervello parlo con gli esperti, faccio ricerche. Sia con gli scienziati che con chi si è tolto come socio. Ognuno per un motivo diverso ma tutti legittimi. Sarebbe bastato confrontare le fonti subito. Ma è troppo tardi e ovviamente il deviante sono io perché c’è una regola molto precisa: se parli con chi ha abbandonato la compagnia vieni allontanato anche tu. E tutto quello che tu hai donato, tutto quello a cui tu hai rinunciato rimane alla compagnia e tu non hai alcuni diritto di replica. Ogni settimana, per ben due volte e per un totale di quattro ore, tutti quelli che sono all’interno devono ritrovarsi insieme per ricordare e rammentare quanto sono fortunati e come sono cattivi gli altri che non capiscono. Viene fatto il mio nome davanti a tutti e vien loro detto di evitarmi. Chi mi ha giudicato colpevole dice che mi sono permesso di usare la mia calcolatrice perché non mi fidavo del loro contatore perfetto. Poi comincio ad aprire gli occhi. Vedo che il loro misuratore ineccepibile da dei numeri a caso, che né chi me l’ha installato, né chi l’ha progettato ha le competenze per farlo. Ecco perché insistevano sulla fiducia. Ecco perché screditavano gli altri. La cosa peggiore poi, è che ti avevano garantito che quell’elettricità derivasse da fonti sicure, realizzate dopo studi approfonditi e assolutamente verificabili. La veridicità però viene sostenuta solo da fonti interne, anche se si fa presupporre che molti stimino questa compagnia. Si citano pareri degli esperti con frasi decontestualizzate dal discorso originale. Se prima qualcuno provava a dirti: “ Guarda che non stanno così le cose! Non è Energia Pulita!” tu convinto e sicuro, usavi il loro libretto d’istruzioni e citavi le loro fonti, strutturate come un libro di 5 elementare. Frasi affermative, unidirezionali e concetti ripetuti in continuazione. (Non tutti i libri delle elementari sono così…molti aiutano i bambini a ragionare, a sviluppare il pensiero narrativo, oltre che quello logico) Il problema è che un tuo parente abita dentro il quartier generale e sai che lo metteresti nei guai se facessi qualcosa di più. Quando vi vedete ascolti le sue lamentele, i torti e le ingiustizie subiti da quelli che nella compagnia stanno più in alto di lui. Ti basterebbe dirgli “usa la tua testa” ma lui ancora crede che la compagnia sia perfetta, che basterebbe eliminare le persone cattive, che hanno strumentalizzato la buona fede degli altri. Non ha ancora capito che di fatto tutto quanto è un grande e geniale imbroglio. Ma uno spiraglio, seppur piccolo, c’è sempre e lui sta per accorgersene.
Buona vita ragazzi e coraggio.
Ps: vi chiederete cosa c’entri il discorso di un’azienda economica con le cose sacre. Infatti non c’entra nulla. Come non c’entra nulla dare dell’apostata a una persona che chiede informazioni finanziarie e sull’uso del denaro proveniente dalle contribuzioni. E neppure c’entrerebbe dare dell’apostata a chi legge la Bibbia e si rende conto che molti intendimenti passati presenti e futuri non hanno nulla a che vedere con il suo messaggio. Ma questa è un’altra storia. Non avete che da leggerla.

