Roberta Ragusa: L’ombra dei testimoni di Geova

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Roberta Ragusa:

L’ombra dei

testimoni di Geova

 

Inserito ottobre 15, 2013 Da Luca Zecca

Sembra oltretutto che anche Roberta, almeno da piccola, avesse frequentato la stessa comunità, molto probabilmente perché ne faceva parte la madre. Il caso è insomma anche un groviglio di fede e presunte e vere passioni. Un altro caso continua a dettare interesse e intrigo all’interno dei media: la vicenda Ragusa. E spuntato un nuovo supertestimone e la sua intervista esclusiva è stata raccolta all’interno della trasmissione “Quarto Grado”, su Rete 4. In diretta egli ha potuto descrivere ciò che vide a Gello, in provincia di Pisa, nella notte tra il 13 e il 14 Gennaio 2012: «Ero in bicicletta: questa signora col pigiama mi ha tagliato la strada in diagonale. C ’era una macchina ferma dalla parte opposta. In un primo momento non ci avevo fatto caso… l’ho vista solo dopo. Ho capito che andava in quella direzione, dove c’era la macchina ferma sulla destra». Appare come la ricostruzione attenta e minuziosa di un personaggio che tra l’altro ha affermato di essere amico di Loris Gozi, l’altro supertestimone del caso. Il teste prosegue: «Erano dieci all’una, ma non posso dirlo con esattezza perché non mi ricordo. Faceva un freddo cane, c’erano meno quattro gradi. Io non mi sono fermato: magari poteva essere lì ad aspettare… Ho saputo della scomparsa di Roberta Ragusa questo mese, perché non leggo i giornali, non guardo la televisione. Solo chiacchierando con degli amici ho sentito parlare di questa Ragusa. Ed è venuto fuori che questa signora, specificavano, con questi occhi azzurri, era la donna di quella notte». Sembra la descrizione di un brivido ritenuto, di una cosa osservata e neanche rimuginata, ma ampiamente sottesa alle condizioni del freddo, che imponevano un supero dell’istinto di conservazione, e quindi di ignorare di più il richiamo della strada. Ciononostante il ricordo è rifiorito, come un altro appuntamento stabilito dal destino di una povera donna scomparsa.

«SONO SICURISSIMO CHE STESSE USCENDO DI CASA» La testimonianza televisiva continua ancora: «Sono sicurissimo: al 1000 per 1000. Specialmente in quei frangenti di tempo, che lei stava uscendo di casa. Non l’ho visto solo io: l’ha vista anche un’altra persona. Anche il signore dell’auto l’ha vista. Praticamente lui mi era dietro con la macchina. Lei si è fermata a mezza corsia, poi ho visto i fanali dietro di me e mi è toccato buttarmi a destra. La macchina che è passata è di questo signore che conosco». Ma a quale signore egli si riferisce e perché la super testimonianza sembra una ricostruzione minuziosa di particolari, messi assieme con il timore di essere parte della scena? E perché l’uomo ha voluto parlare solo adesso,innanzi ai telespettatori di tutta l’Italia? Rivela ancora il testimone, concludendo: «Non sono andato ai carabinieri perché oltre ad avere avuto i miei problemi, ho una situazione disastrata e tuttora sono senza lavoro. Potrei andare a parlare con gli inquirenti solo se venisse anche l’altro uomo, perché è più attendibile di me». Gli inquirenti hanno fatto sapere che prenderanno in seria considerazione la testimonianza, e che la analizzeranno passo per passo, anche se per il momento non si può esser certi della sua attendibilità. Qualche perplessità è dettata proprio dal fatto che l’uomo si sarebbe fatto sentire solo adesso, dopo tantissimo tempo.

C’E ANCHE LA TESTIMONIANZA DELLA COLLEGA DI LOGLI A tutto questo si deve sommare la testimonianza recente di una collega cinquantenne del marito, lavoratrice della Geste, una società di servizi comunali di San Giuliano Terme, nella quale Logli è impiegato come elettricista: ella ha raccontato di aver trovato due fazzoletti sporchi di sangue un mese dopo la morte della Ragusa, erano in un furgoncino che solitamente veniva usato proprio dal marito della Ragusa; un mezzo fermo dal Novembre 2011, perché Logli aveva detto che era inefficiente. Ovviamente sono stati fatti dopo gli accertamenti tecnico scientifici sul reperto di carta.

L’OMBRA DEI TESTIMONI DI GEOVA, COME NEL CASO SCAZZI Un altro particolare però infervora la discussione anche sulla rete, ed è connessa con l’ombra dei Testimoni di Geova che graverebbe su alcuni casi di inspiegabili scomparse o di morte, come nella vicenda della povera Sarah Scazzi. Nel caso di Roberta Ragusa la posizione del marito dovrebbe essere definitivamente sigillata nella sua colpevolezza, visto che un altro supertestimone, Sara Calzolaio, la giovane amante di Antonio Logli, fu allontanata dai Testimoni di Geova a cui apparteneva, dopo la scoperta della sua relazione promiscua. La comunità di Geova lo defini non un allontanamento, ma una vera dissociazione, cioè una morte civile agli occhi dei fratelli con dannazione eterna. Nel groviglio di amanti sconvolte anche nella fede e di tradimenti, svettano uomini grigi che non hanno mai saputo difendere se stessi o chi li ha amati, ma anche di tanta gente che ha cercato di apparire in questa tragica fiction della realtà, approfittando della vaghezza delle opinioni e degli indizi, e approfittando nella rilevanza che storie come queste sempre più assumono nei media.

http://mentiinformatiche.com/2013/10/roberta-ragusa-lombra-dei-testimoni-di-geova.html