La “mitica” onestà dei Testimoni di Geova.

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La “mitica” onestà

dei

Testimoni di Geova.

Una delle trovate propagandistiche cui i movimenti religiosi alternativi ricorrono con maggior frequenza consiste nella “esibizione” del rigore morale che caratterizzerebbe i propri affiliati n contrasto con il lassismo etico tollerato dalle altre religioni.

Capiterà a tutti, prima o poi, di ascoltare valutazioni del tipo: “Il Testimone di Geova modello è un buon lavoratore, apprezzato dal datore di lavoro; capi d’azienda cercano di assumere testimoni di Geova per non essere vittime di furti da parte del personale (cfr. La Torre di Guardia, 15/6/2005 p. 7).

E’ un buon vicino, preoccupato della pulizia della casa e del vicinato e non fa mai atti che potrebbero portarlo in prigione”. 

Queste osservazioni, peraltro condivisa da molti a causa della martellante propaganda di facciata con la quale i Testimoni di Geova “aggrediscono” il mondo intero, è alimentata da un grosso equivoco: la convinzione che basta formulare con insistente convinzione un’affermazione perché questa diventi vera! 
Per quanto mi riguarda non li giudico, il giudizio spetta a Dio, ma non posso esimermi dal rilevare molte palesi contraddizioni tra le loro plateali professioni di bontà e mitezza e le loro azioni. 

 Sono, i Testimoni di Geova davvero le persone migliori del mondo?


Dice lo slogan geovista: “La vera religione deve produrre persone migliori: mariti e padri migliori, mogli e madri migliori. Dovrebbe produrre persone oneste, che si distinguono fra gli altri a causa delle opere giuste” (La Verità che conduce alla vita eterna, 1990, p. 15 § 10). 
Dal momento che essi sostengono che la vera religione è esclusivamente la loro (Ibid. p. 130 § 18), viene da sé che la propaganda geovista asserisce che, fra i Testimoni di Geova, vi sono le persone migliori del mondo. 
Le molteplici perfezioni dei cittadini geovisti sbucano fuori, sciolte e a mazzetti da ogni pagina dell’editoriale congrega. Sono molte ed assai prolisse le tiritere sulle profumate benemerenze di chi si loda e si imbroda solo perché compie alcuni dei più elementari doveri dei cittadini. 

Ed ecco una piccola esposizione del policromo medagliere geovista:

Rispettano le Leggi dello stato, il Codice della strada e pagano le tasse.

Cosa c’è di speciale?

Sono in molti a farlo ed anche meglio perché rispettano anche il Codice che impone il segreto d’ufficio (Cfr. TdG, 1/9/87, p. 15).

Per quanto riguarda le tasse, se è vero che ogni Testimone di Geova soddisfa individualmente i suoi obblighi, è anche vero che collettivamente la Società Torre di Guardia evade platealmente le tasse sull’enorme quantitativo di stampati venduti abusivamente come letteratura religiosa esente da imposte ma, per la maggior parte, le pubblicazioni di queste chiese vengono assoggettate a tassazione. 
Al contrario i 6 milioni di proclamatori smerciano oltre 800 milioni di stampati ogni anno senza pagare un euro di imposta.

Si tratta senza dubbio di un quantitativo eccessivo, tale da non potersi collocare nella categoria della stampa per propaganda religiosa. 
Pertanto è giusto affermare che la “santa organizzazione di Dio sulla terra” è un grosso evasore fiscale. Ergo: i Testimoni di Geova non pagano le tasse. 

– Non uccidono, non rubano, non si drogano, non fumano.

Miliardi di persone si comportano allo stesso modo ma, contrariamente ai Testimoni di Geova, non versano fiumi d’inchiostro per vantarsene, né si insidiano su nicchie di sublimità ritenendosi “puri” rispetto al resto degli altri uomini considerati “marci”, compresi quelli che fumano (orrore) 3 sigarette al giorno. 
Ma i bordeggia menti geovisti dei nostri giorni non si chiedono come mai nella “santa organizzazione” sia vietato il fumo ma non l’alcool.

Eppure, è cosa ben nota, l’alcolismo provoca danni maggiori rispetto al tabagismo, sia a livello personale, sia in rapporto alla società. Tra l’altro l’alcolizzato si comporta in modo indecoroso ed antisociale. 
Cosa impedì a Rutherford di vietare l’alcool? La risposta è una delle più semplici: era un forte consumatore di bevande alcoliche al punto di meritarsi la fama di bevitore. Ora, si è mai visto un bevitore vietare l’uso di alcolici? 

– Ritengono di poter essere additati quale esempio di civismo. 

Al contrario: essi disprezzano ogni impegno civile ma approfittano dei benefici della società civile. 

– Cittadini perfetti? Certamente no. 

I cittadini perfetti non calunniano, non condannano, non assillano il prossimo. Soprattutto non offendono lo Stato ritenendolo bestialmente satanico (Svegliatevi! 8/12/1991 p. 11); non contrastano in moltissimi articoli della Costituzione Italiana; rispettano le idee e la fede altrui ed infine si accollano tutti i doveri e tutte le responsabilità che la civile convivenza comporta.

I Testimoni di Geova non sono cittadini di uno Stato, per loro stessa ammissione essi si considerano ministri e ambasciatori in terra straniera. Pertanto, oltre a non essere esemplari, costoro non sono neppure cittadini (Sia Dio riconosciuto verace, 1952, p. 229). 


Come può il geovismo affermare, generalizzando, che i propri adepti sono cittadini esemplari, contribuenti scrupolosi e lavoratori onesti?

Si effettuano forse controlli capillari sui singoli Testimoni per provare che essi manifestino le citate qualità?

Da istruzioni scritte fornite ai responsabili locali da parte della sede romana del movimento si apprende che “la congregazione non fa indagini per sapere se i componenti della congregazione stanno rispettando o no le leggi di Cesare”; allora, su quale cosa si basano le martellanti dichiarazioni relative all’onestà degli affiliati?

Si tratta di semplice propaganda la quale, come si sa, è l’anima del successo nella vendita di ogni prodotto, anche nel “mercato della religione”, alimentato da tanti movimenti religiosi alternativi.

Per contro, è possibile dimostrare che, a dispetto della millantata propaganda, i Testimoni di Geova includono nelle loro fila la stessa tipologia di soggetti che popolo ogni gruppo sia esso religioso o no.

Infatti, a più riprese, la sede romana dei Testimoni di Geova è stata tempestivamente informata delle continue violazioni di leggi commesse dagli affiliati: l’abusivismo edilizio non è infrequente, ad esempio a Siracusa la Società Torre di Guardia aveva costruito illegalmente in zona agricola, la Sala delle Assemblee (Il Nuovo Diario, 4 novembre 1989). Anche nella costruzione e nell’ampliamento di alcune “Sale del Regno” dei Testimoni di Geova si è proceduto contra legem; ci sono Testimoni che “fanno certi lavori di costruzione e che non prendono certe precauzioni per salvaguardare l’incolumità della loro vita o di quella di altri” (Lettera datata 26/2/1981 e siglata SCB:SSB); anche tra i Testimoni è diffusa la pratica di servirsi del gas di cucina per riempire il serbatoio dell’automobile (Lettera datata 23/10/1982 e siglata SCC:SSB);

Anche tra i Testimoni di Geova è ricorrente la violazione delle “leggi riguardanti il traffico stradale”, il “lavoro nero” (Lettera datata 7/4/1981 e siglata SCC:SSF); insomma, non c’è nulla di nuovo sotto il sole che splende in casa geovista, per ammissione degli stessi vertici del movimento. 

Addirittura tali vertici hanno ripetutamente raccomandato: “La congregazione, rappresentata dagli anziani, non è autorizzata a intervenire quando un componente della congregazione trasgredisce le leggi di Cesare…”(Lettera datata 19/3/1979 e siglata SCB:SSE), la congregazione interviene soltanto quando il fatto diviene di pubblico dominio e intacca la reputazione della congregazione… (Lettera datata 26/2/1981 e siglata SCB:SSB).

Ma se non esiste scandalo, è bene lasciare la cosa alla coscienza dell’individuo”. (Lettera datata 774/1981 e siglata SCC:SSF). 

In buona sostanza, il punto di vista dell’organizzazione geovista è: se un Testimone fa, per esempio, una costruzione abusiva, è un problema tra lui e le autorità costituite; però, nel momento in cui, a motivo di ciò, si viene a sapere che nella comunità si parla male dei Testimoni di Geova, solo allora i responsabili locali sono “obbligati” ad intervenire, non in relazione alla trasgressione della legge, ma a motivo dello scandalo prodotto da tale comportamento.

Pare di trovarci di fronte alla prassi dei “furbi”: se commetti una trasgressione, bada di architettarla bene in modo che nessuno ti scopra… Il tutto a dispetto del fatto che l’onestà, peraltro comandata dalla Bibbia, costituisce di per sé un valore sociale. 

– Tristi realtà nascoste tra i Testimoni di Geova.

Rassegna Stampa

Fallita la finanziaria dei testimoni di Geova – Molti piccoli risparmiatori sono stati ingannati da persone conosciute durante i meeting religiosi. Quasi tutte le vittime designate non avevano dubbi verso la serietà della finanziaria, conquistate dalla simpatia dei promotori e soprattutto dal fatto che si trattava di testimoni di Geova”. 
(Il Giorno, 25/7/1990)

Com’è fastidioso avere un Testimone di Geova coinquilino – Ho la disgrazia, di avere come vicino di casa, un anziano dei TdG, il cui comportamento, assieme a quello dei suoi famigliari, è indegno… è giusto che la gente sappia cosa può accadere quando si ha per vicino un Testimone di Geova”. 
(Diario Doc, 20/10/1990) 

Botte da orbi perché rifiuta di “convertirsi” – Un uomo sarebbe stato aggredito e picchiato in casa da una decina di aderenti alla setta dei Testimoni di Geova, perché si sarebbe rifiutato di convertirsi, così come aveva fatto recentemente la moglie. Stando al suo racconto, i Testimoni di Geova avrebbero fatto irruzione nella sua abitazione aggredendolo dopo aver tentato più volte di convertirlo alla loro fede”. 
(Gazzetta del Mezzogiorno, 22/7/1987) 

Mafia, in cella un “Vescovo” dei testimoni di Geova – Francesco Sturiale, avvocato e anziano dei Testimoni di Geova, è stato arrestato con la presente accusa di essere il personaggio di copertura che si occupava di riciclare valuta falsa e denaro sporco proveniente dalla attività mafiosa”. 
(La Nazione, 16/2/1996) 

Testimoni e cravattai – Testimoni di Geova e nel tempo libero usurai”. 
(Roma di Napoli, 18/4/1997) 

Ha ridotto in fin di vita con furiose coltellate la pia vicina di casa che non sopportava perché cattolica. Lui Testimone di Geova, non poteva sopportare l’idea che la signora della porta accanto avesse una fede diversa”. 
(Cronaca Vera, 3073/1994) 

Genitori Testimoni di Geova hanno abusato sessualmente del loro figlio. Il padre lo sodomizzava sin da quando aveva 5 anni alla presenza della madre, la quale aveva compiuto con il bambino atti di sesso orale e collaborato con il marito ad altre oscenità. Il figlio li, li uccide”. 
(New Sun, 25/5/1991) 

Il magazzino diventa albergo – I Testimoni di Geova avevano chiesto ed ottenuto la concessione edilizia per un “annesso rustico” (magazzino per ricovero attrezzi). Alla fine è diventato “Un albergo, pensione con cucine, sale da pranzo, saloni, camere servite da WC e doccia. Adesso i Testimoni di Geova rischiano guai grossi: la multa, la demolizione del fabbricato o l’acquisizione degli immobili da parte del Comune”. 
(Il Gazzettino di Treviso, 6/7/1996) 

I casi di disubbidienza allo Stato non si contano: 

Un anziano Testimone di Geova, ha avuto il coraggio di trattare contratti di lavoro secondo il codice di diritto insegnato dalla rivista “Torre di Guardia”, invece di attenersi alle regole dei contratti di lavoro secondo le Leggi dello Stato Italiano. 

PS. Tutti i documenti citati sono in mio possesso. 

Ilnonnosa