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SANGUE
RIFIUTO TRASFUSIONI
ALCUNE CONSIDERAZIONI
31/03/2014
Buon giorno a tutti
gradirei condividere con voi alcune considerazioni personali circa la questione Sangue.
Come sapete la società ha di volta in volta variato la sua presa di posizione circa questo vitale argomento.
Dunque per un certo periodo se non vado errato assumere sangue attraverso una trasfusione o meno faceva parte della propria coscienza.
Dal momento che, come si evince dai versetti in questione, il contesto riguarda una norma alimentare nessuno poteva obbligare un altro individuo a rinunciare a una cura così importante.
I Testimoni di Geova non sono gli unici a considerare sacro il sangue.
Ebrei, Musulmani e altre religioni cristiane hanno interpretato e applicato questi precetti.
In alcune nazioni sono stati modificati determinati “alimenti” diffusi in tutto il mondo proprio per permettere ai credenti di poterli assumere liberamente…(o visti da un’altra prospettiva incrementare le vendite, conquistare nuove fette di mercato).
Nell’antico testamento vi erano altre norme alimentari molto precise, ad esempio “non far cuocere il capretto nel latte di sua madre”, non mangiare gli organi interni, i molluschi o i crostacei che strisciano sul fondo…eccetera.
In ogni caso qualunque persona sa la differenza tra iniettarsi del latte di capra nelle vene o assumerlo per via orale.
E’ talmente ovvio che l’argomento non può essere oggetto di paragone.
La stessa posizione è stata assunta alternativamente anche per quanto riguarda il trapianto e la donazione di organi.
A tutt’oggi un testimone di Geova medio non si fa problemi a mangiare le frattaglie ma avrebbe delle riserve ad accettare degli organi per la propria sopravvivenza.
Eppure è proprio solo al contesto alimentare che la bibbia fa riferimento.
Tuttavia per un certo periodo la società vietava drasticamente di ricevere e donare organi, paragonando la pratica al cannibalismo.
Poi qualcuno ha giustamente fatto notare che la bibbia non prevedeva dei casi simili, per tanto le decisioni non potevano che essere catalogate come “Questione di coscienza”.
Ancora adesso diversi testimoni non accetterebbero un trapianto per via di un tabù personale (legittimo) o a causa del tipo di studio biblico che hanno ricevuto.
I testimoni di vecchia data in sostanza hanno una posizione più rigida e anche senza volerlo potrebbero influenzare un potenziale neo studente biblico o peggio ancora, sarebbe se dovessero scegliere per un parente che in quel momento non è in grado di intendere e volere. (Un fratello in coma, un minore o qualcuno affidato alla loro tutela ma che ha delle difficoltà psichiche..)
Sta di fatto che molte persone sono morte per aver voluto o dovuto ubbidire ad una norma arbitraria dettata da chi non aveva vere conoscenze mediche e bibliche.
Bambini che non avevano scelto quella religione ad esempio, ma si trovavano in una famiglia di testimoni.
Persone semianalfabete che si sono affidate a qualcun’altro e cosi via.
Morti.
MORTI PER NON ESSERE DISASSOCIATI.
MORTI PER PAURA DI NON ESSERE RISORTI.
MORTI PER UN’ORGANIZZAZIONE CHE POI HA CAMBIATO IDEA.
Invece fino ad una certa data, chi ha accettato gli organi è stato disassociato.
Con tutto il dramma famigliare che ne consegue. Con tutti i sensi di colpa, il timore di aver perduto per sempre la vita eterna, “il dono gratuito” quella che si riceve per “immeritata benignità”.
A quanto si dice, se il corpo direttivo prende una decisione importante, lo fa solo in seguito a giorni di attenta riflessione e preghiera, consultazione della bibbia e notti insonni.
E come ha potuto lo spirito santo dare un’interpretazione diametralmente opposta?
Non era un argomento leggero e ininfluente..come potrebbe esserlo ad esempio la questione palo o croce ecc.
Dalle parole dello “schiavo” di allora non dovevano esserci dubbi.
Era una legge di Dio.
Quando lo schiavo disassocia o disassociava, decretava una norma per stabilire un provvedimento disciplinare lo faceva appellandosi a Dio e allo spirito santo.
Se qualcuno si fosse trovato a decidere un giorno prima del nuovo intendimento, molto probabilmente sarebbe morto.
Sarebbe morta una bambina o il marito in coma di una sorella indifesa e spaventata.
Ecco, facciamo finta che poi, una settimana dopo il funerale di questo ipotetico fratello la norma cambia.
Il marito avrebbe potuto salvarsi.
Immaginate per un momento quei genitori o quella vedova.
Con chi se la dovevano prendere?
Con lo spirito santo di prima o lo spirito santo della settimana dopo?
Si perchè gli uomini sono imperfetti, lo schiavo è imperfetto ma lo spirito di Dio no.
E’ la forma più alta e onorevole con cui un semplice essere umano possa entrare in contatto.
Allora queste persone che hanno sacrificato un proprio caro, non possono far altro che prendersela con loro stessi.
Se ora la trasfusione di sangue diventasse mai questione di coscienza, come lo sono diventate le frazioni del sangue, pensate da quanto dolore sarebbero travolti tutti i cristiani testimoni che hanno perso un bambino, un papà o una sorella per aver rifiutato la trasfusione….perchè pare che succederà proprio questo fra poco.
E pensate ai disassociati che hanno accettato la trasfusione.
La società li riaccoglie?
Li prega di tornare con tante scuse?
Non c’è differenza tra accettare le frazioni scomposte e il sangue intero.
Se è la sacralità il principio allora non bisognerebbe neppure fare un prelievo per le analisi.
Il sangue va versato a terra, non conservato, non elaborato o scomposto.
E’ sacro.
Un altro fatto da considerare è questo: esistono azioni giuste in se e altre giuste in merito ad un contesto o solo in riferimento a una situazione.
Se la trasfusione di sangue è sbagliata e un testimone qualunque si trovasse a dover soccorrere un vicino di casa, in virtù di tale giusta norma dovrebbe fare il possibile perchè neppure il vicino venga trasfuso.
E’ una legge di Dio.
Ma nessun testimone potrebbe in coscienza far morire una persona “del mondo” per una sua regola interna organizzativa.
Se nonostante tutto il vicino morisse, il testimone si sentirebbe di dire che per costui la resurrezione non esiste?
Eppure gli aveva dato testimonianza molte volte per cui sapeva come la pensava “Dio”…
Ecco che allora il perdono di Dio per aver infranto una presunta norma si riduce all’essere battezzati come testimoni o meno.
Vale lo stesso per i minorenni battezzati o meno che non hanno potuto conoscere il cristianesimo se non attraverso la Watchtower.
Ma le cose non stanno così. Il vero cristianesimo porta un altro messaggio.
Non deve essere un gruppo di persone a decidere per voi.
Quando sarete davanti a Dio non potrete dire “Ho avuto fiducia nell’organizzazione”.
Perchè altrimenti non potrete far altro che sperare che il prossimo intendimento arrivi IL GIORNO PRIMA. Con i migliori auguri.
Ps: molte lettere stanno giungendo alle congregazioni, di protesta, di risveglio e di presa di coscienza. Se ritenete attendibili queste parole vi pregherei di stamparne una copia e inviarla a chi vi sta a cuore. Se anche per una sola persona farà la differenza sarà un gran risultato. Grazie.

