ABBIAMO CREDUTO A TUTTO ANCHE ALL’INVEROSIMILE 1/4/2014

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ABBIAMO CREDUTO A TUTTO ANCHE ALL’INVEROSIMILE

Infido e pericoloso squallore di questa organizzazione.

NON HO PAROLE!

Ai genitori di Cheryl Linn Labrenz, testimoni di Geova, era nata una bambina con una insufficienza di globuli rossi. Essi, rifiutarono al medico il permesso di somministrare alla bambina le trasfusioni necessarie. Il presidente del locale Dipartimento della Sanità chiese una decisione del tribunale. Il giudice Dunne (18 aprile 1951) affidò la custodia della bambina ad un tutore ed essa ricevette la trasfusione. Il padre, Darrell Labrenz si appellò alla Corte Suprema dello Stato per riavere la custodia della bambina, ma il suo appello fu respinto.

Sentite con che coraggio i vertici della Società Torre di Guardia cosa hanno scritto sulla loro rivista “Awake!” edizione inglese del 22 maggio 1951 a pagina 5:

I genitori guardano al benessere eterno del bambino – “… È perciò avvenuto che né i medici, né il clero ortodosso siano stati in grado, sia con le loro argomentazioni, sia con la minaccia di azioni legali, a sviare il Sig.e la Signora Labrenz dalla loro posizione scritturale. Né è servita a farli cedere alla pressione dell’opinione pubblica contro di loro. Neanche l’amore umano per la figlia appena nata avrebbe fatto loro abbandonare la legge di Dio. A coloro che hanno tentato di persuaderlo a dare l’assenso alla trasfusione, il Sig. Labrenz ha risposto: “Non posso cambiare idea, non poso! Non posso farci niente. Anche se accadesse qualcosa a me e a mia moglie, ci comporteremo allo stesso modo”.
E quali sono stati i pensieri della madre al riguardo? A causa, della prima udienza in tribunale, ha detto: “Certamente che voglio che la mia bambina viva, e prego perché ciò avvenga. Ho sempre desiderato avere una bambina. Ma non possiamo violare la legge di Geova. Egli ci ha dato questi comandamenti, Egli ci ha detto che se li seguiamo, vivremo. Se non lo facciamo, egli ci allontanerà da lui. Noi crediamo che sia più importante osservare i suoi comandamenti, piuttosto che infrangerli deliberatamente somministrando sangue alla mia bambina. Se lei dovesse morire, ne sarei molto rattristata. Ma riuscirei a sopportarlo grazie alla mia fede. Forse Dio la sta impiegando come testimonianza. Nel caso dovesse morire, avrebbe la possibilità di vivere nella nuova terra, ma se noi violassimo la legge di Geova, crediamo che non solo noi perderemmo tale opportunità, ma anche la nostra bambina. Noi ci batteremo contro la trasfusione con tutte le nostre forze – anche nel tribunale della famiglia. Ma se ci fosse tolta la patria podestà su cheryl Lynn e le fosse somministrata una trasfusione, ci sentiremmo a posto con la nostra coscienza”.

Dal 1945-1961 l’organizzazione dei testimoni di Geova considerava il mandato di “astenersi dal sangue” una questione di coscienza.

Nella Torre di Guardia (in inglese) del 1° luglio 1951 pagina 416 troviamo scritto:

“I Testimoni di Geova non si oppongono all’uso che il popolo fa riguardo alle trasfusioni di sangue, ma permettono a ciascuno il diritto di decidere quello che può coscientemente fare”.

La Torre di Guardia del 15 luglio 1959 alla sezione Domande dai lettori p. 447, il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova così pontificia:

“… le congregazioni non hanno mai ricevuto istruzioni di disassociare coloro che ricevono volontariamente una trasfusione di sangue o che lo approvano. Lasciamo a Geova, il Giudice Supremo, il giudizio di tali violatori della legge di Dio concernente la santità del sangue”.

Ilnonnosa