Ecco le nuove fedi che ora fanno paura alla Chiesa cattolica. 2/5/2014

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Ecco le nuove fedi

che ora fanno paura

alla Chiesa cattolica

VERA SCHIAVAZZI «SE NON ci mettiamo tutti a pregare per rinvigorire la nostra fede, non ci sarà più nessun parroco, e solo le sette e i Testimoni di Geova continueranno a crescere ». Così, un po’ ruvidamente, con toni d’altri tempi, monsignor Edoardo Cerrato, vescovo di Ivrea, ha ammonito i fedeli riuniti per Pasqua nel Duomo di Chivasso, che si aspettavano l’annuncio di un nuovo prete per la loro chiesa. Ma chi sono i “concorrenti” che preoccupano così tanto il vescovo? E quali sono le “sette” che contendono da vicino il primato cattolico in Piemonte? I Testimoni di Geova sono certamente al primo posto, e non da ieri: aggressivi sul piano del proselitismo, presenti su tutto il territorio, fanno paura alle gerarchie cattoliche e scontano un pregiudizio che ha fin qui impedito il riconoscimento da parte dello Stato. Ma anche i pentecostali (chiese libere che appartengono alla variegata famiglia del protestantesimo, conosciute anche come Assemblee di Dio e molto popolose a Torino e nell’hinterland) sono concorrenti temibili: possono ricevere l’8 per mille, fanno proseliti e crescono fianco a fianco ai cattolici proprio come altri movimenti carismatici assi simili, per esempio i Focolarini, aumentano all’interno del mondo cattolico. Dopo i Testimoni, le Assemblee, con oltre 5000 fedeli in Piemonte, rappresentano la terza confessione religiosa italiana, grazie anche alla difficoltà di “contare” le persone di religione islamica, divise in appartenenze diverse. «I cattolici – si rammarica un osservatore “terzo”, il pastore valdese di Torino Paolo Ribet – tendono talora a considerare “setta” chiunque sia diverso da loro. E questo vale soprattutto per i gruppi più attivi nel fare proseliti ». Controprova: la campagna contro i Testimoni di Geova torna in auge anche nelle parole di monsignor Cerrato proprio ora che questa chiesa ha rinnovato i suoi strumenti di propaganda. Ieri alle 13, un predicatore in giacca e cravatta si intratteneva amabilmente con un gruppetto di giovani sotto i portici di via Po, tra un cono e una coppetta della gelateria Marchetti. Al suo fianco due espositori nuovi di zecca per la storica rivista “La Torre di Guardia”, e la promozione del nuovo sito internet. «La nostra crescita è stabile – spiega il portavoce Alberto Bertone – con parecchi giovani e interi nuclei familiari”. Altra conferma del radicamento, dopo anni di ostracismo, arriva dagli ospedali torinesi, dove esponenti dei Testimoni sono costantemente al lavoro con medici e infermieri per affrontare i casi chirurgici o i parti senza trasfusioni di sangue, contrarie alla loro interpretazione letterale della Bibbia. Nati proprio in Piemonte all’inizio del Novecento da una costola del protestantesimo “storico” dei Valdesi, a San Germano Chisone, i Testimoni hanno superato non senza danni l’epoca fascista e i lager. Proprio come i Pentecostali, accusati dal fascismo di “turbare gli animi” con i loro riti ricchi di fervore, canti e preghiere in stato di trance: non a caso l’editrice piemontese Elle Di Ci pubblica il volume di Massimo Introvigne, leader del Cesnur (il centro studi su nuove religioni e sette, con sede a Torino) “La sfida pentecostale”. Una sfida rappresentata anche dalle nuove comunità di fedeli: «Abbiamo aggiunto una seconda chiesa, in via Viterbo, alla nostra storica di via Rosta – spiega Francesco Mosca, pastore avventista a Torino e coordinatore nazionale dei ministri della sua chiesa, una di quelle più in crescita nel mondo evangelico – grazie anche ai fedeli arrivati in questi anni, come i romeni, che in via Viterbo celebrano nella loro lingua. Da noi invece ci sono ghanesi, sudamericani e filippini. Evangelizzazione? Certo: ci mettiamo nei punti più frequentati, per esempio a Porta Susa, e offriamo un corso di studi biblici gratuito, che si può fare per corrispondenza. Le persone che aderiscono entrano così in contatto con noi, e qualcuno arriva a far parte delle nostre chiese». I rapporti con i cattolici? «Mi spiace dirlo, ma stiamo tuttora conoscendo l’inverno dell’ecumenismo, e dopo il buon lavoro fatto da don Oreste Favaro (ex responsabile cattolico del dialogo con le altre chiese cristiane, ndr) il disgelo non è ancora arrivato… ». E il pastore Ribet aggiunge: «La crescita di chiese diverse da quella cattolica e dalla parte storica del protestantesimo dovrebbe interrogarci tutti. Non siamo più soli, anche in Italia c’è un nuovo pluralismo religioso che offre nuove possibilità sia ai credenti sia ai laici». Ai margini dei nuovi bisogni spirituali si muovono anche chiese come Scientology, il movimento «per il miglioramento personale » di matrice americana oggetto anche a Torino di dubbi e polemiche: come ha raccontato il giornalista Luca Poma, per alcuni anni adepto della stessa chiesa di Tom Cruise, nel suo “Saggio non antagonista”: «Una “case history” di assoluto interesse per chi come me si occupa di comunicazione. Ma che purtroppo non accetta critiche né domande sui propri bilanci o sui propri metodi nell’affrontare i cosiddetti nemici o nel sollecitare “donazioni”. Neppure da chi, come me, non ha alcuna acredine nei loro confronti né rimostranze da muovere sugli aspetti dottrinali ». © RIPRODUZIONE RISERVATA In centro si moltiplicano i banchetti per fare proseliti I credenti italiani e stranieri sono in costante aumento L’APPELLO Edoardo Cerrato, vescovo di Ivrea. Sopra, un battesimo “di massa” dei Testimoni di Geova

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/04/26/ecco-le-nuove-fedi-che-ora-fanno-paura-alla-chiesa-cattolicaTorino11.html

 

RIFLESSIONE:

LA CHIESA CATTOLICA ORA HA VERAMENTE PAURA DI QUESTE NUOVE FEDI?

DA COSA SI EVINCE QUESTA PAURA?

COSA STANNO FACENDO I VESCOVI IN MERITO A QUESTA PAURA?

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