I TESTIMONI DI GEOVA
POSSONO
FARE BENEFICENZA?
Gesù insegna ad anteporre alle nostre necessità quelledei poveri. (Vedi Lc. 18:22) Le nostre esigenze, seppur legittime, non saranno mai così necessarie come quelle di quei poveri che non hanno il necessario per vivere. Noi parliamo spesso dei poveri ma forse non ci rendiamo conto che quell’uomo, quella donna, quei bambini non hanno lo stretto necessario per vivere? Non hanno: da mangiare, di che vestirsi, la possibilità di acquistare delle medicine e i loro bambini la possibilità di andare a scuola. Quante volte quando incontriamo il nostro prossimo che ci chiede un aiuto materiale, ci voltiamo dall’altra parte facendo finta dinon vedere questi nostrifratelli bisognosi. Se Gesù avesse congedato le folle che lo seguivano, tante persone sarebbero rimaste senza mangiare. Invece quei pochi pani e pesci, condivisi e benedetti da Dio, bastarono per tutti. E questo modo di comportarsi di Gesù è un “segno”: un segno che ci invita ad avere fede in Dio, Padre provvido che non ci fa mancare il “nostro pane quotidiano”, per poterlo condividere come fratelli.
I Testimoni di Geova non fanno beneficenza!
Gesù indicò che i suoi seguaci si sarebbero contraddistinti dal vero l’amore vicendevole, (Cf. Giovanni 13,34-35; 1Giovanni 4,7-21).
I testimoni di Geova, invece, non fanno opere di beneficenza o carità!
Sapreste indicare: ospizio, orfanotrofio, ospedale, mensa per i poveri, opera di soccorso, ente caritatevole, opera di beneficenza ecc… allestito e/o patrocinato dai testimoni di Geova?
Le loro opere di beneficenza sono organizzate solo in casi di estrema necessità e indirizzate esclusivamente ai loro fratelli e sorelle di fede o per scopi pubblicitari.
Ecco cosa scrive la Watchtower:
“La prudente gestione della carità”
[19] Come guida alla vera attività cristiana oggi, facciamo bene notare che Paolo (l’apostolo) non è coinvolto in stili moderni di “enti di beneficenza”, come portare una tazza di caffè o distribuzione delle “mense” Nutrire il mondo che muoiono di fame attirare con esche per conquistarli nella vostra organizzazione religiosa. La raccolta di denaro che Paolo controllava erano per i membri dell’organizzazione di Dio. È stato per i cristiani meritevoli, cristiani personalmente noti che partecipavano regolarmente al servizio di Dio e a coloro che avevano esercitato la loro consacrazione con integrità a Dio… [25] Lo statuto legale della Società non le consente di fare erogazioni in denaro né alle congregazioni né a singoli individui in generale per soddisfare le loro necessità materiali. La Società, per disposizione del suo Statuto Teocratico, ha lo scopo di provvedere ai bisogni maggiori di tutte le persone, e cioè benedizioni spirituali sotto forma di informazione, istruzione, educazione riguardanti il modo in cui possono ottenere la salvezza eterna per mezzo del Regno di Geova mediante Cristo Gesù. Di conseguenza, la Società Torre di Guardia non solo pubblica letteratura e trascrizioni di discorsi in molte lingue, che spiegano la Sacra Bibbia, ma manda anche i suoi rappresentanti in ogni parte della terra per portare alle persone spiritualmente affamate queste istruzioni cristiane datrici di vita. Già, sin dalla fondazione della Scuola Biblica di Galaad nel febbraio 1943, la Società Torre di Guardia ha mandato più di cento dei suoi diplomati in paesi stranieri dell’emisfero occidentale, anche dove infuriava la guerra globale. E oltre a questo, ha dislocato altre centinaia di diplomati in centri strategici di educazione biblica in tutti gli Stati Uniti. Così la Società Torre di Guardia è impegnata nella più grande e più necessaria opera caritatevole del mondo; ed essa spera in un’espansione ancora maggiore durante l’era post bellica. [26] Dalle registrazioni della Società degli ultimi sessant’anni, sin dalla sua fondazione nel 1884, quelli che hanno contribuito al suo sostegno negli anni scorsi sanno che essa è un fedele e affidabile amministratore di tutte le contribuzioni che le sono state affidate a favore dell’opera del Regno. Essi sanno che il denaro che viene volenterosamente donato alla Società viene con certezza speso nel modo in cui deve esserlo, per la più grande delle opere di carità e con sapienza celeste. L’Iddio Onnipotente ha benedetto ciò che con fondi limitati è stato fatto dalla Società per il Suo servizio e per ottenere il grande risultato della testimonianza del Regno, per impartire educazione cristiana a milioni di persone in tutta la terra. Questa è una prova inconfutabile dell’approvazione di Geova Dio. Essa è motivo di gioia e di ringraziamento a Dio da parte di tutti quelli che contribuiscono finanziariamente. Abbiamo fiducia che tutto questo continuerà fino a che l’opera della Società non sarà compiuta.
(WT – 1° Dicembre 1945, pp. 359, 360, 361)
“LA CARITÀ CHE DIO APPROVA”
Molte persone desiderano ricevere benedizioni spirituali. Questo accadeva ai giorni di Gesù e accade oggi. La frenetica ricerca di sicurezza economica e di beni materiali ha tanto assorbito l’attenzione della maggioranza del genere umano che anche le persone povere sono poco consce dei bisogni spirituali. Data l’erronea importanza che si attribuisce ai beni materiali non è insolito che si pensi alla parola “carità” come se esprimesse l’essenza del cristianesimo. Ma che cosa significa la parola per il maggior numero di persone? Di solito vuol dire soltanto fare l’elemosina. Quindi le congregazioni caritatevoli spesso indicano nella Bibbia la scrittura di 1 Corinti 13:13, dove si afferma, secondo la Versione Riveduta, che la “carità” è più grande della speranza della fede. Questo spinge a fare la carità. Ma è l’elemosina la carità che aiuta maggiormente i poveri e che ha l’approvazione di Dio?… Per questo l’apostolo Pietro in 2 Pietro 3:13 afferma che la speranza dei fedeli Cristiani è la promessa divina che siano recati “nuovi cieli e nuova terra” nei quali “dimorerà la giustizia”. La notizia del nuovo mondo di Dio e del modo in cui verrà in questa generazione dopo la guerra di Armaghedon è il più grande messaggio che venga annunciato in tutto il mondo… La fame di pane letterale può condurre alla morte, ma la fame di cibo spirituale può condurre alla distruzione eterna. Questa è un’altra ragione per cui Gesù mise in risalto le cose spirituali più di quelle materiali. In realtà, il Figlio di Dio non dedicò il suo tempo a far miracolosamente monete d’oro e d’argento per darle ai poveri. Al contrario, rivolse e dedicò tutti i suoi sforzi alla diffusione del vivificante messaggio del Regno. Quando Gesù rispose alla domanda di Giovanni Battista, Gesù non disse di aver imbandito tavole per i poveri. No, ma disse: “Ai poveri è annunciata la buona notizia”. (Matt.11:5) Questa era la carità più benefica… La Società del nuovo mondo dei testimoni di Geova desidera aiutare queste persone che hanno fame spirituale. Per questo i testimoni di Geova offrono le loro ricchezze materiali e i loro beni stampando Bibbie e vivificante letteratura biblica. I testimoni di Geova sono speso criticati perché danno più importanza alle offerte spirituali che all’assistenza materiale. Ma che cosa aiuterà di più alle persone? La Parola di Dio dice che il maggior beneficio si riceve dai doni spirituali. Gesù non profetizzò che i suoi seguaci avrebbero edificato cucine e imbandito tavole per mangiare in tutto il mondo, ma predisse che avrebbero dato al popolo la buona notizia del suo regno. – Matt. 24:14… Sarebbe dunque vano che i testimoni di Geova si dedicassero alle offerte materiali; ma, soprattutto, sarebbe antiscritturale. Gesù disse che gli “affamati ed assetati della giustizia” sarebbero stati saziati. Coloro che praticano la vera carità hanno il privilegio di saziarli con la conoscenza che non solamente combatte la tradizione, la superstizione e l’ignoranza ma conduce alla vita eterna nel nuovo mondo di Geova. Pertanto quelli che fanno la vera carità non danno il loro denaro a discutibili organizzazioni caritatevoli perché lo usino in maniera dubbia, ma si servono dei loro beni terrestri facendo direttamente offerte spirituali; essi vedono di perona che il denaro che danno è adoperato, sì e fino all’ultimo centesimo, nella più degna opera che si compie nel mondo in un’opera che rende al popolo il maggior beneficio. – Matt. 5:6”.
(Svegliatevi! 8/2/1956 pp. 5, 7, 9)
D. Perché non avete ospedali o cliniche missionarie e non vi dedicate ad altre attività di assistenza sociale come fanno molti gruppi religiosi?
R. I testimoni di Geova offrono spesso il loro aiuto in casi di emergenza causati dalla guerra o da catastrofi naturali. Sono inviati cibo e, più spesso, grandi quantità di indumenti all’ufficio iliale che è nella zona del disastro per fornire immediata assistenza alle vittime conosciute. Tuttavia, non abbiamo ospedali né cliniche, come non abbiamo reparti di vigili del fuoco né di polizia, che pure salvano delle vite. Quelli dedicati ministri del vangelo, l’opera che compiano per salvare delle vite consiste nel predicare e insegnare la buona notizia del regno di Geova in tutto il mondo prima che sopraggiunga la fine di questo sistema di cose ad Armaghedon. (Mt. 24:14; Apoc. 16:14, 16) Come disse Gesù, l’opera è grande e gli operai sono pochi. Sarebbe imperdonabile trascurare questa importantissima opera per intraprendere altre attività, anche se sono meritorie. Un certo numero di testimoni di Geova lavorano come medici, infermieri e inservienti negli ospedali, ma questo viene dopo la loro principale vocazione, il ministero”.
(La Torre di Guardia 1/11/1961 pp. 669, 670)
“Si violerebbe qualche principio cristiano contribuendo per una campagna di beneficenza fatta annualmente sul proprio luogo di Lvoro? – M: P: Stati Uniti. Che un dedicato cristiano contribuisca per tali campagne di beneficenza o no è una cosa che ciascuno deve decidere personalmente. Il cristiano può pensare semplicemente che egli stia già usando tutte le sue risorse disponibili per un’opera filantropica, quella della predicazione della buona notizia del regno, e quindi non avere l’obbligo di contribuire a favore di altre opere filantropiche. Può anche giustamente pensare che il suo denaro sarà più utile se speso in qualche altro modo, in vista delle molte spese amministrative che vi sonoin certe organizzazioni filantropiche, in alcune delle quali i dirigenti percepiscono stipendi estremamente elevati. Quindi sarebbe responsabilità di ogni cristiano stabilire quale sarebbe la migliore cosa da fare in determinate circostanze. – Gal. 6:5”.
(La Torre di Guardia 15/1/1963 p. 63)
“Una delle opere filantropiche più estese nel mondo è compiuta oggi senza alcuna sollecitazione eppure spende molti miliardi di lire per finanziare la predicazione della buona notizia del regno di Dio in ubbidienza al comando profetico che si trova in Matteo 24:14. Quelli che si interessano di quest’opera filantropica, comunque, non limitano il loro appoggio al denaro ma danno ciò che è anche più prezioso, il loro tempo, le loro energie e la loro influenza personale. E si può dire che questa sia la più meritevole di tutte le opere filantropiche, perché è a favore della santificazione del nome di Dio e della vita eterna di quelli che son disposti ad ascoltare e a prestare attenzione. E che cosa è più importante di queste cose? – Matt. 6:9; Gv. 17:3)”.
(Svegliatevi! 22/6/1966 p. 4)
“E, naturalmente, quelli che sono ministri cristiani sono in grado di dare qualcosa di molto meglio dell’argento e dell’oro. E che cos’è? La verità della Parola di Dio, che reca conforto, speranza, pace mentale e che può anche recare la vita eterna. Avendo ricevuto gratuitamente, vogliono anche dare gratuitamente. (Matt. 10:8; si paragoni Atti 3:1-8). E, in effetti, fu riguardo a questa specie di dare, le cose spirituali, che l’apostolo Paolo citò le parole di Gesù sulla più grande felicità che deriva dal dare. – Atti 20:35”.
(Svegliatevi! 8/5/1974 p. 27)
“È pure importante comprendere che secondo la Bibbia, le organizzazioni di beneficenza non potranno mai eliminare o ridurre sensibilmente tutta la povertà e le altre cose che affliggono l’umanità. A causa del peccato ereditato e dell’invisibile dominio di Satana e dei suoi demoni, l’attuale sistema di cose è sempre stato tormentato da tali difficoltà. (Rom. 5:12; Efes. 6:12; Riv. 12:9) Perciò Gesù dichiarò: “I poveri li avete sempre con voi”. (Matt. 26:11) Queste cose spariranno solo quando il regno di Dio toglierà di mezzo questo sistema e stabilirà su tutta la terra un nuovo sistema sotto il dominio divino. — Dan. 2:34, 35, 44. Vuol dire questo che i cristiani facciano male a dare a organizzazioni di beneficenza? No. Certi istituti di carità fanno del bene. Quindi è una questione personale decidere se fare donazioni per una tale causa o no… Le Scritture richiedono che gli adoratori di Dio siano generosi. Ma poiché le offerte di beneficenza possono essere fatte per motivi errati o finire nelle tasche di gente avida, il dare in questo modo non si conforma sempre alle esigenze della Bibbia. Anziché limitare la generosità ai doni in denaro o sotto forma di beni materiali, la Bibbia esorta i cristiani a dare se stessi, a prodigarsi, specialmente per quelli della propria casa. — 1 Tim. 5:8”.
(Svegliatevi! 22/5/1977 p. 28)
“Dare sì, ma attenzione! Siamo continuamente bombardati da enti di beneficenza, organizzazioni religiose e campagne annuali di volontariato; quasi tutti lanciano appelli a cui è difficile resistere. Nel valutare tali appelli, però, è bene ricordare il proverbio biblico: “Chiunque è inesperto ripone fede in ogni parola, ma l’accorto considera i suoi passi”. (Proverbi 14:15) In altre parole, non credete a tutto ciò che dicono e promettono gli enti di beneficenza. Come viene usato, in realtà, il denaro raccolto? Le organizzazioni che vengono finanziate sono quelle che un cristiano dovrebbe sostenere? Conducono attività politiche, nazionalistiche o legate alla falsa religione? Il loro scopo dichiarato è pratico e non in contrasto con i princìpi scritturali?… Ricordate anche che a volte ciò che può essere di maggior aiuto non sono i soldi. Gesù disse ai suoi seguaci di andare a ‘predicare, dicendo: “Il regno dei cieli si è avvicinato”’, e aggiunse: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. (Matteo 10:7, 8) In modo simile oggi i cristiani si rendono conto che dedicare tempo, energie e denaro per promuovere la testimonianza del Regno, la quale migliora la vita delle persone e dà speranza, è la forma migliore di beneficenza”.
(Svegliatevi! 8/6/1993 pp. 26, 27)
Tuttavia, ci si potrebbe chiedere: “Devo continuare a fare donazioni di beneficenza, o dovrebbe cercare di aiutare gli altri attraverso doni personali?”. Che tipo di regali si aspetta Dio da noi?
Il seguente articolo esamina queste domande.
“Anche oggi i testimoni di Geova sono pronti a venire in aiuto durante i disastri. Nell’estate del 2001, per esempio, piogge torrenziali causarono grandi alluvioni a Houston nel Texas (USA). Complessivamente 723 case di Testimoni riportarono danni, in alcuni casi anche piuttosto gravi. Per aiutare i Testimoni locali a far fronte alla situazione e riparare le case fu immediatamente formato un comitato di soccorso costituito da anziani cristiani qualificati per accertare i reali bisogni e distribuire i fondi. Tutto il lavoro fu fatto da volontari provenienti dalle congregazioni vicine. Una Testimone apprezzò così tanto l’aiuto datole che quando l’assicurazione le risarcì i danni della casa donò immediatamente il denaro al fondo soccorsi affinché si aiutassero altri che erano nel bisogno.
Quando si tratta di fare offerte a istituti di beneficenza, comunque, bisogna valutare accortamente le numerose richieste che riceviamo. Alcuni di questi enti hanno spese per la raccolta dei fondi o di amministrazione piuttosto elevate, per cui solo una piccola parte del denaro raccolto verrà usata per lo scopo a cui è destinato. Proverbi 14:15 dice: “Chiunque è inesperto ripone fede in ogni parola, ma l’accorto considera i suoi passi”. È dunque saggio esaminare attentamente i fatti.
La generosità che permette di fare il massimo bene.
C’è un tipo di generosità che è ancora più importante della beneficenza. Gesù alluse a questo quando un giovane capo ricco gli chiese cosa doveva fare per ottenere la vita eterna. Gesù gli disse: “Va, vendi i tuoi averi e dalli ai poveri e avrai un tesoro in cielo, e vieni, sii mio seguace”. (Matteo 19:16-22) Si noti che Gesù non disse semplicemente: ‘Da’ ai poveri e otterrai la vita’. Aggiunse invece: “Vieni, sii mio seguace”. In altre parole, per quanto le opere di beneficenza siano utili e lodevoli, l’essere discepoli cristiani implica di più.
Il principale interesse di Gesù fu quello di aiutare gli altri spiritualmente. Poco prima di morire disse a Pilato: “Per questo sono nato e per questo son venuto nel mondo, per rendere testimonianza alla verità”. (Giovanni 18:37) Anche se si adoperò per aiutare i poveri, guarire i malati e dar da mangiare agli affamati, Gesù insegnò ai suoi discepoli soprattutto a predicare. (Matteo 10:7, 8) Infatti uno degli ultimi comandi che diede loro fu questo: “Andate dunque e fate discepoli di persone di tutte le nazioni”. — Matteo 28:19, 20.
Naturalmente la predicazione non risolverà tutti i problemi del mondo. Tuttavia parlando della buona notizia del Regno di Dio a persone di ogni sorta glorifichiamo Dio, perché la predicazione adempie la sua volontà e dà a coloro che accettano il messaggio divino l’opportunità di ricevere benefìci eterni. (Giovanni 17:3; 1 Timoteo 2:3, 4) Perché la prossima volta che i testimoni di Geova bussano alla vostra porta non ascoltate quello che hanno da dire? Portano un dono spirituale. E sanno che questo è il modo migliore per esprimere generosità”.
(La Torre di Guardia 1/6/2003 pp. 6,7)
I TESTIMONI DI GEOVA
DONANO CIBO SPIRITUALE
CON LA PREDICAZIONE
AI BISOGNOSI
E AI BAMBINI POVERI
In questa foto c’è un testimone di Geova che predica in Colombia, fotografato da un suo confratello, affermando che è inutile dare un pesce ma conviene insegnare loro a pescare.
E naturalmente questo si fa con la letteratura della Watchtower…
Ecco su chi fanno leva i Testimoni di Geova: persone bisognose che sembra non abbiano un presente e forse neppure un futuro; su persone in genere che hanno problemi economici, psicologici, sociali…
Questa Società statunitense la “Watchtower” che detiene possedimenti dal valore di miliardi di dollari e che si definisce “ente religioso” (è poi vero?)
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Aiuta i poveri? No!
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Nutre gli affamati? No!
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Fa donazioni alle Associazioni di carità? No!
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Invia generi di prima necessità a persone vittime di calamità naturali? No!
Che fa? Li spende per farsi pubblicità!
Ecco come:
Foto scattata ad Orta di Atella, Caserta in Italia
Ma lo ‘schiavo fedele e discreto’ consiglia:
“Ogni primo giorno della settimana, ciascuno di voi, nella propria casa, metta da parte qualcosa secondo che abbia prosperità”. (1 Corinti 16:2) L’apostolo Paolo diede questo consiglio ai primi cristiani che volevano aiutare i poveri. Potreste ‘mettere da parte’ regolarmente un po’ di denaro da dare a persone o a enti che faranno un uso oculato di tali donazioni? Così facendo vi interesserete dei bisognosi senza però andare oltre le vostre possibilità”.
(La Torre di Guardia 1/12/2012)
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