IL CORPO DIRETTIVO ENTRA NELLA CAMERA DA LETTO 14/8/2014

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IL CORPO DIRETTIVO

ENTRA NELLA

CAMERA DA LETTO.

 

La Società Torre di Guardia ficca il naso nella stanza da letto delle coppie sposate, stabilendo per loro ciò che è o non è accettabile nelle relazioni sessuali e i giochi d’amore.

Fra gli innumerevoli settori nei quali si è più volentieri avventurata, v’è quello che riguarda il sesso, in tutte le sue accezioni ma riservando una particolare attenzione all’uso del sesso nella sfera matrimoniale.

Il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova definisce fornicazione il praticare il sesso orale e anale anche nell’ambito coniugale e per questo motivo i testimoni di Geova non devono avere rapporti di questo tipo anche se i coniugi sono consenzienti.

Se scoperti, la coppia non avrà nessun privilegio nella congregazione e potrebbero essere disassociati se si rifiutassero di interrompere tale comportamento. 


Emblematico è il caso narrato da Raymond Franz nel suo primo libro intitolato “Crisi di coscienza”, a pagina 80, dove è menzionato il caso di una testimone che scoprì che il marito aveva avuto rapporti sessuali con un animale. Non riuscendo più a vivere con un tale uomo, divorziò da lui e si risposò, e per questo fu disassociata in quanto il divorzio, a quel tempo e per una simile motivazione, non era consentito.

Ecco cosa pontificava la Società:

“La sodomia (o innaturali rapporti di un maschio come se fosse una femmina), il lesbismo (o relazioni omosessuali fra donne) e la bestialità (o innaturali relazioni sessuali dell’uomo o della donna con un animale) non sono motivi scritturali per ottenere il divorzio. … Ma tali atti non sono adulterio. Tuttavia arrecano la punizione della disassociazione.”
(Svegliatevi! 22/9/1958 pp. 25, 26)

Successivamente il Corpo Direttivo cambiò opinione, ma la donna ormai era fuori dall’organizzazione e niente al mondo avrebbe potuto ripagarla per le sofferenze provate.

Come riferisce Franz, il problema se nell’ambito del matrimonio esistono delle pratiche sessuali non consentite ai coniugi, praticando le quali si è soggetti al provvedimento della disassociazione, non si era posto fino a quando qualcuno non “aveva visto nella camera da letto [di una coppia di testimoni della California] delle pubblicazioni e alcune fotografie aventi per oggetto insolite pratiche sessuali. Fino a quel momento sull’argomento il Corpo Direttivo si era pronunciato mostrando al riguardo un atteggiamento di disapprovazione, ma non andando oltre.

Di questo argomento se n’era parlato sulla Torre di Guardia del 1° ottobre 1963 pagina 606, che poneva la seguente domanda: “Vi è qualche modo in cui l’atto sessuale compiuto tra marito e moglie potrebbe essere considerato impuro agli occhi di Geova?”. Dopo aver presentato un’esposizione “scritturale” del corretto modo di usare gli organi della riproduzione, la rivista così proseguiva:

“Se una coppia dedicata commette qualche atto moralmente sbagliato, che però non è adulterio o fornicazione, e che è quindi solo tra loro, per cui si tratta di una questione strettamente privata di cui nessuno nella congregazione o nel mondo può venire a conoscenza a meno che gli interessati non decidano di rivelarla, che cosa devono fare? È una .cosa da presentare a Dio in preghiera. Se Dio vede che essi si rendono conto della scorrettezza di ciò che hanno fatto tra loro e che ne sono pentiti e afflitti e cercano di non ripetere mai tale atto, la loro confessione a lui e la preghiera per ottenere il perdono mediante Cristo Gesù è sufficiente… Ma se ogni altro sforzo fallisse, l’oppresso potrebbe rivolgersi al comitato della congregazione cristiana. In tal caso il comitato potrebbe ammonire il coniuge offensore. Il comitato può prestare assistenza mediante preghiera e consigli, per aiutare la coppia a vincere questa debolezza e a regolare le questioni coniugali private in modo da continuare la felice relazione matrimoniale con la minore distrazione possibile e servire così gli interessi del perfetto governo di Dio in modo migliore”.

Come si vede, pur se considerato moralmente sbagliato, ciò che avviene nell’ambito della relazione coniugale non è soggetto a procedure disciplinari o alla disassociazione, ma soltanto ad un’ammonizione da parte del comitato giudiziario. Sette anni dopo questa era ancora la veduta del Corpo Direttivo, anche se si notava già una certa qual propensione ad entrare più in profondità nell’argomento che, per decenni, era stato considerato assolutamente intrattabile dalla Torre di Guardia e che non vi aveva mai dedicato neppure un solo rigo ad eccezione di una sola volta, nella WatchTover del 1° Gennaio 1950 p. 16 (solo in inglese), che rispose alla lettera inviata da una sorella:

“EACH MARRIED COUPLE MIND ITS OWN CONDUCT”

Dear Sister:

Answering yours of September 22 on the matter of sexual intercourse:

Of course, it is best for everyone not to pry into the private affairs of a married couple and even appear to attempt to dictate to them in regard to this subject. The safest thing we can do is to quote the inspired advice of the apostle Paul thereon at 1 Corinthians 7:1-6 (Moffatt’s translation):

“Now for the questions in your letter. It is indeed ‘an excellent thing for a man to have no intercourse with a woman’; but there is so much immorality, that every man had better have a wife of his own and every woman a husband of her own. The husband must give the wife her conjugal dues, and the wife in the same way must give her husband his; a wife cannot do as she pleases with her body—her husband has power, and in the same way a husband cannot do as he pleases with his body—his wife has power. Do not withhold sexual intercourse from one another, unless you agree to do so for a time, in order to devote yourselves to prayer. Then come together again. You must not let Satan tempt you through incontinence [through your lack of self-control, An Amer. Trans.]. But what I have just said is by way of concession, not command.”

It is plain here that the apostle is speaking not just of sexual intercourse for the sake of reproducing children, but for the sake of sexual relief. For this reason, he says, it is better for some passionate persons to have a marriage mate of their own to help keep them from indulging in the immorality prevalent in this world. So married couples should not withhold sexual intercourse; otherwise, Satan might tempt one or both of the couple to immorality with persons outside. But, of course, in this matter self-control must be exercised so as not to overindulge to one’s spiritual harm, even to interfering with ‘devoting yourselves to prayer’. In this respect let each couple regulate its own life and not try to dictate to another couple.

Faithfully yours in Kingdom service,
WATCH TOWER BIBLE & TRACT SOCIETY

TRADUZIONE:

“OGNI COPPIA SPOSATA TENGA A MENTE LA SUA CONDOTTA”

Cara sorella:

Rispondiamo alla tua lettera del 22 settembre sui rapporti sessuali.

Certamente è meglio per chiunque non ficcanasare negli affari privati di una coppia sposata o addirittura tentare di dettar legge su questo argomento. Il modo di agire più sicuro è citare l’ispirato ammonimento dell’apostolo Paolo di 1 Corinti 7:1-6 (versione Moffatt):

“Riguardo alle domande della tua lettera, è sicuramente ‘una cosa eccellente per un uomo non avere rapporti con una donna’; ma c’è talmente tanta immoralità, che ogni uomo farebbe meglio ad avere una propria moglie e ogni donna un suo proprio marito. Il marito deve rendere i suoi doveri coniugali alla moglie, e la moglie allo stesso modo deve rendere al marito i suoi; una moglie non può fare quello che vuole con il proprio corpo – suo marito ne ha l’autorità, e allo stesso modo un marito non può fare quello che vuole con il proprio corpo – è sua moglie ad averne l’autorità. Non dovreste astenervi l’uno dall’altra, a meno che non concordiate di farlo per un periodo, allo scopo di dedicarvi alla preghiera. In seguito tornate nuovamente assieme. Non dovete dare modo a Satana di tentarvi tramite l’incontinenza [attraverso la vostra mancanza di autocontrollo, secondo la versione di An Amer.]. Ma tutto quello che ho appena detto è una concessione, non un comando.

È chiaro che qui l’apostolo non sta parlando solo del rapporto sessuale a scopo procreativo, ma anche dell’appagamento sessuale. Per questa ragione, dice, è meglio per alcune persone passionali contrarre matrimonio tra di loro in modo da non indulgere all’immoralità dilagante di questo mondo. Quindi le coppie sposate non dovrebbero astenersi dai rapporti sessuali; altrimenti Satana potrebbe tentare uno o entrambi i coniugi inducendoli a commettere immoralità con una persona al di fuori del vincolo matrimoniale. Ma, naturalmente, in questo campo deve essere esercitato autocontrollo in modo da non danneggiare spiritualmente il coniuge, anche interferendo con ‘la sua dedicazione alla preghiera’. Lasciate che ogni coppia regoli la propria vita coniugale e non provate ad imporre la vostra ad un’altra coppia”.

Con l’edizione del 15 giugno 1970 p. 381, per la prima volta, la Società ritenne di dover intervenire sulla questione. Per quanto riguarda l’argomento degli “atti coniugali” si ribadiva la vecchia posizione; si spiegava, cioè qual’era la funzione “naturale” degli organi maschili e femminili della riproduzione, si aggiungeva però anche che “non è compito di estranei dettare a una coppia di sposi quello che fanno in questo intimo aspetto del loro matrimonio”. Praticamente viene ribadito il contenuto della risposta data nella lettera del 1950.

Inoltre in questa rivista del 1970, il Corpo Direttivo mostra che non era sua intenzione dettare regole, ma voleva precisare che “la sodomia è illegale in quasi ogni stato, anche fra gli sposi” e che una pratica del genere sarebbe stata “innaturale e disgustosa”. Poi, con il solito sistema del “l’abbiamo detto, ma non l’abbiamo detto”, su questo soggetto l’articolo terminava affermando che “non possiamo andare oltre le suddette osservazioni circa gli atti coniugali”.

In pratica fino al 1970 il comitato giudiziario non era ancora stato autorizzato ad entrare in camera da letto.

“Che cosa dicono i capi religiosi di tutto questo? Molti assumono un atteggiamento alquanto simile, particolarmente riguardo alle norme sessuali… In un tempo in cui le perversioni sessuali (come copulazione orale e anale) diventano sempre più comuni anche fra gli sposati, il clero ha poche parole di consiglio o di cautela da dare, se non nessuna”.
(Svegliatevi! 22/6/1975 p. 4)

L’intrusione da parte della Società sulla correttezza delle varie forme di comportamento nel letto coniugale, ebbe inizio nel 1973 con questo articolo:

“Lo scopo di questa rivista non è di trattare tutti gli aspetti intimi della relazione coniugale. Ciò nondimeno, pratiche come quelle menzionate in questa causa sono divenute molto comuni e hanno ricevuto estesa pubblicità. Anche i bambini piccoli in certe scuole sono informati di queste cose nei corsi di educazione sessuale. Saremmo perciò negligenti verso la nostra responsabilità se trattenessimo i consigli scritturali che possono aiutare i sinceri cristiani nei loro sforzi di seguire una condotta di purezza che ottenga la benedizione del Creatore. Insolite pratiche sessuali erano seguite nel giorno dell’apostolo Paolo ed egli non tacque riguardo ad esse, come si può vedere leggendo Romani 1:18-27. Perciò non facciamo altro che seguire il suo buon esempio considerando qui questa domanda… Non è certo responsabilità degli anziani o di qualcun altro in una congregazione cristiana indagare nella vita privata delle coppie di sposi. Ciò nondimeno, se futuri casi di condotta molto innaturale, come la pratica della copulazione orale o anale, sono portati alla loro attenzione, gli anziani devono agire per correggere la situazione prima che ne derivi ulteriore danno, come farebbero con qualsiasi altro serio errore… Ma se alcuni mancano volontariamente di rispetto alla disposizione matrimoniale di Geova Dio, è necessario rimuoverli dalla congregazione come pericoloso “lievito” che potrebbe contaminare altri… Che dire delle donne sposate a increduli e i cui coniugi insistono per farle partecipare a tali atti notevolmente innaturali? La dichiarazione dell’apostolo che “la moglie non esercita autorità sul proprio corpo, ma il marito” dà alla moglie il motivo per sottostare a queste richieste? No, poiché l’autorità del marito è solo relativa. L’autorità di Dio resta sempre suprema… È vero che il rifiuto di partecipare ad atti non santi può causare difficoltà a una moglie, o anche persecuzione, ma la situazione sarebbe la stessa se il marito chiedesse alla moglie di prendere parte a qualche forma di idolatria, errato uso del sangue, disonestà o altre simili trasgressioni.”
(La Torre di Guardia del 15/5/1973 pp. 317, 318)

In pratica gli anziani dovevano dare consigli sul comportamento intimo della coppia perché queste pratiche erano “notevolmente innaturali”, la coppia doveva evitare la copulazione orale o anale e se una coppia di sposi decideva di praticare tali rapporti, e gli anziani lo venivano a sapere, e i coniugi non si pentivano del loro comportamento, sarebbero stati disassociati.

Inoltre Se il coniuge incredulo avesse obbligato il credente ad avere questo tipo di relazioni, il credente si sarebbe dovuto rifiutare e considerare tale atto come se stesse commettendo idolatria o altre cose gravi.

L’edizione successiva della Torre di Guardia il Corpo Direttivo, prendendo in esame, i termini greci “fornicazione” e “adulterio”, fornì questa spiegazione:

“Quando oggi si menziona la “fornicazione”, comunemente si pensa alle relazioni sessuali fra persone di sesso opposto, relazioni avute fuori del matrimonio eppure consistenti di rapporti nel modo ‘normale’ o naturale. Quindi, molti hanno compreso che, allorché Gesù disse che la “fornicazione [por•nei′a]” era il solo motivo di divorzio, si riferisse solo ai rapporti nel modo ‘normale’ o naturale fra una moglie e un uomo che non è suo marito, o, per estensione, fra un marito e una donna che non è sua moglie. Ma è così? Por•nei′a, la parola usata nel racconto di Matteo, si riferisce solo a tali relazioni sessuali naturali? O includeva tutte le forme di immorali relazioni sessuali, incluse quelle fra persone dello stesso sesso e anche forme pervertite di relazioni sessuali fra persone di sesso opposto?”
(La Torre di Guardia 1/6/1973 p. 351)

“Costituiscono gli atti omosessuali di una persona sposata un motivo scritturale per il divorzio, che renda il coniuge innocente libero di risposarsi? – USA.

“… Si comprende così che la “fornicazione” è l’unico motivo per un divorzio che renda il coniuge innocente libero di risposarsi… Ora, negli atti omosessuali gli organi del sesso sono usati in modo innaturale, in un modo in cui non furono mai destinati. Due persone dello stesso sesso non sono l’uno il complemento dell’altro, come Adamo ed Eva. Essi non potrebbero mai divenire “una sola carne” al fine di procreare. Si potrebbe aggiungere che, nel caso di una copulazione di un uomo con una bestia, vi sono due specie di carne diverse… Mentre sia l’omosessualità che la bestialità sono perversioni disgustanti, in nessuno dei due casi è infranto il legame coniugale. Esso viene infranto solo da atti che rendano un individuo “una sola carne” con una persona di sesso opposto al proprio o con il proprio coniuge legale”.
(La Torre di Guardia 1/12/1972, pp. 734-735)

L’attento lettore non mancherà di osservare la palese incoerenza che esiste fra le due posizioni: quella che considera l’omosessualità ragione non sufficiente per divorziare e quella che, invece ritiene che lo sia.

Questa normativa divenne fonte di notevoli turbamenti nell’ambito delle comunità dei Testimoni di Geova di tutto il mondo. Fra l’altro essi si posero la domanda su come era possibile che qualcuno portasse all’attenzione degli anziani “atti di condotta molto innaturale”, dato che nell’intimità coniugale non poteva esservi un terzo incomodo. Se ne dedusse che dovevano essere gli stessi coniugi a riferire i fatti agli anziani, autodenunziandosi.

Molto semplicemente: una donna poteva ritrovarsi con il marito omosessuale o un pervertito bestiale e non era autorizzata a divorziare da lui, anzi, come suggerisce lo schiavo, doveva rimanere sottomessa alle umilianti voglie sessuali del marito. Se non avesse UBBIDITO, sarebbe stata disassociata dalla congregazione!
Oltre al danno, pure la beffa!

Notate cosa avviene solo sei mesi dopo, grazie all’intendimento altalenante dello ‘schiavo fedele e discreto’ che pretende cieca obbedienza: annuncia che nascondere la propria omosessualità al coniuge viene considerata “fornicazione” ed è da considerarsi motivo di divorzio scritturale.

“… e la sincera e attenta investigazione di questo significato richiede una rivalutazione del nostro intendimento su quello che è il motivo scritturale del divorzio? … Significa questo che le innaturali e pervertite relazioni sessuali come quelle praticate dagli omosessuali sono incluse nel significato di questo termine usato dall’apostolo per scrivere le parole di Gesù? Sì. è così… Comprendendo il vero significato delle parole di Gesù, perciò quando un coniuge è colpevole di tale seria immoralità sessuale il coniuge innocente può scritturalmente divorziare da lui o da lei, se lo desidera. Chi ottiene il divorzio per tali motivi scritturali è anche scritturalmente libero di risposarsi, non essendo quindi soggetto all’accusa di adulterio. È chiaro che questo apporta una correzione nella veduta espressa in precedenti occasioni nelle colonne di questa rivista, ma la fedele attinenza a ciò che dicono effettivamente le Scritture lo richiede”. (Grassetto e sottolineatura mia)
(La Torre di Guardia 1/6/1973 pp. 351, 352)

Questo comportamento sessuale è condannato nella Parola di Dio.

“Trattando di pratiche sessuali, l’apostolo ci provvede un principio che ci aiuta a pervenire alla giusta conclusione. Egli si riferisce all’“uso naturale della femmina”, che alcuni abbandonavano preferendo ciò che è “contro natura”, soddisfacendo così “vergognosi appetiti sessuali” e “operando ciò che è osceno”. L’apostolo tratta specificamente le pratiche omosessuali, condannandole. … Crediamo che, a parte quelli che sono stati addottrinati nell’idea che ‘nel matrimonio tutto si può fare’, la stragrande maggioranza delle persone rigetterebbe normalmente come una pratica ripugnante la pratica della copulazione orale, come anche quella della copulazione anale. … A motivo di questo uso legale, Webster’s Third New International Dictionary, nella sua definizione di “sodomia”, include questo: “copulazione carnale con un membro dello stesso sesso o con un animale o innaturale copulazione carnale con un membro del sesso opposto; specificamente: introduzione dell’organo maschile nella bocca o nell’ano di un’altra persona”. Naturalmente, i dizionari e le leggi degli stati differiscono; ma il nostro atteggiamento si basa primariamente sulla Parola di Dio, la Bibbia. … Non è certo responsabilità degli anziani o di qualcun altro in una congregazione cristiana indagare nella vita privata delle coppie di sposi. Ciò nondimeno, se futuri casi di condotta molto innaturale, come la pratica della copulazione orale o anale, sono portati alla loro attenzione, gli anziani devono agire per correggere la situazione prima che ne derivi ulteriore danno, come farebbero con qualsiasi altro serio errore. … Le coppie di sposi cristiani possono dunque mantenere ‘il letto matrimoniale senza contaminazione’ non solo astenendosi dalla fornicazione e dall’adulterio, ma anche evitando contaminatrici, innaturali pratiche.”
(La Torre di Guardia 15/5/1973 pp. 317, 318)

“Tipica è l’attrazione esercitata dagli illeciti rapporti sessuali. C’è la prospettiva che siano eccitanti per quello che vi è implicato, per quello a cui possono condurre e anche per l’intenso egoistico piacere che si attende. Celibi e sposati scherzano dunque con l’immoralità e poi commettono fornicazione e adulterio. Questo desiderio di emozioni induce altri a compiere atti innaturali o pervertiti. Pertanto alcune donne cristiane si lamentano perché i loro mariti vogliono farle partecipare ad atti di sodomia o di copulazione orale. Inutile dire che le pratiche pervertite e innaturali sono tutt’altro che un’espressione di amore, affetto e tenerezza l’uno per l’altro. Tutto questo comportamento sensuale è ripetutamente condannato nella Parola di Dio. — Rom. 1:24-32; Giac. 4:1, 3.”
(Svegliatevi! 8/12/1974 p. 14)

Il trascorrere di altri due anni non apportò cambiamenti significativi alla posizione dell’organizzazione in merito alla liceità del divorzio per pratiche “licenziose” nell’ambito matrimoniale. La Torre di Guardia del 1° agosto 1975 pagine 479 e 480, ribadisce infatti la sua posizione precedente con la seguente domanda: “Le pratiche licenziose da parte di una persona sposata verso il suo coniuge costituiscono per il coniuge offeso una base scritturale per il divorzio?”, fornendo questa risposta:

“In quanto alle dichiarazioni di Gesù sul divorzio, esse non specificano con chi è praticata la “fornicazione” o por•nei′a. Lasciano aperto l’argomento. Por•nei′a si può giustamente considerare come comprendente le perversioni entro la disposizione matrimoniale e questo si vede dal fatto che l’uomo che costringe sua moglie ad avere con lui relazioni sessuali innaturali in effetti la “prostituisce” e la “corrompe”. Così egli si rende colpevole di por•nei′a, poiché l’affine verbo greco por•neu′o significa “prostituire, corrompere”. Per cui, potrebbero sorgere circostanze per le quali le pratiche licenziose di una persona sposata verso il suo coniuge sarebbero una base scritturale di divorzio. … Al fine di non essere prostituita un’altra volta in questo modo, una moglie cristiana può decidere di ottenere il divorzio. Può stabilire con la congregazione che la vera ragione di questo è por•nei′a e quindi procedere per ottenere il divorzio legale per qualsiasi fondato motivo accettevole alle corti del paese.”

Non v’è dubbio che fino ad agosto 1975 la posizione del Corpo Direttivo è estremamente chiara: i rapporti anali o orali all’interno della coppia sono un valido motivo per il divorzio.

Per questo motivo molti scelsero, a quel tempo, di divorziare dal coniuge incredulo che esigeva quel tipo di rapporti in quanto era Geova che lo suggeriva ritenendosi così liberi di divorziare e di risposarsi con un’altra persona.

Tutto questo sollevò una valanga di inquisizioni e interrogazioni. Sposi Testimoni scrivevano lettere ai quartieri di Brooklyn raccontando nei particolari i loro rapporti intimi nella speranza di ottenere il nulla osta alla loro condotta. Testimoni di Geova soffocati da sensi di colpa venivano allo scoperto confessando ciò che temevano fosse violazione delle regole stabilite. Mogli che accusavano i mariti agli anziani locali di richieste improprie a letto e anziani, a loro volta, che chiamavano i mariti dinanzi al Comitato Giudiziario per sapere e giudicare. Inutile dire che molti rapporti divennero tesi e alcuni matrimoni naufragarono.

Lettera privata da parte del Corpo Direttivo siglata SCE:SSE 4 agosto 1976 ad una congregazione Californiana:

Cari fratelli,

Siamo in possesso di una copia della lettera datata 21 luglio, spedita dal Comitato della Congregazione di S…….. in California, che tratta questioni riguardanti ……………

Vi preghiamo di farci sapere se qualcuno degli anziani della congregazione ha dato consigli sbagliati in merito ai problemi concernenti il sesso orale. Se qualche anziano della congregazione ha suggerito a persone sposate che non sarebbe sbagliato praticare il sesso orale, in base a quali elementi è stato dato questo consiglio? Se è stato dato un consiglio sbagliato, vogliamo sapere se sono stati compiuti gli opportuni passi per correggere qualsiasi errato intendimento da parte di individui che sono stati mal consigliati e desideriamo conoscere se gli anziani interessati sono ora d’accordo con ciò che è stato scritto nelle pubblicazioni della Società in merito al sesso orale.

Se qualcuno di voi, in qualità di anziani, ha consigliato ad altri che il sesso orale sia consentito come stimolazione prima di avere rapporti sessuali veri e propri, questo consiglio è sbagliato.

Grazie per l’attenzione che dedicherete all’argomento. Possano le ricche benedizioni di Geova accompagnarvi mentre vi sforzate sempre di affrontare la responsabilità di anziani in maniera esemplare.

I vostri fratelli.

Da questa lettera si può desumere che erano arrivate voci al Corpo Direttivo che singoli anziani di una congregazione della California consigliavano il sesso orale prima del rapporto, per questo motivo il Corpo Direttivo ne vuole sapere di più e nel caso che tali voci fossero vere si avrebbe preso i dovuti provvedimenti.

Ed ancora:

“Pratiche innaturali seguite nei rapporti sessuali nell’ambito del matrimonio, come copulazione orale e anale, hanno reso impuri dinanzi a Dio alcuni suoi servitori. Ma La Torre di Guardia si tenne al di sopra di questa corruzione facendo conoscere alle coppie di sposi come Dio considera la cosa. E fu pure mostrato che la fornicazione (porneía, greco), così detestabile agli occhi di Dio, include ogni forma di relazioni sessuali immorali. Le informazioni furono apprezzate, e quelli che abbandonarono tali pratiche impure furono completamente d’accordo con Davide, che chiese saggiamente al suo Padre celeste: “Dai peccati nascosti dichiarami innocente”.”
(La Torre di Guardia 1/8/1976 p. 474)

All’interno del matrimonio non è più reato di disassociazione.

Non trascorsero neppure tre anni che un “nuovo intendimento” della Società fa rimescolare le carte, costringendo così i buoni e bravi Testimoni a ri-ri-rimodificare la loro comprensione sul comportamento da tenersi nei rapporti sessuali nell’ambito del matrimonio.

Ecco il cambiamento:

“Bisogna riconoscere che la Bibbia non stabilisce nessuna regola o limitazione specifica sul modo in cui marito e moglie possono avere rapporti sessuali. … In passato apparvero commenti in questa rivista in relazione a certe pratiche sessuali insolite, come la copulazione orale, nell’ambito del matrimonio e queste furono messe sullo stesso piano della grave immoralità sessuale. In base a ciò si pervenne alla conclusione che chi si abbandonava a tali pratiche erotiche era soggetto alla disassociazione se non si pentiva. Si pensava che gli anziani della congregazione avessero l’autorità di investigare e agire in funzione giudiziaria riguardo a tali pratiche nella relazione coniugale.
Un ulteriore e attento esame della cosa comunque, ci ha convinto che, mancando chiare istruzioni scritturali, queste sono cose per cui la coppia di sposi deve assumersi la responsabilità dinanzi a Dio e che non spetta agli anziani tentare di controllare queste intimità coniugali né provvedere alla disassociazione…”.
(La Torre di Guardia 15/7/1978 p. 30)

“Anche se non spetta alla congregazione cristiana dire alle persone come devono agire in tutte le questioni sessuali riguardanti il letto matrimoniale, si può comunque indicare loro la necessità di mostrare benignità, amore e considerazione reciproca nei loro rapporti intimi come in qualsiasi altro aspetto della vita cristiana. … Si dovrebbero esortare gli individui ad agire in modo tale da rimanere con la coscienza a posto e mantenere incontaminato il letto matrimoniale. … È quindi indispensabile mettere da parte preconcetti o idee personali su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, e accettare con tutto il cuore le direttive di Geova”.
(Libro di testo per la Scuola di Ministero del Regno – Ks. 1981 pp. 150, 151)

Nel 1983: altro ripensamento.

Questa volta, diversamente da tutte le altre, la sede della discussione non è più la rubrica “Domande dai lettori”, ma un articolo “secondario”, cioè non di studio domenicale. Dopo aver ancora una volta ripercorso le tappe della terminologia biblica, ecco che giungono al nodo cruciale: Cristiani sposati. E sotto questo titolo ecco che la musica cambia nuovamente:

“Che dire però se un coniuge vuole o perfino esige che la moglie o il marito partecipi a quella che è chiaramente un’attività sessuale pervertita? I succitati fatti indicano che porneia implica atti sessuali illeciti al di fuori dell’istituzione coniugale. Perciò, se un coniuge impone atti pervertiti, come sesso orale o anale, nell’ambito del matrimonio, questo non costituirebbe una base scritturale per ottenere un divorzio che renderebbe entrambi liberi di risposarsi… Con questo viene ampliato e modificato l’intendimento di ciò che è stato pubblicato nella Torre di Guardia del 1° agosto 1975, pagine 479, 480, e del 15 luglio 1978, pagine 30-32. Coloro che agirono in base a ciò che sapevano a quell’epoca non sono da criticare. Né questo influirebbe sulla condizione di colui che in passato, credendo che la condotta sessuale pervertita del coniuge nell’ambito del matrimonio equivalesse a porneia, ha ottenuto il divorzio e si è risposato”.
(La Torre di Guardia 1/9/1983 pp. 30, 31)

È chiaro il linguaggio del Corpo Direttivo quando dice che non sono da criticare quelli che “agirono in base a ciò che sapevano a quell’epoca”: sta semplicemente ordinando a tutto il popolo dei Testimoni di non permettersi di criticare il suo “bordeggio”. In questo modo, oltre che il suo modo di operare, anche i testimoni che vivono, alla luce del nuovo intendimento, in una condizione di adulterio, in quanto il loro attuale stato matrimoniale è irregolare non essendo frutto di un divorzio scritturale.

“L’avvertimento di non contaminare il letto matrimoniale dovrebbe anche spingere i cristiani sposati a evitare pratiche sessuali impure con il proprio coniuge, anche se non c’è nulla di impuro nelle appropriate intimità fisiche all’interno del matrimonio.”
(La Torre di Guardia 15/12/1989 p. 19)

La norma stabilita nel 1973 veniva così soppressa. I Mariti e le rispettive mogli non furono più costretti a scambiarsi accuse l’un l’altro a causa di cosiddetti eccessi nelle relazioni intime e gli anziani locali smisero di convocare nei comitati giudiziari gli sposi per farsi spiegare nei minimi dettagli i loro giochi amorosi.

Evitare saggiamente ogni impurità e concupiscenza sessuale.
“L’ispirato scrittore biblico non aveva bisogno di spiegare il modo naturale in cui gli organi riproduttivi del marito e della moglie si complementano a vicenda. I rapporti omosessuali, ovviamente, non possono seguire questo modo naturale. Perciò gli omosessuali maschi e femmine ricorrono ad altre forme di rapporto che l’apostolo definisce “vergognosi appetiti sessuali” e pratiche ‘oscene’. (Romani 1:24-32) Potrebbero le coppie di sposi imitare nel loro matrimonio queste forme di rapporti omosessuali e nello stesso tempo non sentirsi colpevoli agli occhi di Dio di aver manifestato “vergognosi appetiti sessuali” o “desideri dannosi”?”.
(Vera pace e sicurezza: Come trovarla? 1986 p. 150)
Il Corpo Direttivo ama avere il controllo totale dei propri membri:

“Anche se non spetta alla congregazione cristiana dare istruzioni su come agire in tutte le questioni sessuali riguardanti il letto matrimoniale, si può comunque ricordare agli individui la necessità di mostrare benignità, amore e considerazione reciproca nei rapporti intimi… Si dovrebbero esortare gli individui ad agire in modo da mantenere una coscienza pura, e il letto matrimoniale dovrebbe essere incontaminato… Sebbene le pratiche pervertite siano errate, se nell’ambito coniugale uno vi è implicato, o vi è stato implicato, ciò non significa che lui o lei debbano necessariamente perdere i privilegi di servizio… Se gli anziani vengono a conoscenza di una condotta del genere, dovrebbero considerare quanto segue: È una pratica recente o attuale, o è qualche cosa che ha avuto luogo nel passato ed è stata definitivamente superata? La persona si fa promotrice di tale condotta come di uno stile di vita appropriato? Prova rimorso al riguardo? Se è sinceramente pentita e la situazione non è risaputa, può non essere necessario toglierle privilegi di servizio”.
(“Prestate attenzione a voi stessi e a tutto il gregge” [Ks. 1991] p. 142).

Basta tutto questo, ma nulla fu fatto per riparare i danni arrecati, gli imbarazzamenti, le colpe, la confusione, la paura, la stracciata riservatezza, realtà sofferte da così tanta gente per così tanti anni, e poi i matrimoni sfasciati dalle intrusioni della Watch Tower.

Il Corpo Direttivo si diletta forse a giocare con la vita delle persone: non posso non aver compassione dei semplici testimoni di Geova che, a causa della loro sincera credenza che il Corpo Direttivo parla al posto di Dio. “Geova ci parla tramite la Bibbia e ‘lo schiavo fedele e discreto” (La Torre di Guardia 1/5/2000 p. 15), devono sottostare agli umori altalenanti dei loro capi che rassomigliano molto a coloro che in Efesini 4:14 vengono: “sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina”.

Inoltre Se il coniuge incredulo avesse obbligato il credente ad avere questo tipo di relazioni, il credente si sarebbe dovuto rifiutare e considerare tale atto come se stesse commettendo idolatria o altre cose gravi.

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