Una delle cose più inquietanti nel timore del fenomeno settario è la ragione del silenzio degli ex seguaci. L’ICSA ha condotto un sondaggio tra gli ex membri per meglio comprendere i meccanismi di questo fenomeno complesso e di una terribile perversità.
di Michael Langone , 23 agosto 2014
Il 2 agosto 2014, l’ICSA ha diffuso un sondaggio per ottenere informazioni sulle restrizioni alla libertà di espressione subita da ex membri di gruppi settari.
Benché questo studio fosse interessato principalmente ai ricorsi intentati da alcune comunità contro i loro critici per ridurli al silenzio, l’indagine ha anche esaminato altri motivi per cui molte persone hanno la sensazione di essere intralciati nella loro libertà di espressione.
Una e-mail è stata quindi inviata a 3.580 destinatari della mailing list dell’ ICSA per invitarli a rispondere a un “sondaggio sulla libertà di espressione.” 109 persone hanno risposto al sondaggio tra il 2 e il 22 agosto 2014. In grande maggioranza (80%) erano ex membri di gruppi settari.
Dal momento che solo una piccola percentuale di persone che appartengono alla rete di ICSA sono attivisti, (vale a dire persone che gestiscono siti web o si esprimono apertamente su qualsiasi gruppo), il nostro campione è senza dubbio rappresentativo della popolazione affiliata alla nostra associazione, ma non ne siamo sicuri. In ogni caso, il numero delle persone che hanno risposto e la velocità della loro risposta suggerisce che la questione della libertà di espressione è un problema che colpisce molti membri della rete ICSA.
Dopo aver raccolto alcune informazioni di tipo demografico, l’indagine ha proponeva 13 domande a risposta multipla. Le risposte a queste domande sono rivelate qui di seguito:
Domande a risposta multipla:
Sei stato citato in giudizio per aver esercitato la tua libertà di parola?
Sì: 14
No: 95
Se sei stato citato in giudizio, hai documenti legali in tuo possesso che saresti disposto a condividere?
Sì: 11
Avete ricevuto messaggi con una implicita minaccia di azioni legali?
Sì: 29
No: 77
Non hanno risposto alla domanda: 3
Avete ricevuto messaggi di carattere legale di protesta contro le vostre critiche, senza tuttavia minacciarti di azioni legali?
Sì: 24
No: 84
Non hanno risposto alla domanda: 1
Avete ricevuto minacce verbali o intimidazioni a causa della vostra critica?
Sì: 56
No: 52
Non hanno risposto alla domanda: 1
Avete ricevuto uno o più telefonate malevole a causa della vostra critica?
Sì: 51
No: 57
Non hanno risposto alla domanda: 1
Il vostro sito web è lo stato violato?
Sì: 14
Non ne sono sicuro: 24
No: 72
Alcune persone hanno cercato far chiudere il vostro sito web?
Sì: 15
Non sono sicuro: 16
No: 74
Non hanno risposto alla domanda: 5
La vostra credibilità e la vostra integrità morale sono state attaccate a causa delle vostre posizioni critiche?
Sì: 87
No: 21
Non hanno risposto alla domanda: 5
In che misura il vostro lavoro di prevenzione è stata ostacolato a causa delle minacce o della intimidazione che avete subito ?
ho ridotto un po’il mio lavoro : 24
L’ho ridotto molto: 18
Ho smesso del tutto: 8
Non mi preoccupa affatto: 29
Io non sono stato interessato da questo problema: 18
A proposito del vostro coinvolgimento in un gruppo settario, si prega di indicare le voci che si adattano alla vostra situazione:
Sono un ex membro di 86 (40 hanno segnato questo casella)
uno o più membri della mia famiglia sono / sono stati coinvolti: 50 (10 hanno segnato questa casella)
sono cresciuto e sono stato cresciuto in un gruppo settario: 28 (3 hanno segnato questa casella)
Non hanno risposto alla domanda: 15
Da notare che tra gli ex membri:
15 dicono di avere, o che hanno avuto loro familiari coinvolti
3 dicono di essere cresciuti in un gruppo settario
22 dicono di averli entrambi (cioè membri della famiglia coinvolti + essere cresciuti in un gruppo settario)
Sareste interessati a una formazione su questioni giuridiche relative alla libertà di espressione?
Sì: 42
No: 22
Forse: 31
Non rispondono alla domanda: 16
Ti piacerebbe avere una relazione sui risultati di questa indagine?
Sì: 96
No: 12
Non rispondono alla domanda: 0
Analisi dei Commenti
L’ultima domanda del sondaggio diceva: “Nella casella sottostante, si prega descrivere come è stata minacciata la tua libertà di parola. “
Anche se la relazione non contiene nomi o dati demografici specifici, ho preferito non pubblicare quelle risposte, perché troppi di loro rivelano implicitamente, e qualche volta in modo esplicito, l’identità degli intervistati. Inoltre, alcuni commenti sono di circa 10.000 parole.
Tuttavia, cercherò di dare ai lettori un’idea del tipo di osservazioni fatte dalle persone che hanno risposto al questionario.
Per cominciare, si deve rilevare che la sensazione di essere privato della propria libertà di espressione non deve necessariamente portare ad azioni legali, reali o sotto forma di minacce. Gli intervistati hanno detto che si sentivano impediti nella loro libertà di espressione per:
intimidazioni da parte di membri delle loro famiglie
minacce di dannazione eterna, di esclusione o di scomunica
paura di vedere rivelata loro identità su alcuni forum internet privati o che informazioni confidate in segreto, (come”confessioni”, ad esempio), siano rese pubbliche
telefonate che esigono che la persona cessi di criticare il gruppo
paura di vedersi arrivare all’improvviso membri del gruppo
timore che criticando si perda il contatto con i familiari che sono ancora nel gruppo
denunce presentate ad autorità universitarie, da associazioni professionali o da organismi che rilasciano i titoli
paura di ferire le persone che sono ancora nel gruppo
una residua forma di fedeltà al gruppo
attacchi sui social network
paura che le critiche pubbliche conducano ad azioni legali
paura di dover subire lo stesso tipo di molestie subite da altre persone, più coinvolte nella critica
tentativi per impedire loro di testimoniare in un processo
paura di essere dichiarato pazzo
minacce fisiche
Anche se questi fenomeni di inibizione della parola caratterizzano la maggior parte delle persone che hanno risposto al sondaggio, oltre il 10% di essi, (14 su 109), sono stati effettivamente perseguiti, e quasi la metà sono stati minacciati di azioni giudiziarie o hanno ricevuto lettere di intimidazione legale.
Delle 79 persone che hanno risposto alla richiesta di valutare l’impatto sul loro coinvolgimento personale nella prevenzione anti-sette, otto hanno detto di essersi fermati, 18 hanno detto di aver ridotto in modo significativo il loro lavoro e 24 hanno dichiarato di aver ridotto il loro lavoro. 29 hanno affermato che non erano stati colpiti da minacce alla loro libertà di espressione, anche se l’indagine non ha specificato quanti di loro non sono stati vittima di molestie né quanti molti di loro hanno continuato il loro lavoro di prevenzione nonostante le molestie.
In alcuni casi, le persone critiche verso le sette sono state a volte fermate con tecniche di intimidazione giudiziarie: non perché avevano sbagliato, ma perché non avevano i mezzi per difendersi. In altri casi, i critici non sono riusciti a misurarsi nelle loro dichiarazioni, anche se critiche articolate in modo irresponsabile possono alla fine rivelarsi valide.
Questa breve relazione non svilupperà la questione della intimidazione legale, perché per fare questo occorreranno informazioni dettagliate su casi specifici che l’indagine non fornisce. Un ulteriore studio potrebbe analizzare questo aspetto.
Va notato che più di un terzo di coloro che hanno risposto al sondaggio erano davvero desiderosi di ricevere una formazione giuridica sulll’esercizio della libertà di espressione, e più della metà ha dichiarato di essere disponibile alla formazione stessa.
Coloro che denunciano l’uso del sistema giuridico come arma per mettere a tacere gli avversari possono incoraggiare le persone che criticano gruppi settari:
a sostenere o contribuire allo sviluppo delle risorse per rendere le critiche e i denuncianti più prudenti ed efficaci nelle loro testimonianze e a fornire assistenza legale, pro bono o mediante sussidi, ai soggetti critici verso le sette le cui risorse economiche sono assai più piccole di quelle dei gruppi che criticano.
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