TESTIMONI DI GEOVA – SERVIZIO MILITARE – INTEGRITA’ CRISTIANA E FEDINA PENALE – DA UN ANZIANO. 4/11/2014

mininaja

TESTIMONI DI GEOVA

SERVIZIO MILITARE 

INTEGRITA’ CRISTIANA

E

FEDINA PENALE

DA UN ANZIANO

 

Buona sera a tutti,

mi chiamo Mauro e sono un anziano attivo ma non più convinto della congregazione cristiana dei testimoni di Geova del nord Italia.

Seguo questo blog già da un po’ e dopo averci pensato a lungo ho deciso di scrivere per chiedere un’opinione e un aiuto.

Tutta la mia famiglia fa parte di questa religione, dunque mio padre, anziano pluriennale, mia madre pioniera fino a quattro anni fa, mio fratello e mia cognata, mio figlio ex servitore e i miei cugini tutti membri attivi e associati.

Aggiungo che mia sorella dopo diversi anni è stata riassociata nella sua congregazione, motivo per cui non darò ulteriori informazioni personali per non condizionare le sue scelte o scoraggiarla.

E’ comunque un dato di fatto che il web ha sbloccato molti dogmi e ha reso possibile un confronto meno fondamentalista tra membri ed ex.

Vi scrivo in merito ad una cosa che ho scoperto (o riscoperto) dopo alcuni eventi che mi hanno riguardato personalmente.

Tutti i testimoni di Geova maschi con più di 40/50 anni hanno affrontato la prova dell’integrità cristiana circa il servizio militare. Quello che non sapevo è che la fedina penale rimane segnata nonostante gli anni.

Dunque tutti i fratelli che sono stati in carcere HANNO LA FEDINA PENALE MACCHIATA almeno a livello nominale.

L’ho scoperto sulla mia pelle in seguito a un equivoco generato da un caso di omonimia.

Di sicuro non sono molti e neppure pochi i tdg che commettono reati penali (spero nessuno), ma quando si tratta di dover dimostrare la propria innocenza davanti alla legge questa macchia salta inevitabilmente fuori.

Dunque rimane in memoria, nonostante gli anni. 

Ricordo anche che la società non informava i ragazzi circa la possibilità di fare il pompiere.

A suo tempo, una volta scoperto, avevo chiesto informazioni circa le scelte della società…la risposta era stata piuttosto elusiva.

Il fatto è che questo avrebbe reso molto più semplice la vita di questi ragazzi.

Ho evitato per un soffio il carcere di Xxxxx e sono andato a Xxxxxxxxx, ambiente assai più simpatico.

Tutta via ci sono stati dei ragazzini (perchè a 19 anni non sei uomo) che se la sono passata piuttosto male, perchè non tutti venivano messi nelle camerate comuni di tdg tutti insieme.

Posso dire da quel lato di essere stato fortunato.

Se ad esempio tutti coloro che hanno subito dei danni morali si facessero sentire che pubblicità avrebbe la società?

Ad esempio ricordo che l’andare in carcere era una prassi…. l’idea di sottointesa era quella di affrontare con onore e orgoglio questa prova e di non cercare ulteriori scappatoie.

Addirittura chi non passava la visita di idoneità sentiva di avere perso un’opportunità per dimostrare la propria posizione avanti a Geova.

Anche quelli del mondo avrebbero preferito evitare questo fardello, a prescindere dalla religione o dai principi.

Chi ad esempio doveva proseguire gli studi, colui sul quale dipendeva l’economia famigliare, chi aveva problemi seri o meno di salute eccetera.

Fatto sta che anzichè trovare soluzioni alternative (e ce ne sarebbero state) l’aria di sottofondo in sala era quella di presentarsi volontariamente per affrontare la “prova di petto” ribadisco con vanto, orgoglio e determinazione.

Sia ben chiaro, non intendo dire che sia giusto imparare a fare la guerra, ma è assai più giusto imparare qualcosa di buono e di utile, o continuare a sostenere la propria famiglia.

La società ha sanzionato chi ad esempio ha scelto il servizio sostitutivo per diversi anni.

Ma chi andava in carcere, doveva lavorare.

Dunque sia che andasse in segreteria, che lavorasse allo spaccio o in mensa di fatto LAVORAVA PER I MILITARI assai in misura più compromettente di chi sceglie di fare l’obiettore e viene assegnato in una scuola o in un cimitero.

Ho comunque dei bei ricordi spensierati di quel periodo ma non riesco a dimenticare l’esperienza di un mio caro amico che a seguito della sue scelte “condizionate” è stato fortemente segnato da queste vicissitudini.

Servivano forse delle vittime comode per dimostrare qualcosa, per focalizzare l’attenzione sulla “persecuzione”?

Ho fatto delle mie riflessioni, ci sono molti fratelli sfiduciati e delusi, non immaginate quanti.

Qualcuno ha il coraggio di farsi sentire?

Vorrei avere una risposta, perchè pare che il servizio di leva il prossimo anno o quello dopo riparta.

E in ogni caso se ci fossero dei precedenti la società sarebbe più cauta e non s’ intrometterebbe nelle scelte personali.

Dunque non è per me ma per una giustizia nei confronti altrui che vorrei che alcune cose venissero a galla. 

Grazie

Mauro

 

Q-QUO-VADIS-FB21

 www.facebook.com/quovadisaps

  www.quovadisaps.org

 quovadis.aps@gmail.com

telefono  392 1539014