NORVEGIA VS TESTIMONI DI GEOVA: NON È SOLO UNA CAUSA, È UNO SPARTIACQUE 5/2/2026

Oggi 5 febbraio 2026 la Corte Suprema Norvegese si è riunita per decidere su una vicenda che va ben oltre una singola religione. In gioco non ci sono solo dei fondi pubblici, ma una domanda scomoda: fino a che punto la libertà religiosa può giustificare pratiche che colpiscono i minori?

Perché lo Stato ha detto stop ai fondi
Nel 2022 la Norvegia ha tolto finanziamenti e registrazione ai Testimoni di Geova. Il motivo è chiaro: la disassociazione (ostracismo) viene considerata una forma di controllo sociale e violenza psicologica, soprattutto quando riguarda ragazzi che scelgono di uscire dall’organizzazione.

Per lo Stato, un minore non dovrebbe mai dover scegliere tra la propria libertà e perdere famiglia, amici e relazioni.

La risposta della Watchtower
La Watchtower (WTS) difende l’ostracismo come pratica biblica e parla di attacco alla libertà di culto. Ma qui la domanda è inevitabile: una pratica religiosa smette di essere intoccabile quando produce danni concreti?

⚖️Una sentenza che farà scuola
Dopo una sconfitta nel 2024 e una vittoria in appello nel 2025, ora la Corte Suprema ha l’ultima parola.

Se la WTS vince
• Torneranno milioni di euro di fondi pubblici
• Nessun obbligo di cambiare le regole interne
• Un precedente pericoloso: lo Stato potrà finanziare pratiche che isola i minori?

Se la WTS perde
• Stop definitivo ai fondi
• Perdita dello status legale
• Un messaggio chiaro all’Europa: i diritti dei bambini vengono prima

Le “riforme” del 2024 dei vertici: è una svolta reale o mossa strategica?
Nel marzo 2024 la Watchtower ha ammorbidito alcune regole sui minori. Comitato ridotto, più “misericordia”, perfino un semplice saluto agli espulsi.

Ma la sostanza resta:
Un minore disassociato continua a essere socialmente isolato.
I legami fuori dal nucleo familiare restano compromessi.

Non sorprende che lo Stato norvegese parli di cambiamenti di facciata, pensati più per evitare sanzioni che per proteggere davvero i ragazzi.

Il vero punto della causa
La Norvegia sta dicendo: “Non finanziamo religioni che, nei fatti, danneggiano i minori.”
La Watchtower risponde: “È libertà religiosa.”

La Corte dovrà decidere chi paga il prezzo di questa libertà.

Le udienze continuano il 6 e 9 febbraio.
Qualunque sia il verdetto, farà rumore. Molto rumore.

Commento notizia di Rocco Politi presidente dell’Asoociazione Quo Vadis a.p.s.

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