CONTRATTO DI LAVORO SECONDO IL CODICE DI DIRITTO INSEGNATO DALLA “TORRE DI GUARDIA”. 21/3/2015

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CONTRATTO DI LAVORO

SECONDO IL CODICE DI DIRITTO

INSEGNATO DALLA

“TORRE DI GUARDIA”

Un certo signor Rossi (nome fittizio) anziano testimone di Geova, ha il coraggio di trattare contratti di lavoro secondo il codice di diritto insegnato dalla “Torre di Guardia”, invece di attenersi alle regole dei contratti di lavoro secondo le leggi dello Stato Italiano. Serve qui notare come i testimoni di Geova non si ritengono italiani in quanto essi non appartengono ad alcuna nazione; essi appartengono solo al Regno Teocratico di Geova cioè dipendenti solo ai capi della setta con sede a Brooklyn. (Sia Dio riconosciuto verace – 1952 2 ed. pp. 228-242; Vita eterna nella libertà dei figli di Dio – 1967, p. 302; Riconciliazione – 1928, p. 250).

Questo signor Rossi, imprenditore di lavori di “pulizie e pitture industriali”, in accordo col Comune assume l’appalto di pulizie presso le scuole della città. Assume al lavoro una ventina di persone, tutti testimoni di Geova, non tanto per dar lavoro ai suoi correligionari, ma quanto per avere alle dipendenze “pecore” della setta che egli pensa non possono non essere che ubbidienti. Difatti il sig. Rosi si diverte a confortare con citazioni bibliche quanto va man mano imponendo ai suoi lavoratori contro le leggi dello stato e a favore dei suoi interessi privati.

Il sig. Rossi comincia a pontificare creando leggi, diritti e doveri sempre secondo il codice geovista e parla delle responsabilità sue, del datore di lavoro dicendo:

  1. Il datore di lavoro si impegna a sollecitare il Comune a pagare quanto di dovere.

  2. Il datore di lavoro si impegna, nella difesa dei diritti dei lavoratori, ad agire anche per vie legali se necessario.

Ma in cambio, cosa chiede agli operai?

  1. A continuare a lavorare secondo il contratto anche senza essere pagati a tempo debito. Il sig. Rossi per quanto sappia che i testimoni di Geova non scioperano, teme fortemente, non si sa mai, come del resto poi è avvenuto, che qualche forte contestazione possa scoprire i suoi altarini e così si affretta Bibbia alla mano, a richiamare alle “pecore” il dovere di dare “buona testimonianza” ai controllati da satana che stanno al Comune.

Praticamente l’anziano sig. Rossi dice: statevene buoni e zitti perché dobbiamo

apparire esemplari lavoratori.

  1. Qui l’anziano sig. Rossi, invece di fare il datore di lavoro si mette a fare il capo predicatore della setta, richiamando i principi cristiani e imponendo obblighi contro la Costituzione. Credeva di soffocare così con le chiacchere dei principi cristiani i sacri diritti dei lavoratori.

IMPONEVA DI:

+ Non divulgare tra i lavoratori eventuali problemi di lavoro.

(Discutere di problemi di lavoro è diritto sacrosanto che nessun capo religioso può conculcare.)

+ Non fare oggetto di discussione “I problemi di lavoro”.

(Ma il sig. Rossi credeva che i suoi lavoratori testimoni di Geova fossero dei reclusi?)

+ Agire in armonia ai principi cristiani.

(Temeva qualche trasgressione a Geova (Quale?) o temeva che le discussioni scoprissero i suoi puri altarini?)

+ Non criticare le inadempienze sue e di altri in nessun luogo.

(Molto preoccupato, il sig. Rossi di tappare la bocca ai lavoratori!)

+ Trattare di problemi di lavoro solo con lui.

(Che può succedere, pensava, se qualcuno, come poi è successo, si ricorda dei sindacati, realta sacrosante anche se dalla setta scomunicate?)

+ Rispettare queste norme appellandosi all’azione dei capigruppo.

(Il sig. Rossi tenta di provvedersi di uomini del corpo temendo che gli potessero scappare le briglia di mano.)

+ Qui il pauroso datore di lavoro nella speranza di cattivarsi l’ubbidienza dei lavoratori, fa balenare loro dei profitti, non importa se basati sull’inganno, sulla falsità, sulla doppiezza che questa volta il capo geovista non giustifica biblicamente. Dice nientemeno così: per non perdere metà mese di paga, facciamo finta di lavorare facendoci vedere al lavoro qualche ora al giorno, qualche giorno alla settimana facendo qualche lavoro che può passare di contratto.

(Bella testimonianza cristiana! Qui c’è reato di istigazione a delinquere!)

+ Da ultimo, il datore di lavoro, preoccupato che la faccenda prendesse sviluppi non desiderati, comincia a mettersi in regola come può, chiedendo i tesserini per le assicurazione di legge, cosa che avrebbe dovuto fare subito all’inizio dei lavori.

Così il capo geovista passa alla firma del documento da parte delle “pecore” le quali per intanto firmano, ma con la restrizione mentale che se il capo religioso è stato disubbidiente alla legge dello Stato è bene che secondo i “principi cristiani” paghi quanto deve.

INFATTI:

Il Patronato INCACGL DI……… notate le molteplici infrazioni al codice del lavoro da parte dell’imprenditore sig. Rossi, sporge “denuncia”:

All’Ispettorato del Lavoro di………

Al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale

Alla Procura della Repubblica di………

All’Ufficio Vigilanza dell’INPS di…….

Nei confronti del sig. Rossi perché presso la sua Impresa di lavoro “20 operai senza regolare nulla osta rilasciato dalla locale sede di Collocamento”.

Non solo, ma presso tale Impresa presta lavoro un certo signor………. Iscritto negli elenchi dei disoccupati speciali ex cantieri di……………. Di più, il sig. Rossi deve rispondere della “mancata regolarizzazione delle posizioni assicurative”.

Il Patronato attende l’esito del controllo ispettivo.

L’ESITO DEL CONTROLLO

L’esito del controllo non si fa attendere e in data 11 aprile 1989 il Ministero del Lavoro risponde così:

La ditta ha provveduto alla regolarizzazione contributiva di nr. 14 lavoratori che sono risultati non regolarmente assunti per il tramite del componente Ufficio di Collocamento. Per quanto attiene al sig……….. è di competenza alla superiore Autorità Giudiziaria.

CONCLUSIONE

Il sig. anziano Rossi, pauroso di brutte sorprese pensa bene di risolvere i suoi guai tramite legali delle due parti. Non ci interessano gli sviluppi pratici e minuti di tutta la faccenda. Ci interessa solo di aver dimostrato senza ombra di dubbio che il geovismo predica bene ma razzola male. Mentre si rifà ai principi cristiani, viola i più fondamentali diritti umani. Mentre si dice ubbidiente allo Stato, disubbidisce nella maniera più pacchiana. Non mi risulta che il sig. Rossi, per le sue immoralità, sia stato disassociato o almeno rimosso dall’incarico di grave responsabilità com’è quella dell’Anziano.

Per fare questo contratto di lavoro, il sig. Rossi fa riferimento agli insegnamenti della rivista Torre di Guardia del 154 novembre 1986, pp. 15-19 § 17-21; Salmo 15:4.

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Fonte : BRUNO SANTINI

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